“I gay sono tutti a sinistra” di Dario Accolla

I gay sono tutti a sinistra

I gay sono tutti a sinistra“I gay sono tutti a sinistra” è il saggio di Dario Accolla, edito da Aracne nel 2012, tentativo letterario ben riuscito di dare risposte a domande, che da tempo si sono aperte sulla finestra politica, sociale e culturale del nostro Paese, su quali siano quei bisogni, quindi diritti, che i gay esprimono, così su che cosa sia e come agisca la comunità LGBT in Italia. Le domande non hanno avuto risposta da quel mondo istituzionale, chiamato più volte a esprimere una legislazione che istituisse quei diritti da tempo richiesti, in un contesto che vede cedere gradualmente le conquiste civili e sociali fatte in passato.

Dario Accolla non vuole dare delle risposte che siano assolute su quale sia la via d’uscita da un panorama abbastanza poco favorevole all’estensione della democrazia, quella moderna, quella dei diritti civili, verso le persone LGBT, in una condizione che vede pregiudizi affermarsi a causa di approcci ideologici: l’autore vuole solo razionalmente proporre una via d’uscita possibile su cui soffermarsi per dire che ancora qualcosa si possa fare per cambiare.

Accolla affronta il tema innanzitutto sotto il punto di vista politico politico, in cui esiste un centro sinistra, almeno è esistito finora, che ha cercato sempre di evadere il tema dei diritti per le persone LGBT, a fronte di una destra, quella italiana, che, come ha avuto modo di asserire il suo capo, Berlusconi, nel 2006, non ha interesse a promuovere i diritti delle persone LGBT, in quanto i gay sono tutti dall’altra parte”. Da questa frase, in tono ironico, l’autore ha preso spunto per il titolo dell’opera.

Due schieramenti si attestano: quella religiosa che assume un approccio dogmatico e astratto sulla sessualità, alienante per l’essere umano; quella democratica, che assume i diritti come basi portanti dei propri ordinamenti verso un’emancipazione e un’affermazione del cittadino in tutti gli aspetti e in un’ottica di eguaglianza. In Italia i due fronti si contaminano, sono fusi e confusi, rendendo difficile il percorso per un’affermazione dei diritti delle persone LGBT. Ed è in una chiave linguistica molto attenta e molto puntuale, è nella professione di Accolla, che l’autore riesce a inquadrare e analizzare quelle strategie terminologiche, burocratiche e sibilline, finora intraprese a livello istituzionale, tali da svuotare ogni tentativo, presentato, invece, centrosinistra al governo, come definizione di diritti riconosciuti a quelle persone, ancora oggi escluse. Una regressione prosegue tra parlamentari dichiarati che tentano di accondiscendere sempre di più agli schemi partitici, piuttosto che proseguire in un impegno culturale e civile; un movimento spesso diviso, molto legato a personalismi, spesso poco maturo e pronto; i media che continuano a stigmatizzare, la lettura che Dario ne da è fortemente interessante, l’omosessualità e ogni espressione che riguardi la comunità LGBT, come fenomeno macchiettistico o con toni tristi e vittimistici, tale da darne una visione non reale.

I temi su cui soffermarsi sono molteplici: omogenitorialità, adozioni, matrimonio omosessuale, lotta all’omofobia e alla transfobia. Queste parole rimangono eluse dal dibattito generale, sia istituzionale, sia mediatico, sia tanto più, religioso. Soffermarsi sulla lingua, su una sua analisi, sulla denuncia di un uso distorto della medesima, utile a creare “realtà distorte”, definendo “un mondo basato sulla menzogna”, come sottolineato dall’autore in un’intervista a cura di Chiara Amendola ed esemplificato nel capitolo “Più uguali degli altri”.

Ironia, forte razionalità, grande passione ed esperienza culturale di chi, come Dario, è attivista da diversi anni nel movimento LGBT, danno quella nota giusta e quella chiave di lettura adatta per affrontare una disanima specifica e non appesantita di una situazione generale, complessa e poliedrica della contemporaneità e del nostro Paese, non lasciando nessun tipo di pretesto per affossare ancora quella volontà di proseguire e di trovare alcune possibili strade da affrontare per uscirne.

 

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