Esce un nuovo romance per Amarganta: intervista a Manuela Chiarottino

un-passo-avanti-due-passi-indietro-di-manuela-chiarottino“Due passi avanti, un passo indietro” è il nuovo libro scritto da Manuela Chiarottino eduto da Amarganta: una storia tra due ragazzi, in conflitto, che “ruota attorno alla crescita personale di Davide”, la difficoltà ad accettare quell’affetto e quell’attrazione che prova verso un altro uomo, Angelo.

Il primo, Davide, è un imprenditore, sposato e che conduce una vita quotidiana abbastanza tranquilla, quella che viene classificata come abitudinaria; il secondo, Angelo, è un barista dalle mille soeranze e che sogna sempre evoluzioni e cambiamenti. Davide non vuole abbandonare la certezza rassicurante della propria famiglia e i legami affettivi, mentre Angelo non vuole più soffrire per amore: sorge, così, un conflitto tra i due protagonisti all’interno della storia di un romanzo dal forte sentimento realista. Abbiamo intervistato l’autrice, che ha potuto rivelarci i passaggi che sono stati fondamentali nella scrittura del libro.

L’opera è certamente un romance dal sapore sentimentale.

Partiamo dal titolo: perché questa scelta?

Il titolo vuole rappresentare il conflitto che uno dei due protagonisti sta vivendo. L’intero romanzo ruota intorno alla crescita personale di Davide e alla sua difficoltà ad accettare se stesso e i sentimenti che scopre di provare per un altro uomo.

I protagonisti sono due uomini: come è avvenuta la fase di scrittura e di definizione della relazione interpersonale tra i due soggetti, relazione che definisce l’intreccio della storia?

Ho passato diversi mesi su questo testo, scrivendo di getto come se i personaggi e la loro storia fossero già nella mia testa. C’è stato solo un momento di blocco quando ho dubitato di riuscire a descrivere bene la psicologia maschile e soprattutto quale poteva essere il mood della storia, affinché rimanesse un romance ma fosse realista al tempo stesso.
Per quanto riguarda la definizione dei personaggi il mio intento era descrivere due ragazzi all’apparenza opposti tra loro, per il mondo dal quale provengono, il loro carattere e soprattutto il modo con cui si approcciano alla vita.

Quali sono i messaggi che il romanzo vuole esprimere attraverso la propria narrazione?

Innanzi tutto volevo raccontare una storia d’amore, detto questo è chiaro che questo tipo di storia è anche un pretesto per parlare di discriminazione, non solo verso l’omosessualità ma in generale contro chi si percepisce diverso da noi, ad esempio come accade con Giuliano, un personaggio minore cui tengo e a che ha subito atti di bullismo anche se per motivi diversi da Angelo. In secondo luogo volevo far capire come sia necessario arrivare a una consapevolezza di sé e trovare la strada giusta per la propria serenità interiore, anche se il percorso può essere doloroso. Bisogna accettarsi e amarsi prima che lo facciano gli altri, può essere banale ma non sempre è così facile.

Vi sono elementi autobiografici nella storia raccontata?

Autobiografici no. Come ogni autore attingo alla vita che mi circonda. Una cosa che posso avere in comune con Davide è un percorso interiore per arrivare a comprenderete come io stessa a volte ero l’artefice della mia infelicità e così nello stesso modo potevo esserlo per la mia felicità. Ad esempio credendo di più in me e impegnandomi in una cosa in cui credo molto e che mi dona gioia come la scrittura.

Come è avvenuta la fase di definizione dei caratteri dei protagonisti?

In particolare ci tenevo a descrivere un percorso di formazione e crescita che Davide deve attraversare per raggiungere un proprio equilibrio. Di conseguenza ho cercato di curare molto il tormento interiore che vive, tutte le contraddizioni e le forti emozioni che suo malgrado non riesce a controllare. Se sono riuscita a descrivere bene ciò che prova, saranno i lettori a giudicarlo.
Angelo non so perché ma è stato più facile, come se il fatto che il personaggio si accettasse a pieno e con serenità mi portasse anche a descriverlo con maggiore scorrevolezza, cercando comunque di dare il giusto rilievo al dolore dovuto al suo passato e alla delusione per “i passi indietro” che subisce da Davide.

A quale target hai voluto maggiormente rivolgerti attraverso la scrittura del romanzo?

Scrivendolo non pensavo a una precisa collocazione. Direi a un pubblico adulto sia maschile che femminile.

A quale genere possiamo ascrivere il romanzo?

Senz’altro un romance perché il tipo di narrativa è sentimentale.

I due protagonisti hanno vite differenti e vivono situazioni esistenziali differenti: cosa li unisce e cosa determina un punto di incontro tra i due soggetti?

Vivono vite molto diverse ma in fondo solo all’apparenza. Le loro due famiglie sono volutamente descritte una opposta all’altra. Dove una è unita, ricca, rigida nella sua educazione, l’altra è una famiglia sfasciata, con un padre alcolista e divisa nell’affetto. Ma accadranno fatti con una certa similitudine tra loro che porteranno al crollo del muro di apparenze della prima e alla ritrovata unione della seconda. Ecco che le loro vite non sono più così lontane e distaccate. I due protagonisti sono in fondo due ragazzi che hanno vissuto entrambi una vita difficile, ma mentre uno solo per il contesto in cui viveva e non per la sua omosessualità, da sempre accettata come naturale, l’altro ha vissuto un profondo male interiore se pur tra pareti d’oro. Non sarà solo l’attrazione e il sentimento a unirli ma anche la comprensione di come la forza di volontà sia un valore che ognuno possiede indispensabile per migliorare la propria vita e di come sia impossibile rinnegare una emozione sincera, soprattutto perché insieme possono dare pace e casa al loro cuore.

In quale personaggio in particolare si ritrova l’autrice?

Sono molto affezionata a questi personaggi e in particolare provo per Angelo un misto di tenerezza e orgoglio, ma di Davide amo il suo mettersi in discussione fino a toccare il fondo per poi ripartire e decidere di credere all’amore e in se stesso.

Hai nuovi progetti letterari a cui stai lavorando?

Sto rifinendo un romance chick-lit, una storia ironica per sorridere, che penso di pubblicare come self. Dovrebbe invece essere pubblicato tra poco un romanzo breve per You Feel di Rizzoli e uno per Triskell, in seguito alla vincita di un concorso. Detto questo spero di poter ancora collaborare con Amarganta che ringrazio per questa opportunità.

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