Intervista alla drag queen Revuelta Strass

Il mio incontro con la Drag Queen Revuelta Strass

Ciao Revuelta, per te cosa significa essere una Drag Queen?

Drag queen: intervista a Revuelta StrassPer me essere una Drag Queen vuol dire esprimere una favolosità che si ha interiormente, vuol dire costruire un personaggio, dotato di una caratterialità, di connotati ben specifici, di caratteristiche, proprio come nella vita reale, ma in modo esasperato e, a volte, portato all’ “estremo”. Una Drag Queen secondo me ha sì connotati femminili (per quanto poi esistano diversi generi artistici) ma non bisogna mai dimenticare che si tratta sempre di un uomo che “en travesti” sta su un palcoscenico, impersonificando un ruolo. In quel momento, ciò che una Drag  esprime deve essere talmente bello, limpido, pulito e unico, da ammaliare, estasiare, incuriosire, attrarre l’occhio e la mente dello spettatore … insomma, si tratta di forma e di sostanza: l’espressione, il contenuto di un’esibizione assieme a un look molto curato, nei minimi particolari, dal trucco, al parrucco, all’abito, ai gioielli, concludendo con gli accessori.

Come ti sei avvicinato a questa forma di comunicazione artistica?

La mia carriera artistica è iniziata per gioco con un’apparizione ludica nel 1998, più ufficialmente se vogliamo però dare una data precisa, correva il 28 novembre 1999 ed ero nella città di Madrid.

Il mio ragazzo di allora era il responsabile artistico di una serata che ahimè non è più presente nella movida madrilena. Mancava una drag queen per motivi di salute e quindi un po’ per gioco, un po’ per curiosità, mi ritrovai catapultato in un tourbillon di lustrini, paillettes e strass, vestito di tutto punto da “bailaora”, cioè da ballerina di flamenco, per fare un pezzo di folklore tipico della penisola iberica. Fu una cosa molto divertente, ma per me abbastanza imbarazzante, soprattutto perchè non conoscevo quasi per niente la lingua spagnola. Pian piano, quel gioco diventò uno scherzo e poi una passione e così, da quel dì, sono passate diverse primavere, ma l’emozione che provo ogni volta, prima di uscire sul palcoscenico è sempre la stessa.

Difficoltà e soddisfazioni di calarsi nel ruolo di Drag Queen…

La favolosa Revuelta StrassDifficoltà molte: le prime difficoltà sono quelle riguardanti la costruzione e la strutturazione della parte caratteriale, per poi arrivare a quelle più di ordine “pratico” cioè correlate alla “mise-en-scène” di un pezzo.

Ogni volta che si fa un pezzo nuovo, si riparte un po’ da capo … ma si aggiunge contemporaneamente un pezzettino nuovo a una struttura che pian piano si edifica e diviene sempre più complessa, proprio come il carattere di una persona nella realtà.

La cosa che però bisogna sempre tenere presenti è che il proprio “alter ego” è qualcosa che ha ragion d’essere e di esistere in virtù di un fine: lo spettacolo, la forma d’arte che costituisce ciò che è. Al di fuori di questo, il proprio personaggio drag queen secondo me deve restare sulle testine, nei bauli, negli armadi … insomma, la realtà è qualcosa di ben separato.

Altra difficoltà non da meno, che in realtà costituisce anche una delle grandi cose positive di quest’arte è la ricerca dei materiali per realizzare l’idea che si ha in mente quando si deve portare sul palcoscenico “qualcosa”: ricerca in termini di tessuti, per gli abiti, ricerca di termini di accessori, gioielli, guanti, borsette e così via, ricerca in termini di acconciatura per quanto riguarda il parrucco … e se si rende necessario, anche ricerca in termini di scenografia, che costituisce a tutti gli effetti in alcuni casi un annesso fondamentale che dà senso alla performance.

Soddisfazioni: credo di dire, in modo molto critico, meno rispetto alle difficoltà … spiego meglio cosa intendo dire.

Personalmente, sono molto critico nei confronti di me stesso, quindi le soddisfazioni giungono ma è anche bello non essere “mai contenti al 100% di se stessi”, perchè c’è sempre un margine di miglioramento, di crescita. Tanto più le sfide sono ardue, tanto maggiori sono le soddisfazioni che ne derivano … ma l’autocritica è fondamentale.

Ad ogni modo, le soddisfazioni ci sono e i feedback migliori che le portano sono quelli che giungono dal pubblico: è fondamentale emozionare emozionandosi. Proprio qualche giorno fa, una bambina mi ha detto “io da grande voglio diventare bella, proprio come te e io ho scoperto che le principesse delle favole esistono perchè ne ho incontrata una e sei tu”. Certe cose non hanno prezzo e questa credo sia proprio una di quelle!

Quanto ti senti Drag anche nella vita quotidiana?

La mia vita quotidiana è quella di Marco, un uomo con il proprio lavoro, i propri impegni, annessi e connessi. Revuelta è qualcosa di “annesso e connesso”, che può uscire tutti i giorni, a sprazzi come l’arcobaleno dopo un temporale, o a volte non uscire del tutto. Certo, dipende dai progetti, dalle serate, da quanti ce ne sono e dalla loro frequenza/cadenza.

Ripeto e tengo a ribadire però, quello che ho detto poco prima: Revuelta non è un qualcosa di reale, chi vive la realtà è Marco e questa cosa va sempre tenuta ben presente. Certo che andando per strada, guardando le vetrine, alla comparsa di strass, paillettes, lustrini e/o piume .. basta un niente per far scaturire un’idea per un pezzo nuovo, per un nuovo look e generare così qualcosa che metereologicamente potremmo chiamare “una fresca brezza di favolosità improvvisa”!

