domenica 29 marzo 2015

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E il fronte anti-gay francese fa un buco nell’acqua

Francia: respinta la petizione contro le nozze gay

Francia: respinta la petizione contro le nozze gayA quasi due mesi dagli incresciosi eventi che il 13 gennaio scorso hanno causato il danneggiamento  del prato degli Champs de Mars durante una manifestazione cittadina, la Manif Pour Tous non si arrende e già programma il prossimo evento per il 24 marzo, ancora una volta nella capitale francese.

Il fronte anti-gay, che trova appoggio nella destra conservatrice, attingendo sostenitori nelle realtà integraliste cattoliche e musulmane, ha visto respinta la sua ultima istanza, un tentativo estremo di porre un freno alla proposta di legge che concederebbe il matrimonio e l’adozione gay in Francia. La petizione, presentata al Consiglio Economico, Sociale ed Ambientale, inviata in totale spregio alle regole, non è stata minimamente presa in considerazione, solo il primo ministro infatti, investito della sua autorità, è la voce in grado di conferire con l’ente rispetto i processi per le approvazioni dei progetti di legge. Manif Pour Tous sperava di riuscire a superare questo scoglio formale, ma nonostante l’evidente buco nell’acqua non demorde e si dice già pronta alla reazione, invitando i sostenitori della causa a mobilitarsi non solo per il prossimo evento parigino, ma anche indirizzando delle lettere di protesta al primo ministro Hollande. L’intera operazione mostra tutti i suoi limiti e pare un autentico tentativo estremo di risalita, ove già non si vedono altri appigli. D’altro canto il tentativo di gonfiare i numeri sulla partecipazione alla manifestazione del 13 gennaio scorso aveva fatto da monito.

I partecipanti alla movimentata manifestazione sono stati stimati dalle forze dell’ordine in 150mila, fatti lievitare a 500mila dagli organizzatori, numeri ripresi dall’Osservatore Romano che, parlando della concretizzazione di “un movimento per l’ecologia umana”, azzarda la partecipazione di un astronomico milione di manifestanti a riprova che  ” il successo di massa della manifestazione del 13 gennaio preannuncia cambiamenti sulla scena pubblica francese”.

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