Cerca Uomo Gay

Berlusconi contro i matrimoni gay

Berlusconi contro i matrimoni gay

Ancora una volta, l’ex premier Silvio Berlusconi è tornato a parlare di politica e dei suoi progetti da dittatore qualora dovesse vincere le elezioni. Niente festini, prostitute e tasse in aumento… Ma un monito verso gli elettori, chiaro come il sole, lanciato telefonicamente durante i festeggiamenti per i giovani che hanno completato il percorso di recupero all’interno della comunità “Incontro” di don Gelmini: “Se la sinistra vincerà le prossime elezioni, avremo immigrati irregolari e matrimoni gay“.

Sul primo punto, quello degli immigrati irregolari, la preoccupazione dell’ex premier è che queste persone possano poi ottenere il diritto di voto per votare prevalentemente per la sinistra. Sul secondo punto, invece, Berlusconi ha voluto ingraziarsi i voti dei cattolici e del mondo ecclesiastico (leggi Chiesa o Vaticano), da sempre ultraconservatori e contrari, quindi, alla proposta di legalizzare le unioni tra persone dello stesso sesso.

Basta leggere le sue parole per comprenderlo in pieno: “Andremo avanti nella difesa della famiglia, non vorremmo dover assistere, con l’avvento della sinistra al potere, all’inflazione dei matrimoni gay e all’apertura delle nostre frontiere ai migranti stranieri. Tutto ciò che rientra nella tradizione cristiana sarà al primo posto del nostro programma“. Davvero un gesto gentile da parte di uno che, di cristiano o religioso, ha ben poco…

La Chiesa non può fare altro che incassare e ringraziare, sfregandosi le mani per il ghiotto messaggio elettorale dell’ex premier. Del resto, se la Chiesa, che di recente ha condannato l’innocente amore omosessuale, aveva bisogno di una campagna promozionale da lanciare contro i matrimoni gay, è stata servita. E anche su un bel piatto d’argento… Perché, purtroppo, di italiani che crederanno alle parole e ai deliri di questa specie di uomo ce ne sono tanti e il rischio che possa nuovamente vincere le elezioni (e far sprofondare l’Italia nel baratro ancora una volta) è molto alto.

C’è però un potere molto più grande del solo Berlusconi, che è quello della Unione Europea. Non bisogna dimenticare, infatti, che il Parlamento Europeo ha invitato 11 Paesi membri, tra cui l’Italia, ad assumere quanto prima delle forme di tutela e riconoscimento per le coppie gay, pena la possibilità di andare incontro a pesanti sanzioni. L’Italia è già fanalino di coda in Europa per quanto riguarda i diritti gay. Se vince Berlusconi, diventerà ufficialmente un paese da terzo (o quarto?) mondo. Pensateci quando andrete alle urne…

You may also like

0 comments

Sign In

Reset Your Password