In quali progetti artistici sei attualmente impegnato e in quali, invece, sarai impegnato nel futuro prossimo?

Il progetto artistico più importante nel quale sono attualmente impegnato e il concorso di Miss 123 Bella! / Mister 123 Bello!, concorso basato sulla bellezza in ambito Drag Queen a 360°.

Ci sono anche dei progetti, sempre per degli atri concorsi, alcuni correlati sempre al concorso appena citato, dei quali posso e voglio solo svelare la nuova creatura che prenderà il via con il 2017 che si chiamerà “Androgynus” (dedicato specificamente alle figure androgine), così come altri progetti che però per il momento non posso svelare, taluni di produzione italiana, altri a partecipazione spagnola, perchè non scordiamo mai che le mie origini sono radicate alla penisola iberica.

Ho fatto parte di progetti riguardanti la moda, la musica, la fotografia e ne sono in studio altri, in taluni di questi settori, ma che per il momento sono top secret. Nel mese di Aprile 2017 invece, un grande progetto di cui farò parte si chiama “Fabulous” e sarà una crociera sulla Costa Favolosa all’insegna della favolosità per l’appunto, correlata sempre al concorso di Miss/Mister 123 Bella/o!; sarà un insieme di eventi in ambito “bellezza” Drag Queen e non solo. Un progetto invece molto importante che voglio citare nel mio recente passato è “Around The World In 80 Drag Queens”, libro scritto da Jimi Dhalluin-Goninan, scrittore australiano residente a Parigi, che ha voluto racchiudere in un libro diversi stili, pensieri, modi di fare la Drag Queen, come se fosse un vero e proprio giro attorno al mondo. Assieme a me molte Drag Queen del RuPaul’s Drag Race quali Alaska Thunderfuck, Darienne Lake, Ongina, Yara Sofia, Shangela Laquifa Wadley, Tammie Brown, Willam Belli, Nina Flowers e molte molte altre ancora, che vi invito ad acquistare se vi interessa il mondo Drag Queen. Credetemi, è davvero molto accattivante e ne scoprirete delle belle!

Nel mondo delle Drag Queen quanto è elevata la rivalità e qual è invece la possibilità di trovare delle amicizie sincere?

Nel mondo Drag Queen la rivalità è molto molto alta: la paragonerei a una battaglia fra dive, a una lotta all’ultimo colpo di tacco, all’ultimo sbrilluccichio di strass.

Diciamo che dietro questo fantastico mondo fatto di riflettori, tacchi, lustrini, paillettes e gioielli sontuosi, si nascondono lingue biforcute degne delle peggiori serpi, personaggi pronti ad accoltellarti alle spalle alla prima distrazione o alla prima caduta di stile e ciò non è molto positivo secondo me.

Credo infatti che se solo più persone capissero che la guerra, la falsità e l’ipocrisia non hanno mai portato a nulla di positivo, questa piccola nicchia che è il mondo Drag Queen sarebbe migliore. Nella vita così come nell’arte, l’importante secondo me è parlare vis-a-vis, con educazione e rispetto reciproco … ma tutto ciò si scontra inequivocabilmente con la caratterialità delle persone, con quel complesso che si chiama “psiche”, roccaforte a volte inespugnabile, nonchè con il contesto socio-culturale in cui è nato, cresciuto e che circonda ogni persona. Rivalità e i dissapori per cosa, poi? Per una maggior visibilità? Per una fama sempre più ampia? Per un numero di serate sempre maggiore? Io credo da sempre che l’unione possa fare la forza e che la solidarietà “d’ordine” potrebbe portare a risultati migliori, anche in termini qualitativi di spettacolo offerto al pubblico e, in primis, agli “aficionados” del mondo delle Drag Queen, che ben conoscono queste dinamiche nella maggior parte dei casi.

Non volendo e non potendo, soprattutto, fare di tutta l’erba un fascio, come nella vita reale, anche fra artisti, fra Drag, si trovano amici, veri amici, sinceri e leali, persone con le quali condividere spacchi di quotidianità così come attimi di spensieratezza. Io ne ho … si contano sulle dita delle mani, ma ci sono, grazie al cielo!

Come facciamo a seguirti? Hai un tuo sito internet, una tua pagina Facebook?

Dunque, l’unico modo per seguirmi è per l’appunto Facebook, sul mio profilo che potete cercare benissimo come Marco Spagna o Revuelta Strass (o con nome completo Revuelta Uragania Kathyusha Strass … sì, lo so, è complicato ed è lungo, ma per ogni Drag Queen c’è una grande storia dietro ad un grande nome).

Tengo aggiornato il mio profilo con regolarità e su questo, quindi, potete seguirmi, venire agli spettacoli che faccio, seguire l’evoluzione dei progetti di cui abbiamo parlato poc’anzi, partecipare alle attività e ai progetti dei quali faccio parte … o semplicemente guardare nuovi look che ogni tanto studio e immortalo, così come i video che faccio prima delle serate, con vena ironica perchè come si suol dire “il riso fa buon sangue”.

Siamo in chiusura, lascia un messaggio come Drag Queen e un messaggio come Marco Spagna…

Il messaggio che mi sento di lasciare come Revuelta Strass è “meno strEss, più strAss”, motto che ormai ho coniato da molti anni e che utilizzo a volte per concludere i miei messaggi e le mie serate, assieme al mio ormai celebre saluto “Baci baci e mille strass”.

You may also like

By