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L'amore merita

 

L’Amore merita è 1° in classifica generale su iTunes e il videoclip ha superato le 30 mila views su Youtube. Grande successo quindi per il brano uscito da appena tre giorni per New Music International/Dischi dei Sognatori.

Un brano nato in sostegno di temi fondamentali quali la libertà e l?uguaglianza di tutte le persone di fronte l’amore, un progetto che vede insieme Simonetta Spiri, Greta Manuzi, Verdiana Zangaro e Roberta Pompa: quattro giovani artiste, quattro ragazze con personalità, esperienza, provenienze e diversità che si ritrovano unite, solidali e fiere nel ribadire ancora una volta, una volta di più, attraverso la musica, la libertà di ognuno di noi di fronte alle scelte dell’amore.

L’idea di questo progetto nasce da Simonetta Spiri che insieme a Luca Sala (co-autore del brano “Non è l’inferno” che ha portato Emma alla vittoria del Festival di Sanremo nel 2012) e Marco Rettani (autore per Mondadori del romanzo di successo, “Non lasciarmi mai sola”, con prefazione di Patty Pravo) ha scritto questo brano. Simonetta ha coinvolto le altre tre colleghe Verdiana, Roberta e Greta con le quali è legata da amicizia e stima artistica. Un percorso artistico personale importante, quattro musiciste seguite ed amate dal proprio pubblico, a cui si rivolgono per far arrivare il loro messaggio di libertà e amore.

“L’Amore merita” è uscito in concomitanza con il decimo compleanno di “Gay Help Line“, che ha accolto con entusiasmo questa iniziativa legandosi moralmente al progetto con empatia e supporto.

Il videoclip, volutamente lineare, quasi monocromatico, a tratti si tinge con colate, schizzi e gocce di colori che rappresentano l’arcobaleno ma anche l’Amore, la Speranza, l’Amicizia in ogni sua sfaccettatura attraverso il sentimento per eccellenza: L’AMORE che MERITA, qualunque colore o persona lo rappresenti.

Simonetta Spiri, finalista di Amici 7, ha pubblicato due album, “Il mio momento” e “Quella che non vorrei”, il singolo  “E dopo mi uccidi” (oltre 300.000 visualizzazioni su YouTube) e il brano contro la violenza sulle donne “Ad un km da Dio” finalista a Sanremo Giovani.

Verdiana Zangaro ha partecipato nel 2003, a soli quattordici anni, tra i giovani del Festival di Sanremo classificandosi al quarto posto. Nel 2013 entra nella scuola di Amici di Maria De Filippi qualificandosi terza nella finale.  Ha pubblicato nel 2013 l’Ep “Lontano dagli occhi” e nel 2014 l’album “Nel centro del caos”.

Greta Manuzi partecipa nel 2013 ad Amici e si classifica al secondo posto dopo Moreno. Pubblica nel 2013 l’Ep “Solo rumore” e nel 2014 l’album “Ad ogni costo”.

Roberta Pompa, più volte classificatasi tra i finalisti di Area Sanremo, ha preso parte alla settima edizione di X Factor. In seguito ha pubblicato l’album “Favola Imperfetta”.

 

Il cantautore Maurizio Chi è nato in un paese in provincia di Catania situato ai piedi dell’Etna e, dopo le prime velleità canore rivelate già in tenerissima età, con l’appoggio dei suoi genitori, insegnanti di danza, concentra sin da subito tutti i suoi sforzi sul ballo.

Alla fine degli anni ’90 frequenta l’Istituto d’Arte di Catania e a 18 anni inizia a comporre, scrivere e cantare esprimendo, in tal modo, tutta la sua creatività.

Partecipa a molte manifestazioni ricevendo tra l’altro diversi riconoscimenti importanti, tra cui il Premio Fabrizio de André nel 2010, Area Sanremo nel 2011, AscoltAutori (Universal Music) e Radar (Radio Italia).

Maurizio Chi - Intervista

Dopo una lunga gavetta Maurizio Chi, insieme al suo produttore musicale Placido Salamone, come molti artisti dei giorni nostri approfitta del web per iniziare a proporsi e confrontarsi a livello nazionale e pubblica il suo primo singolo Non Te La Tirare, uscito il 21 giugno 2014.

Il 01 dicembre 2014 esce il suo secondo singolo intitolato Hai Capito, che permette a Maurizio di intraprendere un tour nelle radio indipendenti e universitarie di tutta Italia e di cimentarsi in vari live radiofonici.

Successivamente è la volta de Gli Occhi Al Mare, che vuole replicare il successo dei precedenti due lavori, ma si differenzia nettamente da questi per la diversa natura del brano, decisamente più riflessiva e meno ironica e canzonatoria che in passato. Al singolo, è seguito un video girato nel mare al largo di Venezia e visibile sul suo canale You Tube.

Il 23 marzo 2016 è uscito Malintenti, la canzone che anticipa l’album dal titolo “Due”, la cui pubblicazione è prevista per maggio 2016, per la nuova etichetta discografica Paperboatsongs: noi di Pianeta Gay abbiamo incontrato il talentuoso artista, per un’intervista.

