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Gay in Parlamento: ecco i candidati per il 2013

Il 24 e 25 febbraio si avvicinano. Ce ne accorgiamo dai palinsesti televisivi e dai giornali, dove regna oramai un trio che può essere visto come una versione riveduta e corretta di quello formato da Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti. Silvio Berlusconi, Pierluigi Bersani e Mario Monti, in ordine alfabetico per onor di par condicio, stanno facendo apparizioni su ogni canale possibile, sia televisivo che radiofonico che telematico, disposti a propinarci le solite ricette che servono più che altro a raccogliere voti che a risolvere i problemi del Paese.

Ricette che cambiano di continuo, per cui assistiamo a dichiarazioni di un certo tipo alla mattina e la smentita, o meglio la puntualizzazione (in politichese, questo termine è preferito), che avviene qualche ora dopo. Manca solo di vederli tutti e tre insieme affrontarsi in un dibattito alla “Prova del cuoco”, mentre cucinano leccornie. Rimane comunque il fatto che questo è ciò che avremo la possibilità di votare, senza dimenticare il Movimento 5 Stelle, che devono ancora decidere il loro candidato premier

Si era detto che la legge elettorale presente doveva essere cambiata, per dare la possibilità agli elettori di scegliere chi votare. Invece le regole non sono state modificate, per cui ci saranno i listini bloccati: verranno eletti i candidati in base all’ordine di lista. La nostra curiosità va ai candidati LGBT presenti nelle liste. In passato, abbiamo avuto personalità come Anna Paola Concia, Vladimir Luxuria, Nichi Vendola, Titti de Simone e Franco Grillini. Quest’anno vediamo chi è riuscito ad entrare nelle grazie dei “decisori”.

simbolo-sel-con-vendolaPer Sel, capolista è l’oramai celebre Nichi Vendola, Governatore della regione Puglia. Una candidatura che sta creando qualche problema all’interno della coalizione con il Pd, visto che si definisce incompatibile con Monti. Un’affermazione che mette in difficoltà il partito di Bersani, dato per potenziale vincitore, che potrebbe proprio avere bisogno dell’appoggio dell’ex Presidente del Consiglio per poter avere la maggioranza al Senato. Altra dichiarazione fatta da Vendola è inerente alle sue dimissioni da Presidente della Regione Puglia, in quanto incarico incompatibile con l’eventuale elezione. Vedremo se sarà di parola.

Tra gli altri candidati di Sel appartenenti al mondo LGBT abbiamo Alessandro Zan, capolista in Veneto e non nuovo alla politica: infatti, in passato è stato eletto consigliere comunale di Padova, ruolo che copre dal 2004, e dal 2009 è anche Assessore all’Ambiente e artefice dell’anagrafe cittadina delle coppie di fatto. Fra le sue promesse, due proposte di legge: una per i matrimoni gay e l’altra per l’estensione della legge Mancino ai reati d’odio ai danni di omosessuali e trans.

L’altro candidato di Sel da tenere d’occhio è Carlo Cremona, che dalle pagine del suo sito si presenta in modo chiaro con quattro parole: omosessuale, meridionalista, promotore culturale. Cremona, infatti, oltre ad essere un fiero attivista per i diritti gay in Italia e nella sua città, Napoli, dove vive col fidanzato, è impegnato attivamente nella promozione di una cultura di sviluppo e rispetto del mondo omosessuale, anche attraverso iniziative di ampio spessore come il Festival Internazionale di Cinema Omosessuale Omovies.

partito-democratico-LOGO-TONDOIl Pd ripropone al Senato la candidatura di Anna Paola Concia, terza in lista in Abruzzo. La candidatura della Concia è stata travagliata: voci di corridoio la davano per esclusa, su richiesta di Rosy Bindi, da sempre contraria alle posizioni della Concia sull’omogenitorialità e sull’estensione del matrimonio ai gay.

