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Lorenzo Fragola_per invio

A poche settimane dal lancio del nuovo singolo “#Fuori C’è Il Sole”, Lorenzo Fragola annuncia tre nuove date del suo “1995 il Tour”, già vicino al sold out, che lo porterà in giro per l’Italia a partire dal prossimo 2 ottobre.

Oltre ai concerti già annunciati di Roma, Napoli, Bari, Padova, Nonantola, Milano, Firenze e Venaria Reale, Lorenzo sarà il 22 ottobre all’Afterlife Live Club di Perugia, il 23 ottobre al Mamamia di Senigallia (AN). Infine sarà nella sua terra di Sicilia per un appuntamento tutto speciale, l’unico in un palazzo dello sport, fissato per domenica 20 dicembre al PalaTupparello di Acireale (CT).

I biglietti per le 3 nuove date (e anche quelli delle altre date già in programma) saranno disponibili su TICKETONE da domani alle ore 11.00:www.ticketone.it

Il “1995 TOUR” è solo l’ultima di una lunga serie di tappe di successo per Lorenzo Fragola: dopo il trionfo ad X-Factor e la partecipazione a Sanremo, l’autore ha raggiunto il disco d’oro con l’album d’esordio “1995” (Sony), che si aggiunge al platino per “Siamo uguali” (Sony) e al doppio platino per  “The Reason Why” (Sony), oltre che essere stato protagonista lo scorso 29 giugno dell’evento “Fragola al Cinema” con un concerto speciale trasmesso in diretta nei maggiori cinema italiani ed avere ottenuto il premio “Best new artists” agli MTV AWARDS .

Tutti le date del tour di Lorenzo Fragola

 Venerdì 2 ottobre – Roma, Atlantico

Sabato 3 ottobre – Napoli, Casa della Musica

Domenica 4 ottobre – Bari, Demodè Club

Venerdì 9 ottobre – Padova, Gran Teatro Geox

Sabato 10 ottobre – Nonantola (MO), Vox Club

Lunedì 12 ottobre – Milano, Alcatraz

Giovedì 15 ottobre – Firenze, Obihall

Venerdì 16 ottobre – Venaria Reale (TO), Teatro della Concordia

Giovedì 22 ottobre – Perugia, Afterlife Live Club – NEW!

Venerdì 23 ottobre – Senigallia (AN), Mamamia – NEW!

Domenica 20 dicembre – Acireale (CT), PalaTupparello – NEW!

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Abbiamo conosciuto e intervisto Alex Molla dj: di giorno lavora a Radio Numberone come “Head of Music”, nei weekend come dj in vari locali rinomati di Milano, ma anche a Londra, Parigi e Lisbona come “Guest DJ”.

Chi è Alex Molla dj: come nasce, quali le sue passioni, quali le prospettive, lavorative, umane, sociali e culturali.

Alex Molla DJ è un ragazzo che arriva dalla provincia milanese anche se di genitori originari di Milano.

Da sempre ho coltivato la mia passione per la musica , studiandola e sopratutto studiando le persone che avevo intorno ed i loro gusti musicali.

Ho avuto la fortuna di iniziare la mia carriera lavorativa da adolescente subito in discoteca affiancando dj che , avendo già una certa età, avevano vissuto il periodo disco degli anni ’70 e dance degli anni ’80 trasferendomi la loro conoscenza musicale e la metodologia di lavoro durante le serate e che poi ho fatto mia, ovviamente rendendo personalizzato e stilizzato il mio lavoro. Chi mi conosce, capisce quando sto suonando, anche se magari non mi vede subito . Trovo che sia una forma espressiva d’arte non da poco. Fare il dj non significa solo mixare dei dischi, ma rendere la serata qualitativamente bella e a favore sempre dei gusti del pubblico , poi con una certa dose di gusto personale.
La mia passione è poi il mio lavoro: la musica!

