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Arizona promuove discriminazioni gay

Gli Stati Uniti d’America sono l’esempio perfetto del progresso sociale. I matrimoni gay sono largamente legalizzati, così come molti altri diritti che, fino a qualche anno fa, erano concessi solo alle coppie eterosessuali. In tal senso, l’Arizona fa marcia indietro. E’ stata di recente approvata una legge che autorizza la discriminazione verso i gay. La norma prende il nome di SB1062. Essa prevede che qualunque commerciante possa rifiutarsi di vendere un bene o un servizio ad una persona omosessuale perché tale. Il fine sarebbe la protezione delle convinzioni religiose. Ma attenzione! Il pensiero di base dell’atto potrebbe essere abusato. Un panettiere, per esempio, potrebbe rifiutarsi di vendere il pane non solo ad un ragazzo gay, ma anche ad un uomo divorziato.

La legge è stata considerata da molti illustri politici e non come omofoba. A ciò fa contrasto il pensiero repubblicano, credente nel fatto che si voglia garantire la libertà di tutti. Repubblicano è anche il partito cui fa parte l’attuale governatrice dell’Arizona, Jan Brewer. Alla governatrice è stato chiesto di porre il veto sulla legge perché discriminatoria. La Brewer ha fatto sapere tramite la Cnn che emetterà la propria decisione Sabato prossimo. Parole di rassicurazione quelle della governatrice, che promette che farà la cosa giusta. Intanto le sollicitazioni continuano a pervenire. Tra queste vi è quella dell’ex governatore, John McCain. Cambiano idea anche tre governatori statali, favorevoli alla norma. Non avevano considerato la portata globale dell’atto.

Giorni di tensione per la Brewer, posta in un bivio. Dovrà scegliere se approvare la legge o porre il veto. Nel primo caso, renderà felici i membri del suo partito, ma il boicotaggio sarà pressoché inevitabile. Nel secondo caso, si concquisterà il malcontento dei suoi illustri colleghi, ma eviterà il boicotaggio della legge SB1062. Ciò che porterà la governatrice a respingere l’atto giurisdizionale sarà molto probabilmente un motivo economico. In caso di approvazione totale, la National Football League interverrà per spostare la finale del Superbowl altrove. In tal caso, l’economia del Paese ne trarrà solo svantaggi in quanto verrebbero a mancare quelle entrate che l’evento potrebbe portare. L’associazione sportiva non è l’unica organizzazione ad essersi opposta alla legge discriminatoria. Anche la ben conosciuta casa di Steve Jobs, la Apple, si è mostra pro-gay. A seguire, la catena di alberghi Marriott e le compagnie aeree American Airlines e Delta Airlines.

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