sabato 30 maggio 2015

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Cultura

Saggi, recensioni e documenti, con sezioni tematiche dedicate alla storia, al cinema e alla musica

PoliEdro-Agedo in Expo 5

«Parole prigioniere», questo è il titolo dell’esposizione fotografica che è stata in Cascina Triulza, all’interno di EXPO 2015 dal 10 al 17 Maggio 2015. L’utilizzo dello spazio espositivo è stato possibile grazie a Rita De Santis, presidente onoraria di AGEDO, l’Associazione di Genitori, parenti e amici di Omosessuali. L’obbiettivo dell’esposizione è stato quello di mostrare e mettere l’accento ancora una volta sull’uguaglianza delle persone e delle famiglie, omosessuali ed eterosessuali.

«Parole prigioniere» nasce da un’idea di Rita De Santis ed è stata realizzata dai ragazzi di PoliEdro, nello specifico: Alessandro Antonini, Domenico Ferroni, Sebastiano Musumeci, Francesco Olivieri e Tobias Scapin.

La mostra si sviluppa attraverso l’analisi di sei temi chiave per evidenziare la discriminazione sociale moderna in ogni ambito: «cibo che nutre il corpo circondato da una natura attualmente molto artificiosa in cui l’essere umano crea una famiglia, riconoscendosi nella società che dà diritti di cittadino, oppure scegliendo di essere migrante»

In occasione del 17 Maggio, Giornata Internazionale Contro L’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia, anche la Vice Sindaco di Milano Ada Lucia De Cesaris e Giuseppe Sala, Commissario Unico di Expo 2015 Milano, hanno contribuito fortemente al messaggio espresso dalle associazioni presenti in Cascina Triulza firmando presso l’Expo Center la Carta per le Pari Opportunità e l’Uguaglianza sul Lavoro , e partecipando alla campagna #Hungry4HumanRights!

PoliEdro è l’associazione culturale che affronta e rappresenta le tematiche LGBT all’interno del Politecnico di Milano, collaborando spesso anche esternamente all’Ateneo per la realizzazione di eventi significativi. Si ricordi, a tal proposito, la partnership di PoliEdro e AGEDO con il Comune di Milano, nel Gennaio 2014, presso la Casa Dei Diritti. Per essere un’associazione studentesca di recente fioritura (Maggio 2012) si è da subito rivelata piena di giovani volenterosi e capaci, che hanno saputo darle uno slancio iniziale tale da renderla paritaria alle associazioni già presenti da tempo.

È tempo di uguali diritti per tutti!

Ruggero Limberti, per PoliEdro

Costellazione di brufoli

Esce Costellazione di brufoli di Mauro Colarieti, Lettere Animate Editore, un romanzo con alcuni lati autobiografici sulla vita di giovani protagonisti in una societa, la nostra contemporanea, in cui orientamento sessuale e identita di genere cercano di iscire dalle stecche degli stereotipi, attraverso un lungo percorso narrativo che si avvale di testi musicali che hanno segnato i passaggi storici fondamentali degli ultimi decenni. Abbiamo intervistato Mauro, l’autore, che ci spiega il suo punto di vista sulla letteratura: “rinfresca e spesso dona nuovi significati a questi valori, così come il cinema e la musica: sono arti che lasciano quel senso di completezza, come se si riscoprissero le cose veramente importanti nella vita, spogliandola dei suoi aspetti più superficiali e inutili”.

Come nasce l’idea di scrivere Costellazione di brufoli, tuo primo romanzo, vista la giovanissima età in qualita di scrittore?

L’idea è stata casuale, e credo che l’età c’entri solo in parte. Ovvio, scrivo di giovani perché non conosco molte altre età nel dettaglio, ed è sicuramente per questo che i personaggi e le vicende sono prettamente moderne e a stampo Young Adult. Ho cominciato a scriverlo a sedici anni e terminato a diciassette, per poi pubblicarlo appena compiuti i diciotto, quindi è stata un’idea che ho elaborato più e più volte.

Perché il titolo che, leggendo la sinossi del libro, sembra abbastanza prefigurativo delle caratteristiche dei personaggi e della trama?

Il titolo è qualcosa che, a quanto pare, fa effetto. C’è chi lo ha adorato e chi lo ha odiato, e sinceramente penso sia così anche per il libro in sé. Per questo penso che sia un nome azzeccato: è un qualcosa di difettoso, un po’ come i miei personaggi, in completo sviluppo. Non si parla di ragazzi con l’acne, sia chiaro, però Costellazione di brufoli è un tentativo forse azzardato di unire la bellezza dell’adolescenza coi difetti tipici di questo periodo di repentina evoluzione fisica e psicologica.

Esistono lati autobiografici nel romanzo?

Sicuramente. Non è proprio un 50%, ma diciamo che molte riflessioni e alcune vicende sono prese dalle mie esperienze. Ho cercato di trasportare il lettore in un mondo reale, ma romanzato, e cercare di fargli capire le ragioni di certi atteggiamenti tipici della mia generazione, tanto criticata quanto dal futuro incerto.

Che cosa la letteratura puo dare come contributo per un cambiamento culturale, quei pregiudizi che sembrano essere assorbiti da una societa contemporanea complessa e, spesso, contraddittoria?

La letteratura secondo me può fare chiarezza sui valori su cui è fondata la nostra società. È la letteratura che rinfresca e spesso dona nuovi significati a questi valori, così come il cinema e la musica: sono arti che lasciano quel senso di completezza, come se si riscoprissero le cose veramente importanti nella vita, spogliandola dei suoi aspetti più superficiali e inutili. È possibile migliorare la propria identità con le arti, e per essere felici basta un po’ di purezza creativa.

Hai sempre considerato la letteratura come forma di espressione dei tuoi pensieri, emozioni, messaggi?

