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Barry Jenkins: Moonlight

Come di consueto, i primi mesi dell’anno sono ricchi di novità sul grande schermo. Con l’approssimarsi della consegna dei Golden Globe, e poche settimane dopo degli Academy Awards, l’interesse per i film in uscita si fa sempre più intenso e frenetico.

Film lgbt del 2017: I am Michael

Tra le pellicole legate in qualche modo al mondo LGBT c’è senza dubbio la controversa “I am Michael”, nella quale il regista statunitense Justin Kelly racconta la vicenda di Michael Glatze, e della sua trasformazione da attivista per i diritti dei gay a pastore fondamentalista. Interpretato da James Franco, il protagonista passa attraverso varie fasi della sua vita. Il film inizia con Michael fidanzato con un ragazzo e giornalista attivo nel mondo LGBT, e lo segue nella sua crisi, che lo porta al buddhismo, ad abbracciare la fede religiosa e perfino a sposare una donna. Sarà di certo un’opera che farà molto discutere.

Film gay del 2017: Tom of Finland

Anche Tom of Finland, diretto da Dome Karukoski è destinato a far parlare molto di sé. Il regista narra la vita di Touko Lavio Laaksonen, il più famoso disegnatore gay al mondo, morto nel 2011. I fumetti di Laaksonen, che usava lo pseudonimo di Tom of Finland, erano caratterizzati da uomini superdotati, vestiti in pelle, con muscoli enormi. La sua visione del gay ha cambiato il concetto dell’omosessuale effeminato, portando una vera e propria rivoluzione nell’ambiente LGBT. Sarà un attore finlandese sconosciuto al grande pubblico: Pekka Strang, interprete e regista teatrale, a dare il volto al fantasioso artista.

Rupert Everett: The Judas kiiss

Il 2017 porterà anche l’esordio alla regia di Rupert Everett, uno dei primi divi ad ammettere molti anni fa la propria omosessualità. Per la sua prima opera dietro la macchina da presa, Everett ha scelto un racconto di Oscar Wilde, nel quale si narrano gli ultimi anni del grande scrittore. La pellicola è molto attesa in tutta Europa, anche per il cast, che si annuncia di primissima qualità. Everett ha infatti chiamato a collaborare al suo progetto attori del calibro di Béatrice Dalle, Miranda Richardson, Emily Watson, Colin Firth e Tom Wilkinson. Il film prende il titolo dal racconto di Wilde: The happy prince, ed è stato girato tra Italia, Belgio e Germania.

Barry Jenkins: Moonlight

Moonlight, diretto da Barry Jenkins, sarà uno dei film presenti alla notte degli Oscar e a quella dei Golden Globe, dove partirà tra i favoriti. E’ la storia di un ragazzo di colore, che subisce attacchi dai bulli in giovane età e che cresce in una famiglia problematica, e da adulto si innamora del suo migliore amico.

chiamami con il tuo nome

Molto interessante si preannuncia Call me by your name, tratto da un romanzo dello scrittore americano André Aciman, e portato sullo schermo dal regista italiano Luca Guadagnino. La vicenda è ambientata in una città sul lago di Garda a metà degli anni ’80, e vede protagonisti un ragazzo  italiano e un giovane professore di New York, amico di suo padre. La passione che nasce tra i due cambia completamente quell’estate e le loro vite, e per molti anni li condiziona nelle scelte che compiono.

una famiglia

Rimanendo nel nostro paese, c’è molta curiosità anche per il secondo film di Sebastiano Riso, giovane regista siciliano, dal titolo “Una famiglia”.Della trama non si sa molto, perché Riso ci tiene a svelare solo pochi indizi. Ma si sa che la protagonista sarà Michaela Ramazzotti, la quale aveva già collaborato con lui nel suo primo film “Più buio di mezzanotte”. Sarà una pellicola corale, ambientata nella periferia romana, e affronterà temi di grande attualità.

Il 2017 sarà dunque un anno ricco di novità al cinema, per il mondo LGBT ma non solo. E altre sorprese, ne siamo certi, ci attendono in occasione dei festival più importanti dell’anno.

