Mad Sandhu (Instagram/its_madsandhuofficial)
La polizia di Amritsar, in India, sostiene di stare indagando su una possibile uccisione su commissione legata alla sparatoria mortale dell’attivista LGBTQ+ e make-up artist Mad Sandhu, con due persone trattenute per essere interrogate.
Il Commissario della Polizia di Amritsar, Harmanveer Singh Gill, ha detto che gli ufficiali stanno prendendo in esame il possibile ruolo di gangsters, e che si tratterebbe di un omicidio su commissione.
Ha dichiarato, secondo quanto riportato dall’NDTV, che la polizia sta lavorando per stabilire i legami dei fermati con il crimine e rintracciare i tiratori principali, nonché un presunto mandante.
Sandhu, una figura nota negli influencer punjabi e makeup artist, è stato ucciso ad Amritsar il 3 ottobre quando due uomini su una moto gli hanno sparato. È stato trovato a terra sulla strada dopo aver riportato una ferita d’arma da fuoco.
Cosa hanno detto la polizia sull’indagine?
Gill ha detto che gli investigatori hanno fatto un grosso passo avanti e ha chiesto pazienza, affermando che altri fatti dovrebbero emergere entro 24 ore. L’identità di coloro che sono stati interrogati non è stata resa nota.

Gill ha anche detto che non è stato stabilito alcun capro espiatorio estremista o radicale, con l’indagine concentrata in questa fase sulla possibilità di una cospirazione criminale che coinvolga sicari ingaggiati.
Un post su Facebook dall’account “Goldy Dhillon” pubblicato poco dopo l’omicidio ha rivendicato la responsabilità per la morte di Sandhu, affermando che l’artista make-up aveva “rovinato” il Punjab. L’affermazione non è confermata.
In precedenza la polizia aveva suggerito che l’omicidio potesse essere mirato, dopo che le indagini iniziali avevano indicato che Sandhu era stato seguito prima dello sparo.
Chi era Mad Sandhu?
Sandhu era una figura di rilievo nella scena dei creator di lingua punjabi, e appariva spesso come ospite in podcast che trattavano di trucco, intrattenimento e questioni di genere.
Era gay dichiarato, e una personalità prominente LGBTQ+ nella regione. Sandhu affrontava presumibilmente attacchi omofobi costanti, ai quali rispondeva facendo notare: “Dio mi ha fatto così come sono.”
Attivisti LGBTQ e figure pubbliche queer in India spesso affrontano molestie e minacce online, soprattutto quando sono molto visibili sui social media. Le relazioni tra persone dello stesso sesso sono legali in India, ma non esiste un riconoscimento legale a livello nazionale del matrimonio tra persone dello stesso sesso, e le persone LGBTQ possono comunque incontrare discriminazioni e stigma.