Penso che la scrittura, così come altre forme d’arte quali la musica o i fotografia, siano essenziali per sviluppare le proprie idee e rendere più funzionale la propria creatività. Scrivere ti fa restare sveglio, ti dà il potere di creare e distruggere. Quando sei davanti a un foglio bianco, sei Dio. Sei in grado di teorizzare dei mondi, così come cancellarli con un clic. Quindi sì, esattamente come per certi videogiochi, ho sempre trovato un interesse per il mondo della scrittura creativa, per questa possibilità di formulare nuove realtà.

A chi hai pensato, particolarmente, come target di lettore nella fase di scrittura del libro?

Mentre scrivevo il libro non pensavo tanto a chi avrebbe potuto leggerlo, quanto a chi lo avrebbe interpretato nella maniera corretta. Ragionando in questi termini, direi che gli adolescenti sono il target più indicato. Detto ciò, ognuno sceglie le proprie letture. Se una persona più matura volesse leggerlo, niente vieta che potrebbe apprezzarlo come un mio coetaneo, se non di più.

Fai diversi riferimenti musicali, anche di certa qualità e significato culturale, lungo la narrazione del tuo libro: perché questa scelta, è solo un “pretesto” storico o è anche un artificio letterario maggiormente efficace secondo il tuo punto di vista?

Prima di tutto, grazie per il complimento. In secondo luogo, devi sapere che ho una mente molto cinematografica. Nella mia testa, Costellazione di brufoli è stato prima di tutto un insieme di immagini, condito da una colonna sonora davvero enorme, da cui ho estratto le canzoni che più mi hanno ispirato a continuare la narrazione, o che mi han stimolato certe idee che poi ho sviluppato tra le pagine del romanzo. Tutt’ora, nel tragitto casa-scuola, mi capita di ascoltare certe canzoni e immaginarmi spezzoni di un ipotetico adattamento del mio libro sul grande schermo. Per ora mi accontento della fantasia, ma più avanti… chissà.

Come hai sviluppato e affrontato la costruzione psicologica e delle dinamiche caratteriali e comportamentali dei protagonisti?

Non è stato per niente facile. Organizzare molti personaggi, cercando di dare la giusta importanza a ognuno di loro senza farli sembrare troppo simili… beh, è stato un parto. Ho dovuto ritoccare molto spesso certi atteggiamenti presenti nel romanzo, poiché davano un’idea troppo diversa rispetto a quella che volevo far passare di determinati personaggi. Quindi, mi sono limitato a far scorrere la scrittura, per poi modificare i dettagli per creare protagonisti il più originali e definiti possibile.

Ci dobbiamo attendere una prosecuzione della storia o altri lavori a cui ti stai dedicando?

“Costellazione di brufoli” è una trilogia, quindi sì, ci saranno due lavori che seguiranno. Non voglio spoilerare niente, ma il secondo è in fase di editing “casareccio” ed è molto più breve di questo primo capitolo. Inoltre, a parte il progetto CDB, ho in ballo alcuni lavori, tra cui un distopico e un Young-Adult non a trama LGBT. Molti, infatti, mi stan considerando come un autore che pubblica solo storie gay. Mi piacerà stupirli, senza dubbio.

Quale messaggio ti senti, come persona oltre che come autore, di dare ai tuoi giovanissimi coetanei, spesso vittime di emarginazione e di pregiudizi, soprattutto nei luoghi di studio?

Andare avanti. Sembra la tipica frasettina detta da quelle pop-star della Disney Channel per evitare un discorso troppo tabù, ma alla fine lo penso sul serio. Alla fine, siamo così giovani per rovinarci la vita per un paio di anni di sofferenze ed emarginazione. Per certi versi ci sono passato anch’io durante la scuola media, e se ho imparato una cosa, è che col vittimismo non si va da nessuna parte. Bisogna sopportare, reagire fino al punto giusto, e prima o poi ci sarà quel luogo in cui ci sentiremo accettati, a casa. Sicuramente per alcune persone questo sembra scontato, ma ho conosciuto persone che si sono rovinate la vita perché non riuscivano ad accettare il fatto di non essere accettati (scusa il gioco di parole). Dalle esperienze tragiche si può imparare qualcosa. Quindi perché, mentre qualcuno ti insulta, non provare a guardare in avanti, stringendo i denti e sorridendo, piuttosto che abbassare lo sguardo con aria disperata?

iodicosi

#IodicoSi, l’amore è uguale per tutti. E’ questo il tema della Settimana contro l’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia, promossa dal Movimento Pansessuale ArciGay Siena con il patrocinio gratuito di Comune di Siena, Provincia di Siena, Regione Toscana, Università degli Studi di Siena, Università per Stranieri di Siena, UISP e realizzata in collaborazione con la Corte dei Miracoli e Oltre le differenze-AntennaRadio Esse, Radio 3 Network e U-Radio media partner.

Proiezioni di cortometraggi e documentari, presentazioni di libri, incontri e forum sulle politiche giovanili, mostre fotografiche, spettacoli di danza, musica live e sport per i diritti. Tutto questo e molto altro ancora nel cartellone di eventi in programma dall’11 al 17 maggio a Siena e provincia, ideati per lanciare un messaggio forte contro le discriminazioni basate sull’orientamento affettivo e sessuale e contro la violenza omo-transfobica, a sostegno del matrimonio egualitario e per il riconoscimento dei diritti delle persone lgbtqi e delle famiglie omogenitoriali.

Testimonial d’eccezione della Settimana sarà Carlo G. Gabardini, scrittore e autore tv amatissimo per il personaggio Olmo in Cameracafé e per il suo video “La marmellata e la nutella (ci si innamora di chi ci s’innamora)”, realizzato per il progetto Le Cose Cambiano che ha avuto più di 400.000 visualizzazioni. Venerdì 15 maggio alle 18.30 presso la Libreria Caffetteria Carta Zucchero (Via Camollia 92) presenterà il suo libro “Fossi in te io insisterei. Lettera a mio padre sul perché non dobbiamo avere paura a essere felici” (Mondadori). Un libro che invita a non aver paura, a uscire allo scoperto, a rivelare agli altri (e prima ancora a noi stessi) chi siamo realmente e cosa vogliamo per la nostra vita.