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terme di budapest

Dove trascorrere una vacanza gay in inverno? L’Europa offre molte mete, anche al di fuori delle città più conosciute.

Sicuramente uno dei paesi più interessanti da visitare è l’Olanda. E’ una nazione molto all’avanguardia, da sempre tra le più moderne. Basti pensare che già nel 1811 aveva già decriminalizzato lì omosessualità, e che è stata la prima al mondo a legalizzare i matrimoni gay.

Rotterdam

Viaggi gay d'inverno: Rotterdam

Quando si parla di Olanda viene subito in mente Amsterdam, meta di molti giovani europei.  Ma Rotterdam è di certo una città da visitare, per un viaggio gay in inverno. Rotterdam è chiamata “la città verticale”, per i tanti grattacieli che caratterizzano la sua sky line. E’ un luogo ricco di vivacità, cultura e divertimento, con negozi alla moda, musei e locali per ogni gusto.

Sono molte le cose da vedere a Rotterdam ,a partire dal ponte Erasmo, che collega la città da nord a sud, e dal Fotomuseumè, il museo dedicato alla fotografia, con al suo interno un percorso interattivo.

Molto caratteristica è la via degli artisti, dove i giovani si incontrano per bere in uno dei tanti bar, o per fare shopping. Qui si trovano negozi di tendenza, gallerie d’arte e locali aperti fino a tardi.

E per vedere Rotterdam in modo suggestivo, è consigliabile fare un giro sullo Spido, il moderno battello che compie un tour tra i canali.

Reykjavìk

Le mete invernali per una vacanza gay-friendly - Notizie gay

Un’altra città interessante per una vacanza gay è Reykjavìk, capitale dell’Islanda.  E’ un  luogo assai grazioso, con paesaggi meravigliosi, ricco di piscine naturali, cascate e immense distese verdi. Ma a

Reykjavìk si trovano anche moltissimi locali notturni, dove scaldarsi con buona musica e magari fare qualche nuova conoscenza. E per un’esperienza davvero unica, è possibile immergersi in un bagno di vapore, grazie all’acqua calda che emerge dal sottosuolo. Il bagno geotermale è un’usanza diffusa tra gli abitanti della città. Reykjavìk insomma è un luogo adatto al relax, al divertimento e al romanticismo.

Budapest

budapest viaggi gay

Un’altra capitale europea da scegliere per una vacanza LGBT è Budapest, in Ungheria. Definita “la Parigi dell’est”, Budapest è divisa in due dal Ponte delle Catene, e da altri ponti molto noti tra i turisti. Unadelle mete più interessanti è sicuramente il Museo di Belle Arti, dove si trovano opere di ogni epoca e stile. Anche il parco delle Statue merita una visita: qui c’è una vera e propria storia artistica delle guerra fredda. Ma Budapest è famosa anche per le sue terme, fondate dai romani e ancora oggi molto frequentate.

terme di budapest

Tipici della città ungherese sono anche i “Ruins pub”, locali nati sulle rovine di vecchi edifici, e trasformati in discoteche o pub, dove sono soliti incontrarsi i giovani ungheresi e quelli provenienti dal restod’Europa. Sarà davvero romantico fare un viaggio gay tra questi luoghi antichi e moderni allo stesso tempo.

Bruxelles

guida gay bruxelles

Tra le mete da scegliere in inverno c’è anche Bruxelles, sede del Parlamento Europeo. E’ un luogo ricco di vita e molto adatto ai turisti più giovani. A Bruxelles si può visitare l’Atomium, il monumento checontraddistingue la città, e dal cui ristorante è possibile ammirare il panorama sottostante. Altra visita che vale la pena di fare è quella all’Europa in miniatura, dove il continente è rappresentato con la sua storia artistica e i suoi paesaggi.

La città vecchia di Bruxelles è una meta da mettere nel viaggio, per la sua architettura gotica e per i suoi tanti bar. Ma la capitale belga è famosa anche per le sue boutiques del cioccolato, e per le suebirrerie. La scelta di birre è davvero molto vasta e soddisfa tutti i gusti.

Davvero suggestive sono le stazioni della metro a Bruxelles, tutte decorate da artisti con disegni che le rallegrano e danno loro un aspetto colorato.