Ciao Maurizio, innanzitutto ben trovato, partiamo dal presente: il tuo nuovo singolo, si intitola Malintenti, quali sono i tuoi Malintenti?

Partendo dalla constatazione che la parola “Malintenti” non esiste forse non esistono nemmeno le mie di cattive intenzioni. Nella mia vita ho incontrato persone sbadate o troppo concentrate su se stesse e questa confusione a volte genera Malintenti involontari. Ad ogni modo dove manca la tolleranza, la pace e l’uguaglianza si sviluppano cattive intenzioni e questo vale anche per le relazioni.

Hai sfiorato Sanremo…

Sì, due volte: quest’anno avevo portato questa canzone, che proprio ieri dal direttore di Rockol , nonchè in commissione ad Area Sanremo, veniva citata come una delle migliori tra le trecento di Area Sanremo (a suo personale giudizio).

Sono già felice di questa dichiarazione.

Parlaci delle canzoni da uomo a uomo: difficoltà ed emozioni di un coming out…

Nessun coming out, sono solo me stesso da sempre. Sorrido quando penso che nessuno si è accorto che ho da sempre scritto al maschile. In questo video è sicuramente più chiaro anche se penso che il mondo sarà sempre pieno di persone che faranno finta di non vedere perchè semplicemente hanno paura di ció che non conoscono.

Io sento sempre il dovere di mettere a proprio agio chi ha paura ed è una tecnica che ha sempre funzionato.

Ma alla fine è proprio la musica che parla una lingua universale, senza distinzione di razza o genere…. Tu che ne pensi?

La musica ha lo scopo di veicolare emozioni e messaggi precisi per guidare la vita di tutti noi.

Oggi ogni cantante omosessuale, ad esempio, dovrebbe cantare con la propria identità e mi dispiacerebbe sapere che un artista di fama oggi possa fingere per non “deludere” il mercato, negherebbe a se stesso una libertà fondamentale ed anche alla musica stessa.

Maurizio Chi, chi è oggi?

Cito un artista che stimo , Niccoló Fabi, sono “una somma di piccole cose” che ha intenzione di dare il suo contributo al futuro come tutti noi dovremmo fare.

Poi oggi sono un cantautore, un danzatore, un disegnatore ma sopratutto una persona per bene, spero.

Progetti per il futuro che verrà, musicalmente parlando…

Malintenti anticipa il mio primo disco dal titolo “Due” . Un lavoro lucido sull’amore , tutto al maschile  ma universale al tempo stesso. Poi inizieremo con i live al quale ho iniziato a lavorare.

Modalità per seguirti: facebook, internet, sito web… Dacci tutte le coordinate…

A vele spiegate su tutti social principali: su Facebook come Maurizio Chi , Twitter, Tumblr e Instagram come maurizio_chi_official e poi sul sito www.mauriziochi.it

Lascia il messaggio che vuoi a Pianeta Gay e ai suoi lettori…

La musica è il modo più efficace da sempre per sconfiggere ogni pregiudizio e ogni paura ma se è vera musica ha una forte identità precisa e chiari messaggi, continuate a seguirla come guida per la vita.

 

Intervista a Immanuel Casto

A febbraio 2016 è ripartito da Rimini il “Pink Tour” di Immanuel Casto (prodotto e organizzato, da Freak&Chic), la tournée live che ha già ottenuto degli ottimi risultati nella sua prima fase svoltasi in inverno e che riporta finalmente on the road Immanuel Casto e il suo incredibile show.

Il titolo della tournée deriva proprio dall’ultimo album di Immanuel “The Pink Album” (Freak&Chic/ArtistFirst), quarto lavoro da studio dell’istrionico cantautore e performer, entrato nella top 25 della Classifica Fimi dei dischi più venduti in Italia, che contiene gli ultimi tre singoli presentati recentemente al pubblico: “Deepthroat Revolution” , “Da Grande Sarai Fr**io”, e “Disco-Dildo”.

“The Pink Tour” interesserà tutta la penisola: durante lo stesso, il re del porn groove sarà accompagnato da una band e dal corpo di ballo delle The Beat Girls. Lo show sarà, inoltre, impreziosito dagli spettacolari visual tipici dell’artista. Noi di Pianeta Gay abbiamo incontrato Immanuel, per una bella e piacevolissima chiacchierata.

Ciao, carissimo Immanuel, innanzitutto come stai?

Sto decisamente bene grazie, sto vivendo un periodo bellissimo: nel 2015 ho realizzato molti progetti: un nuovo disco, un nuovo gioco, la biografia ufficiale e il tour, e sto già lavorando a cose nuove!
Ricordiamo, a tal proposito, che a febbraio 2016 è ricominciato il tuo PinkTour: parlaci delle tue emozioni ed aspettative…
Andare in tour è tra le cose più belle di questo lavoro e chi partecipa ai miei concerti può avvertire tutta la passione che ci metto: i miei spettacoli sono molto articolati e con una durata di quasi due ore, ma ogni volta che arrivo alla fine capisco che il pubblico, in realtà vorrebbe che durasse ancora di più e questo non fa che confermarmi che i miei show rappresentano una celebrazione di un tutto un percorso fatto insieme. Senza il prezioso sostegno del mio pubblico, non sarei quello che sono oggi.

