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A Bologna il via alla trascrizione nel registro delle unioni civili i matrimoni gay contratti all’estero

Gay e lesbiche di Bologna in festa: finalmente la Dotta è pronta a trascrivere nel registro delle unioni civili i matrimoni gay avvenuti all’estero. Tutto ebbe inizio in occasione dell’Onda Pride a Bologna, quando il primo cittadino Virginio Merola aveva annunciato che avrebbe seguito le orme del suo collega De Magistris e quindi aperto le porte del comune a gay e lesbiche della città. C’era chi screditava le parole del sindaco bolognese, sostenendo che un sindaco non aveva un potere così grande da poter compiere una cosa del genere, e c’era chi, al contrario, esprimeva parole di sollievo e felicità. Passò circa un mese prima che se ne riparlasse, sembrava che quelle del sindaco Merola fossero state solo parole dette tanto per dire qualcosa, ma poi rieccolo in scena: finalmente l’annuncio ufficiale di un progetto che mira all’iscrizione nel registro delle unioni civili i matrimoni gay contratti all’estero. Arcigay esultò, seppur non ancora contento per via della mancanza di una legge valida per tutto il territorio nazionale.

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Ora è arrivata la resa dei conti: Bologna apre per una volta per tutte le porte di Palazzo D’Accursio a coloro che si sono detti il celeberrimo sì in terra straniera. Questo a partire da Lunedì 15 Settembre 2014. Tutto ciò che dovranno fare gli interessati sarà compilare e presentare un’istanza al Protocollo Generale di piazza Maggiore. Costerà 16 euro, dovrà essere indirizzata direttamente al primo cittadino e dovrà contenere la copia della carta di identità dei firmatari. Due le possibilità: o consegnare il protocollo in copia originale o conforme validato dall’Ambasciata Italiana all’estero oppure consegnare l’atto munito di postille per i Paesi aderenti alla Convenzione dell’Aja del ’61, con la traduzione italiana fornita da un interprete giurato la cui firma sia stata legalizzata. Sembra complicato, ma è più a dirsi che a farsi. Da Lunedì 15 Settembre La Dotta sarà ufficialmente e giurisdizionalmente gay-friendly assieme alla compagna Napoli.

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