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Le terapie di conversione sono inutili: parola della scienza!

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Quello delle terapie di conversione per i gay sembra essere un chiodo fisso difficile da eliminare del tutto… Malgrado il governo inglese abbia definito queste terapie psicologiche dannose, continua a venir fuori, in maniera ciclica, l’idea che l’omosessualità sia una malattia, un disturbo mentale dal quale è possibile guarire. A quanto pare, a nulla sono valsi gli avvisi degli psicologi inglesi, che hanno messo in guardia dall’utilizzo di queste terapie inutili.

Sfortunatamente queste cure continuano a essere utilizzate, soprattutto quando il vento dell’omofobia si intensifica… Cosa può fare un giovane psicologicamente debole quando persino il Papa si lancia in attacchi omofobi, se non affidarsi ai tentativi di cura per essere meno ansioso e depresso e soprattutto cancellare l’onta di portare con sè quello che molti, in ambienti ecclesiastici, considerano un peccato grave?

Giuseppe Luigi Palma, Presidente dell’Ordine degli Psicologi Italiani, l’anno scorso ha ricordato che le cure che tentano di convertire una persona da omosessuale a eterosessuale, sono del tutto inutili, oltre che dannose per i soggetti che vi sottopongono. Secondo il Dott. Palma, l’omosessualità fa parte di un orientamento naturale dell’uomo che la esperisce. Dal punto di vista pedagogico, si può asserire che si tratta di un aspetto irriducibile e inviolabile di un essere umano.

Queste le sue dichiarazioni: “L’omosessualità non è una malattia da curare, né un orientamento sessuale da modificare: affermare il contrario è una informazione scientificamente priva di fondamento e foriera di un pericoloso sostegno al pregiudizio sociale. Citando l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’omosessualità è soltanto una “variante naturale del comportamento umano”; è peraltro ampiamente dimostrato che i tentativi di “conversione” dell’omosessualità in eterosessualità non solo falliscono, ma anche segnano, e spesso gravemente, le condizioni psichiche di chi vi si sottopone“.

Solo negli ultimi dieci anni è stata fatta luce sulle problematiche insite in questo tipo di cure, mettendo in evidenza che le suddette terapie possono portare a mancanza di desiderio sessuale, depressione, ansia e, in alcuni casi, anche a pensare al suicidio. Insomma, non solo le terapie di conversione non “curano”, ma peggiorano la situazione.

Sono stati comuqnue molti i tentativi di disorientamento scientifico, come quello di Robert Spitzer nel 2003, che poi chiese pubblicamente scusa al mondo Lgbt per le sue affermazione. E’ ormai dal 1973 invece che l’omosesualità è stata eliminata dall’elenco delle malattie psichiatriche, ma ancora ogni tanto si percepisce il tentativo di comprenderne la causa. Il problema è che la causa è proprio nella Natura dell’uomo. Ammettere la differenza come segno di distinzione, come cifra irripetibile di ogni uomo che stringe l’umanità in un mosaico straordinario, è il principio dal quale può partire una reale comprensione di questo “problema”, come di molti altri.

Sfortunatamente non ci si focalizza abbastanza su quello che è il vero problema: che l’omofobia, e non l’omosessualità, è una malattia vera!

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