Credo che si nasca con questo “X Factor” e non puoi forzatamente pretendere di averlo. A volte lavoro con certe “capre” che si sentono “Dei” musicali , ed anche questa è una conseguenza altalenante del mercato musicale italiano. Le mie attività sociali ahimè sono ridotte ai minimi termini per mancanza di tempo .

Di giorno lavoro a Radio Numberone come “Head of Music” (in pratica programmatore musicale , anche se faccio molto ma molto di più) ed i weekend la sera , suono in discoteca..
Non socializzo molto e quelle rare occasioni in cui riesco a farlo vengono sempre apprezzate. Non sono ne sociopatico ne asociale , precisiamo ! ;-)
I veri amici non si contano nel numero, ma nella qualità di rapporto! Credo e do il mio contributo artistico, in tutte quelle cause che vedono l’essere umano ed il pianeta in primis. Dai problemi ambientali ai diritti di chiunque viva sulla terra. Nessuno può pretendere e calpestare la nostra libertà di vita e di scelta della stessa. Culturalmente posso solo continuare ad imparare. Credo che non si finisca mai di conoscere sia da chi è più grande che da chi è più piccolo di me.
Fate tesoro di ciò che vi ho appena scritto , ne trarrete vantaggio! Lo sbaglio che troppo spesso nella società di oggi facciamo, è sentirsi superiori agli altri.

C’è qualche artista che ti ha ispirato particolarmente all’inizio della tua carriera?

Alex Molla Dj Official Fan ClubAll’inizio della mia carriera il dj non era riconosciuto come lavoro , ed ho faticato parecchio per farlo capire ai miei genitori. Ho sempre tratto ispirazione dalla musica, dai suoni, sopratutto quella ascoltata dalla gente che mi circonda da sempre e ne ho tratto benefici. Ho la fortuna di conoscere tantissimi personaggi italiani e stranieri nel panorama musicale e questo mi piace , ma onestamente non ho tratto ispirazione da qualcuno in particolare. Se devo parlare di ispirazione , forse dagli americani. Quindi Michael Jackson, Kool & The Gang, Chic, Depeche Mode, Madonna, Nirvana ecc ecc

Gli aspetti che ti piacciono del tuo lavoro?

Potrei dire “i soldi” ma così non è! La gioia di poter esprimere la mia vena artistica dando sfogo alla mia “creatività”, comunicando con la musica.

Tecnologia. Che tipo di dj sei tu (vinile, cd, supertecnico) e da che parte sta andando il lavoro in console?

Il vinile oggi costa un patrimonio . Il perché non è spiegabile , oltremodo ormai i locali non hanno neanche più i piatti e oggi se suoni i vinili sono per serate “Super Chic” e “VIP”, quindi che possono contenere certi costi.
Comunque ho iniziato con i 12″ e credimi se ti dico che se impari con i vinili a mixare la musica degli anni 70, puoi davvero mixare qualunque cosa come dj, con naturalezza e serenità.
Oggi lavoro con un programma per PC che trovo d’aiuto specie per un dj eclettico come me , che ha la fortuna di lavorare suonando generi diversi in diverse serate. Questo programma mi aiuta molto dividendo i generi musicali per cartelle tramite file depositati e scaricati legalmente.

Ti piace la musica che c’è oggi?

Tutta la musica che è stata creata da che l’uomo è nato, arriva da due pezzi di tronco battuti l’uno sulla altro , dapprima per comunicare , poi per danzare esprimendosi tramite il corpo.
se devo proprio esprimere il mio giudizio, trovo che oggi la musica commerciale non abbia molto da dire a differenza forse del genere più pop straniero che grazie ad una sonorità più morbida, ma non solo visto che ascolto e mi piace anche Skryllex ; riesce ad arrivarmi molto di più.
Amo Rnb da sempre ! Dalle Supremes a Beyonce. La dance dagli Chic a Pharrell Williams (che per altro ho avuto il piacere di conoscere qualche anno fa). La Club House Da Bob Sinclar e David Guetta a Zedd.

