giovedì 28 maggio 2015

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Entertainment

padova pride village

Porta la firma prestigiosa del celebre autore e cantautore Roberto Casalino la sigla ufficiale della ottava edizione del Padova Pride Village, la più grande manifestazione estiva LGBTQ del Nord Italia, che il 19 giugno, data di apertura, raggiungerà l’importante traguardo dell’ottava edizione, forte delle oltre 700.000 presenze registrate dal 2008 ad oggi.

Autore di brani di grande successo per Giusy Ferreri, Nina Zilli, Francesco Renga, Moreno e Marco Mengoni, Antonello Venditti e Fedez, Roberto Casalino ha composto e interpretato per il Padova Pride Village il brano “Io non giudico l’amore”, un inno all’uguaglianza, al rispetto di ogni forma di diversità e della persona in quanto “unica” nel suo essere se stessa.

«Nessun giudizio e più amore per tutti, – afferma l’autore- un amore che non deve essere per forza di color rosso come nel nostro immaginario! Ognuno è libero di scegliere il colore che meglio gli si addice, ognuno è libero di colorare la propria vita come vuole. Ognuno è libero!».

Il singolo è disponibile su piattaforma iTunes, Google Play, Spotify e Deezer. Il ricavato della vendita del singolo sarà devoluto alla LILA – Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids.

Il video che accompagna “Io non giudico l’amore”, che vede protagonista l’ormai storico staff di animazione del Village, è stato realizzato da Marco Ferrero,dell’etichetta indipendente “Newtopia” di J-Ax e Fedez e conosciuto con lo pseudonimo di Iconize. Giovane ma già affermato art director, fotografo, videomaker, e web influencer, solo nell’ultimo anno ha collaborato con importanti brand come Yamamay, Cruciani, Playboy, Happiness, Patrizia Pepe, Les Eclaires, Trussardi, Kyme e Nike.
Organizzato dalla Be Proud Srl in collaborazione con il Circolo Tralaltro Arcigay di Padova e Circolo ArciLesbica Il Riparo Padova, il Padova Pride Village, diretto da Alessandro Zan, parlamentare sempre in prima linea per i diritti civili, giunto quest’anno all’ottava edizione, è la più grande manifestazione estiva LGBTQ del Nord Italia, con oltre 700.000 presenze dalla prima edizione del 2008. Tra gli ospiti che nel corso degli anni hanno partecipato alla “Festa di tutti” figurano artisti del calibro di Giusy Ferreri, Katia Ricciarelli, Paola e Chiara, Boy George, Patty Pravo, Rossana Casale e Tosca, Arisa, Donatella Rettore, Alice, Ricchi e Poveri, Antonella Ruggiero, Giuliano Palma, Ornella Vanoni, Loredana Bertè, Ivana Spagna, Chiara Galiazzo, Amanda Lear, Cristina D’Avena e i Gem Boy, Elio e le Storie Tese. Ospite della serata di chiusura dell’edizione 2014 è stata Conchita Wurst, alla sua prima apparizione live in Italia.

ROBERTO CASALINO. Dopo aver firmato nel 2008 per Giusy Ferreri i singoli di successo “Non ti scordar mai di me” e “Novembre”, colleziona in breve tempo una dozzina di pezzi in classifica scrivendo per gli artisti più amati del momento tra cui “Cercavo amore” di Emma e “Distratto” cantata da Francesca Michielin. Di particolare rilievo anche le sue collaborazioni con Tiziano Ferro e Elisa Toffoli, oltre a quelle con artisti della scena rap italiana come Guè Pequeno e Fedez (con quest’ultimo firma il singolo “Magnifico”(feat.Francesca Michielin). Ha scritto anche per Antonello Venditti e vanta, sempre in qualità di autore, una serie di partecipazioni al Festival di Sanremo con Giusy Ferreri, Nina Zilli, Francesco Renga, Moreno e Marco Mengoni, che nel 2013 gli vale la vittoria finale con “L’essenziale”.  Ha all’attivo due album come cantautore: “L’atmosfera nascosta” (2009) e “E questo è quanto” (2014), da cui è stato estratto il 15 maggio il nuovo singolo “Ogni destino è originale” in una versione remix.  Ha scritto e cantato la sigla del Padova Pride Village 2015 “Io non giudico l’amore” e il suo concerto vede in scaletta brani del suo ultimo album, nonché quelli di maggior successo scritti per i diversi artisti della scena nazionale.

