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Il sesso? Ora si fa per beneficenza

Che il sesso sia la più grande e florida industria del Web è un dato di fatto… Si potrebbe dire, anzi, che è uno dei pochi settori a non aver risentito neanche molto della crisi, considerando il numero di utenti che affollano i siti di photo e video sharing e i cloni in chiave porno dei social network più famosi.

Ma come ogni industria, anche il sesso via Internet ha bisogno di aggiornarsi e stare al passo con i tempi… E così, ecco arrivare una nuova tendenza che si è affermata in alcuni paesi già qualche anno fa e, adesso, sta iniziando a prendere piede anche da noi. Si tratta del cosiddetto sex for charity, ovvero l’uso del porno per iniziative di beneficenza.

Uno dei primi servizi di questo tipo è nato nel 2004, in Norvegia, e si chiama Fuck For Forest . Sul sito internet ufficiale, gli attivisti che hanno lanciato questo progetto definiscono FFF come una organizzazione ecologica erotica non-profit. E le ragioni di una simile definizione ci sono tutte: all’interno del loro “War on error” e “Love manifest”, spiegano che vogliono salvare il pianeta e promuovere una concezione nuova di rispetto per la natura, ripudiando ogni forma di guerra e facendo sesso libero in mezzo alla natura.

Non è altro che una riproposizione in chiave moderna del “Fate l’amore, non fate la guerra!”, ma con un nobile scopo, perché per guardare le immagini e i video pubblicati dagli attivisti o anche dai membri che scelgono di partecipare al progetto, bisogna pagare una quota mensile che viene usata per sovvenzionare progetti ecologici e di salvaguardia dell’ambiente in tutto il mondo (in particolar modo Brasile, Costa Rica, Perù, Slovacchia ed Ecuador). Ognuno degli attivisti, poi, ha una piccola scheda sul sito, con tanto di foto, notizie personali, orientamento sessuale (quasi tutti “open-minded”) e hobby.

E se pensate che sia una cosa creata ad hoc da gente che vuole solo fare sesso e mostrarsi voyeuristicamente a tutti, dovrete ricredervi… Perché la FFF è un’associazione non-profit per davvero, con tanto di registrazione all’albo delle associazioni e codice identificativo. Stando alle notizie che viaggiano sul web, i ragazzi sono riusciti a raccogliere, nel primo anno di attività, 100.000 dollari: un risultato di tutto rispetto!

E in Italia? Pochissimo tempo fa, due ragazzi hanno lanciato una start-up chiamata Come4.org, che, sul modello di FFF, consente agli utenti di postare immagini e video personali a sfondo sessuale che possono essere visti da altri utenti solo dietro il pagamento di una quota. Il denaro raccolto verrà utilizzato dalla piccola impresa per scopi nobili, sfruttando la collaborazione di associazioni di sviluppo socio – culturale. Al momento, tra gli enti interessati, vi è la Fondazione Asta Philpot, che ha l’obiettivo di aiutare persone con disagi fisici o mentali ad avere una vita normale.

Dalle pagine del sito internet ufficiale si legge che il progetto ha tre obiettivi principali: promuovere un ideale della sessualità umana positivo, secolare, liberale e pluralistico; rispettare i consumatori di contenuti sessuali on-line; supportare persone, cause etiche e fondazioni non-profit con idee e progetti provocatori. Anche in questo caso l’idea è molto valida, anche a giudicare dall’interesse che alcune associazioni stanno avendo nei confronti della start-up.

Il sito Web partirà entro poche settimane. Al momento, è possibile iscriversi alla newsletter per ricevere le ultime news in merito al progetto e al proseguimento dei lavori. Nei mesi scorsi, i due ragazzi ideatori sono andati a caccia di fondi per campagne di marketing virale e la costruzione del sito attraverso una campagna di crowdfunding su Ulule, che ha avuto anche un buon successo, considerando che sono riusciti a raggiungere la cifra che si erano imposti per partire con lo sviluppo della piattaforma. A chi ha donato cifre dai 10 euro in su, arriveranno presto degli omaggi, tra cui stickers, preservativi e magliette.

Ma la cosa più importante da sottolineare è che il tabù – sesso, molto resistente nel nostro paese, è stato rotto! Vuoi vedere che anche da noi sta finalmente cambiando l’idea di sessualità?

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