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Transitioning o cambio di sesso: cosa c’è da sapere

Il “transitioning” o “cambio sesso” è un fenomeno di cui in Italia, da poco abituatasi al mondo gay, si sa ancora poco o nulla. Chi non ha la fortuna di conoscerli personalmente – perché il più delle volte sono esattamente come c’insegna Almodòvar – pensa che i tanto vituperati trans siano creature mitiche non molto diverse dai centauri. Poi, però, arrivano figure come Vladimir Luxuria o Caitlin Jenner, con i loro tailleurini bon ton e la messa in piega perfetta, a mischiare le carte in tavola rivendicando il loro diritto ad un’esistenza non soltanto normale ma addirittura borghese. Ma cosa vuol dire esattamente “cambiare sesso”? Perché alcuni rimangono ibridi a vita e altri fanno il passo decisivo? C’è un tempo giusto per cambiare? Ecco qualche risposta direttamente da Reddit e Cosmopolitan US per il primo appuntamento di un tema ancora tutto da approfondire. Stay tuned.

E se poi te ne penti?

La World Professional Association for Transgender Health, l’associazione mondiale per la salute transgender, ha tracciato le linee guida per un sostegno psicologico, medico e chirurgico corretto durante la trasformazione. Affiancare a questo processo il percorso con un psicologo è fondamentale. Ecco perché chi vi ricorre non si pente del cambiamento nel 92% dei casi.

E’ pericoloso?

Secondo una recente ricerca scientifica olandese, cambiare sesso durante durante la pubertà dal punto di vista psicologico non è pericoloso, o almeno non tanto quanto lo sarebbe per un qualsiasi adolescente cisgender con problemi di identità di qualsiasi natura. Anche se i dati dei tentativi di suicidio nella comunità trans internazionale sono preoccupanti: ben il 40%.

Qual è il momento giusto?

Fisicamente parlando, prima si cambia sesso, meglio è. Dai 9 ai 13 anni si possono assumere farmaci “bloccanti” della pubertà per poi cominciare la terapia ormonale sostitutiva a 16 anni ed effettuare un eventuale intervento chirurgico a 18, secondo gli standard attuali.

I costi

Cambiare sesso è costoso, ma si può stipulare una polizza assicurativa a copertura del grosso delle spese. Non solo. Il Servizio Sanitario Nazionale prevede delle terapie per cui bisogna solo pagare il ticket. Le operazioni chirurgiche arrivano fino a 20.000€, le cure ormonali sostitutive, a cui sottoporsi a vita, hanno invece un costo mensile variabile dai 5 agli 80€.

I dovuti controlli

A seguito dell’intervento chirurgico, i trans necessitano di visite mediche specifiche, ovvero di ginecologi/andrologi specializzati in questo tipo di supporto. Una neo-donna, ad esempio, non deve fare il PAP test bensì la mammografia e l’esame della prostata, che non viene rimossa nonostante la vaginoplastica. Viceversa i neo-uomini, che dovranno fare prevenzione al seno come donne “normali”, specie se hanno casi di cancro al seno in famiglia.

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