lunedì 2 febbraio 2015

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Camerun: giovane gay in prigione per un sms

Camerun: giovane gy in prigione per un sms

Mentre il mondo si evolve, tanto da poterci offrire voli da un continente all’ altro in poche ore e sistemi per comunicare in una manciata di secondi, ogni tanto si leggono notizie che ci riportano brutalmente alla realtà. Sono ancora decine i paesi dove l’omosessualità è considerata reato. Un reato che per alcune legislature è addirittura punibile con la morte. La vicenda di Jean-Claude Roger Mbede si svolge in Camerun, stato africano che noi conosciamo per i numerosi suoi cittadini che passano per le spiagge e per i successi calcistici di Eto’o. Bene, il Camerun è anche altro. E’ un paese dove le leggi sono indietro di anni. Jean-Claude non è un assassino, né un ladro, la sua unica colpa è stata quella di aver  inviato un sms in cui diceva di essersi preso una sbandata per un ragazzo. Il messaggio, intercettato, gli è costato il carcere. Rilasciato su cauzione a luglio, il giovane ha dichiarato di aver passato l’ inferno in cella, a causa degli attacchi omofobi di compagni di prigionia e guardie. Adesso, il suo avvocato sta per presentare un appello alla Corte suprema del paese, e intanto l’opinione pubblica mondiale, assieme ad Amnesty International, si è mobilitata per dare una mano al ragazzo. La speranza è che Jean-Claude ce la faccia, ma sono ancora troppi i carcerati che scontano anni di galera solo perchè gay. La lotta degli attivisti della LGBT (Lesbian, Gay, Bisexual and Trasgender) nel paese africano, uno dei più repressivi del continente, ha ancora una infinità di ostacoli da superare.

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