domenica 24 maggio 2015

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Musica

we are waves

Esce oggi, il secondo album della band torinese new wave We Are Waves, dal titolo «Promises», per l’etichetta MeatBeat Records.
L’album è stato anticipato dal video di «Lovers Loners Losers»

 

«Tre parole quasi identiche, una consonante che basta a cambiare ogni cosa. Una confessione intima e disillusa sulla solitudine, sull’alienazione e sul tentativo di integrarsi in una società che non si riesce a comprendere ma che, allo stesso tempo, non ci si può esimere dall’abbracciare. E ora è evidente che quella sensazione di “sentirsi sbagliati”, che speravamo andasse via crescendo, non ci abbandonerà mai.»

Sono 11 i brani che compongono l’album, scritti a quattro mani dal cantante e chitarrista Fabio “Viax” Viassone e Cesare Corso ai synth ed elettronica. La radice più feconda è quella della new wave sintetica e visionaria delle band dei primi anni Ottanta: le melodie e i suoni di “Promises” sono intensi, energici ed evocativi, sottolineati da un’espressività diretta ed efficace.

«Siamo in una fase in cui stiamo promettendo qualcosa, nella nostra musica come nelle nostre vite. Questo da un lato ci spaventa, dall’altro è uno stimolo, un nuovo capitolo da abbracciare in pieno, con tutto quello che comporterà, nel bene e nel male.
Promises è un disco vulcanico, a metà tra i grandi palchi degli anni ’80 e gli acidi visionari videoclip dell’elettronica moderna. Un disco in cui i vecchi sintetizzatori si alzano dai supporti e ti attaccano alla giugulare».

I We Are Waves sono un gruppo italiano, originario di Torino, di musica new wave contaminata da elettronica moderna. Il gruppo è composto da Fabio Viassone, Cesare Corso, Fabio Menegatti e Francesco Pezzali.
Esordiscono con un EP di 4 brani nel febbraio 2012. Dopo un periodo fitto di date live, il gruppo pubblica nel 2014 il primo album, «Labile», diffuso dall’etichetta Memorial Records. Il disco viene ottimamente accolto da pubblico e critica, che in poco più di un anno annovera i WAW tra le «migliori band di genere in Italia» (Rockit). Nell’arco del 2014 intraprendono un lungo tour italiano. Nell’Ottobre dello stesso anno iniziano le lavorazioni ai pezzi del secondo album, «Promises», pubblicato dall’etichetta valdostana Meatbeat Records a maggio 2015.

Tra le influenze più importanti vi sono molte band new wave attive negli anni ’80 come The Cure (cui hanno dedicato una personale rivisitazione del classico “A Forest” nel loro disco d’esordio), Joy Division, Sisters Of Mercy, Tears For Fears. Ma anche il wave-rock moderno di White Lies ed Editors, e soprattutto l’elettronica di stampo synth-rave di Nero, Crystal Castles, Trentemoller, DeadMau5. Le atmosfere e i testi dei We Are Waves sono frammenti di quotidianità riverberati in una cornice introspettiva, dove malinconia e fragilità si alternano a un senso di determinazione e consapevolezza, in un continuo gioco di chiaroscuri. In quest’ottica “Promises” è il rito di iniziazione a una nuova fase della vita, là dove «Labile» ha rappresentato la catarsi da una serie di demoni personali.

OSVALDO SUPINO "WET DREAM": NUOVO SINGOLO DA OGGI IN RADIO E NEGLI STORES
E’ uscito Wet Dream è il nuovo singolo di Osvaldo Supino. Il brano è il terzo estratto da «Behind The Curtain» l’ultimo album dell’artista che ha già raccolto ottime recensioni e ha debuttato in terza posizione su iTunes.

Scritto e prodotto tra Germania e Stati Uniti da Ray Richardson, il brano è POP puro con influenze electrodance e un testo che più ricorda il tratto provocatorio e autoironico di Osvaldo. Una miscela ben calibrata di alcuni degli aspetti che in questi anni hanno reso l’artista ancora più unico e riconoscibile all’interno del panorama musicale italiano.

«La provocazione è una caratteristica che per tanto tempo mi è stata associata, spesso senza che nemmeno la cercassi.” racconta Osvaldo “Penso che costruirsi una sorta di attitude alle volte può aiutarci a superare alcune delle nostre timidezze. In particolare canto la volontà di sentirsi il sogno proibito di qualcuno, vedersi più sicuri di sé, dettare il gioco”.