Cosa significa scegliere , musicalmente, di fare del Porn Groove in Italia?

Vuol dire essenzialmente proseguire per la propria strada. In un paese perbenista come il nostro e con un’industria discografica in crisi, portare avanti un progetto originale rappresenta la vera sfida e chi mi segue mi apprezza proprio per questo. Per la sfida lanciata all’ipocrisia, al bigottismo e alla società in generale. Tuttavia non so per quanto ancora il termine Porn Groove mi potrà rappresentare appieno. Non credo rinuncerò mai agli argomenti pruriginosi, in un disco c’è spazio per tanti temi, ma sento il bisogno toccare corte più emotive. Non rinnego nulla del mio percorso e probabilmente, durante i miei live, non mancherò di omaggiare che mi segue dagli albori con una “Anal Beat”, ma la mia scrittura sta cambiando.

Avere un successo incredibile ed essere noto a tutti, in un paese dove le radio non passano (e aggiungo, ingiustamente) le tue canzoni non rappresenta, in fondo, una sfida vinta?

Grazie, Ilaria, mi prendo tutto il complimento, sono ambizioso e il mio sguardo è rivolto ad obbiettivi sempre più in alto e aggiungo anhe che sono grato per tutto quello che ho. Se penso poi che musica e giochi sono nati per il mio puro divertimento adolescenziale, credo che il percorso fatto sia davvero incredibile. I media tradizionali hanno paura dei contenuti forti, ma credo siano destinati a diventare sempre meno rilevanti. La gente non è più disposta a subire passivamente ma vuole scegliere, al giorno d’oggi.

Quanto è importante la tua immagine nelle tue esibizioni?

Direi moltissimo: la mia è teatralità pura ed i miei show sono delle vere e proprie “messe” pop. Sono uno dei pochi artisti che unisce il cantautorato ad un’immagine patinata, che a sua volta valorizza i contenuti più forti. Visti i temi trattati, primo fra tutti il sesso, cadere nel becero sarebbe facilissimo. Io voglio che la gente possa venire ai miei concerti a cantare a squarciagola “Escort25” o “Tropicanal” senza mai rinunciare a sentirsi chic.

Immanuel Casto e il suo pubblico…

Immanuel Casto ama il suo pubblico, un pubblico intelligente, colto e che ama non prendersi sul serio (come solo le persone colte ed intelligenti sanno fare). Fisso sempre molti firma-copie per stringere personalmente la mano a chi mi segue. I social sono sicuramente un valido strumento per comunicare a loro, ma “con” loro. La quantità di messaggi non mi consente di ingaggiare delle conversazioni e cerco quindi di sdebitarmi di persona, appena questo è possibile.

L’Italia è il paese del pregiudizio e della polemica, come quando uscì la tua canzone”Da grande sarai fr***o” : accadde infatti che sul web ti riempirono di commenti in cui ti accusarono di insensibilità e trivialità, non avendo il benchè minimamente compreso il reale messaggio contenuto nella canzone….

Ti dirò che è stato intenzionale: se infatti avessi fatto una canzone politicamente corretta, questa non avrebbe avuto lo stesso appeal (e avrebbe rappresentato sicuramente un tradimento verso il mio stesso stile). Certo, avremmo apprezzato un messaggio contro l’omofobia, ma l’avremmo ascoltata e riascoltata ridendo e condividendola? In questo modo ad essere stato condiviso è un profondo messaggio di auto-accettazione. La canzone ha più livelli di lettura ed io non ho tempo di preoccuparmi di coloro che si fermano al più superficiale.

Immanuel, secondo te, quanto siamo ipocriti, in Italia?

Siamo ipocriti in modo vergognoso. L’apice sicuramente lo toccano i politici che, senza vergogna, sostengono correnti di pensiero in assoluta antitesi con la loro vita privata, a favore delle persone ignoranti che costituiscono il loro elettorato. Si pensi a coloro che si prodigano tanto per la “difesa” della famiglia tradizionale (le virgolette sono doverose perché tutt’ora non si è capito chi la voglia attaccare questa famiglia tradizionale). Sono tutti divorziati o con figli fuori dal matrimonio o sposati con persone condannate per sfruttamento della prostituzione o omosessuali repressi o, ancora peggio, si tratta di persone che hanno fatto voto di castità in ottemperanza alle loro credenze mistiche. Queste persone, secondo te, hanno poi il diritto di stabilire cosa è cosa o non è una famiglia?

Le tue canzoni sono, a mio avviso, un quadro fedele del nostro paese e della sua realtà attuale…

Questa tua considerazione non può farmi che piacere! Io racconto quello che vedo e lo faccio con la mia ironia. Innanzitutto voglio precisare che non intendo insegnare a vivere a nessuno; mi limito semplicemnete a puntare un riflettore sugli aspetti più grotteschi della nostra società. poi ognuno è libero di fare le sue scelte. Tutti quelli che mi conoscono, in particolare il mio pubblico, sanno benissimo come io non ami prendermi sul serio, ma penso tuttavia di aver affrontato, grazie alla mia musica, degli argomenti molto seri: dai disturbi alimentari, all’ossessione per l’immagine, alla morbosità della cronaca nera o agli abusi sui minori perpetuati da preti ed ecclesiastici.

