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Grecia: anatema ortodosso contro chi vota le coppie gay

Dal Pireo il vescovo ortodosso Seraphim lancia l’anatema ufficiale contro chi, in Parlamento, voterà a favore di leggi che istituiscano le coppie omosessuali di fatto o, addirittura, il matrimonio omosessuale. A pochi giorni dalla presentazione del disegno di legge da parte del Partito della Sinistra Democratica, volto a estendere le garanzie oggi previste per le coppie di fatto eterosessuali a quelle formate da persone dello stesso sesso, ecco la reazione della chiesa ortodossa.

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A volte si dice che la realtà vada oltre la fantasia: ma in questo caso, più che rapporto tra fantasia e realtà sembrano ritornare i tempi di alta tensione tra potere spirituale e temporale, con tanto di scomuniche e anatemi reciprocamente inviati tra pontefici e imperatori. Siamo molto distanti da quei tempi: in mezzo c’è stato l’Illuminismo, i primi stati nazione e, infine, la nascita e l’affermazione di principi laici di separazione tra religione e potere legislativo.

In Grecia le lancette dell’orologio sembrano essere tornate a quel periodo degli eterni anatemi tra Papato e Impero. Questa volta non è il “vescovo di Roma” a diffidare “l’imperatore di turno” dal commettere determinati atti sgraditi, ma un vescovo ortodosso di Atene che intima i deputati a non votare nessun tipo di proposta di legge, volta a istituire il matrimonio omosessuale. Chi lo facesse dagli scranni del Parlamento greco sarebbe immediatamente scomunicato: e nessun tipo di “indulgenza” potrebbe sanare la “grave colpa”.

La Grecia già prevede le unioni di fatto eterosessuali: solamente coppie formate da persone di sesso opposto possono essere riconosciute e ottenere quelle garanzie e opportunità previste per le unioni matrimoniali. Una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha ravvisato una certa diseguaglianza nel trattamento tra cittadini e ha invitato, quindi, la Grecia a provvedere subito a una norma che possa sanare la visibile disparità.

Il Partito della Sinistra Democratica ha presentato una proposta di legge volta a sanare, all’interno di un testo complessivo contro il razzismo e le discriminazioni, la differenza di trattamento tra coppie di fatto eterosessuali e quelle omosessuali: le prime riconosciute, le seconde non previste dall’ordinamento. Il governo delle larghe intese in salsa ellenica ha considerato, tramite il Ministro della Giustizia, che prenderà in esame il pronunciamento della Corte.

La Chiesa Ortodossa, per voce del vescovo Seraphim del Pireo, ha voluto adottare le cosiddette misure “preventive” attraverso un documento di nove pagine, sintetizzabile come segue: chi voterà a favore di una legge che istituisca anche solamente le coppie di fatto omosessuali sarà abiurato, in quanto sosterrebbe ciò che viene dipinto come “un oltraggio a Dio e agli uomini”.

 

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