Wet Dream arriva dopo il successo di «Livin’ Again» 1° in classifica, e di «Stop The Rain» il secondo estratto dall’album che oltre agli ottimi riscontri radiofonici e di vendita, ha trovato l’approvazione del Gruppo MTV Germania, Austria e Svizzera i quali l’hanno inserito in alta rotazione sui loro canali.

Contraddistinto da un beat irrefrenabile e ipnotico, la produzione segue la linea dei più grandi successi di Osvaldo, ma con una nuova maturità facilmente percepibile fin dal primo ascolto e che senza dubbio, da al brano tutte le carte per competere con le attuali hits internazionali in circolazione. Il brano lancia inoltre il tour dell’artista in partenza a Giugno.

Del videoclip Osvaldo dichiara «è stato diretto da mio fratello Giovanni Pio Supino, non voglio svelarvi nulla ma abbiamo fatto le cose in grande. E’ il numero 13 della mia carriera e andava assolutamente celebrato»

 

 

Osvaldo Supino negli ultimi 3 anni ha collezionato 7 singoli e 2 album nella Top10 dei più scaricati su iTunes, 1 NickelClip Award, Premio Zimbalamb come Artista Rivelazione dell’anno al Mei 2013, Premio Unicef come Migliore performer e 2 Nomination ai premi Pivi. Detiene il record come unico artista italiano nominato 3 volte ai BT Digital Music Awards di Londra, oltre 4 milioni di views nel 2014 ed è attualmente uno dei pochi artisti indipendenti italiani che più sta raccogliendo riscontri anche all’estero.

Wet Dream,è la nuova scommessa di Osvaldo da oggi in radio e in tutti gli store digitali ed è facile immaginare che darà modo, nuovamente, di far parlare di se.

Matthew Lee

Venerdì 15 maggio, il cantante e performer Matthew Lee sarà in concerto al Memo Restaurant di Milano per presentare dal vivo i brani contenuti nel suo nuovo album D’altri tempi(Carosello Records).

Il disco, disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e sulle piattaforme streaming, racchiude 12 tracce (6 in italiano e 6 in inglese), tutte legate da un inconfondibile ritmo rock’n’roll rivisitato in chiave moderna.

«”D’altri tempi” è il mio primo “vero” lavoro discografico – racconta Matthew Lee – dove ho curato ogni canzone ed ogni dettaglio insieme ad alcuni dei più importanti produttori italiani ed internazionali. Registrato in tre paesi diversi (Italia, Inghilterra e Germania), è un disco in cui mi riconosco in pieno e dove faccio vedere tutti i lati della mia personalità: da quella rock’n’roll a quello più blues, fino al mio lato più romantico. Filo conduttore di tutto è il mio pianoforte che ho tenuto sempre al centro della scena in ogni brano.»

L’album è stato realizzato con l’intervento di autori e produttori sia italiani che internazionali e, in particolare, vede la collaborazione di Luca Chiaravalli, Claudio Guidetti, Mousse T e Chris Summerfield.

Questa la tracklist di “D’Altri Tempi”: “È Tempo D’altri Tempi”, “Non mi credere”, “Can i take a bite”, “Gratitudine”, “L’isola che non c’è”, “Pronto a partire”, “I’m in love”, “Così Celeste”, “Heartbreaker”, “Place that I call home”, “You’re my girl”, “Never Never Land”.

Prosegue il “Matthew Lee Rock’n’roll Tour 2015”, queste le prossime date confermate: il 17 maggio al “A tutta birra” di Telgate (Bergamo) e il 23 maggio alla “Busafest” di Vigonza (Padova).

Definito “The genius of rock’n’roll” dalla stampa internazionale, Matthew Lee è tra i principali protagonisti di uno dei trend internazionali di maggior appeal, il rilancio delle atmosfere anni 50.

«Per quanto mi riguarda essere d’altri tempi non significa rimanere ancorato al passato, ma semplicemente recuperare valori importanti, che forse stavamo rischiando di perdere, il tutto però rivisto in una chiave attuale, non “un’operazione nostalgia”, ma un qualcosa che spero possa essere percepito come una novità racconta Matthew Lee, che vanta un’importantissima gavetta in tutto il mondo.

