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Intervista esclusiva al promettente cantante Matt Fishel

PianetaGay intervista Matt Fishel, astro nascente della musica gay

Pochi giorni fa abbiamo presentato sul nostro magazine Matt Fishel, un giovane cantautore di Londra che, grazie a uno stile musicale originale e a testi che rispecchiano con sincerità il mondo omosessuale, è riuscito a conquistare un pubblico quanto mai variegato, composto non solo da giovanissimi ragazzi gay, ma anche da uomini e donne etero di ogni età.

PianetaGay intervista Matt Fishel, astro nascente della musica gay

Matt Fishel è un ragazzo dal grande talento che ha le idee molto chiare in testa: gay dichiarato, orgoglioso di esserlo e intenzionato a non farsi mettere i piedi in testa da nessuno, neanche da chi avrebbe potuto portarlo alla gloria mondiale, ovvero le principali labels internazionali.

Come racconta nell’esclusiva intervista che ha rilasciato a PianetaGay, Matt Fishel ha contattato diverse case discografiche per farsi pubblicare questo suo primo album, “Not Thinking Straight” (in vendita su iTunes e anche sul suo sito web ufficiale), ma ha sempre ricevuto risposte incerte: c’è chi gli ha chiesto di non parlare del mondo gay e chi si è spinto a chiedere la cancellazione di qualsiasi riferimento ai ragazzi. Da qui, nasce l’esigenza di creare una label ad hoc personalizzata, che il cantante ha chiamato Young Lust Records (il motivo lo scoprirete nell’intervista).

Il secco “no” dato da Matt Fishel a queste grandi personalità dimostra un carattere forte e deciso. Del resto, è lo stesso cantante a dire che gli adolescenti gay hanno bisogno oggi più che mai di ottime figure di riferimento alle quali guardare e con le quali confrontarsi quotidianamente, per sapere che non sono soli e che, anzi, ci sono milioni di persone nel mondo che vivono la loro stessa situazione.

E’ impossibile trovare oggi un artista in grado di parlare della propria adolescenza gay, dei sentimenti che ha provato e continua a provare, persino della sua prima volta con un ragazzo in modo del tutto naturale e sincero, senza cadere nelle banalizzazioni o negli stereotipi, come se stesse chiacchierando con un amico stretto. La musica gay è riuscita ad accogliere a braccia aperte un nuovo protagonista. Speriamo che anche il resto dell’industria musicale si accorga del suo talento e lo valorizzi per la sua grande classe, senza dettare regole e imporre censure.

 

Ciao Matt. Prima di tutto, grazie per il tempo che hai dedicato a PianetaGay e complimenti per la tua musica. La prima domanda è una semplice curiosità: com’è nata la tua passione per la musica? C’è qualche artista che ti ha ispirato?

La musica è sempre stata la mia passione più grande. È dall’età di 9 anni che ho iniziato ad avere il desiderio di scrivere e registrare le mie canzoni. Le mie primissime influenze sono state quelle di Prince e Madonna. Ero ossessionato da entrambi e mi piaceva collezionare tutti i loro album, studiare i loro brani e imparare tutte le mosse di ballo che facevano! Crescendo, mi sono lasciato ispirare da diversi artisti e generi musicali, dal pop, rock e dance alla chill-out, fino alle più straordinarie dive della musica! Adoro artisti come Björk, Seal, Annie Lennox, Pet Shop Boys. Ma la mia passione più grande è sempre stata per la musica Punk, Rock e Hardcore, che ho scoperto da teenager. Ho ascoltato tantissimo il Punk Americano e le bands Hardcore (come Green Day, Jimmy Eat World, Boy Sets Fire), che mi hanno trasmesso la carica giusta per scrivere canzoni e il coraggio di esprimermi da solo. Mi sono sempre fatto ispirare da bands e artisti che trasmettevano un messaggio e avevano qualcosa da dire con la loro musica e arte, così ho fondato una band Punk quando avevo 15 anni e non sono più tornato indietro!

 

La tua musica è sempre caratterizzata da testi molto sinceri riguardo gli aspetti positivi e negativi dell’essere un teenager gay. Come riesci a trasformare questi elementi della vita di tutti i giorni in musica?

