venerdì 6 marzo 2015

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Ex ferroviere multato per insulti verso un gay

Ex ferroviere condannato al pagamento di una multa per frasi omofobe pronunciate in servizio verso due gay

Era il 2007 quando il Sig. Antonio Rosario Viscomi, ex ferroviere oggi in pensione, si era reso protagonista di uno spiacevole episodio di omofobia a Domodossola nei confronti di Fabio Busana, operaio di Villadossola, nonché fondatore e presidente dell’Arcigay provinciale.

Ex ferroviere condannato al pagamento di una multa per frasi omofobe pronunciate in servizio verso due gay

Oggi, quasi sei anni dopo, giustizia è stata fatta e l’ex dipendente addetto alla biglietteria di Trenitalia è stato condannato dal giudice di pace di Domodossola al pagamento di una multa di 400 euro, ritenuto colpevole di aver arrecato offese nei confronti di Busana.

Veniamo ai fatti: il giovane ragazzo, che all’epoca aveva 20 anni, si era recato con un amico in stazione per chiedere se Trenitalia avesse previsto dei treni speciali o sconti per raggiungere Roma in occasione del Gay Pride. Ma la risposta da parte dei dipendenti non è stata delle più belle…

Questo è quanto aveva raccontato alla stampa Busana: “Allo sportello, abbiamo chiesto all’operatore di Trenitalia se in occasione del Pride di sabato 16 giugno a Roma, ci fossero dei treni gratuiti oppure delle offerte. L’addetto non sapeva cosa fosse il Pride. Io ho allora specificato Gay Pride. Avendo capito di che cosa si trattava, ma non essendo in grado di rispondere, ha chiesto ad un collega che era seduto a pochi metri da lui nell’ufficio della biglietteria. Il collega ha detto di no, che non c’era nessuna offerta, e ha aggiunto la frase ‘Se vogliono andare a Roma a prenderlo nel c… che si arrangino’“.

Una frase orrenda e di una omofobia scontata e imbarazzante. Inorriditi da quella risposta, i due ragazzi avevano deciso di rivolgersi alla Polizia, ma come spesso accade in questi casi, i poliziotti non sono stati di grande aiuto. Ma la faccenda non poteva chiudersi così, e i due giovani hanno deciso di andare avanti.

Il giudice di pace, Carlo Crapanzano, ha così stabilito il pagamento della multa per l’ex ferroviere. La difesa ha provato ad addolcire le accuse sostenendo che il cliente ha sempre negato di aver detto quelle parole e che spesso i microfoni non funzionanti non permettono di capire del tutto quello che viene detto dagli addetti alla biglietteria. Ma per fortuna il giudice di pace è stato fermo nelle sue intenzioni. Che serva da monito a tanti…

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