Matthew Lee è uno straordinario performer, pianista e cantante innamorato del rock’n’roll, che ha fatto propri gli insegnamenti dei grandi maestri del genere. Un vero talento, un fenomeno degli 88 tasti. Nonostante la giovane età ha già sulle spalle circa 1000 concerti. Matthew Lee infatti ha suonato in tutta Europa: Italia, Belgio, Inghilterra, Francia, Svizzera, Slovenia, Olanda, Germania, e si è inoltre esibito negli Stati Uniti ed in Africa. Il Cincinnati Blues Festival in Ohio (Usa), il Summer Jumboree Festival (Senigallia; Italia), Musicultura (Recanati, Italia), Festival di Sao Vincente (Capoverde); Motor Show Di Bologna; Musikmesse di Francoforte; Blues On The Farm (Uk); il Capodanno 2005 a Roma (davanti a 150.000 persone), Linton Festival (Uk), Cornbury Festival (Uk), Festival Internazionale di Hammamet (Tunisia) sono solo alcune delle importanti manifestazioni a cui Matthew Lee ha partecipato.

arteiu

Arteiu nasce a Brescia e fin da piccolo respira la cultura musicale che circola in famiglia. Diversi saranno gli anni passati a sperimentare vari stili e culture, affermandosi da 5 anni a questa parte, in composizioni che riprendono differenti generi. È uscito il suo pezzo dal titolo “Fanculo l’omofobia”: la cultura da dove Arteiu attinge è quella hip-hop che, come assicura l’autore, “parla spesso di violenze e ingiustizie sociali”, pensando bene di realizzare un brano appartenente a “questa bellissima cultura” su tematiche lgbt. Lo abbiamo intervistato, invitandovi a vedere il videoclip e ascoltare l’ottima canzone.

Arteiu: come nasci musicalmente?

Ho iniziato a scrivere i primi testi e registrare canzoni 5 anni fa circa, influenzato da sempre da diversi stili e ancora ora il mio repertorio musicale di ascolti è molto ampio: ascolto dal rap, all’r’n’b, alla musica araba, a quella africana, al jazz, al blues, e tanto altro.

Il genere del pezzo appartiene alla cultura hip-hop, musica rap: parla di omofobia e di necessario cambiamento culturale e sociale. Si compie, così, anche l’abbattimento di un pregiudizio storico che vedeva in questo genere addensarsi espressioni poco amichevoli nei riguardi delle persone lgbt e delle donne?

Guarda partendo dal presupposto che il pezzo non è totalmente rap, che io non sono un artista al 100% rap ma contaminato da altri generi, posso dirti di si, l’intento è in parte anche quello di aprire questa musica a nuovi orizzonti. L’hip-hop parla spesso di violenze e ingiustizie sociali, credo sia giusto che questa bellissima cultura assorba anche questa tematica.

Perché scrivere il pezzo: come è nata l’idea e l’ispirazione?

L’ispirazione è nata dopo un lungo periodo di elaborazione e ricerca, sia sui fatti attuali quotidiani, sia su una meditazione mia personale di stile, cercavo parole che suonassero cattive, riflessive, dolci ma allo stesso tempo che dessero speranza positiva: la stessa positività che caratterizza ogni mia canzone. Lo stesso ragionamento l’ho fatto per la base musicale.

La scelta del genere musicale è chiara: hai voluto e vuoi rivolgerti a un target preciso di destinatari?

Assolutamente no, è un pezzo impegnato nel sociale al contrario di altre mie canzoni, è il mio primo pezzo sul sociale, ha un testo complesso non lo nego dunque non accessibile a tutti, ma non tutte le persone sono testarde, c’è chi ancora ama pensare nonostante la vita frenetica di ogni giorno, quindi il target è ampio, è rivolta a tutti.

Come è avvenuta la fase di scrittura, sia del testo, poetico in molte rime interne, sia della musica?

Come dicevo prima, la scrittura è stata lunga e ho elaborato molto il testo a distanza di parecchi mesi, volevo che tutto suonasse attuale, sia il genere che le parole, esattamente come il tema attuale e fresco; sull’ attuale aggiungo purtroppo, in quanto sarebbe ora che certi scempi venissero puniti a dovere.

Quali sono le realtà viscide a cui fai riferimento nel testo quando dici che esse ci circondano?

Sono le violenze, ma non solo, sono anche il menefreghismo e la poca giustizia ora presente nella nostra Italia, è l’egoismo, tutti dicono dicono contro l’omofobia ma in pochi fanno qualcosa di concreto, la musica è sicuramente un bel mezzo per la libera espressione.
La musica, soprattutto rap, può garantire un supporto nell’abbattimento dei pregiudizi contro le libere sessualità espresse?
Sicuramente, la musica rap (contaminata sempre più con altri stili) è sempre più in espansione e io sono speranzoso in progressi, già si vedono negli ultimi anni quanto alcuni artisti si siano pubblicamente esposti su questo tema attraverso post sui social network.

