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I gay devono raccontarsi: intervista a Francesco Sansone

PianetaGay intervista lo scrittore emergente Francesco Sansone

PianetaGay intervista lo scrittore emergente Francesco SansoneLa settimana scorsa, abbiamo parlato del giovane scrittore emergente Francesco Sansone, originario di Palermo, e del suo bellissimo libro “Oltre l’evidenza – Racconti di vita… gay“, in cui l’autore ha scelto di dare voce ai tanti ragazzi gay che vivono nella paura di parlare della propria omosessualità. La narrazione di questi giovani è a cuore aperto: si parla di tutto, dalla sessualità al rapporto con i propri genitori, passando per le relazioni con gli amici. Senza dimenticare le insicurezze e i disagi che tormentano molti ragazzi gay.

Il libro nasce dalla volontà di mostrare una via d’uscita da questa paura, dimostrare loro che non devono sentirsi soli e che basta semplicemente raccontarsi in modo libero per affrontare la vita di tutti i giorni con quel pizzico in più di sicurezza necessario per contrastare qualsiasi difficoltà. Bastano queste parole per sottolineare l’originalità e la bellezza di questo lavoro letterario.

Incuriositi da questo libro e dalla figura poliedrica del suo autore, abbiamo avuto la fortuna di intervistare Francesco Sansone, il quale ci ha raccontato della sua passione per la scrittura, l’orgoglio di essere omosessuale e, ovviamente, dei suoi progetti letterari.

 

Ciao Francesco e grazie per averci dedicato il tuo tempo. Parto con una domanda standard: com’è nata la tua passione per la letteratura e la scrittura?

Grazie a te Nicola. Ma sai che non saprei rispondere con precisione? Da che ricordo, ho sempre scritto, tanto d’avere già a 7 anni il callo dello scrittore sul dito dove appoggiavo la penna. Crescendo scrivere mi è servito a sfogarmi. Durante l’adolescenza non ero circondato da molti amici e quindi tutto quello che avevo dentro e che non potevo dire a nessuno, lo scrivevo in un diario. Adesso la scrittura è una mia ottima alleata perché mi permette di portare avanti quei progetti e quelle “battaglie” per evitare che nella società certe cose si ripetano all’infinito.

 

Essere gay in Italia, in particolare in una realtà difficile come il Meridione (lo dico da napoletano). Compito molto arduo, non è così? Ci sono mai state situazioni difficili nel tuo passato?

Ti devo dire che per me non è stato difficile crescere a Palermo. Ho avuto la possibilità di vivere serenamente nella mia città e non ho mai avuto grossi problemi se non qualche sfottò a scuola che, però, penso mi sarebbe potuto essere fatto sia a Genova che a Trento, sia a Milano che a Bologna. Sarà che sono stato fortunato, ma posso dire che Palermo, almeno quella che ho vissuto io, risulta essere più aperta di alcune città del nord che ho avuto modo di vivere o di cui mi hanno raccontato. Penso che tutte le città abbiano il bene e il male e pertanto penso che si tratta, ahimè, solo di essere fortunati se non si ricevono violenze.

 

Da qualche anno curi il blog personale “Il mio mondo espanso”, interamente dedicato al mondo gay. Vuoi parlarci di questo tuo progetto, in particolare di come è nato e come si è sviluppato nel corso del tempo?

Partiamo con il dare a Cesare quel che è di Cesare! Se oggi posso essere definito un blogger è per merito del mio compagno, Giovanni Trapani – curatore della grafica di tutti i miei blog -, che mi ha consigliato di aprire uno spazio sul web dove pubblicare i miei racconti. Col tempo “Il mio mondo espanso” ha preso una strada che lo ha portato a essere la realtà che è oggi, ossia un luogo dove si parla di tutto: dalle notizie di cronaca alla politica, dalle associazioni/personaggi/siti – e voi ne sapete qualcosa (ride ndr)  – che lavorano per  la comunità LGBTQ alle testimonianze di quei ragazzi che decidono di raccontare il proprio vissuto per metterlo a servizio di coloro che cercano risposte nel momento in cui si rendono conto di essere omosessuali. Insomma è diventato davvero un mondo in continua espansione e che, confesso, mi da ogni giorno grandi soddisfazioni e senso di orgoglio.

 

Parliamo della tua carriera letteraria e partiamo dal tuo ultimo libro “Oltre l’evidenza – Racconti di vita… gay”. Di cosa parla questo libro?

Il libro parte dalla rubrica “Racconti di vita… gay” de “Il mio mondo espanso“. Il progetto è nato per caso. Chiara Cazzato, proprietaria della casa editrice Tempesta Editore, mi ha contattato dicendo che era interessata a creare un libro che raccogliesse le testimonianze di alcuni omosessuali. Dopo averne parlato con accuratezza, ci siamo messi al lavoro. Non è stato difficile realizzare il libro perché i ragazzi a cui ho chiesto di “regalarmi” la propria storia, hanno accettato di buon grado, certi che un progetto simile sarebbe stato molto utile. Quello che è venuto è un bel libro. So che non dovrei dirlo essendone l’autore, ma sono molto orgoglioso di “Oltre l’evidenza”. Inoltre la prefazione dello scrittore Paolo Vanacore e la copertina di Giovanni Trapani lo impreziosiscono ancora di più.

