domenica 1 febbraio 2015

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La morte di Andrea tra rabbia e stupida omofobia senza rispetto

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La notizia del ragazzo di 15 anni che si è suicidato dopo aver ricevuto continui insulti a sfondo omofobo ha fatto il giro del mondo… Mentre la maggior parte dei principali quotidiani nazionali hanno dato la notizia con ritardo, pubblicando sui loro siti internet la notizia solo nel tardo pomeriggio, diversi portali esteri, soprattutto a tema gay, hanno scelto di dare spazio al tragico episodio e alle ripercussioni che può avere, soprattutto nel nostro paese.

Migliaia i commenti pubblicati sui social networks e in coda agli articoli dei giornali sul Web. E, purtroppo, a leggerne alcuni vergognosi, sembra quasi che il povero Andrea (questo il nome del ragazzo) sia morto una seconda volta… Basta aprire il link dell’articolo pubblicato su “Il Giornale” per averne la prova. C’è chi dà la colpa di tutto questo ai gay, che pretendono diritti inesistenti che spetterebbero (non si sa per quale motivo) solo agli etero e che devono mantenere la loro sessualità nel privato; c’è chi scrive “Be andando a scuola con lo smalto rosa ,qualcosa deve pure mandare giu , non tutti sono capaci di rimanere zitti” e chi chiede al quotidiano di finirla “di gettonare il mondo ‘gay’“.

C’è poi chi crede di poter dare lezioni di stile in modo irrispettoso (“magari lo smalto se lo poteva risparmiare..”, ma anche “Che il ragazzo fosse gay sara stato un problema personale,ma mettere lo smalto e i pantaloni rosa eccche..zo,avrebbe dovuto sapere oppure essere consigliato che così facento si sarebbe esposto in modo ridicolo.Essere gay è una questione privata e che se ne frega,ma lo si può esserlo senza fare sceneggiate da vomito.“) e si potrebbe continuare a lungo con il festival degli orrori, tra chi considera i gay malati e chi deviati. Fortunatamente sono anche molti i commenti di chi ritiene inaccettabile che nel 2012 si possano scrivere certe scemenze e ci si possa nascondere dietro false accuse per il suicidio di un adolescente.

In realtà, è la società intera che dovrebbe sentirsi colpevole. Quella italiana è una società troppo chiusa a quelle che vengono definite le “diversità”, tanto sessuali quanto culturali. Non si può fare finta di nulla e continuare ad andare avanti come se niente fosse successo, come pure qualcuno sta provando a fare. Anzi, è giunto più che mai il momento di urlare a gran voce il disprezzo per l’omofobia e far capire alla classe politica (anche lei grande complice di questo suicidio) che non si può andare avanti così, che una legge contro l’omofobia è NECESSARIA, perché i bulli che oggi uccidono un gay con le parole, domani uccideranno un altro uomo o una donna con la pistola. L’omofobia è una malattia, oltre che essere un reato gravissimo! Ma in Italia nessuno lo vuole capire ai piani alti…

Certo non bisogna fare di tutta l’erba un fascio… Il sindaco di Roma Alemanno si è detto dispiaciuto e ha mostrato tutta la sua vicinanza istituzionale alla famiglia del ragazzo che si è suicidato. Frasi di sdegno per la mancanza di una legge in grado di punire gli omofobi e di solidarietà sono arrivate anche dal governatore della regione Puglia, Nichi Vendola (candidato alle Primarie), e dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

Quello che possiamo fare adesso è cercare di guardare avanti e sperare in un futuro migliore per il mondo omosessuale in Italia, spinti anche dalla solidarietà e dall’aiuto di chi, al contrario degli omofobi che non si vergognano di postare frasi assurde ovunque, appoggia le nostre lotte e i nostri ideali. E tra questi sono tantissimi i giovani! Questo per dire che, fortunatamente, non tutti sono dei pezzenti omofobi come quelli che insultavano il povero ragazzo… Molti ieri hanno lasciato commenti di rabbia verso gli autori degli sfottò e i creatori della pagina facebook che prendeva in giro l’adolescente (vicenda sulla quale la Procura di Roma sta investigando).

Di certo il popolo della Rete non è stato in silenzio, anche a giudicare dalla campagna virale che ha portato molti a cambiare la propria immagine del profilo con il colore rosa, tanto amato dal giovane suicida e così “diverso” secondo le menti depravate degli omofobi che lo hanno spinto al gesto estremo. Anche noi di Pianetagay abbiamo voluto aderire a questa campagna, colorando di rosa l’home page del nostro magazine.

La morte di Andrea tra rabbia e stupida omofobia senza rispetto - Notizie gayNella serata di ieri sono arrivate anche fiaccolate di solidarietà. A Roma doveva snodarsi tra le strade del centro storico, ma sembra che la questura abbia clamorosamente vietato il corteo, autorizzando solo una manifestazione statica. Ma una piccola processione di giovani studenti e associazioni lgbt c’è stata ugualmente, partendo da via S. Giovanni in Laterano (la Gay Street romana) e rimanendo in zona Colosseo. Dal liceo Cavour, dove studiava il ragazzo e che attualmente è occupato, nessuno studente ha voluto parlare e commentare la vicenda.

Anche a Milano non è mancata una manifestazione pacifica per ricordare il giovane Andrea. Grazie a una iniziativa su Facebook, centinaia di persone si sono radunate in piazza Oberdan per arrivare fino a piazza Duomo: qui, davanti alle scale del Duomo, è stata letta una commovente lettera di Rita de Santos, presidente di Agedo (Associazione genitori e amici di omosessuali). La partecipazione al corteo è stata sentita come un atto dovuto da parte di molte persone, per non rimanere indifferenti di fronte a questa situazione e continuare a mantenere vivo il ricordo dell’adolescente.

Bellissime le parole espresse dalla neonata associazione PoliEdro, creata da studenti del Politecnico di Milano per far rispettare tutte le differenze di genere, attraverso un comunicato stampa firmato dal Consiglio Direttivo: “I nostri pensieri corrono ai genitori di A., ai suoi amici e a tutti quelli che gli volevano bene. Un sincero grazie a tutti coloro che hanno voluto e potuto partecipare alla marcia in ricordo di A. Ricordiamoci che in Italia l’omofobia e? ancora presente e che non se ne parla mai abbastanza. Ci sara? chi dira? che e? un problema secondario, che riguarda solo poche persone (perche? si sa che i gay, le lesbiche e le persone transessuali sono poche), che in questi momenti di crisi c’e? altro di cui preoccuparsi; ma e? affrontando problemi come questi che si risolleva la qualita? di una nazione, di un popolo, di una societa? non sana. Come sempre in Italia, le autorita? si muovono solo dopo una disgrazia: il Ministro Fornero “scende in campo” proponendo una campagna contro il bullismo e l’omofobia dopo questo tremendo fatto…dopo, sempre dopo“.

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