L’omosessualità e la disabilità raccontate in un libro: la storia di Nadir

nadir malizia intervistaAbbiamo incontrato Nadir Malizia, 39 anni, diversamente abile dalla nascita, originario di Cremona e da alcuni anni residente a Marotta (PU), per parlare della sua vita e soprattutto del libro che ha scritto, dal titolo ‘Vita su quattro ruote’, libro, autobiografico e non solo, pubblicato dalla casa editrice ‘C’era una volta’ di Roma, che ha fortemente creduto in lui e nella sua storia.

Centootto pagine, 16 capitoli, in cui, innanzitutto, l’autore tocca il tema della disabilità e della omosessualità, affrontando entrambi a 360 gradi, da un punto di vista sia personale che sociale.

Ciao Nadir, ben trovato, grazie per aver accettato la nostra intervista: cosa significa essere disabile ed omosessuale, in Italia?

Prima di tutto voglio ringraziare la redazione di PianetaGay per questa intervista. In particolare te, Ilaria, che hai voluto conoscermi e far conoscere il mio libro “Vita su quattro ruote” edito da GruppoC1V Edizioni di Roma.  Veniamo alla prima domanda che mi poni. Essere disabile e omosessuale, certamente non è facile, a fronte dei tanti pregiudizi che sussistono nella nostra società. Per molti la diversità non dico che faccia paura, ma ci sono ancora tanti muri da abbattere. Devo dire che è stato fatto un passo molto importante, riconoscendo le unioni civili e i diritti per le persone dello stesso sesso (meglio tardi che mai). Nel mio libro autobiografico “Vita su quattro ruote2, ho voluto raccontare del mio rapporto con la mia omosessualità in modo sereno e tranquillo, trasparente. Sapevo benissimo a quello che stavo andando incontro. Ero consapevole che potevo ricevere anche delle critiche ma questo non mi spaventa. I giornali e i media sono abituati a parlare della omosessualità solo tra due uomini e donne “normodotati” ma parlare invece di quello che potrebbe capitare tra un uomo gay in carrozzina e l’altro rappresenta un tabù e allora io mi chiedo, perchè non se ne parla? Cosa c’è di strano? L’amore è amore indipendente da come sei. Gran parte delle persone gay vogliono uomini palestrati, le donne omosessuali vogliono donne mascoline e questo lo affermo senza ipocrisia. Tuttavia, esistono anche altri di realtà, di uomini e di donne, in carrozzina che sono bellissime, sì, ma che stanno sedute e che vogliono essere trattate come una qualunque altra persona. In fondo siamo uguali con le nostre diversità. Tutti abbiamo il diritto di amare e essere amati.

Parli di entrambe le situazioni nel tuo libro intitolato Vita su 4 ruote, edito da C’era una volta, casa editrice romana: come è nata questa idea?

Esatto nel libro parlo di entrambi le situazioni, anche se Nadir Malizia 3approfondisco tanti altri temi molto interessanti, che avrete modo di scoprire, se vorrete leggere il libro. L’idea di scrivere questo libro autobiografico è nata come un fulmine a ciel sereno. Ascoltando i telegiornali, leggendo i quotidiani e ascoltando i programmi di attualità, ho notato come se ne parli poco e male e come si mettano in risalto soltanto gli aspetti negativi, ovvero le difficoltà. Facciamo vedere, invece, anche gli aspetti positivi, indipendentemente dalla nostra condizione. A questo punto ho voluto mettermi in gioco. In primis è  stata una bella sfida con me stesso  E dopo in secondo piano, è stata sicuramente la sfida più grande, con la nostra società. Ho voluto metterci la faccia indipendentemente da quello che gli altri, potevano fare, pensare o dire. In primo luogo sono convinto che ci voglia RISPETTO.

Sei laureato in legge….

Sono laureato in legge da quasi sei anni. Specializzato in Diritto Comunitario e Diritto Internazionale dell’UE con la conoscenza di due lingue straniere. Ma questa non è stata la prima scelta che ho fatto, dopo essermi diplomato in lingue nel 2000. Volevo fare l’attore di teatro e cinema, visto che in passato con la scuola, ho avuto esperienze molto interessanti in questo campo. Devo dire che ero anche bravo, a detta di chi era dell’ambiente. Presi un anno sabbatico per staccare la spina e in marzo cominciai a studiare per entrare in Accademia di teatro. Studiai con impegno fino al giorno del provino. Mi preparati Amleto e una poesia di Pascoli dal titolo LAVANDARE. Qualche mese prima mio padre mi accompagnò a parlare con il direttore dell’accademia. Sembrava entusiasta della mia scelta di entrare nella scuola e questo mi diede la carica, per impegnarmi ancora di più. Arrivò il giorno del provino a metà settembre ma non ebbi modo di farlo a causa della struttura inagibile e mi venne detto dalla segretaria, che avrei dovuto aspettare un altro anno. Mio padre ci rimase male. Mi propose allora di andare a Milano al Teatro Piccolo dove insegnava Gigi Proietti. Ma io gli risposi di no. Dopo tre anni cosa avrei fatto? Trovare un gruppo non è facile. Allora presi la decisione di iscrivermi all’ università. All’inizio non è stato facile, perché non era quello che volevo fare ma poi capii che avrei potuto farcela. Mi sono laureato in legge nel 2010.

Cosa rappresenta la scrittura, per te?

Libertà di espressione fatta di parole, pensieri e emozioni.

Quanto è importante la forza di volontà, in tutto quello che facciamo e nel superamento delle difficoltà, in base alla tua esperienza di vita?

Secondo la mia esperienza personale, la volontà che ognuno di noi possiede è un fattore molto importante, per superare le difficoltà di ogni giorno. La vita io l’ho sempre paragonata ad un gioco di società con il detto: “Chi l’ha dura la vince” in parole povere, se credi in cio che fai, riuscirai ad arrivare a qualsiasi obbiettivo tu voglia. Nel corso della mia vita ho superato tante difficoltà personali e sociali; non dico che le difficoltà siano terminate ma niente è impossibile. Ho sempre superato ogni cosa con il sorriso perché da ogni esperienza, si può sempre trarre un’insegnamento che ci fa crescere e migliorare come essere umani.

Progetti per il futuro prossimo…

Di progetti per il futuro ne ho, spero di realizzarli tutti. Per ora continuo a scrivere il mio secondo libro ambientato nel mondo della lirica. Continuo, nel frattempo, a far conoscere il mio primo libro, e spero che continui ad essere letto e che possa far riflettere visti i temi che tratto. Chi volesse acquistarlo può visitare il sito della casa editrice GruppoC1V Edizioni  e anche la pagina facebook ufficiale del libro.

Siamo in chiusura, Nadir, grazie per questa bella chiacchierata: a questo punto ti chiedo di lasciare un messaggio ai lettori di Pianeta Gay…

Amate la vita e accettatevi per come siete, perché se avrete pazienza e costanza, potrete conoscere tanto di voi stessi. Fatto questo riuscirete a capire anche gli altri e quello che vi circonda.

 

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