domenica 5 luglio 2015

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Omosessualità: nel calcio meglio tenerla nascosta?

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Si chiamava Justin Soni Fashanu, fu il primo calciatore professionista a dichiarare la sua omosessualità. Questo avveniva nel 1990. La carriera del britannico ebbe una rapida discesa da quel momento in poi: fu rinnegato da amici e parenti e lentamente prese campo una forte depressione che lo portò fino al suicidio.

Questa storia la dice lunga su quanto un giocatore possa aver paura che la sessualità pregiudichi la propria carriera. Non sembrano quindi infondate le accuse, mosse da personaggi quali Alessandro Cecchi Paone e Paolo Colombo, secondo i quali molti sportivi gay si nasconderebbero dietro falsi fidanzamenti o matrimoni. Lo stesso Cecchi Paone aveva presentato non molto tempo fa un volume con i segreti inconfessabili del mondo calcistico e si era lasciato andare a continui riferimenti di gay nelle partite di serie A.

Tuttavia alcuni calciatori comprendono quanto il proprio esempio possa essere importante per tutti i giovani e le giovani che trovano difficoltà ad accettare la propria sessualità. Proprio mentre grandi nomi dello sport si schieravano contro il coming out (Hitzlsperg sconsigliava di farlo e diversi procuratori delle società di calcio hanno proibito ai giocatori gay in Inghilterra di farlo), ecco che il ventunenne svedese Anton Hysen rivelava la propria omosessualità. Dalla sua “uscita dall’armadio”, racconta ad un’intervista a Vanity Fair, ha dovuto superare un primo periodo difficile per colpa degli schiamazzi in arrivo dalle tribune. Successivamente ha ricevuto soltanto sostegno da parte dei suoi colleghi e dei suoi tifosi.

Sempre nel 2011 faceva coming out anche David Testo. La sua testimonianza rivela però che i pregiudizi degli anni novanta non sono ancora terminati. Il calciatore statunitense ha infatti rivelato a SBNation che la sua carriera ha subito un rapido arresto dal giorno in cui ha rivelato di essere gay. Tuttavia, Testo spiega di essere molto contento del passo fatto, perché lo ha ritenuto necessario per poter essere effettivamente sé stesso. Nella stessa intervista afferma di sperare che un giorno qualche pezzo grosso del calcio riveli la propria omosessualità aprendo la strada a molti altri.

Attualmente non mancano situazioni in cui l’omosessualità è ancora ritenuta fonte di denigrazione, emblematico il caso del calciatore Jose Enrique, accusato di essere omosessuale per uno sbiancamento ai denti dal compagno di squadra Suso. Forse è anche per questo che alcuni giocatori, come ad esempio Anders Lindegaard del Manchester United , hanno fatto richiesta ai calciatori ancora “in the closet” di uscire allo scoperto perché “le persone gay hanno bisogno di un eroe”.

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