Gli eventi della Settimana. Si comincia lunedì 11 maggio con la rassegna di cortometraggi a tema lgbtqi “A corto di diritti” in programma dalle 19 in poi presso la Corte dei Miracoli (Via Roma 56). Saranno proiettati i corti: Titanium con la presenza dell’autore Andrea Crezzini, Plugin di Sergio di Bitetto, Fuori dall’armadio di Wand Collettivo LGBT di Benevento, Mum di Alex Bohls, Diverse Esistenze di Salvo Bonaffini, Alzati!! di Anna Rodgers e Aoife Kelleher e Let’s Fall in Love di Pappi Corsicato. L’evento è realizzato in collaborazione con Visionaria e  Amnesty International Siena. Sempre presso la Corte dei Miracoli martedì 12 maggio alle 18.30 si terrà l’inaugurazione della mostra “Lesbica non è un insulto” un progetto fotografico di Martina Marongiu che usa corpi nudi come pagine bianche scritte e da scrivere che rappresentano la voce delle donne lesbiche che gridano al mondo: “Esistiamo. Libere dagli sterotipi, libere di amare”. All’opening saranno presenti l’autrice degli scatti e le modelle Fabiana Lassandro, Dunja Lavecchia, Morena Terranova e Letizia Salerno. Ospiti speciali della serata anche Lorenza e Ingrid di Lei disse si. La mostra resterà aperta fino a giovedì 14 maggio dalle 10  alle 20 con ingresso libero. Sempre nella stessa giornata dalle 20.30 in poi si svolgerà il Forum Giovani “Il gaio compito di re-interpretare il mondo”, un incontro tra i giovani delle associazioni lgbtqi della Toscana e non solo ei giovani delle associazioni della città che si confronteranno su comunig out, bullismo omofobico e buone prassi nella lotta alle discriminazioni. L’evento vedrà la partecipazione di U-Radio. Mercoledì 13 maggio è previsto uno Speciale AperiPAN dedicato alla Settimana. Dalle 10 in poi il Caffè La Piazzetta (Via Montanini 52) ospiterà MORE UXORIO – Ritratti di famiglia di Matteo Castelli, la mostra fotografica realizzata in collaborazione con Viva la Sposa che ritrae coppie gay e lesbiche in scene da un matrimonio. Seguirà l’esibizione live di GHIBLI SAND ARTIST che narrerà storie d’amore lgbt disegnandole sulla sabbia. Torna a grande richiesta il festival letterario lgbtqi VERBA VOLANT SCRIPTA QUEER – IV edizione. giovedì 14 presso la Corte dei Miracoli alle 19.30 ci sarà la proiezione del film UNIQUE di Gianni Torres (2014). Cinque storie per raccontare il mondo transgender con uno sguardo inedito e intimo. Venerdì 15 maggio invece presso la Libreria Caffetteria Cartazucchero (Via Camollia 92) alle 18.30 si terrà la presentazione del libro di Carlo G. Gabardini “Fossi in te io insisterei Lettera a mio padre sulla vita ancora da vivere”.

Grande attesa per l’iniziativa “Nel nome del padre. Donne e omosessuali tra libertà e fede” organizzata dalla rete #dallapartedeidiritti (Movimento Pansessuale, Centro Mara Meoni, Archivio Udi, Presenti Differenti, Link, UDS e Carc) in programma sabato 16 maggio dalle 9 alle 13 presso il Dipartimento di Scienze Politiche (Via Mattioli 10). Un incontro dibattito per riflettere sulla condizione delle donne e degli omosessuali nelle principali confessioni religiose e promuovere il dialogo interculturale a cui parteciperanno: Milena Martinat, pastora della Chiesa Valdese di Siena, Don Sergio Volpi, parroco della parrocchia di San Miniato di Siena, Abdel Qader, Imam del Centro Islamico Culturale di Colle di Val d’Elsa,Innocenzo Pontillo, Progetto Gionata su fede e omosessualità, Gino Scarpelli,  Kairos, gruppo di cristiani omosessuali di Firenze e Rachid Moughni, attivista per l’associazione lgbt KifKif.

Divertimento live con #MUSICAxIDIRITTI la jam session con band e cantautori emergenti in programma sabato 16 maggio a partire dalle 21.00 allo Skilè. La Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia domenica 17 maggio sarà ricca di eventi speciali. Si comincia la mattina con #RUNforRIGHTS, Urban Running e Walking per i diritti realizzata in collaborazione con UISP Siena e Il Maratoneta Sport. Una corsa e passeggiata per amatori contro le discriminazioni. Ritrovo alle 8.15 presso Il Maratoneta Sport e partenza alle 9.15 da Piazzetta Guido Saracini con arrivo in Piazza Matteotti dopo un percorso all’interno le mura della città. Info e prenotazioni: Il Maratoneta Sport 057744277. In Piazza Matteotti ad attendere i partecipanti e per tutta la mattinata ci sarà anche l’info point del Movimento Pansessuale. Gran finale a Castelnuovo Berardenga, grazie all’iniziativa LOVEisRIGHT in programma al Teatro Vittorio Alfieri – Castelnuovo Berardenga (SI) – Via del Chianti 9 realizzata con il patrocinio del Comune di Castelnuovo Berardenga e la Compagnia Francesca Selva/Con.Cor.D.A.. Alle 18.30 è previsto l’incontro-dibattito Figli dell’arcobaleno con le testimonianze di Famiglie Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow e Agedo Toscana, alle 21.00 seguirà il doppio spettacolo Dissacratamente…lucide della Compagnia di danza Lucidosottile e La Vertigine della Compagnia di danza Francesca Selva/Con.Cor. D.A. La Settimana avrà un’appendice, martedì 19 maggio al Cinema Garibaldi di Poggibonsi (Via della Repubblica 158) con la proiezione di “Una nobile rivoluzione”, il documentario sulla vita di Marcella Di Folco con la presenza del produttore Claudio Giapponesi. Per tutti gli eventi sono previsti apericena a buffet.