Ai djs non piacciono le domande che li “etichettano” su un genere…

Non mi sono posto mai il problema e sono sempre stato al di sopra di qualsiasi critica positiva o negativa che mi riguardasse. Ho sempre dato precedenza al pubblico che ritengo il vero “Leader” della serata. Ho cercato di creare uno stile personale di suono evitando di “copiare” altri; sarebbe troppo facile e dozzinale.

Ma se tu dovessi definirti in qualche modo?

Sarebbe riduttivo definirmi in un unico modo.

A quali progetti stai lavorando in questo momento?

All’insormontabile pazienza che devo avere nei confronti di gente poco professionale, e questo è già un grande lavoro!Sui progetti musicali ho in cantiere una grossa collaborazione con un dj internazionale molto famoso, ma come si dice “se son rose …”;non amo dare particolari fino a compimento degli stessi. L’aver fatto già compilation arrivate ai vertici delle classifiche di vendita di Itunes ed un paio di remix azzeccati tramite la collaborazione di amici, Garofalo e Malanga, pubblicate poi per Warner Music mi hanno dato già grandi soddisfazioni .

Qual è la risposta del pubblico gay di fronte al tipo di attività che svolgi?

Ballano ?!!? ;-) C’è sempre a chi piaci tantissimo e a chi piaci , punto. Chi mi conosce , ma anche no, dice cose carine , il Pride Americano ad Expo 2015 e quello Milanese in Porta Venezia , sono stati dei grandi esempi.
Gli americani stessi sono rimasti sbalorditi dal come suonavo , dalle scelte dei brani e dalla facilità e tranquillità che trasmettevo alla gente che si divertiva. Questo mi ha ovviamente galvanizzato. Ogni tanto ci vuole

Un consiglio, di cuore e di testa, a chi volesse intraprendere una carriera da DJ?

alex molla dj - intervistaCambiate lavoro , troppo inflazionato , troppi pochi soldi , troppo mercato nero ed i veri valori per chi è un professionista ahimè non ti portano lontano, più per ignoranza, oltre che al cercare di svalutare il lavoro artistico monetariamente parlando e al pessimismo nei confronti altrui. Questo fenomeno è tipicamente italiano.
All’estero cogli un atmosfera davvero bella , come da noi in tempi ormai remoti.
Se però nonostante ciò vuoi diventare dj perché credi di avere l “X Factor”, studia tanto la musica attuale, ma sopratutto la disco 70-80 e ti suggerisco in particolare quella americana ed inglese.

Tutta la musica di oggi che sia Rnb, che sia House, trae suoni, ritmiche e campionamenti da quegli anni che sono e rimarranno per sempre irripetibili.
Studia studia studia e non smettere mai di apprendere,capire, raccogliere suggerimenti ed impegnarti fino allo stremo delle forze.

Si umile, comportati bene, ma fatti anche rispettare.Non accontentarti mai del secondo posto, punta sempre al massimo! Il vero DJ non è quello che fa il fenomeno 1 ora con il cdj inclinato remixando live gli Ac/Dc in chiave house, ma chi riesce a riempire una pista dal nulla o peggio con solo 100 persone davanti , farle ballare fino alle 4 del mattino senza per forza scendere qualitativamente a livello musicale .

La tua serata ideale fuori dalla discoteca?

Esistono ? Cinema , cena , e adesso vi shoccherò ; la tranquillità in casa fuori dal casino (anche se poi abito in una via che è praticamente uguale a Corso Como di Milano come vita serale) .

tiziano ferro

Il brano “la differenza tra me e te” all’interno della colonna sonora di  “All Roads Lead To Rome”.

“La differenza tra me e te” trasmessa dall’autoradio di una padina gialla anni 80, accompagna il viaggio di Sarah Jessica Parker e Raoul Bova in “All Roads Lead To Rome”. Farà da cornice ad una delle scene più suggestive della commedia più attesa della prossima stagione cinematografica.

Il film, prodotto da Silvio Muraglia della Paradox Studios e dalla Ambi Pictures di Andrea Iervolino e Monika Bacardi, è già stato venduto in quasi tutto il mondo.  Girato tra le colline toscane e la capitale sarà nelle sale a partire dal 2016. In Italia i diritti del film sono stati acquisiti dal gruppo Mediaset.