Altro candidato per il Senato è Sergio Lo Giudice, ex Presidente di Arcigay e consigliere comunale di Bologna. È stato inserito al dodicesimo posto nelle liste dell’Emilia. Una posizione che non ne assicura l’elezione, ma che gli dà qualche possibilità. Ivan Scalfarotto, direttore esecutivo di Parks, è tredicesimo nelle liste per la Camera della regione Puglia. Anche questa candidatura è avvenuta tra le polemiche: il Presidente del Pd pugliese aveva rassegnato le sue dimissioni in quanto in disaccordo con i vertici che lo avevano scelto. Dimissioni poi ritirate. Infine, il teologo gay Benedetto Zacchiroli è stato presentato nelle liste alla Camera della regione Emilia, ma avrà poche possibilità di essere eletto visto che è trentottesimo.

LISTA_MONTII candidati omosessuali non sono però solo prerogativa dei partiti di sinistra. La lista Monti ne voleva presentare ben due. Il numero sembra esiguo, ma diventa importante se si considera che la Lista Monti ha una forte impronta cattolica. Il primo candidato è Alessio Gasparotti il quale, dopo una militanza decennale prima nei Ds e poi nel Pd, ha deciso di seguire Monti perchè in disaccordo con le regole dettate per le primarie e con i candidati presentati dal partito di Bersani. Vicino a Renzi, è stato inserito nella lista per la Camera della regione Toscana in quarta posizione.

Il secondo candidato doveva essere Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it, oltre che imprenditore di diverse attività gayfriendly. Nel 2002 fu il primo a firmare i Pacs nel consolato francese, grazie alla doppia cittadinanza del suo compagno. Questa candidatura, tuttavia, è saltata a seguito della rinuncia dello stesso de Giorgi. Le motivazioni di tale rinuncia sembrano da ricondurre alla campagna denigratoria effettuata in questi giorni da stampa e web: “Sono vittima di un tritacarne vero e proprio, che ha cercato ed è riuscito a scandagliare in profondità ogni mia attività imprenditoriale, con una intensità inaudita e non applicata a nessun altro candidato della prossima competizione elettorale“.

I ben informati, invece, motivano questa esclusione con una ferma scelta imposta da alte sfere legate al Vaticano. Irene Tinagli, sponsor della candidatura del De Giorgi, e Andrea Romano, legato al partito “dei carini” di Montezemolo, sono riusciti a farlo ritirare. Chissà se ci sarà stata una contropartita a titolo di rimborso. Tale ipotesi è avvalorata dalle ultime dichiarazioni di Mario Monti, il quale ha ritirato la sua apertura alle famiglie omosessuali: “Il mio pensiero è che la famiglia debba essere costituita da un uomo ed una donna, e ritengo necessario che i figli debbano crescere con una madre ed un padre. I parlamenti possono trovare strumenti per altre forme di convivenze“.

La-ROSA-NERA-Gay-Di-Destra-Simbolo-SmallE la destra invece che fa? In effetti, è difficile trovare candidati che abbiano fatto coming out. In compenso, per queste elezioni, è nata una nuova lista chiamata “La rosa nera”, fondata da Salvatore Fiorello, ballerino di danza del ventre che ha fatto qualche ospitata all’interno del programma di Barbara D’Urso, “Pomeriggio Cinque”.

Lo scopo di Fiorello è quello di convogliare nel suo partito i voti degli omosessuali che non si riconoscono nella sinistra, anche se qualche maligno sostiene che la sua speranza sia quella di ottenere un riconoscimento per aver tolto voti a Sel e Pd e, magari, arrivare ad accaparrarsi il finanziamento pubblico. Anche perchè non ha fatto cenno al programma della sua lista, oltre all’ovvietà che la destra difficilmente sosterrà leggi per l’uguaglianza dei diritti per la comunità LGBT.

Le liste sono comunque in continua evoluzione e magari ci sarà qualche altra sorpresa. Ora a noi spetterà invece la sorpresa di chi ci governerà…

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