PROGRAMMA

? Lunedì 11 Maggio

@Corte dei Miracoli (Via Roma 56) – h 19.00

A CORTO DI DIRITTI – Proiezione del cortometraggio Titanium.

Presente l’autore Andrea Crezzini.

A seguire proiezione di cortometraggi a tema LGBT.

Evento in collaborazione con Visionaria e Amnesty International Siena

Presentano: Valentina Gori Savellini, Simonetta Rosi, Giuseppe Gori Savellini

? Martedì 12 Maggio

@Corte dei Miracoli (Via Roma 56) – h 18.30

LESBICA NON E’ UN INSULTO* – Inaugurazione della mostra fotografica.

Presente Martina Marongiu ideatrice del progetto insieme alle modelle Fabiana Lassandro, Dunja Lavecchia, Morena Terranova e Letizia Salerno.

Ospiti d’eccezione Lorenza e Ingrid – Lei disse si

*Lesbica non è un insulto è un progetto artistico avviato nel 2013 da cinque ragazze di Torino. Il progetto nasce con l’obiettivo di superare i pregiudizi e stereotipi sull’amore tra donne, mostrando sui corpi nudi delle modelle, messaggi che affermano il diritto ad amare chi si vuole.

h 20.30

IL GAIO COMPITO DI RE-INTERPRETARE IL MONDO

Forum Giovani con la partecipazione di U-Radio.

I gruppi giovani delle associazioni LGBT toscane e non solo incontrano i giovani delle associazioni cittadine per confrontarsi su comuni out e bullismo omofobico e condividere esperienze e buone prassi.

Coordinano: Manuel Maffeo, Greta Sartarelli, Michele Benigni, Sara Salzano

? Mercoledì 13 Maggio

@Caffè La Piazzetta (Via Montanini 52) – h 20.30

Speciale AperiPAN

MORE UXORIO* – Ritratti di famiglia di Matteo Castelli

Mostra fotografica realizzata in collaborazione con Viva la Sposa

Presentazione a cura di Paola Aliciati

*Ogni legame sincero è dato dall’amore dell’uno verso l’altro; non incontra vincoli, stereotipi o pregiudizi, sa solo dare forma a rapporti e a comunioni di vita speciale.

GHIBLI SAND ARTIST – Esibizione dal vivo

Storie d’amore disegnate sulla sabbia

Conduce: Marco Cucci

Giovedì 14 Maggio e Venerdì 15 Maggio

IV edizione del Festival di letterature LGBT “Verba Volant, Scripta…Queer”

? Giovedì 14 Maggio

@Corte dei Miracoli (Via Roma 56) – h 19.30

UNIQUE* – Proiezione del film di Gianni Torres

Cinque storie per raccontare il mondo transgender

Presentano Giampaolo Colantone e Angelo Galano

Venerdì 15 Maggio

@Cartazucchero (Via Camollina 92) – h 18.30

FOSSI IN TE IO INSISTEREI. Lettera a mio padre sulla vita ancora da vivere

Presentazione del libro con l’autore Carlo Gabardini*

Modera: Laura Ortensi – Oltre le differenze/Antenna Radio Esse

*Carlo Gabardini ci sorprende con un libro che è un invito a non aver paura, a uscire allo scoperto, a rivelare agli altri, e prima ancora a noi stessi, chi siamo realmente e cosa vogliamo per la nostra vita. Un invito a non mollare. A insistere. Perché solo così possiamo riprendere in mano il filo della nostra esistenza

? Sabato 16 Maggio

@Dipartimento di Scienze Politiche – dalle h 9.00 alle 13.00

NEL NOME DEL PADRE. Donne e omosessuali tra libertà e fede.

Iniziativa promossa dalla rete #dallapartedeidiritti (Movimento Pansessuale, Centro Mara Meoni, Archivio Udi,Presenti Differenti, Link, Uds, Carc)

Intervengono:

Milena Martinat, pastora della Chiesa Valdese di Siena

Don Sergio Volpi, parroco di San Miniato

Abdel Qader, Imam del Centro Islamico Culturale di Colle di Val d’Elsa

Innocenzo Pontillo, Progetto Gionata su fede e omosessualità

Gino Scarpelli, Kairos gruppo di cristiani omosessuali di Firenze

Rachid Moughni, attivista per l’associazione lgbt KifKif

Moderano 

Tiziana Bruttini – Associazione Archivio Udi

Maria Luisa Favitta – Movimento Pansessule – ArciGay Siena

@Skilè (Piazza Calabria 18) – h 21.00

#MUSICAXIDIRITTI

Jam session con band e cantautori emergenti a cura di Play DJ

? Domenica 17 Maggio*

Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia

#RUNforRIGHTS – Urban Running e Walking per i diritti

in collaborazione con UISP Siena e Il Maratoneta Sport

Ritrovo alle 8.15 presso Il Maratoneta Sport e partenza alle 9.15 da Piazzetta Guido Saracini con arrivo in Piazza Matteotti dopo un percorso all’interno le mura della città.

Info e prenotazioni: Il Maratoneta Sport 057744277.

LOVEisRIGHT

@Teatro Alfieri – Castelnuovo Berardenga (SI)

Via del Chianti 9

h 18.30

FIGLI DELL’ARCOBALENO

Incontro-dibattito con testimonianze di Famiglie Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow e Agedo Toscana.

Moderano: Natascia Maesi e Laura Ortensi Oltre le differenze/Antenna Radio Esse

h 21.00

DISSACRATAMENTE… LUCIDE

Spettacolo della Compagnia di danza  Lucidosottile

LA VERTIGINE

Spettacolo di danza della Compagnia di danza Francesca Selva/Con.Cor. D.A.