Quello che mi porta principalmente a scrivere canzoni è avere qualcosa da dire. Ci sono tante cose che mi appassionano, per cui quando sento la necessità di comunicare qualcosa, scrivo una canzone. Talvolta voglio fare un commento sul mondo che mi circonda, altre volte mi piace parlare delle difficoltà che si hanno a crescere da teenager gay o esprimere i miei sentimenti di nostalgia e calore provati in alcune esperienze personali, e altre volte mi sento semplicemente su di giri oppure innamorato e voglio cantare qualcosa che rappresenti queste sensazioni.

 

Quanto è difficile parlare di questi argomenti?

Trovo molto facile parlarne perché rappresentano quello che sono. Sono gay, dichiarato e fiero di esserlo e quindi mi diverto a scrivere e cantare le mie esperienze. Per me, essere gay è una cosa positiva e voglio condividerla con altre persone. È vero, crescendo ho avuto dei momenti non facili, ma alla fine mi sento felice e in pace con me stesso, pertanto trovo molto naturale e facile parlare di queste cose. Che siano belle o brutte, queste esperienze sono una parte di quel processo che mi ha permesso di essere la persona che sono oggi, per cui trovo catartico e anche gratificante riuscire a cantare queste cose in modo molto aperto nelle mie canzoni.

 

Fin da quando hai pubblicato i primi singoli, hai ricevuto un’ottima risposta da parte del pubblico. Te lo aspettavi tutto questo successo?

Da artista, speri sempre che la gente risponda in modo positivo alla tua musica e che le piaccia quello che fai, ma non puoi mai saperlo finché non la pubblichi. Sono stato davvero entusiasta e sopraffatto dalla risposta positiva che ho ricevuto dal pubblico riguardo la mia musica e non potrei esserne più felice. Ogni volta che pubblicavo un singolo o un video, ho cercato di prepararmi a un gran numero di reazioni omofobe (soprattutto su Youtube, visto che lì i commenti possono essere molto velenosi), ma non è mai successo. Mi era stato detto tante volte da persone che lavorano in grandi labels che i miei testi avrebbero alienato le persone etero o che stavo “limitando” il mio mercato e che avrei dovuto aspettarmi un bel po’ di commenti negativi. Ma non è stato il mio caso. Ricevo sempre messaggi di supporto molto carini da uomini e donne (sia gay che etero) da tutto il mondo, ed è molto gratificante. Questo dimostra che ognuno si avvicina alla musica a modo suo, senza badare alla propria sessualità o al genere.

 

C’è anche un po’ d’Italia nella tua carriera, considerando la collaborazione con Jacopo Camagni, non è così?

Si, esatto! L’Italia ha un posto speciale nel mio cuore, visto che Jacopo è stata la prima persona con cui ho collaborato per questo progetto. È un artista incredibile e mi sono sempre piaciuti i suoi bellissimi lavori. Siamo diventati amici su MySpace un po’ di anni fa grazie a una reciproca passione per il lavoro altrui, e fin dal primo istante ho sperato di poter collaborare con lui un giorno. Mi sono sempre piaciuti i comics e i cartoni animati, così quando ho pubblicato il mio primo singolo, Football Song, volevo una copertina con un bel disegno che avrebbe potuto raccontare la storia della canzone. È stata l’occasione perfetta per lavorare con Jacopo e così abbiamo iniziato a chiacchierare ed esprimere le nostre idee. Alla fine lui ha realizzato il bellissimo disegno della copertina di Football Song, che ancora adesso amo alla follia! È davvero un artista eccezionale.

 

Parliamo ora del tuo album di debutto, “Not Thinking Straight”. Com’è nato il progetto per questo album?

