lunedì 27 aprile 2015

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Schermaglia all’Assemblea Nazionale sui matrimoni gay

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All’Assemblea Nazionale del 14 Gennaio scorso, i deputati UPM (Union pour un Mouvement Populaire), partito di opposizione, hanno lasciato la Commissione per gli affari sociali mentre si esaminava il disegno di legge del governo per consentire i matrimoni gay e le adozioni alle coppie dello stesso sesso. I membri presenti si sono rifiutati di partecipare ai lavori della commissione, lasciando l’aula come se niente fosse.

La richiesta da parte dell’UPM era che venisse fatto un referendum, proposta presentata con una dichiarazione firmata da Henri Guaino e Jean-Pierre Door. L’opposizione aveva avvertito che il dibattito in Assemblea sarebbe stato violento e ancora prima di cominciare i toni erano già caldi. Nel pomeriggio, durante la sessione tradizionale del governo, Henri Guaino ha chiesto “di indire un referendum per approvare la legge sul matrimonio per tutti” in tono declamatorio.

Henri Guaino, ex-consigliere di Nicolas Sarkosy, deputato UMP di Yvelines da giugno, ha ricordato innanzitutto il successo del movimento anti-uguaglianza riunitosi il 13 Gennaio scorso: “è stato un grande incontro delle famiglie e di singole persone venute da lontano. Loro portano il costo e la fatica di un viaggio, non volevano che si decidesse senza di loro“.

E continua con fervore: “Quando si tocca qualcosa di così profondo, da scuotere le coscienze, la democrazia richiede che sia la gente a parlare, e non che chi li rappresenta parli per loro. Il Presidente può decidere di sottoporre la questione a un referendum. La sinistra non può ignorare la manifestazione perché in piazza c’era la Francia e la tradizione impone di ascoltare quello che dice la strada. Noi abbiamo proposto degli emendamenti al contratto di unione civile per renderlo una valida alternativa al matrimonio“.

Nella confusione, l’opposizione grida “Referendum! Referendum!”. Il Ministro della Giustizia, Christine Taubira, respinge però l’idea di un referendum: “Signori, non insultate, vi ricordo il contenuto del articolo 11 della Costituzione, sulle questioni che possono essere definite dal Presidente della Repubblica“.

E’ comunque difficile che i socialisti accettino di indire un referendum: secondo un sondaggio di LH2 per Le Nouvel Observateur, i francesi sono per il 53% favorevoli ai matrimoni gay e per il 50% contrari all’adozione. Nuove manifestazioni si terranno nelle prossime settimane. I temi restano gli stessi: il matrimonio e l’adozione per tutte le coppie, così come la procreazione assistita per tutte le donne.

Malgrado la manifestazione del 13 Gennaio scorso, il Presidente Hollande ha annunciato la sua intenzione di proseguire nel disegno di legge a favore dei matrimoni gay, come evidenziato dal portavoce Najat Vallaud-Belkacem: “Il governo è totalmente determinato a realizzare questa riforma…si tratta di un passo avanti per tutta la società“.

E lo scorso 19 Gennaio si sono avute diverse manifestazioni a favore dei matrimoni gay da parte di associazioni in difesa dei diritti omosessuali e singoli sostenitori: a sfilare per le strade di alcune città francesi, come Marsiglia, Lione e Nantes, sono stati diverse decine di migliaia. A Tolosa, tuttavia, la situazione non è stata delle più felici, visto che un gruppo di individui si è avvicinato ai manifestanti insultandoli con slogan omofobi.

La data da segnare è quella di domenica prossima, 27 Gennaio, quando si terrà una nuova manifestazione a Parigi, stavolta in difesa dei matrimoni gay, su iniziativa della Inter-LGBT.

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