Alcuni fotogrammi di I Have a Name di Osvaldo Supino
Osvaldo Supino è il cantante italiano più richiesto dagli utenti web al prossimo Eurovision. L’artista, unico rappresentate al momento nel bel Paese del genere Pop Internazionale, è quello più citato e richiesto nelle discussioni su Twitter riguardanti l’EurovisionA convincere gli utenti sarebbe l’alta competitività dei brani di Supino e la presenza scenica, sicuramente in linea con gli standard della competizione. Supino, di per se, ha già all’attivo 3 album di successo prodotti da autori che hanno già scritto brani vincenti all’Eurovision come Frida Molander e Charlie Mason, e continua a raccogliere consensi e fans in tutta Europa. Questo, assicurerebbe voti anche dagli altri Paesi, e una ventata di internazionalità tra gli artisti che hanno rappresentato l’Italia nelle passate edizioni. Nelle preferenze anche Anna Tatangelo e Alexia.

Passeggia per le vie di Los Angeles, è bionda e affascina coloro che la circondano. Stiamo parlando di Willam Belli, nota drag queen protagonista del nuovo spot pubblicitario della gamma di gelati Magnum.

Belli lecca il suo gelato con grande grazia e viene immediatamente notata dai presenti. Lo spot si inquadra nella campagna “Be True To Your Pleasure”, lanciata nel corso dell’ultimo Festival del Cinema di Cannes, e vede come protagoniste anche le altre drag queen Gregory Woo James Charis. Il tutto avviene con il sottofondo musicale di “Umbrella”, il celebre brano di Rihanna reinterpretato da Mechanical Bride in una versione molto più romantica.

Il fascino di Willam è indiscutibile e si sintetizza in questo video di circa un minuto, girato da Martin Werner e prodotto da Propaganda/Bacon. La campagna è stata lanciata dall’agenzia spagnola Lola, che opera a fianco di Magnum dal 2008 e fa parte del gruppo Lowe Mullen. Un’iniziativa elogiata da molti. Tra i commenti più positivi, da segnalare quello di Sophie Galvani, vice-presidente di Unilever, la proprietaria della marca di gelati. “Una bella dimostrazione – spiega la Galvani – della filosofia di Magnum. Non importa chi sei, o ciò che ti piace. Questo filmato è stato creato per cogliere ogni aspetto del piacere”.

Dopo mesi e mesi di voci che si sono rincorse, è arrivato il momento del coming out. Il youtuber  ha confermato di essere gay e lo ha fatto a modo suo.

Dopo oltre cinque anni di intenso lavoro sulla piattaforma di video più gettonata al mondo e oltre quattro milioni e mezzo di followers, Joey Graceffa ha scelto di dichiarare la propria omosessualità mediante un filmato di circa 12 minuti. Alcuni giorni fa, il giovane ha pubblicato il suo primo video musicale, Don’t wait, nel quale ha baciato un ragazzo travestito da principe azzurro, secondo alcuni il suo fidanzato. Joey non ha più voluto lasciare spazio ad alcun dubbio e ha affermato di essere gay.

Graceffa è uno dei ragazzi più ammirati del momento, sia dal pubblico maschile che da quello femminile. Dopo l’amicizia intima con un altro omosessuale, Shanedawson, Joey ha intrapreso questo importante passo. E si è mosso come nel suo stile, pubblicando un commovente video su You Tube. La sua carriera è in grande ascesa, dato che è imminente l’uscita del suo primo libro In Real Life. Il ragazzo ha così ringraziato tutti i fan che gli sono sempre stati vicino ed è stato ricambiato con molti commenti positivi nel suo video.

eurovision song contest 2015

Come molti di voi già sapranno, è in corso a Vienna l’Eurovision Song Contest 2015, giunto ormai alla sua sessantesima edizione. L’importanza di questo evento è certamente innegabile, non solo per la qualità degli artisti e delle canzoni in gara, ma anche per i valori di uguaglianza e parità di cui l’Eurovision Song Contest si fa portatore. Non manca di sottolinearlo neppure lo slogan di questa sessantesima edizione, che recita “Building bridges”, ovvero “Costruendo ponti”, intesi come mezzi di comunicazione e unione dei diversi popoli.