Si chiama «Tutta d’un fiato» il nuovo singolo di Benji e Fede: i due ventenni, conosciutisi tramite i social network e accomunati dalla passione per la musica, prenderanno parte anche al Coca Cola Summer Festival. Il loro brano è accompagnato anche da un video, che è stato diffuso on line: per Federico Rossi e Benjamin Mascolo, insomma, la strada verso il successo sembra essere ormai pronta. I due, che si sono fatti conoscere grazie al loro canale di Youtube, nel giro di breve tempo hanno raccolto centinaia di migliaia di visualizzazioni, diventando un fenomeno del web (e non solo).

Ecco, quindi, che la coppia, dopo avere aperto i concerti italiani degli Sheppard e di Conor Maynard, torna a farsi apprezzare dai propri fan con un nuovo singolo, che già il giorno di uscita è entrato nella Top5 su iTunes. In radio, invece, la canzone sarà trasmessa a partire da domani, venerdì 26 giugno. Una canzone che, per altro, può contare su nomi di grido, visto che è stata scritta e prodotta da Simone Cremonini e Giorgio Valdi, con il mastering e il mixaggio di Andrea Debernardi, che in passato ha già avuto modo di collaborare con Rocco Hunt, Clementino e Fedez.

In occasione della pubblicazione del singolo, Benji e Fede hanno deciso di girare l’Italia in un tour promozionale: dopo un incontro a Napoli con i fan si sono spostati in Lombardia per l’Expo, mentre in questi giorni sono a Roma per le registrazioni del Coca Cola Summer Festival, che sarà messo in onda da Canale 5 nelle prossime settimane. Ecco, quindi, che il cancello per la fama sembra essersi spalancato, mentre i gossip a proposito della loro amicizia si rincorrono sempre di più.

 

we are waves

Esce oggi, il secondo album della band torinese new wave We Are Waves, dal titolo «Promises», per l’etichetta MeatBeat Records.
L’album è stato anticipato dal video di «Lovers Loners Losers»

 

«Tre parole quasi identiche, una consonante che basta a cambiare ogni cosa. Una confessione intima e disillusa sulla solitudine, sull’alienazione e sul tentativo di integrarsi in una società che non si riesce a comprendere ma che, allo stesso tempo, non ci si può esimere dall’abbracciare. E ora è evidente che quella sensazione di “sentirsi sbagliati”, che speravamo andasse via crescendo, non ci abbandonerà mai.»

Sono 11 i brani che compongono l’album, scritti a quattro mani dal cantante e chitarrista Fabio “Viax” Viassone e Cesare Corso ai synth ed elettronica. La radice più feconda è quella della new wave sintetica e visionaria delle band dei primi anni Ottanta: le melodie e i suoni di “Promises” sono intensi, energici ed evocativi, sottolineati da un’espressività diretta ed efficace.

«Siamo in una fase in cui stiamo promettendo qualcosa, nella nostra musica come nelle nostre vite. Questo da un lato ci spaventa, dall’altro è uno stimolo, un nuovo capitolo da abbracciare in pieno, con tutto quello che comporterà, nel bene e nel male.
Promises è un disco vulcanico, a metà tra i grandi palchi degli anni ’80 e gli acidi visionari videoclip dell’elettronica moderna. Un disco in cui i vecchi sintetizzatori si alzano dai supporti e ti attaccano alla giugulare».

I We Are Waves sono un gruppo italiano, originario di Torino, di musica new wave contaminata da elettronica moderna. Il gruppo è composto da Fabio Viassone, Cesare Corso, Fabio Menegatti e Francesco Pezzali.
Esordiscono con un EP di 4 brani nel febbraio 2012. Dopo un periodo fitto di date live, il gruppo pubblica nel 2014 il primo album, «Labile», diffuso dall’etichetta Memorial Records. Il disco viene ottimamente accolto da pubblico e critica, che in poco più di un anno annovera i WAW tra le «migliori band di genere in Italia» (Rockit). Nell’arco del 2014 intraprendono un lungo tour italiano. Nell’Ottobre dello stesso anno iniziano le lavorazioni ai pezzi del secondo album, «Promises», pubblicato dall’etichetta valdostana Meatbeat Records a maggio 2015.