Buglietti 10 uero spettacolo + apericena presso il Ristornate Quei 2

5 euro spettacolo

1 euro ridotto bambini fino ai 12 anni.

Info: promozione.francescaselva@gmail.com

*Info Point Movimento Pansessuale ArciGay Siena in Piazza Matteotti

APPENDICE

Martedì 19 – h 21.15

@Cinema Garibaldi – Poggibonsi (SI)

Via della Repubblica 158

UNA NOBILE RIVOLUZIONE

Documentario sulla vita di Marcella Di Folco con il produttore Claudio Giapponesi

Per tutti gli eventi è previsto apericena a buffet

 

mascarado

Chi è Runny Magma tutte e tutti si chiederanno? Una cosa è certa: Runny si occupa di gay fiction e drag queen, due ambiti poco sviluppato nel nostro Paese. Runny, che e anche blogger, lancia il suo libro: «Mascarado». «Il romanzo – considera Runny – si colloca a metà strada fra la gay fiction mainstream e l’mm romance».

Abbiamo intervistato Runny, sta già lavorando per un secondo romanzo: e possiamo dire che con questo appena uscito si sia riusciti ad «landare contro lo stereotipo della gay fiction melodrammatica e ‘pesante’».

Runny come nasce l’idea di Mascarado?

Dall’articolo di giornale con cui si apre il romanzo. I cantanti mascherati hanno sempre suscitato un certo fascino negli spettatori, dai Kiss a The Bloody Beetroots, così ho provato a crearne uno di sana pianta, e a buttarlo nella provincia italiana. Al tempo stesso ho cercato di portare avanti un discorso metaforico, in riferimento alla storia fra i protagonisti e alla condizione di velata di uno dei due. Usare un particolare folkloristico e irreale per tuffarmi in una situazione verosimile.

Quale genere letterario stai sviluppando attraverso la tua produzione?

L’idea iniziale era quella di andare contro lo stereotipo della gay fiction melodrammatica e ‘pesante.’ Per quello già ci sono i tg. Perché la gay fiction allegra, divertente e a lieto fine è così poca? Parità d’intrattenimento. Ampliarsi degli orizzonti. Ma non mi riconoscevo nemmeno nel trend del male to male romance, che si fonda sull’irrealtà quasi da fiaba d’altri tempi del rosa tradizionale. Volevo che fosse qualcosa di più celeste, e al tempo stesso pure fucsia, perché, no? Il mio correttore di bozze e curatore su Refusi Etc. dice che ne è uscito fuori un chick lit gay, e la definizione mi diverte, visto che pare non esista ancora una realtà di questo genere vera e propria.

Chi è Runny Magma, che mantiene la segretezza sulla propria identità per abbattere ogni forma di pregiudizio?

È un modo per dare risalto allo scritto, mettendomi in secondo piano. Nell’intrattenimento si dà tanta importanza all’immagine, c’è gente che venderebbe la mamma per apparire col proprio nome sulla cover di un libro, ma è inevitabile che il gusto del pubblico si fondi anche su quanto sai di chi ci sta dietro. Se scrivi romance devi essere donna, se scrivi gay fiction devi essere uomo, se sei esordiente non sai scrivere, se sei un professionista sei raccomandato, se sei giovane non sai niente della vita, se sei vecchio sei da rottamare, se sei sconosciuto non hai abbastanza amici, se sei conosciuto hai troppi nemici. Che si pensi quel che si vuole. Se quel che scrivo piace bene, sennò pazienza. Voglio sperimentare questo espediente… come il Mascarado! Poi magari prima o poi mi presento, chissà…

I personaggi: sono tre quelli principali, intricati rapporti in un intreccio attento e complesso. Come hai lavorato su di essi e come hai definito le loro psicologie comportamentali?

Quando comincio a scrivere voglio sapere in partenza dove andrò a finire, quindi scaletto la trama, e caratterizzo i personaggi affinché possano succedere determinate cose o meno. In generale cerco di dare uno spessore tridimensionale: ognuno ha i suoi pregi e i suoi difetti. Iacopo non è solo il classico belloccio con una personalità di facciata, è anche un uomo appassionato e fragile che sta cercando di strapparsi di dosso tutto quanto ormai lo sta soffocando. Matteo è frizzante, ironico, simpatico, però si fa anche un casino di paranoie. La spalla brasiliana forse è il personaggio che potrebbe apparire più macchiettistico, ma ho cercato di fornire pure a lui un background e delle sfaccettature per farlo apparire ‘vero.’

A chi è maggiormente rivolto Mascarado?

Nessun paletto di genere, per quanto lgbtq. Spero possa interessare a chiunque voglia leggersi una gay fiction leggera, in cui i problemi si risolvono con ottimismo. Basta con l’‘insegnamento’ che tutto per i gay deve finire sempre in lacrime… i problemi ci sono, e pure nel romanzo, ma penso che a volte siano le strutture stesse della fiction a instillare nel pubblico (etero)geneo cosa sia giusto o ingiusto. Stando alle statistiche, l’unica differenza di genere attestata è che le donne leggono più degli uomini. Ma questo non è un romanzo per signore con i paraocchi, perché potrebbero immedesimarsi solo nel personaggio più negativo dell’intero romanzo. O forse lo è proprio per questo. Meno bugiardi sulle chat, poi.

Esiste un’evoluzione della storia?

No, tranquillo, non è una saga di 45 volumi, è un romanzo autoconclusivo. Però il gruppo di drag queen fra i secondari compare anche nel mio racconto “Porcahontas”, e in un secondo lavoro che ancora non è uscito.

Sei anche blogger: come cambia e come hai potuto cambiare il modello di scrittura da quella concernente la prosa a quella online?

