Matt Jarvis posa su Attitude per combattere l’omofobia nel calcio

Matt Jarvis, ala sinistra nel West Ham, eterosessuale e sposato, insiste che sarebbe giunta l’ora che un calciatore gay si senta abbastanza tranquillo da poter uscire allo scoperto e crede che questo potrebbe aiutarne le prestazioni… In campo.

Jarvis segue le orme di David Beckham e Freddie Ljungberg ed è il terzo calciatore a posare sulla copertina di Attitude, il gay magazine inglese più venduto; è convinto che l’omofobia non sarebbe, in caso di coming out, un problema così grave: “vita di tutti i giorni” dice lui. “Non creerebbe sconvolgimenti. In generale, sono sicuro che ci sono molti calciatori gay, ma se decidono di venire allo scoperto e dichiararsi, certo è tutta un’altra storia. In tal caso, sono certo che ci avrebbero pensato su moltissime volte. Ma è difficile per loro“.

Alla domanda se essere dichiarato potrebbe aumentare le prestazioni in campo di un giocatore, Jarvis risponde: “Direi di sì, perché (se non sei dichiarato, ndr) hai sempre qualcosa che ti preoccupa nel retro della mente. Se puoi invece farne a meno e concentrarti sul tuo obiettivo, qualunque sia il tuo sport ed esprimendoti al meglio delle tue possibilità, credo che aiuterebbe, assolutamente sì“.

Justin Fashanu, il primo calciatore di colore da 1 milione di sterline, fu un famoso caso di coming out, nel 1990, ma ben presto diventò vittima di pesanti maltrattamenti e si tolse la vita otto anni dopo; da allora, il solo altro giocatore dichiaratosi è Anton Hysen, difensore dell’Utsiktens BK e giocatore della nazionale svedese under 17. Senza dimenticare il caso del calciatore tedesco che nel Settembre scorso ha suscitato diverse discussioni nell’opinione pubblica.

Malgrado secondo alcuni sia meglio non esternare la propria omosessualità nel calcio, opinione espressa tempo fa anche da Thomas Hitzlsperger. Jarvis, comunque, crede che un giocatore gay, oggi, qualora decidesse di uscire allo scoperto, riceverebbe un supporto trasversale nel mondo del calcio: calciatori, tifosi, membri della PFA (Associazione Calciatori Professionisti).

L’editore di Attitude, Matthew Todd, è di parere ben diverso: ritiene infatti che esista un problema tra calcio e omofobia e che questa vada combattuta come si fa con il razzismo: “E’ ridicolo che non ci siano calciatori dichiarati nel calcio professionista“, dice. “Ci si è giustamente concentrati a sradicare il razzismo, ma pare che contro l’omofobia non si facciano molti sforzi… Sappiamo che ci sono calciatori gay – e tifosi che li sostengono religiosamente -, perciò spero che questo dia adito a una discussione ed è un piccolo passo nella giusta direzione“.

L’esempio di Matt Jarvis arriva poco tempo dopo il supporto orgogliosamente mostrato da un altro campione sportivo, Ben Cohen, ex giocatore di rugby, che aveva pubblicato sul suo profilo Facebook un’immagine di sè stesso con un grembiule arcobaleno e la scritta “Gay Icon”.

[nggallery id=42]

You may also like