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Esperienza Pseudo Saffica
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Discussione: Esperienza Pseudo Saffica

  1. #1
    sweet
    Non Registrato

    Esperienza Pseudo Saffica

    Ho sempre sognato di viaggiare per il mondo e conoscere persone differenti per cultura ed espressione. Le passioni e dunque il lavoro mi hanno permesso di realizzare parte di quel sogno, portandomi in giro per il mondo e venendo a contatto con le persone più stravaganti, a volte bizzarre e sicuramente le più interessanti.
    Qualche anno fa, recandomi tutte le settimane a Roma, conobbi una hostess di volo già notata in alcuni voli precedenti (tra il 2000 e il 2001 ho fatto MI/ROMA A/R per circa dieci mesi). Un giorno, mentre mi accingevo a scendere all'aeroporto di Fiumicino, lei mi si avvicinò e mi disse che era di riposo per due giorni, che il
    suo nome era Katia e che mi aspettava alle 21.30 dentro il ristorante "Di fronte a..." in P.zza di Spagna.
    Per tutto il giorno venni distratto dal pensiero di questa hostess che più volte avevo notato sull'aereo, con cui avevo scambiato solo qualche ciancia ma nulla di più, o comunque nulla che potesse farmi pensare ad un incontro con lei. Andai in hotel, mi preparai cercando di fare come se nulla fosse. Ma se aveste sentito la voce sensuale con cui mi chiese di incontrarla .... erano le nove di mattina e fu uno dei risvegli più belli che abbia mai avuto. Mi diressi verso la metropolitana; soffiava un vento
    lieve e leggermente caldo per la stagione ancora prematura per annunciare la primavera. Febbraio voleva sorprendere Marzo ... e sembrava che questa mia sensazione la provassero anche altre persone che fuggivano da luoghi ormai saturi di umidità e nebbia.

    Arrivai in piazza di Spagna. Conoscevo bene sia il locale che alcuni ragazzi che vi ci lavoravano. Come entrai salutai il padrone, e Demetrio, un caro amico di Bergamo che stava studiando a Roma e la sera lavorava tra un locale e l'altro. Chiesi proprio a lui se per caso fosse già arrivata una ragazza della descrizione che
    gli fornii. Mi disse che in tutto il locale non c'era nessuna ragazza sola o comunque che stesse aspettando qualcuno. Mi accomodai in uno dei tavoli da me preferiti. Mi accesi una sigaretta e quasi subito fui accolto da una voce femminile molto gradevole.

    Lei:"vuoi ordinare da bere?"
    Io:"si, sono in attesa di una persona ma nel frattempo prendo una piccola rossa, grazie".

    La osservai mentre si dirigeva al banco e notai l'abbigliamento ed il portamento. Non era tipico di una studentessa che si faceva le ore piccole per tirar su da vivere. La vidi ritornare con la mia birra, ma come mi passò davanti prese a sorseggiarla e non mi filò neppure di striscio finché arrivò ad un tavolo e si sedette.
    Rimasi colpitissimo dalla cosa. Arrivò Demetrio e mi disse: "stronzone, sono



    due femmine e ti stanno aspettando al loro tavolo" mi disse indicandomi il tavolo dove, appunto, si era seduta la finta cameriera. Mi presentai a loro complimentandomi per il benvenuto. Katia mi baciò su una guancia:
    K: "come stai?".
    Io:"benone. Sempre quando sono a Roma".
    K:"lei è Monica, una splendida ragazza che ha deciso di passare a nuova vita. Mi ha invitata a brindare noi due sole, ma le ho spiegato l'importanza del nostro incontro".
    Io:"Ciao Monica sono veramente lieto di fare la tua conoscenza ma sinceramente non conosco l'importanza del mio incontro con Katia".
    M:"E' fantastico. Lo pensato fin dalla prima volta che sei troppo fuori" rivolgendosi a Katia.
    Io con la faccia da pesce lesso me ne stavo immobile a non capirci nulla.
    K:"cosa fai ti siedi o fai il palo tutta la sera?" mi disse con un'aria intrigante e maliziosa.