Immanuel, siamo in chiusura della nostra splendida chiacchierata: a questo punto ti chiedo di lasciare un messaggio ai lettori di Pianeta Gay…

Grazie a voi tutti per l’attenzione: dedicare il proprio tempo alla conoscenza di un artista non è sicuramente cosa da tutti.

osvaldo supino torino 9

Successo ieri sera di Osvaldo Supino a Torino per l’apertura del tour Europeo

Osvaldo Supino ha aperto ieri sera al Queever di Torino la seconda parte del suo tour europeo. L’artista italiano indipendente più cliccato in Italia e tra i più accreditati all’estero, è tornato proprio sul palco in cui due anni fa aveva annunciato la lunga pausa che ha dato vita a quest’ultimo album “Behind The Curtain”.

Visibilmente emozionato Osvaldo non si è risparmiato in nulla con uno show ormai perfezionato in ogni dettaglio, spaziando tra i successi del suo ultimo progetto discografico e che mostra ormai una crescita interpretativa e concettuale importante.

Per quanto l’atmosfera e l’impatto scenico è assolutamente e credibilmente internazionale, il centro principale dello spettacolo è la sua italianità. Osvaldo è pugliese, ama il suo Paese e rivendica le sue origini con orgoglio. E se nelle tante date all’estero lo ricorda anche proponendo cover come “Se Telefonando”, o facendo urlare perfino agli inglesi “Italia!”, ieri sera la sensazione è stata ancor di più di forte condivisione: “E’ bellissimo girare, vedere tante città con la mia musica… però io quando torno in Italia sono più felice, anche se ho sempre un po’ più di paura. Sono emozionatissimo di stare qui stasera Torino, siete stupendi.”

Accompagnato da 4 ballerine in abiti lunghi eleganti, Osvaldo ha aperto il concerto in smoking con “Outta My Mind” (rumors lo vedono come prossimo singolo) per poi continuare con la magnetica “livin’ again” dove è riuscito a far cantare anche il pubblico torinese, che si sa non essere proprio il più semplice da conquistare.

Momento di forte carica sessuale in “Wet Dream” tra giochi d’acqua, coreografie sexy, e un visual che poco lascia all’immaginazione dove Osvaldo ha tirato fuori una delle sue carte più vincenti. Spazio a un piccolo tributo con le scene principali dei videoclip della sua carriera, per poi terminare con la divertentissima PICK UP TRUCK, dove gioca con il pubblico e condivide anche uno shottino.

Osvaldo è stato introtto da Joy dicendo “Non vuole che facciamo i suoi numeri perchè è rimasto il ragazzo dolce e umile che abbiamo conosciuto anni fa nonostante ormai giri tutto il mondo con la sua musica e ha un disco terzo in classifica… ma è un amico, e gli amici vanno celebrati”. E infatti ieri sera a Torino è stata una vera e propria celebrazione al talento di Osvaldo, alla sua musica, ai successi collezionati con tanto lavoro, e al percorso che ha costruito e continua a condividere con molti di noi.
Prossima tappa Svizzera, dove continuerà la promozione e poi ancora tanta Italia prima di ripartire nuovamente per l’Estero.

Felidae Trick

Esce il nuovo video di Omer Lichtenstein, in arte Felidae Trick, originario di Tel Aviv e residente a Berlino.

Dopo il primo singolo, Still Burning, che ha accompagnato l’uscita dell’EP Working Hard, Felidae Trick presenta oggi She Ain’t Rock And Roll, girato da Shira Kela & Michal Andrysiak

Nato nel 2011, il progetto Felidae Trick si è avvalso della collaborazione di Peter Walsh (già noto per aver prodotto Simple Minds, Peter Gabriel, tra gli altri) e di musicisti e produttori di talento, provenienti da diverse parti del mondo. Canzoni intimiste, tra indie, rock e new wave, con testi che affrontano le tematiche più disparate, dal desiderio di diventare una figura culturale di riferimento in tempi difficili (Still Burning), all’amore e ai sentimenti che lo circondano, fino alle riflessioni su religione, famiglia e società (The Felidae Trick). In She Ain’t Rock And Roll si racconta invece la vita di una ragazza immigrata in Europa, che vorrebbe una vita “rock n roll” ma che teme le conseguenze che potrebbero derivarne per la sua famiglia conservatrice. E sceglie la via più semplice.
Il progetto Felidae Trick, capitanato da Omer Lichtenstein, nasce nel 2011 a Tel Aviv. Poco dopo, l’incontro con Peter Walsh (già noto per le sue collaborazioni con band del calibro di Simple Minds e Peter Gabriel), porta alla creazione del primo EP: She Goes Away. Da quel momento Omer, accompagnato da una formazione completa, si stabilisce a Berlino e continua il suo lavoro con produttori come Zare Pak e Ralf Goldkind, Nelle sue canzoni Omer si confronta con la sua vita ma anche con questioni sociali e politiche riguardanti le sue origini ebraiche, e il suo primo album, Patrimony, mostra da vicino la forte connessione con queste problematiche culturali.