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Il “transitioning” o “cambio sesso” è un fenomeno di cui in Italia, da poco abituatasi al mondo gay, si sa ancora poco o nulla. Chi non ha la fortuna di conoscerli personalmente – perché il più delle volte sono esattamente come c’insegna Almodòvar – pensa che i tanto vituperati trans siano creature mitiche non molto diverse dai centauri. Poi, però, arrivano figure come Vladimir Luxuria o Caitlin Jenner, con i loro tailleurini bon ton e la messa in piega perfetta, a mischiare le carte in tavola rivendicando il loro diritto ad un’esistenza non soltanto normale ma addirittura borghese. Ma cosa vuol dire esattamente “cambiare sesso”? Perché alcuni rimangono ibridi a vita e altri fanno il passo decisivo? C’è un tempo giusto per cambiare? Ecco qualche risposta direttamente da Reddit e Cosmopolitan US per il primo appuntamento di un tema ancora tutto da approfondire. Stay tuned.

E se poi te ne penti?

La World Professional Association for Transgender Health, l’associazione mondiale per la salute transgender, ha tracciato le linee guida per un sostegno psicologico, medico e chirurgico corretto durante la trasformazione. Affiancare a questo processo il percorso con un psicologo è fondamentale. Ecco perché chi vi ricorre non si pente del cambiamento nel 92% dei casi.

E’ pericoloso?

Secondo una recente ricerca scientifica olandese, cambiare sesso durante durante la pubertà dal punto di vista psicologico non è pericoloso, o almeno non tanto quanto lo sarebbe per un qualsiasi adolescente cisgender con problemi di identità di qualsiasi natura. Anche se i dati dei tentativi di suicidio nella comunità trans internazionale sono preoccupanti: ben il 40%.

Qual è il momento giusto?

Fisicamente parlando, prima si cambia sesso, meglio è. Dai 9 ai 13 anni si possono assumere farmaci “bloccanti” della pubertà per poi cominciare la terapia ormonale sostitutiva a 16 anni ed effettuare un eventuale intervento chirurgico a 18, secondo gli standard attuali.

I costi

Cambiare sesso è costoso, ma si può stipulare una polizza assicurativa a copertura del grosso delle spese. Non solo. Il Servizio Sanitario Nazionale prevede delle terapie per cui bisogna solo pagare il ticket. Le operazioni chirurgiche arrivano fino a 20.000€, le cure ormonali sostitutive, a cui sottoporsi a vita, hanno invece un costo mensile variabile dai 5 agli 80€.

I dovuti controlli

A seguito dell’intervento chirurgico, i trans necessitano di visite mediche specifiche, ovvero di ginecologi/andrologi specializzati in questo tipo di supporto. Una neo-donna, ad esempio, non deve fare il PAP test bensì la mammografia e l’esame della prostata, che non viene rimossa nonostante la vaginoplastica. Viceversa i neo-uomini, che dovranno fare prevenzione al seno come donne “normali”, specie se hanno casi di cancro al seno in famiglia.

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Il 2016 è stato un anno grandioso per Osvaldo Supino: la vincita come primo italiano ai Los Angeles Film Indipendent Music Awards, il suo concerto a Miami con Iggy Azalea davanti a 150.000 persone, le ottime recensioni per il singolo e videoclip di ‘Infinity’ e la chiusura del tour Europeo a Copenaghen. Tanti i rumors su di lui quest’anno: la sua partecipazione come tronista a “uomini e donne”, l’incontro con James Franco, e la storia d’amore con il co-protagonista dei suo video. Mentre il cantante italiano indipendente più amato e seguito in rete, è al lavoro per il suo prossimo album in arrivo nel 2017, ecco una gallery di tutti i suoi scatti più hot del 2016.

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Simona Deidda (di Domusnovas) e Stefania Mocci (di Quartucciu) si sono unite civilmente il 1 ottobre a Domusnovas, un Comune di 6.254 abitanti in provincia di Carbonia Iglesias nel sud della Sardegna. A celebrare il rito, leggendo alla coppia i commi dell’articolo 1 della Cirinnà (la legge 76 del 2016), fu il sindaco Massimo Ventura.

