sabato 23 maggio 2015

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Un poeta gay alla cerimonia di insediamento di Obama

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Il 20 gennaio ci sarà la cerimonia di insediamento del Presidente americano Barack Obama, che ricopre questo incarico per la seconda volta. Il Presidente Obama stupisce sempre per le sue idee, e l’ha fatto anche stavolta, scegliendo come poeta per l’inaugurazione del nuovo mandato Richard Blanco.

Infatti è tradizione che, durante la cerimonia in cui il Presidente eletto recita il giuramento di fedeltà al Paese, vi sia un poeta a recitare una poesia, scritta di proprio pugno o scelta tra quelle disponibili. Obama, per questa occasione così importante, ha scelto un poeta di origini cubane, giovane rispetto ai suoi predecessori, avendo difatti solo 44 anni e, dettaglio fondamentale, dichiaratamente gay.

Questa, infatti, è la prima volta in cui un poeta omosessuale viene scelto per questa occasione. La tradizione iniziò nel 1961 con il Presidente Kennedy, il quale invitò il poeta Robert Frost (1874-1963) che lesse “The Gift Outright” completamente a memoria. Dopo Frost, Bill Clinton designò Maya Angelou nel 1993 e Miller Williams nel 1997. Nel 2003, Obama invece invitò Elizabeth Alexander.

Secondo il neo Presidente, Blanco nelle sue poesie riesce a toccare il cuore dell’America, mostrando un sentimento di amore per un Paese che non è nemmeno il suo, essendo figlio di esuli cubani. Le opinioni sono delle più varie. Mary Karr, una poetessa che vive nello Stato di New York, si è dimostrata subito favorevole all’iniziativa, in quanto qualsiasi momento è valido per promuovere la poesia.

Di tutt’altra opinione è stato invece Jonathan Gallsi, poeta e direttore della casa editrice Farrar, Straus&Giroux, che ha detto “il rischio è diventi vuota e ingessata, non sono un fan della poesia ufficiale”. Il fatto che sia gay invece rispecchia una fase di cambiamento, una luce di speranza che fa capire a tutti, si spera, che l’omofobia può essere sconfitta. Un messaggio che riveste ancora più importanza in un momento critico per i diritti gay in Europa come quello che stiamo vivendo.

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1 comments

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