Tra le influenze più importanti vi sono molte band new wave attive negli anni ’80 come The Cure (cui hanno dedicato una personale rivisitazione del classico “A Forest” nel loro disco d’esordio), Joy Division, Sisters Of Mercy, Tears For Fears. Ma anche il wave-rock moderno di White Lies ed Editors, e soprattutto l’elettronica di stampo synth-rave di Nero, Crystal Castles, Trentemoller, DeadMau5. Le atmosfere e i testi dei We Are Waves sono frammenti di quotidianità riverberati in una cornice introspettiva, dove malinconia e fragilità si alternano a un senso di determinazione e consapevolezza, in un continuo gioco di chiaroscuri. In quest’ottica “Promises” è il rito di iniziazione a una nuova fase della vita, là dove «Labile» ha rappresentato la catarsi da una serie di demoni personali.

OSVALDO SUPINO "WET DREAM": NUOVO SINGOLO DA OGGI IN RADIO E NEGLI STORES
E’ uscito Wet Dream è il nuovo singolo di Osvaldo Supino. Il brano è il terzo estratto da «Behind The Curtain» l’ultimo album dell’artista che ha già raccolto ottime recensioni e ha debuttato in terza posizione su iTunes.

Scritto e prodotto tra Germania e Stati Uniti da Ray Richardson, il brano è POP puro con influenze electrodance e un testo che più ricorda il tratto provocatorio e autoironico di Osvaldo. Una miscela ben calibrata di alcuni degli aspetti che in questi anni hanno reso l’artista ancora più unico e riconoscibile all’interno del panorama musicale italiano.

«La provocazione è una caratteristica che per tanto tempo mi è stata associata, spesso senza che nemmeno la cercassi.” racconta Osvaldo “Penso che costruirsi una sorta di attitude alle volte può aiutarci a superare alcune delle nostre timidezze. In particolare canto la volontà di sentirsi il sogno proibito di qualcuno, vedersi più sicuri di sé, dettare il gioco”.

Wet Dream arriva dopo il successo di «Livin’ Again» 1° in classifica, e di «Stop The Rain» il secondo estratto dall’album che oltre agli ottimi riscontri radiofonici e di vendita, ha trovato l’approvazione del Gruppo MTV Germania, Austria e Svizzera i quali l’hanno inserito in alta rotazione sui loro canali.

Contraddistinto da un beat irrefrenabile e ipnotico, la produzione segue la linea dei più grandi successi di Osvaldo, ma con una nuova maturità facilmente percepibile fin dal primo ascolto e che senza dubbio, da al brano tutte le carte per competere con le attuali hits internazionali in circolazione. Il brano lancia inoltre il tour dell’artista in partenza a Giugno.

Del videoclip Osvaldo dichiara «è stato diretto da mio fratello Giovanni Pio Supino, non voglio svelarvi nulla ma abbiamo fatto le cose in grande. E’ il numero 13 della mia carriera e andava assolutamente celebrato»

 

 

Osvaldo Supino negli ultimi 3 anni ha collezionato 7 singoli e 2 album nella Top10 dei più scaricati su iTunes, 1 NickelClip Award, Premio Zimbalamb come Artista Rivelazione dell’anno al Mei 2013, Premio Unicef come Migliore performer e 2 Nomination ai premi Pivi. Detiene il record come unico artista italiano nominato 3 volte ai BT Digital Music Awards di Londra, oltre 4 milioni di views nel 2014 ed è attualmente uno dei pochi artisti indipendenti italiani che più sta raccogliendo riscontri anche all’estero.

Wet Dream,è la nuova scommessa di Osvaldo da oggi in radio e in tutti gli store digitali ed è facile immaginare che darà modo, nuovamente, di far parlare di se.