Forse già si è parlato ampiamente del look che la città di Vienna ha assunto per l’occasione: tombini muniti di impianti stereo che propagano musica, semafori che presentano coppie gay al posto del singolo omino per regolare l’attraversamento dei pedoni e così via.

Ma la notizia che fa scalpore la dobbiamo al pubblico strepitoso dell’Eurovision 2015: durante l’esibizione della Russia, infatti, si sono levate al cielo una miriade di bandiere arcobaleno. Non a caso, gli sbandieratori rainbowhanno esposto le bandiere proprio in concomitanza con la performance russa: la Russia, ormai si sa, è identificata come un paese in linea di massima omofobo o perlomeno alquanto intollerante. Tanto di cappello, allora, al pubblicodell’Eurovision Song Contest, che ha fatto sentire la sua voce vincente contro l’omofobia.

Non trovate anche voi bellissime tutte queste bandiere rainbow? Meritano tutto il nostro applauso e il nostro ringraziamento gli sbandieratori arcobaleno che si sono coraggiosamente esposti. Perché, d’altronde, l’importanza di eventi celebri come questo risiede soprattutto nel loro potere di veicolare valori positivi. Ed è chiaro che stavolta l’impresa è riuscita veramente molto bene.

mika sui gay

Mika torna a parlare di matrimoni gay in un’intervista alla stampa. Interpellato da Vanity Fair sul tema (ormai ampiamente dibattuto) delle nozze tra persone dello stesso sesso, il cantante di origini libanesi ha lanciato un appello, invitando le persone a non prendere in giro gli omosessuali che hanno il desiderio di sposarsi.

Il giudice dell’edizione italiana di X Factor è stato interpellato anche a proposito di un certo imborghesimento dei gay: Mika, a cui Vanity Fair ha dedicato la copertina, ha risposto sostenendo che la normalizzazione dell’omosessualità non ha compromesso la creatività dei gay, a differenza di quello che si sostiene, così come la lotta per l’uguaglianza tra i generi sessuali non ha reso meno interessanti le donne.

Mika, insomma, sembra un po’ viaggiare sugli stereotipi: dire che i gay sono tutti creativi ha decisamente l’aria del cliché. Il problema è che in Italia il tema dell’omosessualità è, appunto, ancora un tema: se l’eterosessualità non lo è, ci sarà un motivo? Meglio apprezzare il Mika cantante e il Mika giudice, in attesa di vederlo al bancone di X Factor in compagnia di Skin, di Fedez e di Elio dal prossimo autunno. Almeno lì non si dovrebbe parlare di matrimoni gay. Forse.

drag factor awards

Ormai si premia dovunque e comunque. E per la gioia di tutta la comunità LGBT adesso è in arrivo anche il premio «Oscar» per le drag queens.

Sarà un evento che rivoluzionerà il mondo dello spettacolo italiano e per il quale, naturalmente, arriveranno polemiche e discussioni. Ma ciò che conta è che il prossimo 16 luglio, al Gay Village di Roma, Vladimir Luxuria, presentatrice d’eccezione, consegnerà i premi in una serata che si preannuncia ricca di musica, divertimento, allegria e simpatia.

drag factor awards

Le categorie in gara saranno 10. Si va dal migliore make-up, fondamentale per una drag queen che si rispetti, al miglior talento comico e di intrattenitrice, dalla voce più bella alle performances in playback più apprezzate. Inoltre, verranno consegnati premi speciali alla carriera, e un premio verrà dedicato agli spettatori che saranno presenti. Tra tutti coloro che intereverranno come pubblico, la commissione selezionerà i «personaggi» più originali, e uno di loro vincerà il «Best Now».

In ogni categoria si sfideranno sei drag queens, che sono già state scelte attraverso selezioni effettutate nelle discoteche, nei teatri, ai concerti e nei più noti locali gay d’Italia. A votare per chi dovrà vincere i dieci premi saranno sia il pubblico che la giuria. Infatti, per 20 giorni, sarà possibile votare attraverso i social networks.

