Sifilide: la lunga storia di una MTS molto pericolosa

Sifilide: immagini, sintomi, durata e cura

Sifilide: immagini, sintomi, durata e curaCosa vi viene in mente se si dice la parola sifilide? Probabilmente molte persone hanno già sentito questo termine ed i più sicuramente sanno che si tratta di una malattia da cui stare alla larga. In effetti questa malattia a trasmissione sessuale, che viene chiamata anche lue (dal greco) è una delle più invasive e difficili da combattere. La sifilide è causata da batterio Treponema pallidum e durante il suo attacco al corpo umano restituisce sintomi diversi che diventano sempre più fastidiosi nell’aggravarsi della malattia. Le principali cause di contagio sono i rapporti sessuali a rischio non protetti attraverso pratiche sessuali che riguardano il sesso orale, anale o vaginale.

Nel mondo omosessuale e soprattutto in alcune zone d’Italia (principalmente le grandi città) si ha avuto un vero e proprio boom di contagi di questa MTS.

Evitarla senza sapere se la persona con cui si sta avendo un rapporto sessuale è infetta, soprattutto senza usare protezioni come i preservativi è quasi impossibile. Il contagio avviene infatti, nel momento in cui le persone entrano in diretto contatto con le ferite che questa MTS crea nelle persone contagiate e che si formano soprattutto nell’area genitale. Queste lesioni spesso però sono quasi totalmente indolori e chi le possiede in molti casi non sa di essere stato contagiato precedentemente. E’ molto interessante pensare che questa malattia ha in realtà una storia molto lunga e che la sua cura è stata scoperta in maniera relativamente recente. Esistono varie teorie infatti che sostengono che la sifilide è comparsa per la prima volta in Europa dai marinai di Cristoforo Colombo di ritorno dalle Americhe. In Italia la prima epidemia ufficialmente registrata fu a Napoli nel 1495.

In quel periodo l’esercito di Carlo VIII risalì da Napoli verso il nord Italia diffondendo la malattia che da questa zona di Italia si diffuse poi in tutta Europa.
Da qui il nome mal francese, che veniva usato per parlare di questa patologia da parte del popolo, mentre in Francia veniva chiamato mal napolitain, dal luogo di partenza dell’epidemia.

Da quel momento la sifilide continuò a colpire praticamente in tutte le zone del mondo diffondendosi dalle Americhe e dall’Europa anche agli altri continenti fino a quando non si scoprì nel 1910 grazie allo scienziato Paul Ehrlich che un primo trattamento funzionante derivava dall’utilizzo del farmaco Salvarsan per poi passare all’utilizzo della penicillina ufficialmente nel 1943.

Diagnosticare la sifilide ancora oggi non è facile ed è per questo motivo che in molti paesi in via di sviluppo dove non si hanno ancora sistemi sanitari particolarmente efficienti ed avanzati, questa MTS colpisce e uccide ancora con numeri veramente alti.

Si conta che solo nel 1999 nel mondo ci sono stati 12 milioni di persone decedute per colpa della sifilide, delle quali il 90% nei PVS (paesi in via di sviluppo). Stamm LV (febbraio 2010). Global challenge of antibiotic-resistant Treponema pallidum. Antimicrob. Agents Chemother. 54 (2): 583–9. DOI:10.1128/AAC.01095-09. PMID 19805553.

Se si analizza l’incidenza di questa malattia, si nota che si ha un’incidenza maggiore di contagio soprattutto per gli utilizzatori di droga per via endovenosa e tra le persone che sono già sieropositive (non è mai inutile ricordare che sifilide e HIV sono MTS totalmente diverse e da non confondere mai).

Studi condotti negli Stati Uniti nel 2007 (Trends in Reportable Sexually Transmitted Diseases in the United States, 2007 in Center for Disease Control and Prevention) invece dimostrano come negli ultimi anni la sifilide colpisca soprattutto gli uomini e la prevalenza di effetti negativi portati da questa MTS nelle persone di sesso maschile sono dimostrati anche dal fatto che se non curata adeguatamente, questa patologia ha un tasso di mortalità tra l’8% e il 58%, che comporta una maggioranza di decessi soprattutto tra gli uomini.

Per essere sicuri di non ospitare nel proprio corpo la sifilide la cosa migliore è recarsi nel più vicino centro per le MTS presente nella propria provincia e chiedere un test del sangue o un esame visivo attraverso una microscopia che possa diagnosticare se si è infetti e nel casso lo si fosse, quali dei quattro stati si ha contratto.

Generalmente per quanto riguarda i contagi per via sessuale si entra in contatto con la sifilide primaria, riconoscibile anche da una lesione che a volte può comparire nel punto di contagio dai 3 ai 90 giorni dopo l’esposizione (in media 21 giorni), chiamata sifiloma che nella maggior parte dei casi è indolore e non molto visibile.

Per evitare però ogni possibile contagio e non piacevole situazione connessa a questa MTS è bene ricordare che il sesso sicuro utilizzando i condom e la conoscenza del proprio corpo e del corpo altrui sono il metodo principale per evitare danni che possono diventare anche molto seri alla nostra vita, che spesso si credono molto lontani da noi fino a quando all’improvviso non siamo noi i protagonisti in negativo di tante storie connesse alle malattie a trasmissione sessuale, ritrovandoci il più delle volte disorientati ed impreparati sul da farsi.

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