Crescendo da teenager gay e ascoltando musica Rock, ho sempre cercato canzoni di questo particolare genere scritte da una prospettiva gay, ma erano pochissime e per giunta parecchio distanti da quello che immaginavo. Così, ho preso presto la decisione di seguire il mio cuore e scrivere i miei testi in un modo veritiero, creando le canzoni che sognavo di ascoltare quando ero più giovane. Ho sempre voluto fare un album su me stesso e sulle mie esperienze ed ero convinto che, se stavo cercando questo tipo di canzoni, dovevano esserci altre persone in giro che stavano cercando la stessa cosa. Ma volevo anche creare un album che chiunque avrebbe potuto apprezzare, tanto i gay quanto gli etero. Alla fine del 2010, un amico mi ha presentato Mark Crew. Ci siamo trovati molto bene fin dal primo momento e abbiamo scoperto di avere un gusto per la musica e le bands molto simile. Ha accettato di lavorare insieme a me alla produzione dell’album. Ed è così che è cominciato tutto. Quello che potete ascoltare oggi è l’insieme di canzoni che ho scritto diverso tempo fa e alcune canzoni nuove che sono state scritte durante il processo di registrazione.

 

Hai pubblicato l’album sulla tua label personale, Young Lust Records. Come mai hai seguito questa strada?

Prima che cominciassi a registrare questo album, ho avuto diversi contatti con grandi labels discografiche e il feedback che mi davano era sempre lo stesso: “Ci piacciono le tue canzoni e la tua musica, devi solo sbarazzarti di tutti i riferimenti al mondo gay, devi cambiare il riferimento ai ragazzi, stai alienando il tuo pubblico” etc. Queste risposte mi hanno sempre frustrato. Non mi sarei mai aspettato di dover nascondere la mia sessualità o pretendere di essere qualcuno che non sono. E non mi sono mai sentito a mio agio con l’idea di cambiare i miei testi per un qualsiasi tipo di guadagno monetario o commerciale, mi rifiuto di cancellare ogni riferimento diretto ad altri ragazzi nei miei testi solo perché qualcuno potrebbe sentirsi “offeso”. In più, sono sempre stato abbastanza ribelle e se qualcuno mi dice che non posso fare qualcosa e io non sono d’accordo, mi fa venire ancora di più la voglia di farlo! Così ho deciso di fondare una label personale per conservare la mia libertà artistica e per creare arte che per me sia vera, senza che qualcuno mi dica di cambiare. Credo sia molto importante per gli uomini e le donne LGBTQ avere una voce che parli per loro e qualcuno che li rappresenti in ogni settore mediatico, e sono orgoglioso di riuscire a fare canzoni a modo mio senza dover scendere a compromessi o nascondermi dietro una maschera. C’è da dire anche che gestire una label personale mi permette di avere il controllo completo sul mio lavoro. Sono così tanti gli artisti che firmano contratti spesso difficili da comprendere o che hanno delle clausole nascoste che li portano a perdere buona parte dei loro diritti, così ho voluto assicurarmi di essere il responsabile della mia carriera e della mia arte e di comprendere ogni aspetto del processo di pubblicazione di un album.

 

A proposito della label, potresti spiegare da dove nasce questo particolare nome?

Volevo dare alla mia label un nome che potesse rappresentare me e la mia musica. “Young Lust” (“Giovane Lussuria”, ndr) rappresenta quel periodo straordinario in cui inizi una relazione o un progetto, quando iniziano a fiorire divertimento e nuove idee. Ma rappresenta anche il periodo delle prime pulsioni giovanili e sessuali, un periodo in cui ci sentiamo tutti fortissimi. Può essere eccitante e spaventoso allo stesso tempo, i tuoi ormoni sembrano lottare tra loro e ci sono così tanti sentimenti travolgenti e necessità da soddisfare. Molte delle mie canzoni contengono riferimenti a queste sensazioni e a quel particolare momento della vita, perciò mi sembrava un nome perfetto per la mia label.

 

Qual è la cosa più bella che ricordi del periodo in cui stavi creando l’album?

Ci sono stati tanti bei momenti. I più belli sono stati in studio, mentre registravo i diversi elementi delle canzoni, quando iniziavano a venire su i primi risultati e tu vedi che la tua visione inizia a diventare realtà per la prima volta. Per me, è sempre questa la parte più eccitante del processo di produzione. E sono molto felice di aver collaborato con diversi grandi artisti. Seguire le riprese del video di “The First Time” in Argentina, con il regista Alexis Dos Santos, è stato un momento molto speciale per me, così come vedere terminato il CD fisico con la sua bellissima copertina, senza dimenticare il momento in cui ho potuto avere tra le mani il mio album all’inizio dell’anno!