Il pubblico lgbt come ha risposto alla tua proposta musicale appartenente a un genere non tradizionale per questo pubblico?

Sorpresi.

Hai altre opere in cantiere, magari sempre riguardanti il tema omofobia?

Sicuramente, la musica rap (contaminata sempre più con altri stili) è sempre più in espansione e io sono speranzoso in progressi, già si vedono negli ultimi anni quanto alcuni artisti si siano pubblicamente esposti su questo tema attraverso post sui social network.

Il testo arriverà anche nelle scuole, centri primari dove formare i ragazzi alla cultura delle diversità e del rispetto della dignità delle persone, a prescindere da etnia, religione, orientamento sessuale, identità di genere?

Ho l’album “Sensibilità Positiva” in cantiere che avrà diversi temi al suo interno, ma nient’altro su questo tema, per ora.

cody simpson

Cody Simpson si candida sempre di più a diventare il nuovo idolo delle teenager e dei teenager. Lo testimonia, tra l’altro, l’uscita del suo ultimo singolo, intitolato New Problems, che anticipa l’uscita del suo prossimo album e che con tutta probabilità lo consacrerà come una delle teen star di questo 2015. Dopo avere collaborato con Justin Bieber in alcuni duetti che hanno fatto sognare (e non solo per la voce dei protagonisti), il biondo australiano si ripresenta sul mercato dopo Paradise e Surfer’s Paradise, i suoi precedenti album, nel tentativo di ampliare la platea del suo pubblico.

In effetti Simpson è reduce da un periodo di crisi, dovuto anche ai riscontri non positivi che il singolo Flower ha ottenuto. Ecco perché New Problems rappresenta, per lui, una importante occasione di riscatto. Certo, alla sua giovane età poter contare su una carriera come la sua è un bel vantaggio. Va ricordato, infatti, che il biondino di Gold Coast ha appena compiuto diciotto anni (essendo nato l’11 gennaio del 1997): è davvero giovanissimo, anche se a giudicare dal suo fisico – per altro scolpito da anni e anni passati in piscina a nuotare – non si direbbe, e gli si darebbe qualche anno in più, visto il suo corpo tonico.

New Problems, insomma, ripropone un Simpson desideroso di recuperare l’affetto perduto. E chissà che in un futuro prossimo non possano ripresentarsi altre occasioni di duetti con Justin Bieber, con il quale condivide molte cose: tra tutte, il fatto di essersi fatto conoscere grazie ad alcuni video postati su Youtube. Ora, però, Justin sembra averlo superato in quanto a popolarità: Cody riuscirà a stare in scia?

Carly Rae Jepsen: Tom Hanks e Justin Bieber per il video del nuovo singolo

Justin Bieber in un video insieme con Tom Hanks. No, non si tratta di un filmato rubato né di scene hot (e d’altro canto, visti i protagonisti in gioco, si tratterebbe di qualcosa di clamoroso), ma semplicemente dell’ultimo videoclip di Carly Rae Jepsen, il quale, dopo avere fatto sfracelli in tutte le radio con la sua Call Me Maybe, ha confezionato una nuova canzone che promette di attirare l’attenzione del pubblico: si tratta di I Really Like You, brano che è stato composto con la collaborazione del produttore Peter Svensson.

Justin Bieber a New York per il video di “I Really Like You” con Carly Rae Jepsen

Per il videoclip del pezzo, come detto, sono stati scelti due autore d’eccezione: il sempre discusso e discutibile Justin Bieber e Tom Hanks, star di Hollywood, celebre anche per la sua interpretazione del film Philadelphia. Le riprese del video sono state effettuate a febbraio a New York, tra le strade della Grande Mela. Per il momento, però, non è stato ancora reso noto il giorno in cui il video sarà ufficialmente messo a disposizione in Rete.

Carly Rae Jepsen: Tom Hanks e Justin Bieber per il video del nuovo singolo

Si sa solo, allo stato attuale, che il nuovo disco di Carly Rae Jepsen dovrebbe uscire – se tutto andrà secondo i piani – entro la fine di quest’anno, e che all’album hanno collaborato personalità come Max Martin, Jack Antonoff e Ariel Rechtshaid.

Non Justin Bieber, ma d’altro canto si sa che l’artista canadese ormai è più conosciuto in qualità di uomo immagine che non per le sue doti canore. Restiamo in attesa, quindi, di scoprire le performance di Justin in compagnia di Tom Hanks: e siamo pronti a stupirci, vista la notorietà di questa grande accoppiata.

