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Intervista a Jan Brokken, autore di “Nella casa del Pianista”

jan brokken

L’autore olandese Jan Brokken presenta il suo nuovo romanzoNella casa del pianista, un romanzo sulla vita straordinaria di un grande musicista sovietico diventato un’icona del movimento omosessuale. La storia di un artista, di una vita, di un’amicizia, di un’intera epoca, sulle note di un appassionato inno alla musica.

Il libro, di cui vi avevamo già parlato in questa recensione e acquistabile online su La Feltrinelli , è un intenso romanzo biografico sulla vita del grande pianista sovietico Youri Egorov: enfant prodige, straordinario interprete di Bach e Chopin, costretto a fuggire dall’ex URSS per la sua omosessualità e proprio per questo motivo a lungo perseguitato dal KGB, diventato famoso negli Stati Uniti, icona del movimento gay negli anni ’80, morto di Aids nell’88.
Jan Brokken debutta come scrittore nel 1984 con il romanzo autobiografico De provincie (La provincia), da cui è stato tratto un film di successo. Ha pubblicato libri di viaggi su Africa, Indonesia e Curaçao, ed è autore di numerosi romanzi che, già tradotti in diverse lingue, sono stati paragonati dalla stampa internazionale alla prosa di Graham Greene e Bruce Chatwin.

Ecco l’intervista all’autore rilasciata per Pianetagay durante la presentazione del libro, avvenuta ieri alla Galleria d’Arte Moderna (GAM) nella Villa Reale a Milano insieme al critico musicale Angelo Foletto

Youri Egorov è un’icona del movimento omosessuale, artista sopraffino ed esule nel “libero occidente” da una Russia persecutoria: che cosa trasmette oggi questo personaggio?

E’ un personaggio molto importante, perché lui era russo e omosessuale. Negli anni 70 era vietata l’omosessualità ed era vista come un’eccezione. In Russia chi era omosessuale rischiava di finire in un campo di rieducazione dai 2 agli 8 anni e veniva messo tra veri criminali usati come cavalli.
Youri aveva paura perché aveva trovato dei biglietti dove si diceva che si sapeva di lui e riceveva telefonate minatorie. Era spaventatissimo. All’epoca aveva 22 anni e viveva in un appartamento con la mamma e lo zio, studiava presso il Conservatorio e frequentava un parco pubblico dove trovava gli uomini. Per questo era ricattabile. Sognava ogni notte di finire in Siberia dove gli rompevano le dita. Sembra che si stia parlando di un periodo a noi remoto, ma in 50 paesi la condizione omosessuale è ancora così e in Russia non è cambiato molto ed è meglio non essere gay. Nel 1975 Youri ha partecipato al concorso Tchaikovsky arrivando terzo nella competizione. In questa occasione era presente un giornalista olandese di Amsterdam che ha ascoltato l’esecuzione de La Campanella da parte di Youri, annotando su un taccuino commenti e considerazioni. Alla fine dell’esecuzione il giornalista ha espresso il massimo giudizio per il ragazzo, dieci più, lasciandogli anche il suo biglietto da visita. Youri, quando è venuto in Occidente, dapprima si trovava in Italia, ha deciso di andare in Olanda, ad Amsterdam, in quanto conosceva il giornalista unico suo contatto in occidente. Nel 1975 dopo il concorso Youri è invitato a Brescia a partecipare a un concerto indetto dalla RAI, sostituendo Arturo Benedetti Michelangeli, che spesso aveva il terrore del palcoscenico. Atterrato in anticipo a Milano, non ha trovato gli agenti del KgB ad attenderlo. Ha deciso, così, di scappare a Roma e, poi, ad Amsterdam, dove avrebbe incontrato un uomo biondo che gli ha chiesto da dove venisse. Il ragazzo gli ha risposto che era italiano, suscitando entusiasmo nell’uomo, che è diventato, così, il suo compagno di vita.

L’Occidente che trova Youri è poi così libero come se lo attendeva?