 

Quanti elementi autobiografici ci sono in questo album?

Tantissimi! (ride) Le mie canzoni nascono da esperienze reali che ho vissuto o che sto vivendo, siano esse la mia adolescenza gay, il mio sguardo sulla società che mi circonda, le relazioni che ho avuto con diversi ragazzi, le esperienze dell’industria musicale, la religione e/o l’ipocrisia. Mi sono sempre piaciute le canzoni e gli artisti che hanno scritto brani con onestà e verità, per cui cerco sempre di scrivere canzoni su cose che considero vere e sull’importanza di essere aperti e sinceri.

 

Pensando al tuo album di debutto, c’è un brano (o anche più di uno) che preferisci più di altri?

Domanda molto difficile! Certo, mi piacciono tutti i brani. (ride) Le 13 canzoni dell’album hanno tutte un posto speciale nel mio cuore, per ragioni diverse. Le mie preferite cambiano a seconda del giorno e del mio umore. Al momento, mi piace molto Radio-Friendly Pop Song, brano di apertura dell’album che definisce chi sono io come artista, sia a livello di musica che di testi. È caratterizzato da chitarre, una ritmica veloce e grandi armonie vocali, e dice: “Sono gay, sono dichiarato, sono orgoglioso e non cambierò per nessuno!”. The First Time parla della mia prima esperienza con un altro ragazzo, per cui questo brano sarà sempre uno dei miei preferiti, considerando che quello è stato un periodo molto bello e profondo della mia vita. Sono anche felice di come sia venuto il brano alla fine. Credo che siamo riusciti a catturare quel senso di calore e nostalgia nel migliore dei modi. A pensarci bene, adoro anche Boxer Shorts & Razor Blades. Mi piace molto la produzione di questo brano, che ha una melodia leggermente diversa dalle altre tracce. Mi piace soprattutto il sound che sono riuscito a raggiungere e i corposi cori in crescendo. Ma davvero, considero tutti i brani come miei preferiti!

 

Ho letto che Joe Phillips sta preparando qualcosa di speciale con il video animato del nuovo singolo “When Boy Meets Boy”. Puoi anticiparci qualcosa?

Certo. Sono molto eccitato all’idea di vedere il video completo. Mi è sempre piaciuta l’idea di creare un video musicale animato per una delle mie canzoni ed è stato eccezionale poter collaborare con Joe per raggiungere questo traguardo. When Boy Meets Boy è un brano divertente e ironico sull’incontro di un ragazzo in un bar e l’inizio di una relazione. Il testo è molto narrativo, quindi puntare su un video animato mi è sembrata la scelta perfetta. Il video è una celebrazione dell’essere gay. Abbiamo creato un cartoon divertente, colorato e gioioso che racconta la storia narrata dal testo della canzone e include anche delle sorprese. (sorride) Sarà on-line nel giro di poche settimane…

 

Molti Paesi stanno legalizzando i matrimoni gay, soprattutto in Europa (con l’eccezione dell’Italia) e gli USA. E questa è sicuramente una notizia molto positiva. Finalmente qualcosa sta cambiando nella nostra società. Come valuti questo tipo di cambiamenti? E perché, secondo te, il tema dei “matrimoni gay” è così caldo in questi mesi?