#5ONTHEWALL

Il nuovo video dei 5 Seconds of Summer sta facendo impazzire il web da quando la band australiana, nella serata del 3 marzo, ha annunciato sul proprio profilo Twitter l’arrivo della clip. Un annuncio un po’ speciale, a dire la verità, composto solo dall’hashtag #5onthewall e dal link a 5onthewall.com.

I giovani cantanti hanno, infatti, pubblicato un collegamento che rimandava a un filmato a dir poco misterioso, che ovviamente – complice l’ampio seguito di follower della band – è diventato argomento di discussione in Rete.

Il messaggio postato su Twitter dai 5 Seconds of Summer ha superato abbondantemente i 28mila retweet ed è stato aggiunto tra i preferiti più di 47mila volte. Non solo: l’hashtag #5onthewall è entrato, naturalmente, in Trending Topic, vale a dire nella lista degli argomenti più dibattuti e più discussi sul social network dei cinguetti, e sono stati migliaia i fan e le fan che si sono interrogati su quel che stesse succedendo.

Il motivo è presto detto: una volta cliccato sul link, si entra in un sito che mostra un countdown, concluso il quale viene visualizzato un video non sense: in pratica, dieci minuti in cui i ragazzi ballano in mutande, si fotografano, realizzano selfie e si divertono. Il filmato è in bianco e nero e privo di audio, ma a dispetto della qualità non ottimale è diventato subito virale, anche a causa della presenza dei ragazzi con indosso solo l’abbigliamento intimo.

Non rimane altro da fare, per ora, che aspettare una spiegazione di tutta la vicenda: è probabile che il video rappresenti il preludio o il lancio di qualche grossa novità, di cui per ora si sa poco o nulla.

Il volo

A grande richiesta si aggiungono nuove date al tour de IL VOLO, il trio che ha vinto la 65^ edizione del Festival di Sanremo con il brano “Grande Amore”, certificato singolo d’oro (certificazioni FIMI/GFK Retail and Technology Italia), e che rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest 2015 (dal 19 al 23 maggio a Vienna).

Raddoppiano le date di Roma, il 23 giugno alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, e Taormina, il 23 agosto al Teatro Antico, e si aggiunge il concerto ad Agrigento, il 19 agosto al Teatro Valle dei Templi.

Il Volo è pronto, infatti, a sorprendere il pubblico italiano con la sua musica dal respiro internazionale e le straordinarie doti canore. Di seguito le date del tour confermate:

Il 23 giugno alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma – NUOVA DATA

Il 24 giugno alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma

L’11 luglio in Piazza Unità d’Italia a Trieste

Il 12 agosto al Gran Teatro Puccini di Torre del Lago (LU)

Il 19 agosto al Teatro Valle dei Templi di Agrigento – NUOVA DATA

Il 22 agosto al Teatro Antico di Taormina

Il 23 agosto al Teatro Antico di Taormina – NUOVA DATA

Il 21 settembre all’Arena di Verona

Alle ore 16.00 di oggi, venerdì 27 febbraio, apriranno le prevendite per le nuove date di Roma (23 giugno) sul sito www.listicket.com, e di Taormina (23 agosto) sul sito www.ticketone.it.

Dalle ore 16.00 di lunedì 2 marzo, invece, sarà possibile acquistare i biglietti per il concerto di Agrigento (19 agosto) sul sito www.ticketone.it.

I biglietti per tutte le date confermate sono acquistabili anche nei punti vendita e nelle prevendite abituali (per informazioni: www.fepgroup.it).

RTL 102.5 è la radio media partner ufficiale del tour.

Grande Amore (Testo e musica: F. Boccia – C. Esposito), certificato singolo d’oro, già al vertice della classifica di iTunes, è entrato al #1 della classifica FIMI/Gfk dei singoli più venduti per la seconda settimana consecutiva. Il video del brano al #1 su iTunes, ha totalizzato numeri record (oltre 10 milioni di visualizzazioni su Vevo/Youtube).  

L’Ep de IL VOLO “Sanremo Grande Amore (Columbia/Sony Music), che aveva già conquistato #1 degli album più venduti su iTunes e che è entrato subito nella prima posizione nella classifica FIMI/Gfk degli album più venduti, raccoglie celebri brani della storia del Festival ai quali il Volo ha donato una veste nuova, reinterpretandoli in chiave contemporanea e internazionale.

