sabato 28 marzo 2015

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Chris Colfer: è difficile essere un modello per i gay

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L’attore Chris Colfer, star della serie televisiva Glee e punto di riferimento per tanti giovani gay che seguono le vicende del suo personaggio Kurt, ha recentemente detto in un’intervista di sentirsi “onorato” per essere un modello da seguire, pur ammettendo di sentirsi un pò “oppresso” per l’enorme responsabilità che comporta.

Intervistato dal giornale Metro, Chris Colfer si è rivolto ai migliaia di fans che gli hanno scritto lettere di ringraziamento per la sua apertura verso i diritti gay, dichiarando la sua felicità per il suo essere un modello per tanti giovani: “Quando penso alle migliaia di lettere che ho ricevuto dai ragazzi che mi ringraziano, mi sento onorato“. Già in passato, l’attore aveva detto che la relazione tra il suo personaggio Kurt e Blaine nella serie Glee poteva essere di grande aiuto per i gay più giovani.

Un onore che, però, è difficile da portare avanti: “Qualche volta la vita di un modello da seguire può essere un bel pò opprimente, diventi quasi lo psichiatra del mondo intero. Provo comunque a prendere questo ruolo molto seriamente, perché quando sono cresciuto non c’era nessuno come noi al quale guardare come modello. Ho ricevuto lettere da ragazzi che mi confessano i loro più profondi e oscuri segreti e vorrei aiutare tutti anche se, nella realtà, non ci riesco“.

A proposito, invece, della composizione demografica del suo gruppo di fans, Chris Colfer ha provato a immaginare da chi può essere composto in maggioranza: “Direi che il 95% dei miei fans è composto da ragazze adolescenti. Molte mi scrivono lettere in cui dicono che vogliono convertirmi e sposarmi, il che è molto lusinghiero“.

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Gay nella finzione televisiva e nella realtà, Chris Colfer aveva già detto in una precedente intervista di sentirsi spesso “etichettato” per la sua sessualità e che alcune persone hanno provato a “convertirlo” per il suo essere gay.

Anche la sua infanzia non è stata delle più felici… L’omosessualità mai nascosta lo ha portato a essere spesso vittima di bullismo omofobico a scuola, talvolta anche ogni giorno. Chris ha, però, svelato di non aver mai detto nulla ai suoi genitori di queste aggressioni, perché la sorella soffriva di epilessia e non voleva impensierirli con i suoi problemi.

Il giovane attore sta avendo molto successo anche come scrittore, visto che il suo libro per ragazzi, The Land of Stories, è subito salito ai primi posti della classifica dei bestseller selezionati dal New York Times.

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