Nell’ottobre 2015 l’uscita del nuovo EP, Working Hard: una commistione di generi che trova le sue radici nell’indie rock più classico, per quanto debitore di certa new wave alla The Cure, le cui influenze si ritrovano in gruppi come Artic Monkeys, Nirvana, Beatles. Seguono due settimane di tour italiano per la presentazione dell’EP.

Il cantante pop ha annunciato il suo ritorno qualche tempo fa, un ritorno che ha scosso il web ed i fan per le provocanti immagini.

Dopo il successo del precedente MANIAC, brano arrivato in terza posizione Itunes e che ha visto la popstar impegnata in un intenso tour promozionale (oltre 5 mesi di date, recensito anche da Facchinetti a Radio kiss Kiss) , si intitolerà “Nicholas’ Got A Secret” il nuovo singolo di Alex Palmieri: un progetto discografico al limite dell’ inibizione come mostrato nelle scene del trailer uscito qualche tempo fa e nelle fotografie promozionali che ritraggono la popstar nel pieno di un rapporto con Nicholas, il personaggio misterioso di cui non appare mai il volto nelle immagini uscite, e protagonista del singolo.

Un brano scritto da Alex stesso e prodotto da Jandy Prudnikov. che già diede alla luce alcuni lavori del cantante (Monster Boy, Back Alive) insieme ad altre produzioni firmate Universal.

Il progetto è stato supportato dal brand Luxxury, un nuovo marchio di gioielli dal tono trasgressivo, e sarà ancora una volta distribuito dalla casa discografica BELIEVE DIGITAL (etichetta di Mina, Modà, Valerio Scanu e molti altri). “-Nicholas’ got a secret- è stata lavorata da me e Jandy tra Milano e New York” racconta Alex “per la prima volta nella mia carriera è nato prima il testo sul quale il mio produttore musicale ha editato una base.

Ho voluto sperimentare nuove sonorità, più pop rock rispetto alla musica dance che ho prodotto fin qui, con chitarre elettriche ed una batteria suonata dal vivo.” la canzone racconta di una breve esperienza del cantautore e di Nicholas, che li vede protagonisti in un tradimento, e sarà il primo estratto del nuovo studio album di Alex Palmieri che uscirà a fine Novembre. 

Nell’attesa dell’uscita (25 settembre), “Nicholas’ Got A Secret” è stata presentata con in anteprima esclusiva al Padova Pride Village, per la gioia dei fan della chiacchierata webstar. Il videoclip ,in lavorazione in questi mesi, uscirà in Ottobre.

A soli 24 anni, Alex Palmieri è il cantante indipendente più discusso del web con oltre 500.000 risultati sui motori di ricerca.

Ha raggiunto in 4 anni l’approvazione mediatica e dei suoi fan, con 5 singoli ed un album piazzati nelle posizione 4 e 3 di Itunes.

Dopo il suo debutto da Barbara D’urso nel 2010 il cantante è stato ospite in numerosi programmi televisivi tra Sky e digitale terrestre, nonché uno dei concorrenti principali del reality SOCIAL KING 2.0 andato in onda su RAI DUE e RAI GULPHa all’attivo 6 tour nazionali, ricevendo negli anni recensioni da giornali patinati come Vivo, Visto, New Star, Lui Magazine fino ad arrivare a Leggo, Il corriere della Sera, Il giornale. Nel 2014 ha vinto un Music 4 life award come “rivelazione indipendente” ed è stato ospite del Milano Pride nel 2013, Del sardegna pride nel 2014 e del Verona Pride quest’anno.

Un cantante che insegna che la determinazione e la tenacia sono le chiavi per arrivare al successo, raggiungibile anche in maniera indipendente.

dj mark romano

Nella calda estate qualche serata si può concedere al divertimento e all’evasione in una discoteca, magari all’aperto, dove poter conoscere nuove persone, bersi un buon drink e, magari, ascoltare ottima musica alla consolle di un Dj pieno di passione, esperto, formato da anni di esperienza e con un background di cultura artistica che lo rende “originale” e, soprattutto “fuori dalla massa”: perché questo possa tramutarsi da sogno a realtà potete seguire dj Mark Romano, una figura poliedrica, è produttore musicale, volta alla sperimentazione e alle contaminazioni e che abbiamo intervistato. Mark ha collaborato con molti artisti internazionali, ricordiamo il celeberrimo Mika, e spesso lo vediamo colorare di note musicali dai diversi generi molte serate, anche a tema lgbt. Abbiamo parlato della sua professione, della sua passione, la musica, dei vari strumenti che utilizza e, da ultimo, anche della situazione che concerne i temi lgbt e l’omofobia. Di qualcosa per combattere questa piaga Dj Mark Romano può disporre: arte, bellezza e amore comunicate attraverso le vibrazioni di una consolle.

Come nasce Dj Mark Romano?