    Iniziammo a bere e a discutere di un monte di cose interessanti. Monica aveva rotto con il tipo dopo quasi quattro anni. Da quel che mi disse la situazione era insostenibile, almeno per i miei gusti. Lui era il ritratto del proibizionismo: 27 anni, laureando in architettura dedicando l'80% del suo tempo allo studio, il 15% alla mamma ed il restante 5% al tutto ciò che parcheggiava per poi riprendere appena avesse tempo. Tra questo 5% vi era anche Monica. Ci spiegò che più volte aveva provato a mollarlo, ma la sua degenerazione era cominciata solo un anno prima. I primi tempi erano stati "normali"(nessuna stravaganza, ci disse Monica) e, per il fatto che pure lei stava terminando gli studi, la relazione funzionava bene così com'era. Poi le prime scenate da checca isterica per qualche sigaretta e qualche sbronza tra amiche. Quindi le volte in cui si è dovuta vergognare a causa della mamma (di lui ovviamente). Poi, dopo settimane senza vedersi, i film in
    videocassetta, bevanda ultra gasata e popcorn, pigiama e pantofole. Monica stava iniziando una serie di colloqui lavorativi e si sentiva un poco più donnina, soprattutto nell'abbigliamento. Facendola breve, qualche settimana precedente erano stati invitati da alcuni compagni universitari di lui per festeggiare un compleanno. Lei si presentò in pizzeria con una minigonna, stivali, camicetta abbastanza aderente (sexy ma non volgare) che
    espose dopo essersi tolta il soprabito. Quindi, davanti a tutta la pizzeria, la scenata da checca isterica di lui:
    Lui:"allora sei proprio impazzita. Poi ti chiedi perchè non rispondono positivamente ai colloqui (e qui già mi son detto che questo sta troppo con la mamma)!! Ti sembra che qualcuno a
    questo tavolo sia affamato di PROSTITUTE?". Fu il delirio per Monica che velocissimamente aveva rivissuto tutte le ingiustizie ed umiliazioni da parte del coglione.

    M:"non meriti una risposta. Accetto il tuo consiglio. Vado in cerca di un tavolo che voglia una PROSTITUTA, così finalmente riuscirò a vedere un CAZZO, dato che tu lo fai vedere solo alla tua mamma quando ti fa il bagnetto".

    Monica ci disse che rimase sconvolta su se stessa tanta era la rabbia ma allo stesso tempo il coraggio per controbattere per un'uscita di scena alla grande. Lasciò alle spalle il cretino e compagni mentre lui gridava come un bambinetto con il rischio che la orta esplodesse. Si sentiva come risvegliata da un sonno
    snervante. Tutti i muscoli erano atrofizzati ma l'entusiasmo e l'autostima erano infiammatissimi. Trovò lavoro pochi giorni dopo come impiegata in una clinica privata. Ci confessò che la
    scelta fu totalmente istintiva, presa e rapita dalle fantasie erotiche che le stavano implodendo in testa. Io me ne stavo ad ascoltare questa splendida ragazza, con il suo seno ancora da adolescente ma un corpo che non riusciva più a contenere la
    femmina repressa che non voleva altro che farsi notare. Nel corso della serata parlammo non solo di Monica ma di altre cose. Mi
    sentivo strano perchè Katia mi aveva invitato, misteriosamente questa Monica (posso garantirvi VOGLIOSA DI SESSO dA PANICO) viene coinvolta in un incontro che Katia aveva definito importante ma non mi diceva perchè. Mi alzai per andare al bagno che si
    trovava al piano superiore. Mi sciacquai il viso per ripigliarmi dalla
    situazione un poco assurda. Mentre stavo per uscire dal bagno ebbi come la sensazione che mi sarei ritrovato una delle due che volesse approfittare dell'occasione per una sveltina. Non fu così ma sulle scale incontrai Monica e mi chiese dove alloggiavo.

    M:"Fantastico. Possiamo prendere il taxi in comune così ci dividiamo la spesa, vado anch'io verso la tua direzione".
    Io:" Si, certo!". Non so se la mia delusione fu abbastanza evidente.

    Passammo comunque una splendida serata. Lasciai il mio numero a Katia. La salutai e presi il taxi con Monica. Dopo qualche minuto ricevetti un sms da Katia che mi raccomandava di non fare porcherie sul taxi. Non capivo se era un consiglio per tentarci con Monica o se fosse una specie di gelosia. ECCOLA, la sua mano inaspettata ed irrompente e direi anche poco delicata che quasi mi strizza i testicoli.

    M:"non è che mi giudichi un po' troia, vero?" mi bisbiglia all'orecchio. Arrivammo a casa di Monica ed io scesi con lei. L'accompagnai fino al portone. Stava esplodendo e mi disse che condivideva la casa con altre ragazze e non potevamo salire.