La trasmissione Stato Civile di Rai3 ha dedicato loro parte della prima puntata, ritrasmessa il 26 dicembre. Da quel giorno la coppia sarda è stata vittima di cyberbullismo con pesanti minacce ed insulti omofobi e di attacchi mediatici da personaggi come Mario Adinolfi, perché la figlia di Stefania, Desireè di 12 anni, avuta da un precedente matrimonio, vive con le due donne in quella che orgogliosamente la coppia chiama “famiglia arcobaleno”. Hanno dovuto anche bloccare il profilo twitter Husteron proteron che aveva il logo de Il Popolo della Famiglia.

“E’ inquietante – sostiene il presidente nazionale Mario Marco Canale di Anddos – la notizia riportata ieri da Adnkronos sollevata dal quotidiano PRIDE Online che denuncia le incredibili minacce sul web ricevute da Simona e Stefania, una coppia protagonista della trasmissione “Stato Civile”. Il discorso d’odio sul web è una delle ultime frontiere che ci troviamo ad affrontare nella lotta alle discriminazioni, come dimostra anche il recente incontro con associazioni ed istituzioni promosso dal ministro Orlando. Le parole sono pietre: “urlare” sui social a due persone che andrebbero fucilate per la loro omosessualità è il modo migliore per generare sofferenza e per armare la mano dei violenti. L’Italia ha bisogno di riprendere seriamente un dibattito sulle discriminazioni e sull’estensione della legge Mancino-Reale anche all’omo-transfobia, superando la proposta limitata e inefficace che giace da tre anni in Senato. La libertà di espressione è per noi un valore inestimabile, così come lo è anche il diritto di ogni persone di vivere, liberamente, la propria identità, la propria vita, i propri amori. Tra la libertà di parola e l’incitazione all’odio, il diritto internazionale, le Nazioni Unite e l’Unione Europea hanno stabilito da tempo un confine ben preciso. Nel nostro Paese, come in pochi altri ormai del mondo che può definirsi democratico, si fa fatica ad applicare questo concetto anche al discorso d’odio contro le persone LGBTI. Ribadiamo, pertanto, la nostra disponibilità a collaborare con il ministero della Giustizia per monitorare con attenzione l’impatto del discorso d’odio omofobo sulla nostra base associativa e sulla comunità LGBTI. Per la prima volta, infatti, il ministero ha mostrato di voler affrontare il tema del discorso d’odio dal punto onnicomprensivo dei diritti umani, includendo quindi il razzismo, il sessismo, le discriminazioni culturali e religiose e l’omotransfobia. Confidiamo, quindi, anche in un impegno del ministro per riaprire un percorso politico che muova in questa direzione”.

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Taipei - Taiwan - Viaggi gay

momondoManca meno di un mese al Natale e le vacanze ancora da prenotare. Per chi parte per il piacere di scoprire nuove culture e chi viaggia per trovare un momento di relax staccando dalla frenesia quotidiana, Momondo, disegna un’interessante panoramica delle destinazioni gay-friendly più ambite del momento. Forse non tutti lo sanno ma da Oriente a Occidente, infatti – passando dalle temperature più tiepide dell’America Centrale fino a quelle più rigide del Canada – ci sono 5 località che si stanno distinguendo per un vivace fermento culturale LGBT che le rende assolutamente uniche e originali.

 Taipei – Taiwan

Taipei - Taiwan - Viaggi gay

La moderna Taipei offre senza dubbio una delle scene gay più vibranti dell’Asia. Qui il clima tropicale, l’ottimo cibo e lo shopping all’ultima moda si combinano con una vita sociale attiva e coinvolgente, regalando così un contesto all’avanguardia e progressista, anche dal punto di vista legale. Taiwan potrebbe essere infatti a stretto giro il primo paese asiatico a legalizzare il matrimonio omosessuale. A Taipei troverete musei, ristoranti fusion, mostre d’arte, templi buddisti, mercatini notturni ed esclusivi centri commerciali con ampio assortimento delle migliori marche. E per tutti gli amanti della notte, la Yanji Street è dove si trovano tutti i migliori nightclub gay della città tra cui La Boca e Abrazo.