Molti mi pongono questa domanda … sono diventato un Dj piano piano … la parola Dj è facile da dirsi ma non tutti sanno che il Dj non è solo chi mette musica o la miscela, il Dj è un intrattenitore, una figura che pochi chiamano “artista”. Come tutti, io ho inziato sin da piccolo, avevo circa 12 anni, ovviamente per gioco … (tutti iniziano a fare il Dj, strano a dirsi ma vero) Ho inziato a fare il Dj uno per le ragazze, due per divertirsi in discoteca e tre per esser l’idolo del momento. Io ho, però, già detto in passato che non sono partito con questi presupposti … volevo imparare a fare il Dj visto che molti colleghi più grandi mi dicevano che se viene fatto con amore può diventare un vero lavoro: io, ovviamente, miravo proprio a quello, ed ora eccomi qui.

Ogni serata è diversa dalle altre: quali sono le variazioni di contenuto ed estetiche affrontate?

Le mie serate variano in base a come viene strutturata dal direttore artistico del locale in cui vado: per esempio se si progetta di fare una serata stile brasil, io non posso ovviamente miscelare solo tracce, ma devo dare anche spettacolo e, quindi, mi studio bene prima il programma insieme al direttore artistico del locale e, dopo, mi metto all’opera con lui per far divertire al massimo le persone che entrano al locale. Ho una vasta attrezzatura che mi sono costruito nel corso della mia carriera, e mi piace parecchio inventare sempre cose nuove; ad esempio mi ricordo quando sono stato a Tokyo, dove ho suonato 3 o 4 ore, non ricordo bene, ma ricordo benissimo che avevo la mia solita consolle e ho avuto l’idea di suonare insieme alla mia consolle il Sax e il Djemble, comunemente usato da molti artisti di strada per intrattenere il proprio pubblico. Posso solo dire che 4 ore non sono bastate e il pubblico ne avrebbe volute di più … il bello della musica è proprio questo: usi il tuo dono per unire te stesso insieme all’anima e al cuore delle persone che amano il tuo suono.

Mark  collabori anche con importanti autori, ricordiamo Mika: come è avvenuto questo confronto?

Mika, ovvero Michael, è stato per me un grande: ricordo che ci siamo conosciuti in un bar di New York e, appena l’ho visto, sono andato da lui con una, scusate il termine, “faccia da culo”, chiedendogli: “ciao tu sei Mika vero?”. Da quel momento abbiamo iniziato a parlare e a confrontarci sia artisticamente sia caratterialmente … da quel momento in poi abbiamo deciso di collaborare in un progetto che si svolgerà, sia per i tempi miei, sia per i suoi tempi, nell’anno 2016. L’ho trovato molto simpatico e disponibile e sicuramente il nostro progetto piacerà a molte persone.

I temi lgbt nella musica affrontata: come vengono trattati da Dj Mark Romano?

Rispondo molto sincero: ho fatto parecchie serate a tema LGBT, non ero molto esperto nel campo e diciamo che se all’inizio mi avessero chiesto di fare una serata di questo tipo forse avrei detto di no … semplicemente perché  non sapevo i gusti del pubblico lgbt e non sapevo a cosa andassi incontro … un giorno, però, incontrai due persone che ora sono quasi parenti miei: uno si chiama Marco e l’altro Vittorio e sono una coppia da 10 anni circa. Marco e Vittorio mi hanno detto: “senti Mark tu hai un talento innato, vieni con noi e ti porteremo in una delle serate più “in” che tu abbia mai visto”. Io, quando si parla di eventi, serate e musica corro! E cosi fu: ricordo che c’era come ospite Luxuria, ma purtroppo non ricordo il posto. Ricordo però che era a Roma: in quella serata ho imparato tante cose e in più ho preso parecchia ispirazione perchè, non solo ho trovato un pubblico meraviglioso che si è divertito in un modo assurdo, ma tutto quello che ho potuto vedere mi ha dato parecchie idee, poi, per il futuro. Da poco ho fatto, infatti, un evento privato a Rimini a tema lgbt e ho portato in quella serata MUSICA, COLORI, AMORE e VITA. Tutto questo nell’insieme ha fatto sì che diventasse una cosa sola: non eravamo più io e il mio pubblico, ma eravamo un’anima sola e un cuore solo che batteva a tempo, sotto i bassi delle casse.

Parliamo della produzione musicale: quali sono le novità affrontate e che si affacciano?

Primcipalmente produco elettronica, mentre adesso sto iniziando a fare anche eletro-latino, vedendo che va molto molto di più e che assicura acquisti sono molto più alti.

Come si relaziona e si è relazionato dj Mark con il pubblico lgbt?