    Io:" non avevo nessuna intenzione di spostarmi da qui" e detto questo ringraziai, tra me e me, quel coglione che l'aveva mollata per via di quella minigonna. Le divaricai le gambe e presi ad accarezzarla senza trapassare il collant. La sentivo gemere come una selvaggia e presto sentii il calore fradicio di piacere tra le sue cosce. Mi baciava disordinatamente e dalla foga mi morse anche brutalmente. Ormai era completamente alla mia mercé. Aiutandomi con le unghie le feci da prima un buchetto nei collant fino a strapparlo spaventosamente. Questa mia azione l'aveva trasformata in una troia volgarissima e mi implorò di far le le cose più oscene. Ci spostammo in una via laterale tra alcune auto parcheggiate. Tirò fuori dalla borsetta un preservativo, piegò le gambe e inizio a succhiarmelo come una pazza. Si rialzò, si sputò su tutte le dita della mano destra che subito portò alle parti intime per una veloce operazione di lubrificazione.

    M:" Cazzo mi piaci un casino ... ma ... non ti posso ... è un vero fottuto casino. Ho un desiderio che mi sta tirando pazza: fottimi in culo. Lo so che sono un troia, ma ti prego, fallo. Mi devi salvare, ti prego, fallo come se fossi le più troia delle troie da strada, senza alcun ritegno e senza fermarti anche se mi lamentassi per il dolore".

    Non so perchè ma non fui per nulla sconvolto dalle parole che uscivano dalla bocca di Monica. Mi misi il preservativo e la piegai a novata contro un'auto. Mi chinai per darle una buona lubrificazione. Le stuzzicail il buchetto (veramente stretto) con le dita mentre con l'altra mano le tormentavo la passerina. Prevedevo ce da un momento all'altro sarebbe arrivata la polizia per le sue urla che inutilmente cercavo di soffocare. Dovevo sbrigarmi e lo feci. Era molto stretto ma, con un po' di pazienza e
    grazie ad esperienze di sverginamento culetto che mi sono fatto in passato, riuscii ad entrare in lei. Non sono capace di ripetere le cose che uscirono dalla sua bocca e soprattutto non sarei capace di mimare quell'intruglio (ancora oggi al pensiero gioisco) di goduria, disperazione, eccitazione, lamento, incitamento, rifiuto, approvazione, distensione e rilassamento ... non so se è comprensibile. Purtroppo fummo veramente interrotti da più macchine che passando e vedendo la scena iniziarono a suonare. Frettolosamente ci aggiustammo e ci spostammo nel sottoscala del palazzo di Monica. Era stravolta e presi io l'iniziativa. Come un vero padrone la presi per i capelli e la feci chinare nuovamente. Mi feci leccare i testicoli mentre con l'altra mia mano mi masturbavo. Andai avanti per alcuni minuti e rivoltai sul suo viso tutto quello che mi aveva fatto ribollire dentro. Ci fermammo nel sottoscala per una buona mezzora. Poi lei salì ed io me ne andai.

    Il la sera seguente andai a cena solo con Katia. Non sapevo come comportarmi ma lei rese tutto più semplice.
    K:" voglio un gran bene a Monica, è come una sorella per me. Ieri mi ha detto che le piaci da impazzire e che avrebbe voluto fare follie con te".
    Non mi chiese nulla e non chiesi nulla di Monica. Cambiammo discorso e passammo una bellissima serata. Mi svelò il mistero dell'importanza dell'incontro. Mi disse che fino a qualche mese prima una sua carissima amica aveva lavorato in quel ristorante dove io mi recavo spesso. una volta eravo anche seduti vicino ma disse che io non la riconobbi. Di fatto Katia fuori servizio era molto più affascinante.

    Ci frequentammo tantissimo in quei dieci mesi e diventammo buoni amici. Dopo vari discorsi, serate meravigliose decidemmo di affrontare un argomento che mai era emerso. Il sesso. Katia ed io avevamo dormito insieme diverse volte. Forse perchè spesso ce ne stavamo in giro fino alle sei di mattina, forse perchè se stavamo in casa facevamo un monte di cose e poi ce ne stavamo sdraiati a letto a chiacchierare fino ad addormentarci ... insomma non c'era mai stato nulla. Quella sera mi raccontò delle cose che
    non osava nemmeno pensare per la vergogna. Mi confessò che qualche notte prima si svegliò improvvisamente: eravamo avvinghiati ed io avevo la massima erezione. Subito si scostò e decise che mi avrebbe parlato dell'accaduto. Me lo raccontò perchè si fidava e poi perchè adorava ascoltare le mie esperienze vissute nei vari "covi" che frequentai negli Stati Uniti durante la stesura di una guida per incontri.

