martedì 31 marzo 2015

Cerca Uomo Gay

Cerchi casa e non sai chi è il tuo coinquilino? Da oggi c’è Gayhousesharing

gayhousesharing

Erano gli anni 70 e negli Stati Uniti circolavano delle vere e proprie “pagine gialle” dove professionisti, avvocati, notai, ingegneri, nonché operai, infermieri, parrucchieri, idraulici, elettricisti, gay e gay friendly, potevano essere trovati e contattati da parte di persone a orientamento lgbt che avessero avuto necessità e bisogno. L’idea sembrava affacciarsi anche in Italia ma qualcosa non riuscì a portare il giusto ritorno a un’iniziativa che sembrava essere funzionale per molte persone, soprattutto per creare quella solidarietà e unità nella comunità. Si spera che altro segnale possa in futuro registrare, invece, la proposta di Gayhouseshare, che è anche un business interessante ma intelligente, un servizio per la comunità lgbt, come sottolinea lo staff, volto a fare incontrare domanda e offerta di alloggi privati, in condivisione con altre persone lgbt o gay friendly, magari prendendo in affitto una stanza, oppure solamente vivendo la propria vacanza in un resort o in un bed and breckfast. L’iniziativa ha già avuto il suo corso in Gran Bretagna ed era prevedibile che avvenisse in una terra, consueta a queste forme di agevolazione e incontro rivolte a coloro che, spesso, si trovano sole nel poter cercare soluzioni alle proprie esigenze, altre volte si vedono costrette a condividere spazi vitali con soggetti con cui non esiste un dialogo, nascondendo la propria sessualità e la propria personalità. Agevolare l’incontro tra domanda e offerta di appartamenti all’interno di questo ambito non è un sinonimo di ghettizzazione, gayzzazione, ma di un’opportunità diretta a dare la possibilità alle persone lgbt di autoaffermarsi nella società senza ipocrisie e senza paure ma, semplicemente, in modo libero e autonomo. Il 25 gennaio saremo tutte e tutti ad attendere, soprattutto se in fase di ricerca di una nuova casa o di una nuova stanza in affitto, l’avvio del network, gemello del suo omologo britannico Outlet.co.uk, di poter vedere come procede un servizio innovativo, così come annunciato attraverso un video sulla pagina facebook del gruppo e sull’home page del sito ufficiale,www.gay-houseshare.com, certamente un aiuto a filtrare, almeno in un primo passo, e con maggiore chiarezza, le persone locatarie o coinquiline candidate: non ci sarà bisogno addirittura di fare forzosamente il famoso colloquio, a volte imbarazzante, in cui spesso si cerca di dare una visione, da entrambe le parti, edulcorata di sé, falsificata e fittizia. Finora ci si affidava al caso per poter mediare una soluzione abitativa con qualcuna o qualcuno che potesse riassumere i nostri requisiti essenziali e necessari: la chat, i social network generali o, infine, il passaparola tra amiche e amici. Oggi sembra che tutto questo percorso complicato e intricato sia ormai patrimonio del passato e una prassi da abbandonare per una via più semplice e diretta, ossia la piattaforma che i 10 ragazzi ideatori hanno garantito e realizzato. Per chi vuole investire qualcosa può diventare utente premium garantendosi, in questo modo, abbonamenti e l’utilizzo di un automatico servizio di risposta, nonché di dare più visibilità ai propri annunci e messaggi. La solidarietà e l’amicizia tra le persone di una comunità si presentano anche nell’ambito di un network che vuole dare maggiore risalto e forza alle esigenze delle persone lgbt, ponendole al centro di un’iniziativa di risalto e promuovendo forme di condivisione in cui, oltre ai legami familiari tradizionali e che non saranno mai sostituiti, si affacciano anche forme di affettività e complicità. Un Paese che vuole puntare tutto sulla ripresa economica, passando per i diritti e per le garanzie sociali, non può prescindere dal dare ascolto alle necessità e ai desiderata delle persone lgbt e renderle protagoniste di un’epoca e di una collettività, dando loro le stesse opportunità e le stesse garanzie previste per altre categorie di cittadini, liberando, così, energie e propensioni che possono contribuire allo sviluppo civile di un’intera società. Leggiamo un post sulla pagina facebook, è stato aperto anche un profilo su twitter, dove i promotori ringraziano del sostegno, che sta aumentando di ora in ora, assicurando che il loro lavoro e la loro preoccupazione è quella di rendere il servizio il più efficiente possibile, affinchè si possa funzionare da acceleratore di dinamiche sociali innovative ed inclusive”. Ed è quello che si attende.

Gayhouseshare Spot from Gayhouseshare on Vimeo.

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