Lima – Perù

Lima Peru - Viaggi gay

Anche se con una comunità gay ancora ridotta rispetto ai 9 milioni di abitanti totali, la capitale del Perù sta vivendo una progressiva trasformazione guidata da una serie di spazi gestiti da e rivolti alla comunità LGBT. Un esempio è Miraflores, un’area facoltosa e vivace a sud del centro che, combinando tradizione e modernità, gode di un fascino particolare e unico. Vecchie case coesistono con più nuovi edifici e alberghi, in un susseguirsi di bar e ristoranti dove è possibile gustare buon cibo e godersi un piacevole caffèE secondo Momondo una tappa obbligata è il Parco dell’Amore, un’area verde dedicata all’amore e ispirata a Gaudi che si trova su una suggestiva scogliera, dove è possibile passeggiare.

Città del Messico – Messico

Vacanze gay: ecco 5 mete per le vacanze di Natale da non perdere - Notizie gay

Città del Messico, che si configura come una delle città più gay-friendly dell’America centrale, rappresenta una meta ideale per tutti coloro che vogliono trascorrere una vacanza frizzante, respirando l’aria calda e coinvolgente fatta di colori vivaci, persone accoglienti, musica contagiosa e una cucina inimitabile. Affascinante e funzionale conta ormai 20 milioni di abitanti, che la rendono così una delle città più popolose del continente americano. Se lo Zocalo è il cuore culturale e storico della città, la Zona Rosa può essere identificata come il fulcro della comunità LGBT. Il quartiere che è uno dei più moderni e turistici offre una vasta scelta di ristoranti, boutique, alberghi e gallerie d’arte che lo rendono così non solo un centro di divertimento ma anche di tutto il tempo libero della capitale. Da non perdere le serate per sole donne, del Cabaretito e del Kinky Bar, dove le donne entrano gratis ogni giovedì.

Göteborg – Svezia

goteborg - viaggi e destinazioni gay friendly

La seconda città più grande sulla costa del Mare del Nord offre ai turisti una scena culinaria e gastronomica d’eccezione, unitamente allo shopping di tendenza e al fermento musicale che attraversa differenti generi. Questa trendy città universitaria è perfetta per tutti i viaggiatori LGBT da soli o in coppia: la zona centrale è vivace e compatta, facilmente raggiungibile e visitabile anche a piedi. Da non dimenticare nel proprio tour Avenyn, il viale più famoso della città, fiancheggiato da negozi e ristoranti, e Haga l’ex area industriale ora centro nevralgico della città più hipster. Per chi desidera infine vivere un’esperienza tipica in un club gay la meta ideale è il Gretas, il più vecchio locale del genere.

Whistler & Blackcomb – Canada

Vacanze gay: ecco 5 mete per le vacanze di Natale da non perdere - Notizie gay

Per chi ama le basse temperature e gli scenari imbiancati  Whistler e Blackcomb sono  la meta ideale, con una vasta offerta di attività giornaliere e notturne, per tutti i turisti LGBT. È la mecca dello sci nordamericano e per goderne appieno, occorre trattenersi almeno una settimana. È perfetta per chi desidera una vacanza dinamica all’insegna dello sport e del contatto con la natura, ma rappresenta anche una meta consigliabile per le coppie che vogliono godersi un romantico soggiorno in uno degli hotel di lusso o in una delle tipiche costruzioni di legno. Il paesino pedonale sembra una casa delle bambole, con orsi e cervi simili a giocattoli di plastica e percorsi innevati che sembrano panna montata su un enorme gelato. L’ideale è visitarlo dopo un’intensa giornata sugli sci, sullo snowboard o sui percorsi per il trekking, godendo della famosa ospitalità canadese. Tanti sorrisi, tanta Lifty Lager, tanti selfie scattati sui circuiti olimpici, per un’esperienza indimenticabile.

VIA | Momondo

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vacanze gay montagna sciando

E’ finita da pochi mesi la stagione dei last minute sulle spiagge, ed ecco che già si inizia a pensare a dove andare per trascorrere una vacanza gay sulla neve.

L’appuntamento più interessante è di certo quello organizzato da Gbreak, giunto ormai alla sua dodicesima edizione che si terrà al Passo del Tonale dall’8 al 11 Dicembre 2016.

