‘Kramer/Fauci’ riaccende una discussione di 30 anni fa con rilevanza diretta oggi

14 Ottobre 2026

'Kramer/Fauci' riaccende una discussione di 30 anni fa con rilevanza diretta oggi

Il cosiddetto «teatro verbatim» ha un potere unico nel contestualizzare la storia e nel fornire a un pubblico contemporaneo nuove prospettive sugli eventi passati. Usando le parole reali pronunciate da persone vere in un tempo e in una situazione specifici, questo genere non sovrappone astrazione artistica — o finzione — agli eventi. Piuttosto, la tensione drammatica nasce dall’interpretare la storia attraverso la comprensione del presente da parte del pubblico.

Moisés Kaufman e il Tectonic Theater Project hanno prodotto opere altrettanto importanti quali «Gross Indecency: The Three Trials of Oscar Wilde», «The Laramie Project» e la prossima trasposizione a Broadway di «Here there Are Blueberries». Queste sono state potenti esempi dell’efficacia di questa forma nel creare un dramma avvincente.

L’impatto teatrale di questa forma è pienamente evidente nel brillante «Kramer/Fauci», concepito e diretto da Daniel Fish e ora in scena al St. Ann’s Warehouse a Brooklyn. L’opera si basa sulla trascrizione di un programma di chiamate di un’ora trasmesso da C-SPAN il 30 novembre 1993. Ospiti sono Anthony Fauci, che all’epoca dirigeva il National Institute of Allergy and Infectious Diseases, e l’attivista per l’AIDS e autore Larry Kramer. La conversazione è moderata dall’ospite di C-SPAN Steve Scully, e l’argomento dibattuto è la formazione di una task force sull’HIV e l’AIDS nell’amministrazione Clinton.

Nella messa in scena di Finch, l’opposizione diametrica tra l’approccio dei due uomini all’argomento colpisce con forza. Fauci è il funzionario governativo misurato che difende l’approccio dell’amministrazione e cerca di spiegare la complessità del processo per ottenere risultati concreti. Kramer è furioso per i tempi necessari per realizzare qualcosa. Kramer, che in altre sedi aveva chiamato Fauci un “omicida” e un “idiota incompetente”, imperversa contro la lentezza del governo mentre si perdono vite.

Quello che è particolarmente notevole nell’ascoltare questa contrapposizione a 33 anni di distanza e alla luce del fatto che l’HIV sia passato da una condanna a morte sicura a una malattia gestibile e cronica, è che al di sotto della dinamica bellicosa dell’interazione ci sono due uomini che si rispettano reciprocamente come individui. Stanno discutendo del tema, non impegnandosi in ad hominem attacchi. Infatti, Fauci in seguito ha detto che è stata l’ostinazione e la retorica aggressiva di Kramer a costringere il governo a cambiare l’approccio alla ricerca e al trattamento dell’HIV e probabilmente a salvare innumerevoli vite.

Sebbene si tratti di un’intervista televisiva con Fauci in studio e Kramer da remoto, Fish ha collocato l’opera in uno spazio vuoto e cavernoso, spesso illuminato da una luce bianca spietata progettata da Scott Zielinski. È una messinscena espressionista che consente agli attori di muoversi, entrando e uscendo dalla messa a fuoco in base alla distanza dal pubblico e tra loro, e che amplifica sempre il testo e il conflitto tra i due uomini. Il moderatore rimane in gran parte al centro dello spazio, e per la sezione delle telefonate dello spettacolo, un’attrice interpreta tutti i chiamanti.

A un certo punto, una massiccia macchina di schiuma viene spostata al centro dello spazio e lo ricopre di spuma torreggiante. Man mano che l’altezza cresce, Kramer resta al centro, quasi coperto dalle bolle. È un’immagine sbalorditiva che indica che Kramer e, per estensione, l’intera questione, sono consumati e offuscati dai meccanismi lenti del governo. Sebbene Fauci all’inizio rimanga ai margini della schiuma, in seguito si ritrova al centro, mentre la macchina si ferma, le bolle si sciolgono e Kramer asciuga via il caos con una spatola. È un coup de théâtre che è tra i più potenti che abbia visto, reso ancor più galvanizzante dalla sua intrinseca semplicità. E naturalmente, non stupisce troppo venendo da Fish; la sua messa in scena di «Oklahoma» nel 2019 è stata altrettanto visionaria e rivelatrice.

Will Brill è eccellente nel ruolo di Dr. Fauci, catturando il suo accento di Brooklyn e il portamento alquanto formale. Thomas Jay Ryan sembra incarnare direttamente Kramer, dalla sua passione infuocata fino alla capacità di ispirare e sfidare gli spettatori. I due hanno conservato ogni sfumatura dell’intervista. Greig Sargeant è eccellente come Moderatore, così come Jennifer Seastone nei panni di tutti i chiamanti.

Anche se la discussione risale a tre decenni fa, è completamente rilevante anche oggi. Mentre il dottor Fauci viene bersagliato e reso capro espiatorio per la risposta a un’altra pestilenza (Durante lo spettacolo, Kramer si riferisce all’HIV/AIDS come a una «piaga») in forma di COVID-19, è notevole vedere la sua risposta misurata e scientifica di fronte all’emotività dilagante. Sebbene appassionato, Kramer è ben più intelligente, basato sui fatti e sensato rispetto alle persone che attaccano oggi il dottor Fauci.

In definitiva, però, resta la sensazione che un tempo gli avversari potessero confrontarsi in modo violento, dissentire in modo potente e discutere, eppure volessero lo stesso risultato. È completamente sconcertante cosa vogliano le persone che criticano il dottor Fauci oggi; è solo un caos di rumore. Eppure, «Kramer/Fauci» ci mostra ciò che una volta era possibile — e ci lascia una scintilla di speranza che potremmo tornarci.

Kramer/Fauci | St. Ann’s Warehouse | 45 Water Street, Brooklyn | Da martedì a sabato ore 19:30; Sabato e Domenica ore 15:00 fino al 24 ottobre | $45-$85 presso St. Ann’s Warehouse|
1 ora, nessuna interruzione

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