Ho molti amici LGBT, persone meravigliose che molti trattano come alieni da evitare: vorrei affrontare anche un discorso di questo tipo, ma mi viene solo il nervoso. La gente di oggi è ottusa e frustrata a tal punto da uccidere una persona che loro chiamano “diverso” o brutalmente “frocio”: queste persone non posso dire che non hanno cuore, perchè alla fine non è vero e un cuore ce l’hanno, ma non lo usano. Ormai tutto è diventato VIOLENZA e questo mondo ha troppi PREGIUDIZI, non solo sulle persone LGBT, ma su ogni cosa che a loro non va giù … non so come spiegarmi ma so di credere solo in alcune cose: l’AMORE, la PACE, la SERENITA’ e la filosofia del VIVI E LASCIA VIVERE. Se dai amore ricevi amore e se sei in pace con te stesso sei in pace anche con gli altri; se vivi sereno e lasci vivere il mondo credimi quest’ultimo sarebbe migliore … troppe cose ormai vanno all’incontrario: ed è questo che mi fa male o, non so, forse sono stato educato male io … oppure non so, ma io non mi trovo bene in questo mondo: un mondo che ormai, scusate il termine, ha un cancro cosi elevato che è difficile guarire. L’altro giorno mi sono scese le lacrime leggendo un articolo online in cui si raccontava di una ragazza che con gli amici hanno messo in fin di vita un ragazzo gay solo perchè era incantato, come succede a tutti, verso il suo ragazzo … il problema è che questo è successo in pieno giorno e su suolo pubblico dove c’erano parecchie persone che, ovviamente, non hanno fatto niente … molti dicono è colpa dei genitori: a questo punto non saprei. Penso solo che tutto ciò non sia giusto e mai lo sarà: ormai neanche le punizioni più severe fermano LADRI, ASSASSINI, e cosi via. Cosa si può fare in questo caso? Io quello che posso dire è che quando ero piccolo ho difeso un ragazzo che nella mia scuola veniva sempre deriso perchè era gay e dico “era” perchè, purtroppo, è morto in un incidente stradale. Quel giorno è stato il più brutto giorno per me: sono stato preso di mira da tutti fino a star in ospedale per oltre 6 mesi. Ma, credetemi, sono uscito molto soddisfatto perchè HO DIFESO UN AMICO! E se non fosse stato un amico lo avrei fatto comunque, in quanto io odio a prescidendere vedere mettere le mani addosso! Io sono per il diagolo sociale e le mani le uso solo in caso di difesa personale.

Che cosa il pubblico lgbt chiede e ha chiesto, chiedrebbe, a dj Mark?

Musicalmente parlando mi chiedono molto LATINO AMERICANO, REGGAETON, ZUMBA O COMMERCIALE REMIXATA DA ME in chiave ELETTRONICA. Cosa il pubblico lgbt mi potrebbe chiedere, sinceramente, non saprei: quello che mi chiedono spesso è di ritornare non solo per una serata organizzata magari da loro, ma anche per fare un pranzo o una cena tutti insieme.

Quali sono le tue prospettive future?

Ho molti progetti musicali che mi vedono impegnato in questo periodo, purtroppo lasciando poco tempo alla mia vita privata: d’altronde siamo in estate e, come si sa, noi Dj lavoriamo di più. Sto collaborando con un etichetta spagnola che si chiama Spanish Records e che ha l’obbiettivo di far crescere gli artisti emergenti come cantanti , dj, etc …

Che cosa fa dello stile di Dj Mark originale, unico, distinto dalla massa?

Il mio stile come detto prima è unico perchè io non sono come gli altri Deejay: io non vado in discoteca, suonando i miei dischi per un’ora e facendomi pagare cifre esorbidanti per non dare niente; io suono, faccio spettacolo, e lo faccio per tre o quattro ore.

Osvaldo Supino

E’ l’evento mediatico. Osvaldo Supino, oggi compie 31 anni. L’artista italiano indipendente più amato in rete, per la prima volta dopo anni, festeggerà questo giorno speciale con la sua famiglia ed i suoi amici. Un ritorno a Torremaggiore nella sua amata Puglia, seppur per poche ore, rinunciando a concerti e ad altri impegni ma non ai suoi fans a cui è molto legato.

Qualche giorno di pausa dal tour internazionale e dalla promozione dell’album BEHIND THE CURTAIN che sta raccogliendo consensi dalla stampa e dalle vendite  (terzo in classifica su iTunes al suo debutto dietro a Tiziano Ferro e Francesco De Gregori). Poche ore da passare lontano dai riflettori con l’affetto dei suoi cari, ritrovato in particolare durante un periodo di break che ha caratterizzato quest’ultimo lavoro.

“Parlo della mia famiglia e dei valori che ho imparato dai miei genitori perchè è ciò che vivo ogni giorno e che ho riscoperto stando qui a casa con loro” – aveva dichiarato a Milano durante la presentazione dell’album.

Osvaldo in fondo è proprio a Torremaggiore che ha iniziato a cantare, a volte deriso dai suoi compagni di classe (come confesserà in un documentario andato in onda qualche mese fa su Rai3) ma con la forza e la determinazione di chi vuole realizzare un sogno.

E lui ci è riuscito. A 19 anni si trasferisce a Milano, trova subito il suo primo contratto discografico ma dopo 3 anni recede e ricomincia da zero, con una semplice pagina myspace.

Da li il successo in pochi mesi e l’exploit sulla rete. Come un treno arrivano centinaia di migliaia di visualizzazioni, i primi videoclip, nominations a premi importanti internazionali e il primo EP che spopola sulle classifiche iTunes.

