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Gay Men Project: la fotografia racconta

GAY MEN PROJECT

Nasce Gay Men Project, progetto lungo già due anni, da un’idea di Kevin Truong, fotografo vietnamita emigrato a New York. La finalità del percorso è chiara: realizzare un lungo catalogo fotografico di uomini gay presenti in tutto il mondo, intervallato da testi che raccontano singole storie.

GAY MEN PROJECT

In home page abbiamo il dolce viso di Marc-Antoine, studente di architettura e filmaker di Montreal, immortalato in azioni quotidiane, all’interno della sua stanza o mentre passeggia in un giardino: Marc-Antoine è l’ultimo di una lunga fila di profili di ragazzi gay, fotografati da Kevin.

Alle fotografie di Marc-Antoine segue un testo, in cui si cita Socrate: “Quello che dobbiamo sapere è come vivere una vita per renderla la migliore possibile”, inizio del racconto della sua esperienza. Marc-Antoine si ritiene fortunato di trovarsi in una città “dove la gente è di mentalità aperta e consapevole dei diritti e delle libertà di tutti”,  aggiungendo come in Canada ci sia “poca discriminazione e la comunità gay sia molto radicata”. Proseguiamo, e leggiamo dell’esperienza di Laan, da Rio De Janeiro, in un contesto totalmente diverso, giovane ragazzo dai connotati esotici in un quartiere popolare della metropoli brasiliana. “La mia più grande sfida – racconta Laan – era quella di accettare me stesso nel modo in cui sono veramente, e – prosegue – il mio coming out è stato veloce, pratico ma spaventoso allo stesso tempo”. Lui, come tutti gli amici di “The gay Men Project”, ha dichiarato la propria omosessualità, mettendoci, così, con orgoglio la faccia.

“Questo progetto è semplice – assicura Kevin – e in esso si trovano uomini gay”. Per molti ragazzi il progetto ha dato opportunità di parlare di sé, mentre per altri  è stata un’opportunità di conoscenza. Il progetto vuole dimostrare che non si è soli e che occorra con forza dire al mondo “Hey, io sono un uomo gay”. Il progetto ha un impatto visivo, la tecnica fotografica ad alta risoluzione ci porta ad apprezzare l’espressione dei visi, quasi fossero a noi vicini. L’impatto vuole essere culturale: “se penso alla mia esperienza – ha considerato Kevin – i diversi anni in cui ho taciuto la mia natura valuto come maggiormente importante il progetto”. Gay Men Project, quindi, è un “gioco di numeri”, in quanto “più ragazzi gay vengono fotografati, maggiore è il peso del progetto”.

Proseguiamo sul sito e conosciamo Manny e Hye, da Ho Chi Minh City, e l’attore e caratterista newyorkese Stephen, un po più anziano rispetto la media. “Due anni fa ho avuto l’idea e ho iniziato a fotografare più uomini gay che potessi – confida Truong – e, dopo due anni, gli uomini fotografati sono diventati parte di qualcosa di veramente speciale”. L’autore ringrazia chi gli ha dato fiducia, raggiungendo traguardi importanti e attendendo in un futuro di vedere i libri parlare del progetto. Truong vuole proseguire raccogliendo fondi sufficienti per poter continuare Gay Men Project in quindici paesi di tutti i continenti, esclusa l’Antartide. Diversi sono i commenti di apprezzamento del progetto, che unisce l’arte fotografica con la voglia di narrare vite di migliaia di uomini gay. Patti ha inviato un messaggio in cui afferma come viva la causa come impegno proprio, nonostante non sia omosessuale, cercando di conoscere nuovi amici. Kevin ringrazia, rafforzando la convinzione della bontà del progetto.

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