Il Pass: Calciatori Britannici in una Rivalità Criptica e Accesa

7 Agosto 2026

Il Pass: Calciatori Britannici in una Rivalità Criptica e Accesa

Quando vidi per la prima volta il film del 2016 «The Pass», che racconta la relazione accesa e travagliata tra due affascinanti giovani calciatori britannici, non potei fare a meno di pensare che ne sarebbe nato uno spettacolo teatrale avvincente. Lo psicodramma audace, interpretato da Russell Tovey e Arinzé Kene, è per lo più ambientato in contesti interni claustrofobici ed è suddiviso in tre atti.

Si scopre che «The Pass» è davvero basato su una pièce teatrale di John Donnelly, che aveva goduto di una stagione di successo al Royal Court Theatre di Londra nel 2014. E ora l’opera sta per debuttare negli Stati Uniti, al La MaMa Off Broadway, dopo un lungo ritardo.

Questo scenario, come spesso accade, potrebbe richiamare una simile storia d’amore tra uomini, ambientata nel mondo dello sport, che recentemente è diventata una sensazione globale. I parallelismi sono notevoli. Sia la serie TV “Heated Rivalry” (basata sui romanzi di Rachel Reid) sia “The Pass” lottano contro l’omofobia e la fama nel mondo sportivo professionistico iper-mascolino.

Entrambe tracciano l’evoluzione di una relazione delicata tra uomini nel corso di circa un decennio, ambientata in diverse camere d’albergo. Entrambe esaminano l’attrazione emotiva intrecciata e quella fisica. Includono persino biciclette fisse. (Per inciso, «The Pass» è stato messo in scena quattro anni prima che il primo romanzo della serie «Heated Rivalry» arrivasse in libreria.)

Materie ardenti, senza dubbio. Eppure, sotto la regia di Max Hunter, questa versione di «The Pass» è tanto impegnativa quanto avvincente.

Atto Primo: i calciatori Jason (Matisse Ratron-Neal) e Ade (Terry Bell) si aggirano in una camera d’albergo, in biancheria intima. Si trovano in Bulgaria per la loro prima partita di Champions League, e la loro prova contribuirà a determinare se resteranno in squadra o saranno tagliati. Nonostante i riferimenti obbligatori a «pussy», i giovani si scambiano una valanga di frecciatine omosessuali, chiedendosi a vicenda di «stringermi i testicoli». Si contorcono sul letto dopo essere stati spalmati di Nutella (storia lunga). L’aria è pesante di tensione sessuale che minaccia di esplodere da un momento all’altro. Potrebbero questi ardenti di testosterone essere gay o stanno solo liberando la loro frustrazione?

Atto Secondo si svolge in un’altra camera d’albergo, ancora più raffinata, a qualche anno di distanza, dove Jason ospita una voluttuosa performer femminile di tavolo danzante (Ino Badanjak) che sembra attratta dal colosso del calcio. Jason ha una moglie e dei figli ed è una vera superstar. Jason e Ade si ritrovano nell’Atto Tre in un’altra camera d’albergo, dove rivisitano vecchie rivalità e cercano di farsi perdonare. Jason, ora divorziato, è vicino alla fine della sua carriera atletica. Ade gestisce la propria impresa di idraulica e ha un fidanzato serio. Invita il diligente portiere dell’hotel (Oliver Rowland-Jones) a unirsi al caos, riempiendolo di alcol e antidolorifici. La festa rapidamente sfugge di mano, e la stanza, a specchio della relazione tra Jason e Ade, è in rovina.

Molti elementi di «The Pass» risultano fuorvianti. Sebbene i giovani sembrino avere poco più di vent’anni nel primo atto, il copione rivela che hanno entrambi soli 17 anni. Non è chiaro in quali anni si svolga l’azione. Il testo è fortemente intriso di gerghi britannici e riferimenti a calciatori che la maggior parte degli americani non conosce. Per esempio, ho dovuto cercare cosa significasse «in the stiffs» (giocare per la squadra di riserva, non per la prima squadra). A quanto pare, «ginger» e «bender» sono termini dispregiativi nei confronti degli uomini gay. Gli accenti pesanti rendono ulteriormente difficile seguire i dialoghi. Alcuni tagli oculati potrebbero rendere la narrazione più nitida e accorciare i quasi due ore di spettacolo senza intervallo.

Matisse Ratron-Neal in "The Pass."

Sul versante positivo, le performance sono piuttosto robuste e la chimica tra i due protagonisti è palpabile. Nei panni di Jason, l’affascinante Ratron-Neal rivela uno strato di tenerezza inaspettato sotto la spavalderia. Molto impressionante anche è il design scenico realistico di Seth Byrum, che inventivamente rappresenta tre camere d’albergo distinte.

Il titolo dello spettacolo possiede un doppio significato ingegnoso. Non solo «The Pass» si riferisce a una manovra fatale sul campo che ha alterato la traiettoria delle loro carriere; si riferisce anche al possibile avanzamento sessuale che ha perseguitato la loro amicizia per oltre un decennio.

The Pass | La MaMa Ellen Stewart Theatre | 66 East 4th St. | $49 – $99 |  100 minuti, senza intervallo | Fino al 4 settembre 2026

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