Questa la tracklist:Grande amore”, “Ancora”, “Vacanze romane”, “Canzone per te”, “Piove”, “Romantica” e “L’immensità”.

Nonostante la giovane età, la carriera de Il Volo, il trio formato da Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, che ha scalato le classifiche di tutto il mondo, è già costellata di record: sono stati i primi italiani nella storia a sottoscrivere un contratto con la major americana Geffen, unici artisti italiani invitati da Quincy Jones a  “We Are The World for Haiti” insieme a 80 star internazionali, un disco di debutto che conquista il platino in Italia ed entra in una sola settimana nella Top10 di “Billboard 200” dedicata agli album più venduti negli Stati Uniti, milioni di copie vendute su scala mondiale, due nomination ai Latin Grammy Awards come “Best new artist” e “Best pop album by a duo or group with vocal”, tournèe e live in tutto il mondo, esibizioni nei più importanti show (“Tonight Show”, “American Idol e “Ellen De Generes Show” per citarne alcuni), numerose collaborazioni con star internazionali (tra cui Barbara Streisand, di cui sono stati Special Guests duettando in 12 date del suo tour nel 2012), vincitori del Latin Billboard Award come “Miglior artista dell’anno Duo/Gruppo interprete di album latino”.

Questi sono solo alcuni dei prestigiosi traguardi raggiunti dai tre artisti dal 2009 a oggi.

Il regista Roberto Laureri ha realizzato un videoclip non ufficiale della canzone Estate di Bruno Martino: un cortometraggio della durata di pochi minuti in cui viene raccontata la semplicità dell’amore, tanto bello quanto drammatico, uguale in ogni suo aspetto, sia esso gay o eterosessuale, sia esso negativo o positivo. I protagonisti del corto sono Bernardo Casertano e Alexandre Styker. L’idea è che nel brano di Bruno Martino si parli sì della fine di un amore, ma non si faccia mai riferimento a un lui o a una lei: insomma, non è detto che si tratti di un amore eterosessuale.

La canzone è stata pubblicata nel 1960, ed è stata scritta dallo stesso Martino insieme con Bruno Brighetti. Curioso è notare che in un primo tempo il pezzo si intitolasse “Odio l’estate”: il titolo è stato cambiato in seguito, dopo una parodia di Lelio Luttazzi denominata “Odio le statue”. Nel corso degli anni, sono stati numerosi gli artisti che si sono prestati a una reinterpretazione del brano, non solo in Italia: da Joao Gilberto a Michel Petrucciani, passando per Jon Hendricks, Irene Grandi, Toots Thielemans e Sergio Cammeriere.

Ora, questo video racconta la bellezza e l’universalità del sentimento amoroso: un sentimento che attraversa i decenni e si presta a tantissime reinterpretazioni, in un senso o nell’altro.

Il nuovo singolo di Kelly Clarkson, intitolato Heartbeat Song, regala a tutti i suoi fan un videoclip in cui viene celebrato l’amore omosessuale: la canzone, infatti, è accompagnata da un video in cui si notano coppie di ogni genere. Tra queste, anche una coppia di ragazzi che viene immortalata mentre si bacia.

Una scelta vincente, quindi, per Kelly Brianne Clarkson, quasi trentatreenne di Fort Worth, che ovviamente ha voluto omaggiare in questo modo una grossa fetta del suo pubblico, composta da persone omosessuali e bisessuali. D’altro canto, al cinema come in televisione, nella pubblicità come nei videoclip musicali, non solo l’amore gay è stato ormai sdoganato, ma addirittura viene spesso sfruttato: insomma, un bel modo per fare bella figura, all’insegna del politicamente scorretto, e al tempo stesso attirare l’attenzione.

Non che si possa accusare di dietrologie la bella e brava Kelly, anzi: nella sua carriera (da quando ha vinto il talent show American Idol, nella stagione televisiva 2002/2003, fino a All I ever wanted, passando per Thankful, Breakaway e My December) ha sempre dedicato grande attenzione ai suoi fan LGBT. Ecco, quindi, che il videoclip di Heartbeat Song, nel quale le coppie composte da persone dello stesso sesso sono associate in maniera sobria ed elegante a coppie composte da persone di sesso diverso, rappresenta solo la conferma di una regola, e non una eccezione per fare scandalo.

Anzi, non vediamo l’ora che arrivi il momento in cui la presenza di una coppia gay in un video musicale, in uno spot pubblicitario o in un film non sia più una notizia degna di nota.

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