Il Viaggio Evento Gay sulla neve ha scelto il Grand Hotel Miramonti che ospiterà in esclusiva tutti i partecipanti alla vacanza. Il programma di 4 giorni prevede una serie di attività: sport invernali, aperitivi e fantastiche serate in discoteca.

Un’altra meta interessante per una vacanza gay potrebbe essere la Svizzera, che si trova a poche ore di viaggio e che è una nazione gay friendly ormai da anni. Vicino Zurigo si può sciare o praticare altri sport invernali durante il giorno, e la sera scatenarsi in uno dei tanti locali gay della città: il “Cranberry”, il “Labyrinth” e molti altri, che offrono buona musica e la possibilità di fare incontri interessanti.

Se si vuole andare un po’ più lontano, si può scegliere come meta l’Estonia, che possiede ottimi impianti sportivi per sciare e per praticare snowboard. Il paese è ricco di posti da visitare, e anche di locali gay e hotel gay friendly.

Molto interessanti sono anche le offerte per una vacanza gay in Bulgaria e in Slovenia. Restando in Italia, in Alto Adige è possibile trovare parecchie strutture gay friendly,  specialmente a Bolzano e dintorni.

Partire in questo periodo è conveniente dal punto di vista economico, e non fa ancora troppo freddo. Perciò, è un ottimo momento per una vacanza gay.

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Manca solo un mese e mezzo alla festa più divertente dell’anno. Passare il Capodanno a Barcellona è sicuramente uno dei modi migliori di salutare l’anno vecchio, perché la città catalana offre varie alternative per gruppi, coppie e singles.

Il viaggio

A Barcellona si può decidere di andare in macchina, attraversando la Francia e facendo qualche sosta lungo il tragitto. Questo però porta via tempo, per ottimizzare il tempo a disposizione e festeggiare al top il vostro Capodanno a Barcellona l’aereo resta il mezzo più veloce, e si può approfittare di molte offerte disponibili, dai last minute ai pacchetti appositi per le festività di fine anno relativi ai voli per Barcellona.

Dove alloggiare

Tra tutte le città della Spagna, Barcellona è decisamente quella più vicina alla comunità LGBT. La scelta è ampia, a seconda delle esigenza e delle disponibilità economiche, è facile trovare gli hotel gay friendly  di Barcellona. Si consiglia di non perdere tempo, e prenotare il prima possibile, per poter scegliere il meglio.

Cerca Hotel gay friendly a Barcellona

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Discoteche e club

Capodanno a Barcellona: Cosa Fare?

Se si desidera un Capodanno a Barcellona all’insegna del divertimento, sono tantissimi i locali che organizzano feste ed eventi musicali. Si va da quelli più semplici, a prezzi accessibili, a quelli che richiamano gente da ogni parte del mondo, che costano un po’ di più ma promettono una serata e una nottata indimenticabili.

Il cenone

Ristoranti, street food  e trattorie sono pronti a deliziare il palato di chi preferisce cenare per celebrare la fine dell’anno. Si può scegliere tra cene vere e proprie o assaggi stile aperitivo, cucina spagnola, catalana o internazionale. L’importante è prenotare per tempo, perché si rischia di non trovare il tavolo.

Festeggiare per strada

Un’alternativa più economica e davvero suggestiva è quella di trascorrere il Capodanno a Barcellona per strada. La temperatura di solito è mite e consente di restare fuori tutta la notte. Molta gente sceglie di uscire e di passeggiare per le Ramblas, dove ci sono eventi e spettacoli, oppure di arrivare in spiaggia e attendere l’anno nuovo davanti al mare. Anche sulla riva ci sono locali che organizzano serate di ballo, e magari si può decidere di fare un tuffo a mezzanotte.

Non resta che prenotare il vostro Capodanno a Barcellona, per essere certi che sarà fantastico.

