Il ritorno di Priapo? Più lungo è più bello … ma non per tutti

Il mito di Priapo può avere ancora il suo fascino e il suo successo. Quanto meno possiamo dire che la sua figura diventa un modello di ispirazione per molte donne. Ricordiamo che Priapo nasce da Zeus e Afrodite e che Era, in uno scatto di gelosia e di ira, decise di dotare il giovane di un apparato sessuale abbastanza spropositato, pene e glande dalle dimensioni sovrumane e impensabili. La vendetta della dea portò Priapo a diventare il simbolo della fertilità e della prorompenza maschile, tanto che venne scacciato dall’Olimpo in quanto aveva tentato di abusare della giovane Estia. In terra anche il suo asino gli ragliò contro quasi per dissuaderlo dal compiere propositi non tanto ben accolti dalla bestia. L’origine della vita e della prosperità sono i due messaggi che si identificano in questa figura bizzarra quanto grottesca. Il suo culto sembra essere, in un certo senso, ritornato in voga soprattutto se si considera lo studio condotto da Stuart Brody, ricercatore presso l’Università del West of Scotland, pubblicato sul Journal of Sexual Medicine, dove a un campione di 323 donne, studentesse universitarie, per la maggior parte scozzesi, si sono rivolte  alcune domande sulle loro relazioni sessuali con i ragazzi e si sono evinti interessanti argomenti che potrebbero aumentare “l’ansia di prestazione” tra i giovani eterosessuali o bisessuali maschi.

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Infatti, se tra le varie problematiche che si presentano sotto gli occhi del ragazzo che vuole approcciarsi alla ragazza, su cui vuole fare breccia nel suo cuore tramite la freccia che gli concede il leggiadro Eros, si annoverano la dote economica, l’altezza, le buone maniere, l’intelligenza e la cultura, la capacità di affrontare un discorso completo e anche interessante, gli hobby in comune, di certo si aggiunge un altro elemento più prosaico. La maggioranza delle intervistate ha sostenuto che un pene dalla dimensione più elevata della media comune è “conditio sine qua non” l’eccitazione e l’orgasmo non riescono a raggiungere la loro completezza assoluta regalando, oltre al dolce momento intimo, sensazioni esaltanti e intense. L’importanza della relazione tra gli organi sessuali dei due generi, della loro interazione, della loro conoscenza approfondita, risulta fondamentale nei rapporti eterosessuali, base della ricerca in questione. Su 160 ragazze che hanno avuto una vita sessuale attiva e abbastanza movimentata, potendo, quindi, comparare le diverse forme riscontrate nei partner, ben il 33,8 per cento adora dotazioni molto sviluppate, di certo più elevate della norma, il 60% ha detto che questo dato non fosse influente, forse anche utilizzando un gergo tratto dal “political correct”, mentre il 6,3% asserisce che più era dotato il partner meno tempo durava il rapporto. I riti dionisiaci e le orge dell’Antica Roma e dei tempi del prode Alessandro Magno, all’insegna del culto di Priapo, sembrano comunque ridestare ancora intriganti sapori. Si potrebbe dedurre che tante donne, quasi cadendo in un rito pagano, amino appellarsi alla divinità virile. Qual è la media attuale secondo la quale un pene può definirsi dalle misure naturali? Secondo alcuni studi le misure comuni si aggirerebbero tra i 13 cm e i 16 cm, alcuni altri dicono che partano dai 14: fatto sta è che della gamma consueta le donne non risultano essere soddisfatte, cercando altre variazioni al tema, magari più potenti. La maggior parte di esse dicono che se è più lungo più è bello fare sesso in quanto una dimensione consistente può garantire una soddisfazione di ogni punto del proprio corpo e delle aree erotiche, magari solleticando ancora inesplorate zone erogene. Ma per quanto riguarda noi gay? La curiosità aumenta in merito e uno studio pubblicato sulla Rivista di Sessuologia, da parte di alcuni ricercatori, dal titolo “Vissuti e valutazioni sulle dimensioni del pene”, ha concluso che per quanto riguarda noi omosessuali la migliore accoglienza viene garantita a quell’organo sessuale dalle dimensioni più grosse: è chiaro che, e direi che spesso possa essere anche comprensibile senza adire a esempi superflui, l’esperienza insegna, se il diametro è più consistente il piacere risulta da parte del ricevente più intenso. Ed è forse proprio per questo che la ricerca denuncia esserci casi di persone che vogliano rendere il proprio pene più grosso di circonferenza, mentre appare che a pochissimi gay interessi praticare iniziative che garantiscano un aumento della lunghezza. Noi gay ci sappiamo sempre distinguere e, anche in questo caso, molto bene.

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