Non uso modelli di stili diversi per prosa e post. Lo stile diverso è quello che sto usando adesso, perché devo spiegarmi. Il romanzo è una narrazione, e anche le drag stories sono una sorta di microracconto: retrospettive attraverso le parole delle drag stesse che chiacchierano come personaggi in discorso diretto. Io mi limito a parlare come mangio, già ci pensano loro a strafare.

Quali prospettive ti attendi, culturalmente e socialmente, in merito all’abbattimento dei pregiudizi?

Come in tutte le cose ogni giorno sembra di fare un passo avanti e poi basta un’uscita qualunque per farne tre indietro. Quindi è negli anni che si possono contare i passi compiuti nel sociale. E, in verità, è sufficiente guardarsi indietro per vedere che ne sono stati fatti. Culturalmente il discorso è ambiguo, perché dalla tv, per esempio, pare che le cose stiano cambiando, ma lì è tutto programmato a fini strumentalizzanti. Già con questo romanzo ho dovuto scontrarmi con situazioni paradossali. La gay fiction mainstream è di nicchia, e per l’mm romance il testo è troppo realistico. Però se continuiamo a pensare che i gay vogliano solo la biografia di Lady Gaga e le donne solo storie artefatte non ne usciamo più…

Attendiamo altri tuoi lavori?

Ho un secondo romanzo nel cassetto, che arriverà fra un po’ di tempo. Tipologia di storia, ambientazione e stile saranno quelli di Mascarado, ma trama e personaggi diversi. Nel frattempo continuo a curare su Refusi Etc. la rubrica sulle drag queen italiche. Se la diva di turno mi manda le risposte in tempo…

dublino

Dublino e il resto dell’Irlanda si mostrano all’avanguardia per quanto riguarda il riconoscimento delle coppie gay. E le dimostrazioni di tale sostegno sono ormai all’ordine del giorno, per la gioia della comunità Lbgt.

Pochi giorni fa, il parlamento dello stato dell’Eire ha approvato una legge che sicuramente avrà fatto piacere alle coppie dello stesso sesso. Infatti, queste ultime potranno adottare bambini esattamente come le coppie etero. Un altro obiettivo è stato quindi raggiunto dalla comunità gay, in barba ad un’omofobia che ancora oggi è fin troppo diffusa tra la gente piuttosto ignorante. Ma ora, un altro esempio di grande rispetto e tolleranza proviene dalla stessa Irlanda, e in particolare in una delle strade più praticate della centralissima Dublino. In questa circostanza, si tratta di una foto proiettata su un grande edificio che celebra l’amore omosessuale.

La struttura in questione sorge nella George’s Street, a due passi dal locale The George, uno dei più visitati ed apprezzati dai membri della comunità Lbgt. L’artista di strada Joe Caslin si è dato da fare per realizzare un magnifico muralesche raffigura due uomini in atteggiamenti abbastanza intimi. A due passi dal Rick’s Burgers, un’immagine di questo tipo rappresenta un grande segno di maturità, visibile da tante persone ad ogni orario della giornata. Il tutto in vista del prossimo 22 maggio, giorno nel quale i cittadini irlandesi saranno chiamati alle urne per un referendum di grande importanza. Bisognerà decidere se le coppie dello stesso sesso potranno sposarsi o meno.

davide-piccardo-coordinatore-associazioni-islamiche-di-milano

Il mensile gay Pride, nel numero di marzo, ha pubblicato un approfondimento su omosessualità e Islam intervistando alcuni esponenti di centri islamici italiani. E’ la prima volta che un media che si rivolge al pubblico lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e trans) si confronta sul tema con i diretti interessati.

Dall’inchiesta di Massimo Basili emergono luci e ombre. Da una parte, numerose associazioni islamiche non rispondono alla richiesta di confronto con Pride. Solo l’Associazione Islamica Imam Mahdi di Roma, ha motivato, per bocca del suo portavoce Heydar Ali, il rifiuto al confronto: «Vi ringraziamo per averci contattato ma non abbiamo intenzione e interesse a rilasciare un’intervista al vostro giornale».

Hanno spiegato, al contrario, il loro punto di vista Yousseff Sbai vicepresidente dell’UCOII, l’unione delle comunità islamiche d’Italia e Davide Piccardo, coordinatore del CAIM, Coordinamento delle Associazioni Islamiche di Milano.

Per Sbai, che parla a nome del direttivo del CAIM, «l‘omofobia non ci coinvolge, le scelte sessuali degli individui sono privatissime e riguardano solo gli attori stessi di tali scelte. Siamo convinti infatti che qualsiasi ‘fobia’ che ingeneri una discriminazione sia un’ingiustizia nei confronti delle creature e siamo certi che ci siano, o possano essere messi a punto, strumenti legali che concilino le esigenze di tutti».

Il vicepresidente dell’UCOII si dice contrario al matrimonio gay, la tradizione musulmana ritiene infatti il matrimonio un «sodalizio che possa essere stretto solo tra persone di sesso diverso e, pertanto, riteniamo che non sia questa la rivendicazione che si possa porre per garantire a tutti i cittadini e residenti pari diritti come previsto dalla Costituzione della Repubblica. Per quanto riguarda invece l’adozione da parte di coppie ‘omogenitoriali’, ci sembra una contraddizione in termini. La genitorialità è necessariamente etero e non soltanto da un punto di vista biologico, ma anche per le diverse competenze e sensibilità che devono concorrere allo sviluppo armonioso ed equilibrato della personalità di un bambino».

