mercoledì 6 maggio 2015

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Noi siamo infinito: un film garbato sull’adolescenza, la diversità e la libertà

NOI SIAMO INFINITO

NOI SIAMO INFINITO

Il film Noi siamo infinito, che è uscito nelle sale italiane lo scorso 14 febbraio, costituisce la riuscita trasposizione cinematografica del romanzo epistolare cult Ragazzo da parete di Stephen Chbosky del 1999 (il titolo originale del libro è The Perks of Being a Wallflower, letteralmente “I benefici di fare tappezzeria”).

Tredici anni dopo la sua pubblicazione, l’autore ripropone la stessa storia in pellicola, in qualità di regista e di sceneggiatore del film. E non è certo un caso che questo film sia scritto particolarmente bene, con alcune battute che meritano di essere ricordate.

Nel 1991, Charlie – il protagonista del film interpretato dal bravissimo Logan Lerman  – fa il suo ingresso nella scuola superiore. È un sedicenne timido e introverso, un nerd diremmo oggi, di quei ragazzi cioè che passano più tempo a leggere e a scrivere che a socializzare con gli altri coetanei.

Il giovane, che è al contempo un eroe e un antieroe, vive grosse difficoltà ad integrarsi con gli altri adolescenti perché è affetto da un disturbo della personalità che lo spinge, di tanto in tanto, ad evadere dalla realtà per rifugiarsi in un mondo tutto suo. Charlie ha sul cuore il peso di traumi infantili che qui non vogliamo svelare per non togliervi il piacere di vedere questo film dalla trama piuttosto articolata.Una clip del film noi siamo infinito Nell’odiato liceo, il protagonista incontra Sam, interpretata da Emma Watson, e il suo fratellastro gay Patrick, interpretato da Ezra Miller (giovane promessa del cinema americano che alla rivista The Advocate si è dichiarato “queer e non gay”). La giovane accoglie Charlie con una battuta che dà per intero il senso dell’amicizia tra tre ragazzi fondamentalmente liberi, diversi e soprattutto coraggiosi: “Benvenuto sull’isola dei giocattoli difettosi.” Grazie a Sam e a Partick, che sono all’ultimo anno di liceo, il nostro incomincia ad assaporare la vita, affrontando parallelamente i fantasmi che ha dentro: si droga, bacia Sam e finisce con l’innamorarsene, frequenta Patrick che parla apertamente di sessualità ed in particolare della propria omosessualità. In breve tempo, Charlie cambia e, da ragazzo timido e impacciato, diventa un “sexy adolescente”, prendendo perfino parte ad una rappresentazione teatrale del Rocky Horror Picture Show.

Noi siamo infinitoIn questo film garbato nei toni e forte nei contenuti, che tra l’altro mette parecchia carne a cuocere nel racconto delle adolescenze difficili degli anni Novanta, molto spazio viene opportunamente dedicato al tema dell’omofobia nella scuola e in famiglia. Patrick vive una relazione segreta con uno dei ragazzi della squadra di football. A causa della sua omosessualità dichiarata, i compagni di scuola lo prendono in giro apostrofandolo in continuazione con il soprannome di Niente. Anche il suo amante segreto – vero antieroe del plot filmico – fa parte del coro di quanti lo prendono in giro, fino a quando il padre non li scopre e lo picchia selvaggiamente. La reazione di Patrick è fantastica, perché invece di sottostare alle vessazioni degli altri, reagisce facendo a pugni con il suo ex e i suoi amici. Il messaggio veicolato è significativo: nessun amore, neanche il più grande, può calpestare la dignità di essere gay.

enmma-246372E, d’altra parte, proprio l’amore è un altro tema forte di Noi siamo infinito. Il prof. di Letteratura di Charlie (un Paul Rudd, come sempre, bello e bravo) spiega al suo pupillo che nella vita “accettiamo l’amore che pensiamo di meritare.” La crescita interiore dei tre giovani infatti passa anche attraverso esperienze amorose fallimentari ma fondamentali poiché insegnano loro a districarsi nei meandri delle emozioni. Arriva poi il momento in cui i tre amici devono salutarsi e Charlie ricade in una delle sue crisi nervose finendo in ospedale dove una psicologa gli fa dono di un altro asset fondamentale per crescere: “Noi non possiamo cambiare da dove veniamo, ma possiamo decidere dove andare.” Il giorno della consegna dei diplomi Patrick si prende la sua rivincita sugli ex compagni di scuola, esibendo un cappello sui cui c’è scritto semplicemente: Nothing hates you (Niente vi odia).

Dopo neanche due mesi, Patrick e Sam fanno ritorno in città e portano il loro giovane amico in giro con il mitico pick up di tante scorribande dell’ultimo anno trascorso insieme. Mentre attraversano un tunnel, Charlie si alza in piedi, ripetendo un’abitudine che era stata di Sam, e recita la battuta di chiusura che ne racchiude per intero il senso: “In questo momento, siamo vivi. E, ve lo giuro, in questo momento noi siamo infinito.

Le canzoni, che fanno da colora sonora, sono stupendamente vintage e rappresentano un’altra ottima ragione per andare a vedere questo film.

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