Il risultato del voto degli utenti, sommanto in misura uguale a quello della giuria, determinerà chi saranno le tre finaliste in ognuna delle categorie, ad eccezione della categoria «Best Comedy Queen», dove la vincitrice sarà determinata solo dal voto popolare.

Stabiliti i tre nomi che dovranno contendersi il premio, la giuria deciderà i vincitori poche settimane prima della serata finale. Il risultato sarà tenuto segreto fino all’ultimo.
Non ci resta che darci da fare per tentare di far vincere le nostre drag preferite, e magari organizzare una gita a Roma per poter assistere dal vivo a questo show che sarà di certo originale e divertente.

we are waves

Esce oggi, il secondo album della band torinese new wave We Are Waves, dal titolo «Promises», per l’etichetta MeatBeat Records.
L’album è stato anticipato dal video di «Lovers Loners Losers»

 

«Tre parole quasi identiche, una consonante che basta a cambiare ogni cosa. Una confessione intima e disillusa sulla solitudine, sull’alienazione e sul tentativo di integrarsi in una società che non si riesce a comprendere ma che, allo stesso tempo, non ci si può esimere dall’abbracciare. E ora è evidente che quella sensazione di “sentirsi sbagliati”, che speravamo andasse via crescendo, non ci abbandonerà mai.»

Sono 11 i brani che compongono l’album, scritti a quattro mani dal cantante e chitarrista Fabio “Viax” Viassone e Cesare Corso ai synth ed elettronica. La radice più feconda è quella della new wave sintetica e visionaria delle band dei primi anni Ottanta: le melodie e i suoni di “Promises” sono intensi, energici ed evocativi, sottolineati da un’espressività diretta ed efficace.

«Siamo in una fase in cui stiamo promettendo qualcosa, nella nostra musica come nelle nostre vite. Questo da un lato ci spaventa, dall’altro è uno stimolo, un nuovo capitolo da abbracciare in pieno, con tutto quello che comporterà, nel bene e nel male.
Promises è un disco vulcanico, a metà tra i grandi palchi degli anni ’80 e gli acidi visionari videoclip dell’elettronica moderna. Un disco in cui i vecchi sintetizzatori si alzano dai supporti e ti attaccano alla giugulare».

I We Are Waves sono un gruppo italiano, originario di Torino, di musica new wave contaminata da elettronica moderna. Il gruppo è composto da Fabio Viassone, Cesare Corso, Fabio Menegatti e Francesco Pezzali.
Esordiscono con un EP di 4 brani nel febbraio 2012. Dopo un periodo fitto di date live, il gruppo pubblica nel 2014 il primo album, «Labile», diffuso dall’etichetta Memorial Records. Il disco viene ottimamente accolto da pubblico e critica, che in poco più di un anno annovera i WAW tra le «migliori band di genere in Italia» (Rockit). Nell’arco del 2014 intraprendono un lungo tour italiano. Nell’Ottobre dello stesso anno iniziano le lavorazioni ai pezzi del secondo album, «Promises», pubblicato dall’etichetta valdostana Meatbeat Records a maggio 2015.

Tra le influenze più importanti vi sono molte band new wave attive negli anni ’80 come The Cure (cui hanno dedicato una personale rivisitazione del classico “A Forest” nel loro disco d’esordio), Joy Division, Sisters Of Mercy, Tears For Fears. Ma anche il wave-rock moderno di White Lies ed Editors, e soprattutto l’elettronica di stampo synth-rave di Nero, Crystal Castles, Trentemoller, DeadMau5. Le atmosfere e i testi dei We Are Waves sono frammenti di quotidianità riverberati in una cornice introspettiva, dove malinconia e fragilità si alternano a un senso di determinazione e consapevolezza, in un continuo gioco di chiaroscuri. In quest’ottica “Promises” è il rito di iniziazione a una nuova fase della vita, là dove «Labile» ha rappresentato la catarsi da una serie di demoni personali.