Amsterdam lo era. Non si poteva allora dire la stessa cosa dell’Occidente in generale. New York non era libera come Amsterdam, così come non lo era Londra, dove Youri è andato per un concerto. Nella sua prima intervista Youri ha dichiarato di essere omosessuale e questo è avvenuto ad Amsterdam. Nelle grandi città olandesi si respirava emancipa

zione ma la stessa cosa non si poteva dire per i centri più piccoli, rurali, dove c’era una forte influenza della cultura protestante. Amsterdam diventa una città libera negli anni 70. C’era un’associazione gay, COC, un club fatto di avvocati. Quando qualcuno aveva dei problemi si rivolgeva a questa organizzazione. Il presidente, avvocato, si mobilitava per difendere i diritti delle persone che si rivolgevano al centro. Ad Amsterdam Youri trova il paradiso, vive un cambiamento improvviso dato che quando era a scuola di giornalismo aveva due compagni gay che cercavano di non darlo a vedere. Dok era una discoteca gay di Amsterdam e la prima volta in cui Youri è andato rimase stupito di quanti ragazzi ballassero tra di loro. A Natale venne vestito da albero di natale suscitando grande successo e acclamazione tra i presenti.

Perché il titolo “Nella casa del pianista”?

copertina del libro nella casa del pianista
La copertina del libro “Nella casa del Pianista” edito da Iperborea

Il titolo originale era “Nella casa del poeta”. Poeta in olandese ha un senso più ampio. Non significa soltanto chi scrive poesie, ma è un modo di essere, di esistere. Essere poeta per Youri assumeva tre significati: la poesia come proprio modo di vivere, il suo amore per la poesia e il suo essere “poeta del pianoforte”. Se si fosse scelto come titolo “Nella casa del poeta” si rischiava di perdere lettori in quanto sembrava un testo fortemente filosofico, magari criptico. La casa editrice avrebbe suggerito come titolo “stanza del poeta”, ma io volevo il termine “casa”. Perché casa è un termine importante per me? La poesia di Anna Achmatova, Veronez, scritta per un suo amico mandato in Siberia dopo una visita al campo in cui era detenuto, presente all’inizio dell’opera, parla di “musa” e di “paura”, due elementi sempre vivi in Youri. Il giovane pianista aveva paura di essere perseguitato, perché omosessuale, e della morte; mentre le sue muse erano la libertà e la musica. La casa è il senso della forte amicizia che io ho intessuto con Youri, la dimensione del nostro rapporto, lo spazio dove siamo diventati amici, dove ci siamo frequentati.

Come possiamo definire l’opera? A quale genere la possiamo ascrivere?

È un romanzo non di finzione. Sono fatti veri raccontati. Ho voluto scrivere il romanzo come fosse una storia. Mi ha costretto Youri stesso consegnando a me e ai suoi carissimi amici i propri diari chiedendone la diffusione, la pubblicazione. Youri è morto, il suo compagno è morto di AIDS, lui è morto di AIDS. Sua mamma è morta. Gli amici ancora vivi hanno nomi diversi nel romanzo. Non volevo fare una semplice biografia. Il romanzo è la storia di un omosessuale e di un’intensa amicizia; riguarda la ricerca della libertà e riguarda Amsterdam.

A quale target di lettori si rivolge il romanzo e qual’è il pubblico che maggiormente può apprezzarne la lettura?

E’ una storia che interessa i lettori omosessuali perché racconta di come Youri è arrivato ad Amsterdam dove ha potuto vivere liberamente la propria sessualità. Non è stato facile per lui tutto questo perché aveva un rapporto complesso con il suo orientamento: non aveva mai dichiarato di essere omosessuale alla madre in quanto temeva le reazioni. Un lettore omosessuale si può riconoscere in Youri. Poi è la storia di un gay raccontata da un etero. Youri è un personaggio che parla di sé. Occorre accettarlo nella sua completezza. È un libro che può anche interessare appassionati di musica. Youri è stato un genio musicale. Ma ci sono anche molte donne lettrici che lo leggono perché nel romanzo si legge molta tenerezza, è la storia di un’amicizia. È anche una bellissima storia sul problema dell’AIDS. È una terribile malattia. Youri muore a 33/34 anni. È un peccato che un genio della musica sia morto così prematuramente. È la storia di un’epoca. All’inizio degli anni 80 Youri era convinto di morire giovane e di morire di AIDS. Era uso prendere droghe e bere molti alcolici per vincere le sue paure. È terminata una giovane vita, una giovane fiamma. L’ultimo anno di Youri fu terribile ma il più intenso, il più bello per l’amicizia che ho intessuto con lui, ma anche per il coraggio di Youri, una bellissima persona.

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