venerdì 30 gennaio 2015

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Daniel Radcliffe a lezione di amore gay per Kill Your Darlings

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first-look-kill-your-darlings-croppedDaniel Radcliffe deve tutta la sua fama ad Harry Potter, il personaggio nato dalla penna della prolifica (e ormai ricchissima) scrittrice J. K. Rowling le cui trasposizioni cinematografiche hanno appassionato bambini e adulti di tutto il pianeta.

Come spesso accade nel mondo del cinema, i bambini prodigio, diventati adulti, sono costretti a reinventarsi per non incappare nella “sindrome di Shirley Temple” e trasformarsi in meteore. Daniel, evidentemente intenzionato a proseguire nella carriera di attore, ha optato per un cambio d’immagine forte, volto a ribaltare l’identificazione con Potter. Completamente nudo su un cavallo bianco: questa è la sua entrata in scena nel musical “Equus” che ha infiammato i palchi Broadway, e non solo.

Ora l’ennesima svolta. Radcliffe ha recitato nel film Kill your darlings di John Krokidas (del quale vi avevamo già parlato tempo fa mostrandovi le prime immagini dal set), recentemente presentato al Sundance Film Festival, la kermesse del cinema indipendente che si tiene ogni anno nei pressi di Salt Lake City. La pellicola, ambientata nel 1944, narra la storia di un omicidio che coinvolge alcuni protagonisti della Beat Generation: Jack Kerouac, William S. Burroughs e Allen Ginsberg. È proprio Radcliffe a vestire i panni di Ginsberg (1926-1997), poeta omosessuale, impietosamente ritratto nel film come un giovane promiscuo, drogato e alcolizzato.

Vedremo quindi l’attore britannico cimentarsi in scene di amore di gay per le quali ha dovuto chiedere consiglio al regista. Krokidas, omosessuale dichiarato, non ha avuto alcuna difficoltà nell’istruire Daniel: “È stato qualcosa di nuovo, ma sapete una cosa? Abbiamo girato quell’intera scena in un’ora e mezza per cui è stato tutto molto veloce. Non ho avuto realmente il tempo di fermarmi a pensare e di preoccuparmene.”

Non ci resta che attendere l’uscita del film nelle sale italiane per giudicare l’interpretazione di Radcliffe e discutere se il suo camaleontismo sia paragonabile a quello di “mostri sacri” come Jim Carrey e Meryl Streep.

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