Matthew Lee

Venerdì 15 maggio, il cantante e performer Matthew Lee sarà in concerto al Memo Restaurant di Milano per presentare dal vivo i brani contenuti nel suo nuovo album D’altri tempi(Carosello Records).

Il disco, disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e sulle piattaforme streaming, racchiude 12 tracce (6 in italiano e 6 in inglese), tutte legate da un inconfondibile ritmo rock’n’roll rivisitato in chiave moderna.

«”D’altri tempi” è il mio primo “vero” lavoro discografico – racconta Matthew Lee – dove ho curato ogni canzone ed ogni dettaglio insieme ad alcuni dei più importanti produttori italiani ed internazionali. Registrato in tre paesi diversi (Italia, Inghilterra e Germania), è un disco in cui mi riconosco in pieno e dove faccio vedere tutti i lati della mia personalità: da quella rock’n’roll a quello più blues, fino al mio lato più romantico. Filo conduttore di tutto è il mio pianoforte che ho tenuto sempre al centro della scena in ogni brano.»

L’album è stato realizzato con l’intervento di autori e produttori sia italiani che internazionali e, in particolare, vede la collaborazione di Luca Chiaravalli, Claudio Guidetti, Mousse T e Chris Summerfield.

Questa la tracklist di “D’Altri Tempi”: “È Tempo D’altri Tempi”, “Non mi credere”, “Can i take a bite”, “Gratitudine”, “L’isola che non c’è”, “Pronto a partire”, “I’m in love”, “Così Celeste”, “Heartbreaker”, “Place that I call home”, “You’re my girl”, “Never Never Land”.

Prosegue il “Matthew Lee Rock’n’roll Tour 2015”, queste le prossime date confermate: il 17 maggio al “A tutta birra” di Telgate (Bergamo) e il 23 maggio alla “Busafest” di Vigonza (Padova).

Definito “The genius of rock’n’roll” dalla stampa internazionale, Matthew Lee è tra i principali protagonisti di uno dei trend internazionali di maggior appeal, il rilancio delle atmosfere anni 50.

«Per quanto mi riguarda essere d’altri tempi non significa rimanere ancorato al passato, ma semplicemente recuperare valori importanti, che forse stavamo rischiando di perdere, il tutto però rivisto in una chiave attuale, non “un’operazione nostalgia”, ma un qualcosa che spero possa essere percepito come una novità racconta Matthew Lee, che vanta un’importantissima gavetta in tutto il mondo.

Matthew Lee è uno straordinario performer, pianista e cantante innamorato del rock’n’roll, che ha fatto propri gli insegnamenti dei grandi maestri del genere. Un vero talento, un fenomeno degli 88 tasti. Nonostante la giovane età ha già sulle spalle circa 1000 concerti. Matthew Lee infatti ha suonato in tutta Europa: Italia, Belgio, Inghilterra, Francia, Svizzera, Slovenia, Olanda, Germania, e si è inoltre esibito negli Stati Uniti ed in Africa. Il Cincinnati Blues Festival in Ohio (Usa), il Summer Jumboree Festival (Senigallia; Italia), Musicultura (Recanati, Italia), Festival di Sao Vincente (Capoverde); Motor Show Di Bologna; Musikmesse di Francoforte; Blues On The Farm (Uk); il Capodanno 2005 a Roma (davanti a 150.000 persone), Linton Festival (Uk), Cornbury Festival (Uk), Festival Internazionale di Hammamet (Tunisia) sono solo alcune delle importanti manifestazioni a cui Matthew Lee ha partecipato.

arteiu

Arteiu nasce a Brescia e fin da piccolo respira la cultura musicale che circola in famiglia. Diversi saranno gli anni passati a sperimentare vari stili e culture, affermandosi da 5 anni a questa parte, in composizioni che riprendono differenti generi. È uscito il suo pezzo dal titolo “Fanculo l’omofobia”: la cultura da dove Arteiu attinge è quella hip-hop che, come assicura l’autore, “parla spesso di violenze e ingiustizie sociali”, pensando bene di realizzare un brano appartenente a “questa bellissima cultura” su tematiche lgbt. Lo abbiamo intervistato, invitandovi a vedere il videoclip e ascoltare l’ottima canzone.