È fantastico! Credo che la gente stia iniziando ad accettare finalmente che essere gay è assolutamente normale e che ci sono milioni di gay in tutto il mondo, in ogni cultura, in ogni razza, ogni religione e ogni Paese. E quindi penso che i governi e le società stanno finalmente iniziando a realizzare che non permettere a una coppia gay di sposarsi o di essere vista uguale alle coppie etero di fronte alla legge è una contraddizione ai valori e all’uguaglianza dei diritti umani. È bello vedere che finalmente così tanti Paesi stanno riconoscendo questa necessità di cambiamento e credo che ci sarà un effetto domino su altre nazioni: una volta che un Paese lo fa, diventa un modello da seguire per il resto del mondo. È triste che questo non sia ancora successo in Italia, ma spero che le cose inizino a cambiare molto presto. Tuttavia, mentre prendiamo atto di questi meravigliosi passi in avanti, dobbiamo ricordare che ci sono ancora diversi Paesi in cui il solo essere gay (tralasciando quindi la possibilità di sposarsi) è ancora un taboo e spesso è illegale. Ci sono migliaia di uomini e donne gay che ancora non hanno diritti ed uguaglianza nei propri Paesi. Per cui, penso sia importante festeggiare questi cambiamenti fantastici che il mondo intero sta seguendo e continuare ad alzare la voce per tutti quelli che la voce non ce l’hanno o che vengono tenuti sotto silenzio.

 

E questo tema dei matrimoni gay sarà uno dei prossimi temi di cui parlerai con la tua musica?

Beh, è divertente che tu me lo abbia chiesto. Ho registrato un brano sul matrimonio circa due anni fa, ma non l’ho inserito nella tracklist dell’album. Ho voluto aspettare e vedere cosa accade con tutti questi cambiamenti che stanno avvenendo in giro per il mondo prima di pubblicarlo. Chissà, potrei inserirlo nel prossimo album. Ma è un tema che mi piacerebbe approfondire, soprattutto ora che l’uguaglianza inizia ad esserci per davvero e la società inizia a cambiare in positivo.

 

Questa maggiore apertura della società è molto importante per gli adolescenti gay. Credi che la loro vita cambierà nel corso dei prossimi anni? Che consigli daresti a un ragazzo gay?

Lo spero! Sarebbe straordinario vivere in un posto dove essere gay viene visto come un modo di vivere del tutto naturale, senza differenze. Credo sia importante per gli adolescenti gay avere dei modelli da seguire e persone nelle loro società che sono dichiarate, orgogliose e aperte in merito alla propria sessualità. Quando ero un teenager, ero sempre in cerca di altre persone gay aperte di mente con le quali potevo relazionarmi, per cui penso che più si parla di gay e più l’essere gay diventa una parte della vita e delle conversazioni di tutti i giorni, più facile sarà l’esistenza dei ragazzi e delle ragazze gay. Il mio consiglio è di resistere e pensare sempre che siete normali e che non c’è nulla di male nell’essere quello che siete; che ci sono milioni di altre persone che si sentono esattamente come voi e che starete meglio man mano che crescerete. Essere gay può essere una cosa meravigliosa e se riuscite ad amare voi stessi, sentirvi a vostro agio e sapere che non siete soli, allora la vostra vita non potrà che migliorare.

 

E che tipo di consigli daresti a un giovane artista emergente come te?

Di essere sempre sincero con sé stesso. Ognuno avrà un’opinione su ciò che è meglio per te e per la tua carriera, perciò ascolta i consigli delle altre persone, ma scrivi sempre la musica e segui la strada che è più sincera per te. Segui i tuoi istinti, sii te stesso e non accettare compromessi. E ricorda che è molto importante conoscere l’industria in cui stai lavorando. I musicisti adesso hanno tante occasioni per essere responsabili della propria carriera, perciò siate sicuri di conoscere i vostri diritti, comprendere il business della musica e come riuscire a controllare la propria carriera, in modo tale che la gente non possa trarre vantaggio dalla vostra ignoranza. Se potete prendere il pieno controllo della vostra strada e della vostra arte, allora sarà tutto estremamente gratificante ed energico, sia finanziariamente sia spiritualmente.

 

Un’ultima domanda: hai progetti per il futuro?

Si, ci sono diversi progetti in arrivo. Ho appena iniziato a registrare un EP di Covers, che sarà composto da versioni studio di alcune delle mie canzoni preferite. Ci saranno brani degli anni ’80, ’90 e del nuovo millennio e sono tutti abbastanza fedeli agli originali. Sono molto eccitato all’idea di riadattare questi brani e creare qualcosa di speciale con ognuno di questi! Collaborerò anche a diversi progetti musicali e cortometraggi nel corso dei prossimi mesi, ed entro la fine dell’anno inizierò a lavorare al mio secondo album.

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