Per Davide Piccardo, «il messaggio dell’Islam sull’omosessualità è chiaro, ed è di condanna, ma non riguarda la censura della persona omosessuale in quanto tale, quanto la disapprovazione delle pratiche omosessuali. È ovvio che la visione del credente non possa coincidere con le leggi di uno stato laico, dove prevale il rispetto che è compito di una società plurale e multietnica come è l’Italia”. Ancora, “non si può negare che nell’Islam i rapporti tra persone dello stesso sesso, come in molte altre confessioni religiose, siano considerati un peccato abbastanza grave: chi è credente e ha questo orientamento si trova senza dubbio in conflitto. Credo sia nostra premura non criminalizzare nessuno, però è ovvio che non si può stravolgere il messaggio di una religione. D’altro canto rispettiamo le persone nella loro individualità, senza escluderle né allontanarle e senza criminalizzare i comportamenti diversi dai precetti dell’Islam come può essere la scelta omosessuale».

«l’Isis – continua – quando colpisce le persone per il loro credo o per il loro orientamento sessuale diverso, si colloca al di fuori dell’Islam: quei fanatici non hanno nessun titolo per rappresentarlo tutto e neppure per applicare in questi modi barbari la legge islamica».

Il leader del Caim conclude: «Io personalmente sono a favore delle unioni civili e la possibilità di garantire parità di condizioni a tutte le persone al di là del loro orientamento sessuale. È una lacuna che andrebbe colmata, ed è dovere di uno stato democratico farlo. Invece sonocontrario alla possibilità di adottare da parte delle coppie omosessuali, ma lo sono anche riguardo all’adozione per i single».

Per Stefano Bolognini, direttore di Pride, «quello pubblicato è un primissimo, se non il primo in assoluto, confronto che apre uno spiraglio sui sentimenti sull’omosessualità diffusi tra i mussulmani italiani. Da una parte c’è un richiamo al rispetto, che considero il minimo sindacale, dall’altra c’è però, e netta, una condanna all’omosessualità come peccato, con argomenti sovrapponibili sostanzialmente a quelli della Chiesa cattolica, che genera inutili sofferenze agli omosessuali islamici e rinforza il pregiudizio. Su questo le associazioni dovrebbero aprire un dibattito serrato, soprattutto quelle che hanno deciso di non parlare confrontarsi con un media gay come Pride. Non spetta alla religione, ma allo Stato fare le leggi, ma il benessere dei credenti e la lotta al pregiudizio passa anche da un atteggiamento più aperto e tollerante. Ci auguriamo che continui il confronto con le associazioni islamiche italiane, che si vedono limitare la possibilità di culto per una legge incostituzionale in Lombardia e che vivono sulla loro pelle il significato di discriminazione».

Lucio Dalla

L’Associazione Nazionale Anddos, con i suoi 126.000 iscritti, vuole ricordare Lucio Dalla, grandissimo cantautore italiano scomparso a Bologna esattamente 3 anni fa.

“Oltre a non dimenticare le sue canzoni e le tante emozioni rimaste nella mente degli italiani – afferma il presidente nazionale Mario Marco Canale di ANDDOS – bisogna tener viva la memoria di quanto accadde sul piano mediatico in merito alla sua storia con Marco Alemanno, finita in pasto a pettegolezzi e strumentalizzazioni di ogni genere. Episodi come questo, devono ricordarci quanto mai l’urgenza di una seria svolta culturale nel nostro Paese, in modo che anche le persone che fanno spettacolo possano spegnere sul nascere ogni morbosa curiosità e vivere liberamente la propria vita, senza sentirsi prigionieri del marketing e del proprio “pubblico”. Come Anddos, vogliamo rappresentare ed offrire supporto alla comunità LGBTIQ nella sua interezza, anche a chi, quindi, per i più disparati motivi, non è ancora riuscito a fare coming out”.

Le canzoni di Lucio Dalla vivranno in eterno, come la memoria di questo grandissimo messaggero di sentimenti ed emozioni: ciò che rende immortale un’artista è proprio il non confonderlo con nessun altro. I grandi amori vivono oltre la morte. Come i loro interpreti.

Marco Tosarello

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“Esperienze d’Arte”, tre giornate all’insegna dell’arte, della cultura e dello spettacolo per favorire il contrasto all’omofobia e al razzismo.
24, 25 e 26 Febbraio dalle 18.30 – Teatro Ambra alla Garbatella

L’associazione Di’ Gay Project (DGP) presenta “Esperienze d’Arte”: tre giornate all’insegna dell’arte, della cultura e dello spettacolo per favorire il contrasto all’omofobia e al razzismo. L’iniziativa, promossa con il contributo di Roma Capitale nell’ambito del programma “Roma d’inverno. La cultura cambia stagione”, si svolgerà dal 24 al 26 febbraio presso il teatro Ambra alla Garbatella.

 “Esperienze d’Arte” vuole essere un contenitore di messaggi, significati, cultura, che si configura come un format specifico volto a favorire la comunicazione fra le persone, avvicinandole all’arte in tutte le sue forme, per affrontare temi sociali e di attualità. Un concetto innovativo di arte, intesa come strumento attivo, in grado di portare ogni individuo a sviluppare le proprie potenzialità espressive impegnandosi in prima persona, confrontandosi con il proprio mondo interiore, con la società e con la storia del nostro paese.

Martedì 24 Febbraio 2015
ore 18.30 – 20.30 Laboratorio di Arteterapia* “La trasformazione”
ore 20.30 – 21.30 Proiezione film “Lei è mio marito” con dibattito
ore 21.30 – 23.00 Teatro Spettacolo “Non Adesso” regia e drammaturgia di Chiara Cucinotta

Mercoledì 25 Febbraio 2015
ore 18.30 – 20.30 Laboratorio di Arteterapia* “Quali emozioni esprimo”
ore 20.30 – 21.00 Proiezione film “Unique”
ore 21.00 – 21.45 Proiezione docufilm “L’altra, altra… continua” di M.L. Annibali, regia di L.Valle
ore 21.45 – 22.45 Proiezione film “Non so perché ti odio” di F. Soldi, segue dibattino con l’autrice e il regista

Giovedì 26 Febbraio 2015
ore 18.30 – 20.30 Laboratorio di Arteterapia* “Gestire la rabbia”
ore 20.30 – 21.30 Proiezione film “Fuoristrada” con dibattito
ore 21.30 – 23.00 Festa di chiusura della manifestazione con danze organizzate da BallorOmo

* per i laboratori di Arteterapia è gradita la prenotazione > dott. ssa Eliana Giavi e.giavi@yahoo.it

A fare da cornice all’intera manifestazione la mostra fotofrafica permanente di Sonia Pennino, “Pride & Love”, 38 scatti della manifestazione nazionale di Palermo del 2013.

