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Abusi “terapeutici” da parte della Chiesa in USA

National Center for Lesbian Rights

Siamo negli Stati Uniti, dove si sono verificate diverse violenze sessuali perpetrate da esponenti della Chiesa Cattolica a danno di minorenni, e dove si sono riscontrate numerose persone che hanno denunciato gli abusi a cui sono state sottoposte, e un’altra denuncia è stata presentata all’Ufficio della Contea di DeSoto da parte del National Center for Lesbian Rights a nome di Jeff White per causa degli abusi sessuali a cui quest’ultimo è stato sottoposto presso l’istituto religioso Bethel Baptist School, frequentato dalla stessa vittima come studente.

National Center for Lesbian Rights

Il tutto è sorto col coming out che Jeff White fece in famiglia nel 1997, ancora in età adolescente, oggi ha 32 anni: il suo atto avvenne quando Jeff era iscritto all’istituto religioso. Da quel momento Jeff denuncia abusi e violenze sessuali nei suoi confronti, perpetrati da diverse figure religiose impiegate nell’istituto. Gli autori dei soprusi asserivano, ricorda la vittima, che sarebbe stato meglio per il ragazzo tenere nascosto e represso l’orientamento piuttosto che vivere una vita da omosessuale: le frasi assumevano un carattere di forte prevaricazione e incisive sull’aspetto psico sociale della crescita. Le violenze sessuali a cui Jeff era sottoposto diventavano sempre più frequenti: la durata complessiva degli abusi è stata di 3 anni, con una frequenza di uno ogni settimana.

Jeff ha denunciato quanto da lui sopportato per diversi anni nella sua adolescenza da parte di coloro che si professavano come terapeuti e che volevano curarlo perché omosessuale, dagli autori delle violenze identificabile, quindi, come malato. Il National Center for Lesbian Rights ha raccolto la denuncia e l’ha fatta propria indirizzandosi, come organizzazione che tutela e promuove i diritti Lgbt, all’Ufficio dello sceriffo della contea di DeSoto. Jeff è convinto del suo ricorso alla giustizia in quanto sentito come “dovere” di opporsi “a chi gli ha fatto del male”, denunciando le violenze compiute “fra le mura della Bethel Baptist School” e anche per evitare che in futuro ci siano altre vittime, costrette a “soffrire lo stesso dolore” da lui sopportato.

 

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