Arteiu: come nasci musicalmente?

Ho iniziato a scrivere i primi testi e registrare canzoni 5 anni fa circa, influenzato da sempre da diversi stili e ancora ora il mio repertorio musicale di ascolti è molto ampio: ascolto dal rap, all’r’n’b, alla musica araba, a quella africana, al jazz, al blues, e tanto altro.

Il genere del pezzo appartiene alla cultura hip-hop, musica rap: parla di omofobia e di necessario cambiamento culturale e sociale. Si compie, così, anche l’abbattimento di un pregiudizio storico che vedeva in questo genere addensarsi espressioni poco amichevoli nei riguardi delle persone lgbt e delle donne?

Guarda partendo dal presupposto che il pezzo non è totalmente rap, che io non sono un artista al 100% rap ma contaminato da altri generi, posso dirti di si, l’intento è in parte anche quello di aprire questa musica a nuovi orizzonti. L’hip-hop parla spesso di violenze e ingiustizie sociali, credo sia giusto che questa bellissima cultura assorba anche questa tematica.

Perché scrivere il pezzo: come è nata l’idea e l’ispirazione?

L’ispirazione è nata dopo un lungo periodo di elaborazione e ricerca, sia sui fatti attuali quotidiani, sia su una meditazione mia personale di stile, cercavo parole che suonassero cattive, riflessive, dolci ma allo stesso tempo che dessero speranza positiva: la stessa positività che caratterizza ogni mia canzone. Lo stesso ragionamento l’ho fatto per la base musicale.

La scelta del genere musicale è chiara: hai voluto e vuoi rivolgerti a un target preciso di destinatari?

Assolutamente no, è un pezzo impegnato nel sociale al contrario di altre mie canzoni, è il mio primo pezzo sul sociale, ha un testo complesso non lo nego dunque non accessibile a tutti, ma non tutte le persone sono testarde, c’è chi ancora ama pensare nonostante la vita frenetica di ogni giorno, quindi il target è ampio, è rivolta a tutti.

Come è avvenuta la fase di scrittura, sia del testo, poetico in molte rime interne, sia della musica?

Come dicevo prima, la scrittura è stata lunga e ho elaborato molto il testo a distanza di parecchi mesi, volevo che tutto suonasse attuale, sia il genere che le parole, esattamente come il tema attuale e fresco; sull’ attuale aggiungo purtroppo, in quanto sarebbe ora che certi scempi venissero puniti a dovere.

Quali sono le realtà viscide a cui fai riferimento nel testo quando dici che esse ci circondano?

Sono le violenze, ma non solo, sono anche il menefreghismo e la poca giustizia ora presente nella nostra Italia, è l’egoismo, tutti dicono dicono contro l’omofobia ma in pochi fanno qualcosa di concreto, la musica è sicuramente un bel mezzo per la libera espressione.
La musica, soprattutto rap, può garantire un supporto nell’abbattimento dei pregiudizi contro le libere sessualità espresse?
Sicuramente, la musica rap (contaminata sempre più con altri stili) è sempre più in espansione e io sono speranzoso in progressi, già si vedono negli ultimi anni quanto alcuni artisti si siano pubblicamente esposti su questo tema attraverso post sui social network.

Il pubblico lgbt come ha risposto alla tua proposta musicale appartenente a un genere non tradizionale per questo pubblico?

Sorpresi.

Hai altre opere in cantiere, magari sempre riguardanti il tema omofobia?

Sicuramente, la musica rap (contaminata sempre più con altri stili) è sempre più in espansione e io sono speranzoso in progressi, già si vedono negli ultimi anni quanto alcuni artisti si siano pubblicamente esposti su questo tema attraverso post sui social network.

