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Esce “Io: nella gioia e nel dolore” 2014

(Io: nella gioia e nel dolore)Esce l’edizione 2014 di “Io: nella gioia e nel dolore – Diario di un ragazzo in crescita”, formato e-book, scritto da Francesco Sansone, blogger e scrittore e che ha voluto “dare alle stampe” i propri diari, dimostrando “com’è la vita di un ragazzo gay prima e dopo la sua accettazione”, utile a garantire una rappresentazione di “quella dimensione della presa di coscienza della propria identità e i primi passi verso una nuova vita”. La nuova edizione porta novità, percorrendo tre anni di esistenza di Francesco, dall’adolescenza all’università: età di crescita e di difficoltà nel trovare la propria identità e nel saperla affrontare con consapevolezza. Abbiamo intervistato Francesco, introducendo, così, un’ottima opera, utile anche per chi ha da tempo superato quel periodo.

Da dove nasce l’idea del libro?

L’idea di dare alle stampe i miei diari, nasce dall’idea di dimostrare com’è la vita di un ragazzo gay prima e dopo la sua accettazione, senza luoghi comuni né altro;  semplicemente rappresentarla per far capire a tutti i ragazzi, che oggi sono in lotta con se stessi per una sessualità che non riescono a capire, che non sono i soli a provare certe pulsioni e soprattutto non sono soli.

Perché il titolo?  

Credo che il titolo dia un’idea generale delle sensazioni che appartengono a ognuno di noi durante la crescita. Nell’adolescenza è facile passare da momenti di gioia a quelli di dolore come nulla fosse; se poi ci metti un’omosessualità latente che chiede di essere vissuta, quest’alternanza di umori è molto più frequente. Il sottotitolo “Diario di un ragazzo in crescita”, poi, fornisce la dimensione dentro alla quale il libro si muove, ossia quella della presa di coscienza della propria identità e i primi passi verso una nuova vita.

A quale target è rivolto la nuova edizione 2014?

Il target è lo stesso del precedente e di tutti i miei lavori. Da anni, mi metto in gioco in prima persona per evitare che i ragazzi di oggi vivano l’iter negativo che ha vissuto chi li ha preceduti. Non sempre si può parlare di questo aspetto a cuor leggero con gli amici e con i famigliare e questo porta a tanta solitudine. Con questo libro voglio far capire che l’omosessualità non è necessariamente la fine del proprio mondo, ma è solo una caratteristica del nostro io e nulla più. Essere gay è solo una lato di noi e in quanto tale deve essere vissuto con serenità.

Potresti fare brevemente una presentazione del libro?

Come ho già detto, il libro è una raccolta dei diari che ho scritto fra i sedici e i vent’anni e in cui ho raccontato quella che è stata la mia vita: dal giovane ragazzo che sfugge alla realtà a quello che accetta di essere gay e inizia a muoversi verso questo “mondo sconosciuto”. Fra lotte interiori, nuove amicizie, scorribande notturne, coming out, amori e avventure, il libro mostra la storia di un ragazzo che sta crescendo.

Ci tengo, però, a dire di leggere questo libro come la storia di un ragazzo come tanti e non come l’autobiografia di Francesco Sansone. Il libro è stato pubblicato non per parlare di me, che sono una goccia nel mare, ma per dar voce alla mia storia che è la storia di tutti.

Vuole essere, insomma, un supporto per gli altri, tutto qua.

Ci sono riferimenti nella letteratura LGBT a cui il libro si è rifatto nella sua fase di scrittura?

Leggo tanto, ora anche per lavoro, quindi ho avuto modo di scoprire diversi stili e correnti che, sicuramente, qualcosa, mi hanno lasciato. Non c’è, però, un autore in particolare a cui mi sono ispirato, anche perché il bello, per chi scrive, è cercare di creare sempre qualcosa di nuovo, o almeno ci prova.

Che cosa cambia dall’edizione precedente?

Innanzitutto il libro presenta la copertina originale, realizzata da Giovanni Trapani, che sin dall’inizio doveva racchiudere questo libro, ma che la precedente casa editrice ha scartato senza nessuna spiegazione. Poi è stato reinserito il sottotitolo, anche questo eliminato per logiche a me non chiare, e sono stati corretti tutti i refusi che l’edizione 2010 presentava. I cambiamenti più significativi dal punto di vista della narrazione, riguardano la riscrittura di alcune pagine e l’eliminazione di alcuni passaggi che ne rallentavano la lettura. Anche diverse descrizioni di alcune situazioni “piccanti” sono state snellite e rese più fluide al fine di non deviare il messaggio iniziale di cui ti ho parlato sopra.

Come è avvenuta la fase di scrittura?

Diciamo che questo libro ha avuto la sfortuna di incontrare una casa editrice sbagliata che, a mio parere, non l’ha trattato come meritava, né da un punto di vista di cura del prodotto né da quello di diffusione. Quando prendevo in mano la copia cartacea, non riuscivo a leggerla e a sentirla del tutto mia. Me ne vergognavo e speravo di poter tornare a proporre questo libro nella maniera giusta. Così, concluso il contratto e rientrando in possesso di tutti i diritti sui “miei diari”, ho iniziato a lavorarci sopra. Poco a poco, sono riuscito a dargli la forma che desideravo e rileggendolo, più e più volte, ho smesso di vergognarmene, rendendomi conto di quanto possa essere importante per chi lo scoprirà.

Come possiamo catalogare il libro: quale genere?

Solo per il fatto che racconta della vita di un ragazzo, con tutto quello che lo riguarda, con descrizioni di feste, scorribande notturne, sesso e molto altro ancora, potrebbe essere inserito nella letteratura cannibale, ma non sono così presuntuoso da definirmi un esponente del genere. (ride n.d.r.)

Prossime edizioni sono previste?

Sì, attualmente sto lavorando al suo seguito su richiesta di coloro che hanno letto la prima versione. Non sarà proprio un diario, ma la struttura sarà simile. In questo nuovo libro racconterò di ciò che mi è successo dal 2006 a oggi per permettere di capire il giovane uomo che sono adesso.

Dopo questo, credo che smetterò di parlare di me, anche perché penso di non avere più niente di utile da raccontare,  e tornerò a raccogliere le testimonianze di altri ragazzi per creare un secondo volume del mio “Oltre l’evidenza – racconti di vita… gay”, pubblicato da Tempesta editore, per continuare la mia battaglia contro la solitudine presente nei ragazzi durante la presa di coscienza dell’omosessualità.

Che cosa ti aspetti, socialmente e culturalmente, come autore del libro, soprattutto nell’ambito dei temi di cui parla?

Quello che mi aspetto è quello che tutti quanti vorremmo, ossia che la normalità dei sentimenti venga vista per quello che è. Vorrei che questo Paese permetta a questi libri di diventare strumenti utili ai giovani omosessuali tanto da non spingerli più al suicidio. Certo, sono consapevole che un libro non può arrivare a tanto, ma, magari, leggendolo si potrebbe avere un’altra visione della vita.

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