 

Grazie a questo volume hai dato voce a tanti ragazzi come te (come noi) che sentivano l’esigenza di raccontare se stessi. Un problema molto sentito, questo dell’ascolto, soprattutto in un Paese arretrato come il nostro. Cosa emerge da questi racconti?

Questo libro ricopre un arco di tempo che va dagli anni ’60 a oggi. Fra bullismo omofobo e scolastico, violenze famigliari, tabù religiosi e molto altro, l’Italia che ne viene fuori inizialmente non è proprio brillante. Lo diventa grazie al coraggio di questi 13 ragazzi/uomini che con forza e grande volontà, hanno deciso di vivere la loro vita per quello che sono, riuscendo ad andare oltre l’evidenza ed essere felici per quanto lo si possa essere nella vita di tutti i giorni. Un altro aspetto importante che emerge da questo libro è la difficoltà di tutti i protagonisti di dover parlare con la famiglia della propria omosessualità; c’è chi lo ha fatto, con tutti i pro e i contro del caso, e c’è chi, invece, non ha intenzione di aprirsi ai genitori. Questo, secondo me, la dice lunga su molte famiglie italiane che, benché si professino moderne, si ritrovano ad avere una visione della vita contorta e ancora bigotta.

 

Nel 2010 hai pubblicato il tuo primo libro “Io: nella gioia e nel dolore”. Possiamo dire che sei partito dal racconto di te stesso, autobiografico, per offrire poi una chiave di lettura del proprio io agli altri ragazzi. Come è evoluto questo percorso di narrazione?

In base alla mia vita. Il libro è una raccolta delle pagine dei diversi diari di cui accennavo prima. Le pagine seguono lo sviluppo che la mia vita ha avuto. Per non alterarne le sensazioni impresse durante quegli anni, ho deciso di non modificare né la struttura né la scrittura. Oggi non lo rifarei. Con questo non intendo dire che non rimetterei la mia esperienza al servizio degli altri, ma che non userei quello stile narrativo.

 

Questa attenzione al “raccontare se stessi” l’hai sviluppata anche nel programma radiofonico “Shortbus”. Com’è nata l’idea di curare una rubrica interamente incentrata sull’omosessualità?

E’ merito degli autori e conduttori Sergio Rozzi, Davide Puppa e Marialuisa Rovetta che mi hanno proposto uno spazio all’interno della loro bellissima trasmissione a cui avevo partecipato in passato per parlare dei miei libri. Ho accettato di buon grado. Ho espresso a Sergio l’idea di parlare delle gioventù omosessuali e lui l’ha ritenuto un ottimo argomento, e così nata una delle più belle avventure di quest’ultimo anno e mezzo.

 

Come possiamo vedere dai libri, dalla trasmissione radio e dal canale Youtube, riesci a parlare con estrema tranquillità dell’essere gay. E anzi, traspare dalle tue parole, scritte e parlate, un fortissimo orgoglio che ti fa onore. Cosa diresti a un ragazzo che, invece, non ha questa forza di mostrarsi in pubblico?

Parlo con orgoglio dell’omosessualità perché io sono orgoglioso di quello che sono. Di certo l’essere omosessuale non mi rende né una persona migliore né tanto meno una persona peggiore. Sono semplicemente io e semplicemente, a modo mio, vivo la mia vita come la vivrebbe un eterosessuale, solo con qualche insulto in più da parte della politica e della chiesa (ride ndr). Ognuno di noi ha i propri tempi per capire e capirsi e quando un ragazzo ha paura di mostrarsi in pubblico è perché deve ancora stabilire un giusto equilibrio con se stesso e la sua sessualità. Pertanto l’unica cosa che mi sento di dire è che questa paura passerà perché, alla fine, la voglia di vivere la vita a testa alta ha la meglio sul timore di ciò che possano dire o pensare gli altri. Bisogna solo aspettare.

 

Dal tuo punto di vista e dalla tua esperienza, cosa impensierisce di più i giovani gay italiani?

La paura di essere gli unici a provare certe pulsioni e certi sentimenti. Quando un giovane si rende conto della propria omosessualità crede di essere l’unico, ma tutti noi sappiamo che non è così. Quindi il compito di chi c’è già passato è quello di fare il possibile affinché certe paure non assalgano più le nuove generazioni di gay, lesbiche, transessuali e bisessuali.

 

Ultimissima domanda. Che progetti hai per il futuro?

Sai che non lo so? In quest’ultimo anno e mezzo, tutto è successo per caso. Il libro, la rubrica alla radio e perfino questa intervista con te non erano nei miei pensieri, ma sono capitate e non posso che esserne felice. Di certo continuerò a lavorare ai blog; proprio in questi giorni sto ultimando un racconto a puntate che sarà on line per dieci appuntamenti da metà maggio a fine luglio. Poi ad Agosto si andrà in vacanza. E’ stato un anno pieno di soddisfazioni, ma anche molto complicato da gestire. Per il resto non so nulla, quando avrò delle novità te le verrò a raccontare, sempre se vorrai ascoltarmi (ride ndr).

 

E noi, caro Francesco, saremo felicissimi di conoscere le tue ultime novità! Vi lasciamo con la scheda del libro:

 

Copertina del libro "Oltre l'evidenza - Racconti di vita... gay" di Francesco Sansone

 

Francesco Sansone

Oltre l’evidenza – Racconti di vita… gay

Prefazione di Paolo Vanacore
Copertina di Giovanni Trapani

Tempesta Editore
192 pagine
Euro 15,00
ISBN 9788897309215

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