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Durante la maratona elettorale della notte (italiana) tra martedì e mercoledì in vista della nomina del nuovo Presidente degli Stati Uniti, a Santa Monica è stato pestato a sangue un ragazzo omosessuale di nome Chris Ball. Il giovane, che si trovava in un bar al momento dell’aggressione, ha dichiarato di essere stato assalito da alcune persone sostenitrici di Donald Trump, che poi si è rivelato essere il futuro inquilino della Casa Bianca. Ball è stato contattato dalla testata Metro, e ha raccontato che nel bar in cui stava seguendo le ultime notizie relative alle elezioni si respirava un’atmosfera di notevole tensione tra i fan di Hillary Clinton e quelli del tycoon miliardario.

A un certo punto, alcuni uomini hanno cominciato a strillare e a inveire con insulti omofobi (sempre secondo il resoconto del ragazzo). Pare che qualche sostenitore di Trump, dopo aver capito che il candidato repubblicano sarebbe diventato il nuovo presidente, si sia rivolto con epiteti poco eleganti nei confronti di Ball, il quale ha preferito andare via, dopo essersi spaventato, per non subire conseguenze peggiori.

Così il giovane è uscito dal locale e si è avviato verso casa da solo: mentre stava camminando in strada, tuttavia, è stato fermato da un gruppo di sostenitori di Trump, che lo hanno aggredito. Ball è stato picchiato con violenza e ha dovuto fare i conti con le ferite riportate a causa di una bottiglia di vetro che gli è stata spaccata addosso. Il ragazzo ha perso immediatamente conoscenza; dopodiché, una volta recuperati i sensi, si è reso conto di sanguinare in modo piuttosto copiosa: a quel punto, agitato, ha contattato un suo amico, il quale si è subito precipitato da lui e lo ha portato in ospedale, in modo tale che potesse ricevere le prime cure del caso. La colluttazione, in effetti, si è rivelata piuttosto pesante, lasciando sul corpo di Chris le tracce di numerose ecchimosi; inoltre, per la medicazione delle ferite c’è stato bisogno di cinque punti di sutura.

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Che Donald Trump sia l’emblema del maschio eterosessuale volgare e attratto da qualsiasi donna gli passi di fianco è ormai acclarato: ma quale sarà la sua posizione nei confronti degli omosessuali? Questa è una delle preoccupazioni che la Cancelliera tedesca Angela Merkel ha manifestato, anche se in modo non esplicito, nelle sue dichiarazioni successive all’elezione del tycoon a presidente degli Stati Uniti. In effetti, dopo il successo del miliardario i leader di tutto il mondo si sono affrettati a congratularsi con lui, spesso dopo averlo criticato duramente in passato.

Frau Angela, invece, è andata contro corrente, e ha lanciato un avvertimento al neo-inquilino della Casa Bianca, sottolineando: «La Germania e gli Stati Uniti sono connessi dai valori della democrazia, della libertà e del rispetto per la legge e per la dignità umana, a prescindere dalle origini geografiche, dal colore della pelle, dalla religione, dal genere, dall’orientamento sessuale e dalle opinioni politiche. Metto a disposizione del prossimo Presidente degli Stati Uniti il desiderio di cooperare e di collaborare sulla base di questi valori».

Una dichiarazione che mette in evidenza, senza troppi giri di parole, come la Merkel non sia entusiasta dell’arrivo di Trump a Washington, anche a causa degli atteggiamenti e dei comportamenti che ha tenuto in passato. La sua attitudine discriminatoria nei confronti degli stranieri e delle donne, ma anche delle persone disabili, lascia facilmente immaginare quale potrebbe essere il suo pensiero a proposito degli orientamenti sessuali diversi dall’eterosessualità. Ma, ovviamente, prima di fasciarsi la testa è bene aspettare Trump alla prova dei fatti.

A questo proposito, in Italia Anna Paola Concia, esponente della comunità LGBT, aveva manifestato apertamente la propria preferenza per Hillary Clinton. Le cose non sono andate così, e se Trump è stato eletto è perché evidentemente anche una buona parte di omosessuali, di bisessuali e di transessuali si è schierata a suo favore. Certo, secondo le analisi degli esperti in molti, in questa tornata elettorale, hanno deciso di votare per il meno peggio in assenza di un candidato che potesse essere ritenuto migliore. Quali saranno le opinioni di Trump su gay e lesbiche? La sua amiciza con Putin non promette nulla di buono.

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