Oggi con risultati alle spalle di cui tanti riempirebbero il proprio ego, e che lui vede solo come “percorso”, con la freschezza di un ragazzo che non punta troppo alla fama ma più alla ricerca di se stesso attraverso la musica “il successo vero è sapere che canto quello che voglio e che la musica che faccio mi rispecchia totalmente. Tutto il resto è qualcosa di bello, frutto di un momento di fortuna, ma io canto per essere felice, per sentirmi realizzato, non per essere famoso”.

Ma il successo c’è, e la fama anche. Prova ne è la creazione di #OsvaldoBDay, un hashtag che raccoglie una serie di iniziative previste durante la giornata di oggi che coinvolgono il suo pubblico da ogni parte del mondo ed anche noi di PianetaGay.

Un giorno memorabile contraddistinto da una valanga di messaggi raccolti e pubblicati sul sito ufficiale, live tweeting, una diretta streaming da parte di Osvaldo e varie sorprese che verranno svelate di volta in volta nelle prossime ore.

Una vera e propria celebrazione per in rete per Osvaldo e tutti i suoi fans nel “luogo virtuale” in cui il suo progetto musicale è approdato e cresciuto, tanto da diventare oggi uno dei pochi artisti italiani indipendenti più accreditati all’Estero, uno dei pochi ad aver sempre appoggiato campagne LGBT con trasparenza.

L’esempio più solido e credibile per la musica pop internazionale made in Italy. Ma sopratutto questo #OsvaldoBday è un modo per celebrare il suo sogno, partito 31 anni fa proprio nella sua Italia e condiviso oggi in tutto il mondo, anche con noi.

Auguri Osvaldo!

 

LOST IN THE WEEKEND

Sarà in radio dal 4 settembre “Lost in the weekend”, il nuovo singolo di Cesare Cemonini, in uscita dopo il successo radiofonico di “Buon Viaggio (Share the Love)”, che per 18 settimane consecutive ha stazionato nella top ten della classifica dei brani più trasmessi dalle radio italiane. Di “Lost in the weekend” sarà disponibile dal 4 settembre anche il videoclip.

“Lost in the weekend” è una canzone che rovescia la medaglia, che cambia prospettiva. Uno di quei brani da “camminare”, oltre che da ascoltare. E’  una preghiera elettronica le cui parole accompagnano, attraverso la notte, un viaggio cinematografico tra le migliaia di solitudini che affollano le strade di una metropoli immaginaria. Ma è anche una canzone da ballare con gli occhi aperti sul mondo, una canzone il cui ritmo incalzante apre una finestra sulla vita delle persone, sulla loro disperata voglia di divertirsi e trovare pace in un weekend feroce, decadente, ma fortemente vivo.

Il 23 ottobre partirà dal Palalpitour di Torino il “Più che Logico Tour 2015”, diciotto concerti in calendario da ottobre a fine novembre che riporteranno Cremonini sui palchi dei più importanti palasport di tutta Italia con uno spettacolo totalmente rinnovato. E’ grande la richiesta da parte del pubblico al punto che, a solo un anno di distanza dal successo dell’anno scorso, si registra ancora una volta il tutto esaurito per il concerto del 31 ottobre all’Unipol Arena di Bologna. La data replicherà il 1 novembre

5 Seconds of Summer

Tornano a far parlare di sè i 5 Seconds of Summer,  il  gruppo musicale pop punk australiano conosciuto in tutto il mondo, grazie al recente successo dell’ormai celebre singolo “She’s kinda hot” e c’è grande attesa e fermento tra i fan non solo per l’uscita imminente del prossimo album di inediti “Sounds Good Feels Good” ma per il tour mondiale che, probabilmente nel corso del 2016, farà tappa anche in Italia.

I 5 Seconds of Summer nel 2015 hanno già regalato ai fan italiani dei concerti a Roma, Milano e Torino ma il loro successo non conosce confini e le loro date (ancora non ufficializzate) sono tra i live più attesi. Ma la data italiana ci sarà o non ci sarà? Nel dubbio – e per non perdere l’occasione – le fan romane dei 5 Seconds of Summer hanno lanciato su Twitter un’idea originale e anche un po’ coraggiosa. Grazie all’hashtag #5SOSComeToRome sperano di intercettare lo staff dei loro beniamini affinchè possano ascoltare dal vivo l’affascinante e carismatico Luke Hemmings e tutti i 5SOS.

E si sono davvero messe d’impegno queste simpatiche fan per far parlare dell’iniziativa su tutti i social network. Qualche chicca dai loro cinguettii su Twitter? Eccone alcuni: “ave maria piena di grazia fa che i 5sos vengano e Roma così da rendere molte fan felici” oppure “io sono di Napoli e se vengono a Roma sarei la ragazza più felice del mondo” o ancora “Cantare insieme a loro, insieme a tutta la 5SOS fam. Sarebbe un bellissimo sogno”.

Tutte parole e apprezzamenti che ci fanno capire quanto amata sia questa band nata nel 2011 a Sidney per iniziativa di  Luke Hemmings  che aveva già lanciato alcune cover sul web, Michael Clifford e Calum Hood. Ai tre si è aggiunto poi Ashton Irwin fino a formare una band che oggi è una realtà musicale consolidata nel panorama del pop punk internazionale.

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