FIFA sollecitata da partner antidiscriminazione a non adottare divieto alle persone trans ai Mondiali femminili

20 Luglio 2026

FIFA sollecitata da partner antidiscriminazione a non adottare divieto alle persone trans ai Mondiali femminili

Il partner anti-discriminazione della FIFA ha consigliato di non introdurre un divieto nello stile olimpico nei confronti degli atleti transgender per la prossima Coppa del Mondo Femminile.

Il capo della White House World Cup Task Force, Andrew Giuliani, ha detto a Politico il 16 luglio che ottenere da FIFA la garanzia che «le donne giochino nella Coppa del Mondo Femminile e non uomini biologici» potrebbe causare enormi problemi durante le trattative di pianificazione del torneo.

Un divieto ai transgender come quello annunciato dal Comitato Olimpico Internazionale a marzo di quest’anno rappresenterebbe una vittoria enorme per l’amministrazione Trump, in seguito agli ultimi sforzi per vietare alle ragazze e alle donne transgender di partecipare agli sport femminili.

Piara Powar, direttore esecutivo della Fare network, che «riunisce individui, gruppi informali e organizzazioni impegnate a combattere l’ineguaglianza nel calcio», ha avvertito che un divieto nel Mondiale Femminile 2031 stigmatizzerebbe ulteriormente gli atleti transgender, nonché le donne con caratteristiche intersessuali.

«Riteniamo importante che, anche se entrasse in vigore un divieto per il Mondiale del 2031, non venga incorporato permanentemente nelle regolamenti della FIFA,» ha detto Powar a Politico.

«La FIFA non dovrebbe imboccare la strada del CIO ed escludere gli esseri umani dalla partecipazione al calcio.»

Attualmente la FIFA non utilizza alcun metodo di verifica del sesso per i giocatori, facendo affidamento alle federazioni nazionali per verificare l’idoneità dei giocatori prima di inviare le rose.

A marzo, una decisione del CIO ha confermato che le donne transgender saranno bandite dalle categorie femminili degli eventi olimpici futuri.

La nuova politica, intitolata ‘Policy on the Protection of the Female (Women’s) Category in Olympic Sport’, entrerà in vigore per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. Il CIO ha descritto la politica come “basata sull’evidenza e informata da esperti”.

Il CIO ha anche comunicato che l’idoneità agli eventi sportivi femminili sarà determinata da test genetici di sesso una tantum, che “assicurano equità e proteggono la sicurezza, in particolare negli sport di contatto”.

Qualsiasi atleta trovato con il gene SRY, presente sui cromosomi Y, sarà ritenuta non “biologicamente femmina” e quindi non idonea a competere nelle categorie femminili. I criteri di idoneità si applicheranno anche agli atleti intersessuali che hanno attraversato la pubertà maschile.

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