Il testo arriverà anche nelle scuole, centri primari dove formare i ragazzi alla cultura delle diversità e del rispetto della dignità delle persone, a prescindere da etnia, religione, orientamento sessuale, identità di genere?

Ho l’album “Sensibilità Positiva” in cantiere che avrà diversi temi al suo interno, ma nient’altro su questo tema, per ora.

cody simpson

Cody Simpson si candida sempre di più a diventare il nuovo idolo delle teenager e dei teenager. Lo testimonia, tra l’altro, l’uscita del suo ultimo singolo, intitolato New Problems, che anticipa l’uscita del suo prossimo album e che con tutta probabilità lo consacrerà come una delle teen star di questo 2015. Dopo avere collaborato con Justin Bieber in alcuni duetti che hanno fatto sognare (e non solo per la voce dei protagonisti), il biondo australiano si ripresenta sul mercato dopo Paradise e Surfer’s Paradise, i suoi precedenti album, nel tentativo di ampliare la platea del suo pubblico.

In effetti Simpson è reduce da un periodo di crisi, dovuto anche ai riscontri non positivi che il singolo Flower ha ottenuto. Ecco perché New Problems rappresenta, per lui, una importante occasione di riscatto. Certo, alla sua giovane età poter contare su una carriera come la sua è un bel vantaggio. Va ricordato, infatti, che il biondino di Gold Coast ha appena compiuto diciotto anni (essendo nato l’11 gennaio del 1997): è davvero giovanissimo, anche se a giudicare dal suo fisico – per altro scolpito da anni e anni passati in piscina a nuotare – non si direbbe, e gli si darebbe qualche anno in più, visto il suo corpo tonico.

New Problems, insomma, ripropone un Simpson desideroso di recuperare l’affetto perduto. E chissà che in un futuro prossimo non possano ripresentarsi altre occasioni di duetti con Justin Bieber, con il quale condivide molte cose: tra tutte, il fatto di essersi fatto conoscere grazie ad alcuni video postati su Youtube. Ora, però, Justin sembra averlo superato in quanto a popolarità: Cody riuscirà a stare in scia?

Carly Rae Jepsen: Tom Hanks e Justin Bieber per il video del nuovo singolo

Justin Bieber in un video insieme con Tom Hanks. No, non si tratta di un filmato rubato né di scene hot (e d’altro canto, visti i protagonisti in gioco, si tratterebbe di qualcosa di clamoroso), ma semplicemente dell’ultimo videoclip di Carly Rae Jepsen, il quale, dopo avere fatto sfracelli in tutte le radio con la sua Call Me Maybe, ha confezionato una nuova canzone che promette di attirare l’attenzione del pubblico: si tratta di I Really Like You, brano che è stato composto con la collaborazione del produttore Peter Svensson.

Justin Bieber a New York per il video di “I Really Like You” con Carly Rae Jepsen

Per il videoclip del pezzo, come detto, sono stati scelti due autore d’eccezione: il sempre discusso e discutibile Justin Bieber e Tom Hanks, star di Hollywood, celebre anche per la sua interpretazione del film Philadelphia. Le riprese del video sono state effettuate a febbraio a New York, tra le strade della Grande Mela. Per il momento, però, non è stato ancora reso noto il giorno in cui il video sarà ufficialmente messo a disposizione in Rete.

Carly Rae Jepsen: Tom Hanks e Justin Bieber per il video del nuovo singolo

Si sa solo, allo stato attuale, che il nuovo disco di Carly Rae Jepsen dovrebbe uscire – se tutto andrà secondo i piani – entro la fine di quest’anno, e che all’album hanno collaborato personalità come Max Martin, Jack Antonoff e Ariel Rechtshaid.

Non Justin Bieber, ma d’altro canto si sa che l’artista canadese ormai è più conosciuto in qualità di uomo immagine che non per le sue doti canore. Restiamo in attesa, quindi, di scoprire le performance di Justin in compagnia di Tom Hanks: e siamo pronti a stupirci, vista la notorietà di questa grande accoppiata.

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