Coming out e omosessualità: al via la nuova gay commedy “Come non detto”

Finalmente ha avuto la sua ultimazione: l’ultimo ciak è stato battuto e scattato dopo cinque settimane di intensa lavorazione e produzione. Stiamo parlando di una delle prime gay commedy, quasi situation commedy, italiane, “Come non detto”, che prende lo stile e l’idea del tradizionale e storico filone americano, che comunemente nasce come adattamento teatrale per, poi, avere i suoi canali di diffusione attraverso la televisione, e che vuole “essere un film di intrattenimento, che segue la tradizione della commedia all’italiana” come ha potuto annunciare e commentare il produttore dell’opera, Guglielmo Marchetti.

comenondetto

La commedia, nelle sale il prossimo 14 settembre, è diretta sotto la giovane regia di Ivan Silvestrini e la sceneggiatura è scritta da Roberto Proia. Non possiamo che prendere atto della sensualità, del fascino e direi anche della brillantezza recitativa del giovanissimo cast, fatto di nuovi attori, che hanno saputo prendere, come vuole un sano metodo basato sulla linea di uno Stanislavskij, le parti protagoniste della storia narrata.

La nostra attenzione di sicuro sarà puntata, per impatto estetico e dimensione caratteriale molto intrigante, sulle giovani figure di Josafat Vagni, che impersona Mattia, un ragazzo che decide di trasferirsi a Madrid per vivere liberamente la propria omosessualità a fianco del proprio compagno, un Josè Dammert nei panni di Eduard.

Quest’ultimo ha già fatto coming out con i propri familiari, mentre Mattia non è ancora “uscito dall’armadio”. Eduard è convinto che il suo amato ragazzo si sia già dichiarato con i suoi genitori anche perchè, se la relazione vuole proseguire, tutti i quattro suoceri devono essere a conoscenza della sessualità dei due giovani e del loro rapporto affettivo. Eduard con piglio decisionista parte per Roma dove abitano la mamma, rappresentata dalla bravura e dall’esperienza attoriale di una Monica Guerritore, e il papà, Ninni Bruschetta, di Mattia, con l’intenzione di conoscerli e di presentarsi da loro come il fidanzato del figlio. Tutto è ormai destinato a concludersi nel peggiore dei modi, dato che Eduard sembra ormai destinato a venire al corrente delle finzioni che Mattia ha costruito sulla sua persona difronte ai genitori, se non che, come in una vera commedia classica, accadrà un inatteso “cupe de theatre” in cui arriveranno in aiuto gli amici di Mattia, cercando di dare una mano al giovane ormai spacciato. La nuova opera, che segna un passaggio importante nella cinematografia televisiva nostrana, riesce a portare in modo alleggerito e più incisivo per il potenziale ampio target che potrebbe raggiungere, temi che riguardano l’omofobia, l’accettazione di sé stessi e le affettività, viste in senso universale e vissute in modo naturale e genuino dai due ragazzi.

Nel passato prossimo avevamo già avuto occasione di vedere nello stesso genere “Good as you” diretto da Mariano Lamberti, che aveva avuto e ricevuto, come prima gay commedy italiana, apprezzamenti discordanti, non disattendendo le parole di presentazione dello stesso autore, ossia essere “uno spaccato allegro, autoironico e divertito“. Il primo esperimento artistico, dalle entrate piuttosto magre nei botteghini italiani, era stato prodotto interamente dal mondo culturale e associativo gay, il Circolo Mario Mieli di Roma è uno dei protagonisti che hanno maggiormente sostenuto l’operazione. Da questo lavoro che parla di omosessualità partendo dallo stesso ambiente omosessuale, si attende, invece, di assaporare la nuova opera di Ivan Silvestrini in autunno e poter apprezzarne l’attesa validità stilistica, contenutistica ed estetica, augurandole un migliore successo di pubblico.

Una colonna sonora melodica quanto piacevole accompagna l’opera, interpretata dalla mitica voce di Syria, che maggiormente valorizza i contenuti della commedia, il tema del coming out e della condanna all’omofobia e di ogni forma di pregiudizio e di esclusione. Intanto leggiamo sul blog dell’intraprendente regista che “cominciano ad apparire qua e là delle foto di scena di “Come non detto”” e che tali foto verranno inizialmente collezionate sulla sua pagina: una giusta e deliziosa anteprima che altro non fa che aumentare la nostra curiosità di acquistare un biglietto per settembre e ad andare a vedere il film sul grande schermo.

 

 

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