OSVALDO SUPINO "WET DREAM": NUOVO SINGOLO DA OGGI IN RADIO E NEGLI STORES
E’ uscito Wet Dream è il nuovo singolo di Osvaldo Supino. Il brano è il terzo estratto da «Behind The Curtain» l’ultimo album dell’artista che ha già raccolto ottime recensioni e ha debuttato in terza posizione su iTunes.

Scritto e prodotto tra Germania e Stati Uniti da Ray Richardson, il brano è POP puro con influenze electrodance e un testo che più ricorda il tratto provocatorio e autoironico di Osvaldo. Una miscela ben calibrata di alcuni degli aspetti che in questi anni hanno reso l’artista ancora più unico e riconoscibile all’interno del panorama musicale italiano.

«La provocazione è una caratteristica che per tanto tempo mi è stata associata, spesso senza che nemmeno la cercassi.” racconta Osvaldo “Penso che costruirsi una sorta di attitude alle volte può aiutarci a superare alcune delle nostre timidezze. In particolare canto la volontà di sentirsi il sogno proibito di qualcuno, vedersi più sicuri di sé, dettare il gioco”.

Wet Dream arriva dopo il successo di «Livin’ Again» 1° in classifica, e di «Stop The Rain» il secondo estratto dall’album che oltre agli ottimi riscontri radiofonici e di vendita, ha trovato l’approvazione del Gruppo MTV Germania, Austria e Svizzera i quali l’hanno inserito in alta rotazione sui loro canali.

Contraddistinto da un beat irrefrenabile e ipnotico, la produzione segue la linea dei più grandi successi di Osvaldo, ma con una nuova maturità facilmente percepibile fin dal primo ascolto e che senza dubbio, da al brano tutte le carte per competere con le attuali hits internazionali in circolazione. Il brano lancia inoltre il tour dell’artista in partenza a Giugno.

Del videoclip Osvaldo dichiara «è stato diretto da mio fratello Giovanni Pio Supino, non voglio svelarvi nulla ma abbiamo fatto le cose in grande. E’ il numero 13 della mia carriera e andava assolutamente celebrato»

 

 

Osvaldo Supino negli ultimi 3 anni ha collezionato 7 singoli e 2 album nella Top10 dei più scaricati su iTunes, 1 NickelClip Award, Premio Zimbalamb come Artista Rivelazione dell’anno al Mei 2013, Premio Unicef come Migliore performer e 2 Nomination ai premi Pivi. Detiene il record come unico artista italiano nominato 3 volte ai BT Digital Music Awards di Londra, oltre 4 milioni di views nel 2014 ed è attualmente uno dei pochi artisti indipendenti italiani che più sta raccogliendo riscontri anche all’estero.

Wet Dream,è la nuova scommessa di Osvaldo da oggi in radio e in tutti gli store digitali ed è facile immaginare che darà modo, nuovamente, di far parlare di se.

Emma-Stone-in-Birdman

Emma Stone e Steve Carell, entrambi candidati agli Oscar 2015 (rispettivamente per i ruoli in Birdman e Foxcatcher), si sfideranno sul campo da tennis di un match storico, e non solo dal punto di vista sportivo.

Emma Stone sarà Billie Jean King, la tennista lesbica celebre per aver sconfitto Bobby Riggs nella partita del 1973 ricordata come “la battaglia dei sessi”, che dà il titolo al film: The Battle of Sexes. Riggs, campione di tennis degli anni Trenta e Quaranta, aveva cinquantacinque anni all’epoca, ma nonostante la differenza d’età con la nemica ventinovenne era sicuro di vincere.

L’incontro è diventato un evento simbolo della battaglia per la parità dei sessi. La tennista dimostrò al suo avversario apertamente maschilista che le donne non erano certo inferiori agli uomini.

La King non è stata solo un’atleta: è stata e, oggi settantenne, è tuttora un’attivista per i diritti delle donne e i diritti umani.

Il film, prodotto da Danny Boyle e diretto da Jonathan Dayton e Valerie Faris, non è l’unico dedicato all’incontro King-Riggs. Sono in produzione anche Match Maker con Will Ferrell nel ruolo di Riggs e un film di HBO con Elizabeth Banks e Paul Giamatti sulla stessa storia.

L’uscita di The Battle of Sexes è prevista per il 2016.

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