    Eravamo seduti ad un ristorante a Roma, la primavera stava dando il meglio di sè e le persone, soprattutto le donne, la sfidavano con vesti più leggere. Mi disse che era tutta la sera che osservava una signora sui quaranta. Si perdeva nei suoi movimenti e fantasticava, immaginava baci innocenti sui seni. Mi sconvolgeva e, onestamente, mi eccitava tantissimo ascoltarla durante la descrizione delle sue sensazioni in tempo reale. Non
    voleva recarsi in club di scambisti per donne, sarebbe stato palese e meno eccitante. Mi raccontò di diversi casi in cui sul lavoro, sugli aerei quindi, si trovò in situazioni in cui innocentemente, porgendo aiuto o comunque per servizio, venne a contatto con parti del corpo femminile. Doveva essere molto discreta per non farsi cogliere in "errore". Mi raccontò della prima volta in cui una donna, accorgendosi delle vibrazioni di Katia,
    rispose positivamente e le fece recapitare tra le sue mani il proprio biglietto da visita. Era un avvocato di quarantasei anni. Una donna dal fascino disarmante, separata e terribilmente insoddisfatta dagli uomini sbagliati che aveva incontrato. Katia mi disse che per entrambe era la prima esperienza "completa". La cosa emerse piano piano, come le cose belle del resto. Si frequentarono per diversi mesi in cui si aprirono completamente ai giochi saffici. Katia era molto giovane e assetata di nuove esperienze. La signora avvocato era una vera Signora e la fece andare.

    Una notte, dopo quasi due mesi che non ci incontravamo, andai a casa sua e cenammo brindando per l'occasione. Mi raccontò di nuove esperienze saffiche. La casa di Katia rispecchiava i miei gusti. Arredamento ed accessori giapponesi, introdotti con classe in una casa moderna. Mi disse che mi aveva portato un regalo. Mi portò in camera dove trovai sul letto un paio di autoreggenti, bustino e guanti di seta lunghi. Non capii immediatamente. Quindi tirò fuori una splendida parrucca dai lunghi capelli rossi. Più volte avevo espresso la mia passione per le rosse. Non c'era bisogno che mi spiegasse nulla. Mi vestii, o meglio mi travestii di tutto punto. Lei mi truccò maestosamente e mi incalzò la parrucca. Mi spaventai guardandomi allo specchio. Sembravo una donna che da sempre lo era.

    Quello fu l'inizio per me di una carriera pseudo-saffica in cui Katia godeva immensamente della sua passività. Sebbene non riuscivo a controllare l'erezione, non mi passò mai per la testa di mostrarla. Le facevo di tutto e Katia impazziva ad ammirarmi fino che prendeva a succhiare le mie labbra al fine di sbavarmi tutto il rossetto.Quindi era segno che il gioco era finito. Un giorno mi coinvolse in uno dei suoi incontri. Era una splendida donna sui quaranta. Katia adorava le donne dai 35 ai 45 anni. Cenammo e fui vittima di un menage tra le due. Ma prima avevo assistito a tale bravura e maestosità da parte di Katia. Spiegò alla sua compagna che io ero "timida" e partecipavo solo come "attiva" con le mani e la lingua. Fu pazzesco, pensavo di non essere
    all'altezza della situazione ma con immenso sbalordimento da parte mia, fui nuovamente vittima del ribaltone teatrale. La donna prese a baciarmi con tale ingordigia che sentii quasi male alle labbra. Poi iniziò a toccarmi ed accarezzarmi su tutto il corpo. Sudai freddo, ero terrorizzato e laciavo sguardi di soccorso a
    Katia. Ma Katia se ne stava li inerte con la sua manina frenetica sul proprio sesso. Quindi la donna arrivò al punto, mi strappò la gonna e sotto la quale non potevo più nascondere nulla. Prese a succhiarmi il membro eretto come non mai con la stessa avidità che aveva usato sulle mie labbra. Mi ribaltò sul letto e mi salì
    sopra. Il resto non te lo racconto La donna sapeva benissimo che non ero una donna ed io non sapevo che lei era bisex.

    Fu l'unica volta in cui Katia mi coinvolse in quel modo. Pian piano ci perdemmo di vista per via del suo nuovo lavoro: sempre hostess ma sui voli internazionali. Sono ormai due anni che non la sento più e di lei mi son rimaste le bellissime serate passate insieme e l'esperienza pseudo-saffica mai più riprovata.

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