Alessandra Nicita legge una lettera di una ragazza lesbica

alessandra nicita

Alessandra Nicita è poetessa e musicista: ha messo al servizio dell’arte e della letteratura tutte le sue componenti per narrare di amore, liricamente, attraverso due raccolte di poesie, nel 2006 Sono stata molto delusa dai mirtilli e nel 2013 Arrivò l’amore e non fu colpa miain cui la protagonista, colei che dedica le poesie alla propria amata, vuole parlare di un affetto che deve essere vissuto, senza limiti, senza pregiudizi, senza finzioni, senza reticenze. Qualche giorno fa Alessandra esce con un video su youtube in cui legge la lettera di una ragazza omosessuale ai propri genitori, dove parla di voler vivere i propri amori liberamente, senza paura, così come lo vivono i propri genitori e tante altre coppie eterosessuali. Un messaggio efficace, è quello lanciato da Alessandra, in risposta alle assurde affermazioni del Ministro della Salute che ha voluto parlare di inadeguatezza delle coppie omosessuali di adottare bambini.

alessandra nicita

Il tuo nuovo video vuole essere un inno all’amore, semplice e puro, come quella lettera che leggi di una ragazza ai propri genitori in cui parla della sua omosessualità: da che cosa è nata l’idea di indirizzare al ministro della salute, che ha scomodato Freud, per sostenere tesi bislacche e ignoranti sull’omosessualità, partendo proprio da questa lettera?

Si può forse tacere e non saltare sulla sedia di fronte alle parole di un ministro che parla a tutta l’Italia facendo passare per scientifica una sua personale ed errata convinzione?
Il video è nato dalla furia che ho provato, perché mi è capitato altre volte di ascoltare da persone differenti le stesse parole della Lorenzin, ma che lo faccia chi rappresenta una funzione pubblica,  questo non può e non deve accadere, poiché questa affermazione fatta da lei è scardinata dalla sua figura e non tutela il cittadino.
Penso che prima di ogni pregiudizio vada combattuto lo stereotipo e diffusa l’informazione sulle condizioni che vincolano le realtà umane.
Siamo persone e ci ritroviamo ad essere divisi per categorie, è inammissibile.

Perché è amaro amare?

Perché l’amore che viene nascosto per paura di un giudizio rende la vita un inferno e l’amore amaro. Quando l’amore arriva invece dovrebbe lasciare un sorriso.

La ragazza parla di luce del cuore, quella luce sotto la quale amare sarà possibile in modo universale e senza reticenze e paure: che cosa è per te e che cosa origina questa luce?

Per me la luce del cuore è l’amore stesso, è la speranza, è la possibilità di sentire dentro che “amor omnia vincit”, e origina dalla consapevolezza che ognuno ha più o meno dentro di se. Tanto più si è consapevoli, tanto più la si ricerca, con desiderio di essere migliori.

A parlare e sostenere tesi omofobe e discriminatorie è stata una figura istituzionale che, invece, dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, promuovendo e il rispetto e affermandone la dignità: come poter sperare che in Italia possa culturalmente e politicamente cambiare qualcosa, affinché amare non sia più così amaro?
Trovo che la speranza sia una buona scusa, a volte, affinché le cose cambino non si può solo pensare di sperare, e la cultura personale di ogni singolo cittadino io credo possa fare moltissimo per migliorare le sorti di questo paese meraviglioso ma spesso stanco e lento come un anziano affaticato. L’informazione rende liberi, la cultura rende liberi.

Se fossimo stati un po’ meno ciechi forse anche l’amore in Italia sarebbe già meno amaro.

Alessandra tu sei scrittrice, poetessa e spesso tratti nelle tue opere l’amore, quello vissuto anche in prima persona: che cosa la letteratura può fare per cambiare culturalmente questa società nostrana a noi contemporanea?

La letteratura è lo specchio della società e credo possa essere molto utile ed aiutarci ad analizzare gli eventi, far rintracciare il senso di ciò che accade e far riflettere sulle cause e sugli effetti, e possa inoltre stabilire i nessi tra gli anni e le vicissitudini.

E poi arriva sempre un tempo in cui le condizioni cambiano.

Da quella lettera, così naturale e viva, scritta da quella ragazza ai propri genitori cosa trai di ispirazione e di impegno letterario futuro, affinché quel messaggio non cada nel vuoto?

Sono affascinata da come la forza di un intenzione, di una passione, di un ‘idea possa rendere più forte ogni essere umano disposto a confrontarsi con i propri sentimenti, perciò ne traggo il coraggio e la tenerezza di chi chiede sostegno, ma non per questo è meno forte.

A chi hai voluto indirizzare quel messaggio video, oltre al ministro della salute?

A chi si sente straniero in ogni luogo e tra la gente, a chi ha e chi finge di non avere orecchie per sentire, ma anche a chi non finge e ascolta passivo senza mai mettere in discussione o porsi il dubbio se ciò che ascolta possa essere vero, veritiero o semplicemente falso.

Quanti altri ragazzi vivono la propria omosessualità timorosi di poterla rilevare innanzitutto in famiglia, quel nucleo dove si vede affermare quell’amore di cui non si ha vergogna o che non si ha timore di rilevare e vivere: come poter aiutare queste persone a liberarsi e vivere autonomamente e con orgoglio il proprio orientamento, la propria natura, la propria personalità?

Il problema è che da una paura nasce solo un’altra paura e ci vuole arte per imparare ad avere coraggio. Una strada potrebbe essere quella della “condivisione”, affinché il nulla che assale dentro questi ragazzi possa pian piano diventare una splendida storia d’amore, prima di ogni cosa con se stessi e poi con l’altro. Inoltre la scuola dovrebbe occuparsi di sensibilizzare e informare nel modo corretto tutti coloro che saranno il futuro di domani, perché non accada più che atti di omofobia si ripetano, e che si possa temere d’amare. Questo non dovrebbe accadere mai.

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