 

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Il 14 Febbraio si ripeterà a Roma la felice esperienza del Queer Valentino e delle Unioni INcivili. Per chi non lo sapesse, le Unioni INcivili consistono in una parodia del matrimonio più classico, quello di matrice tradizionale ed eterofila, in cui però ognuno è finalmente libero di sposarsi con chiunque o con qualunque cosa, senza discriminanti di genere, specie o numero, addirittura inclusiva di oggetti inanimati e concetti astratti. Le Unioni INcivili sono uno sgrammaticato omaggio all’amore.

Ci si potrà unire incivilmente tra coppie eterosessuali o partner dello stesso sesso, tra amici fraterni o coinquilini consolidati, con i componenti della propria garage-band piuttosto che con un amatissimo cane o gatto, con un vecchio peluche, col proprio lavoro o con una foto importante. Ci si potrà sposare perfino con una forma di espressione artistica, come la Street-Art e la Techno, oppure con una causa, come la libertà di stampa e l’antiproibizionismo. Si tratta di sancire un legame, vissuto quotidianamente, facendo del nostro meglio per mantenerlo inscindibile, anche di fronte alle difficoltà della vita e all’opposizione dei contrari.

“Questo divertissement non vuole ridicolizzare l’importanza di una legislazione che regolamenti e ufficializzi le unioni civili.” –specifica il Trauma Studio, promotore dell’evento– “Siamo in un momento storico in cui il Primo Cittadino di Roma emana decreti comunali sulle unioni civili in conflitto con il Governo stesso. Intanto diventano casi mediatici le incursioni situazioniste di certe fantomatiche Sentinelle che si millantano difensori della Famiglia Italiana. E che dire del leader del Carroccio che si spoglia sulle copertine delle riviste e ammicca tra le lenzuola con dichiarazioni omofobe e razziste? E’ questo il nostro Belpaese? Istituzioni in conflitto, cultura Balilla e politici in mutande? Con le chiavi dell’ironia e della satira, dello sberleffo e del gioco, le Unioni INcivili vogliono affermare che la vita non aspetta i termini della burocrazia per essere vissuta e che le diversità sono sinonimo di unicità e autodeterminazione, pensiero indipendente e non omologato, ricchezze da rispettare e celebrare.”

Quest’anno il giorno di San Valentino cade all’interno del weekend di Carnevale ed è ancora più facile giocare coi concetti d’identità e maschera, con i ruoli e il sovvertimento degli stessi, nel contesto di Carnevale che ben si sposa con l’immaginario queer e che già disorienta con il détournement che lo caratterizza. Chi vuole potrà cogliere l’occasione per viversi le emozioni del Giorno Più Bello e cosìfacendo potrà riflettere anche sul valore di una cerimonia ormai serializzata e spogliata di gran parte del suo significato. Un modello sovrastrutturato che può far perdere l’eccezionalità dell’amore.

“Inaspettamente, stiamo perfino ricevendo delle prenotazioni!” –prosegue il Trauma Studio-“Sembra una corsa al matrimonio! E, nel valutare questo dato, ci viene da pensare che ci sia un gran desiderio di celebrare l’amore, senza compromessi. Forse le Unioni INcivili rispondono a questa richiesta, riaffermando quella libertà di tutti e quel rispetto verso ognuno che la democrazia dovrebbe garantire, in modo incondizionato. Qualcuno di certo criticherà questa nostra pantomima. Ma per noi invece è meraviglioso constatare come la forza di una buona idea e il potere del gioco possano rinsaldare il senso di comunione nel pubblico e far riflettere sulla nostra condizione odierna.”

Piazzate d'Amore - San Valentino

Si chiama Piazzate d’Amore l’iniziativa organizzata da Arcigay per sabato prossimo, 14 febbraio 2015, in occasione di San Valentino. Secondo quanto segnalato dall’organizzazione, si tratta di una mobilitazione unitaria a livello nazionale a favore dell’uguaglianza dei diritti.

A Genova, per esempio, ci si ritroverà dalle tre e mezza del pomeriggio davanti alla Prefettura, in largo Eros Lanfranco, ma ci saranno manifestazioni praticamente in tutta Italia, da Catania a Vicenza, da Foggia a Verona, da Lecce a Trieste, da Milano a Reggio Calabria, da Torino a Teramo. Tra le altre città coinvolte, anche Taranto, in Puglia, Ravenna, in Emilia-Romagna, Pesaro, nelle Marche, Salerno e Napoli, in Campania, Padova, in Veneto, Pescara, in Abruzzo, Palermo, in Sicilia, e Pavia, in Lombardia.

L’iniziativa avrà anche un hashtag su Twitter, #LoStessoSì, e intende promuovere il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Il simbolo della manifestazione sarà, invece, il cuore con all’interno un uguale (accompagnato dalla scritta “Lo stesso amore gli stessi diritti”), che per la prima volta è comparso lo scorso mese di gennaio a Milano in occasione del flash mob tenutosi per protestare contro l’ormai celebre convegno patrocinato da Regione Lombardia.

Scopo dell’associazione, quindi, è sostenere che tutte le coppie hanno lo stesso valore e la stessa dignità: quello che si reclama è un principio base, vale a dire l’uguaglianza dei doveri e dei diritti, che comporta l’estensione del matrimonio civile anche alle coppie formate da persone dello stesso sesso. Hanno già confermato la propria adesione, tra l’altro, Equality Italia, AGEDO e Amnesty International.

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