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L’arte contro l’omofobia

17 Maggio a Brescia: l'arte contro l'omofobia

Tanti sono stati gli artisti che hanno potuto partecipare a un’idea, lanciata da Nella Ferrara di Orlando, Comitato Provinciale Arcigay di Brescia, presieduto da Federico Marchiori, presso il circolo Arci di Via Risorgimento 18 a Brescia, in occasione del 17 maggio, giornata contro l’omofobia. L’arte è qualcosa che rimane impressa come messaggio universale atemporale: ed è in questa ottica che il Circolo ha voluto dare avvio a un’esperienza che garantisse un impegno civile, in un gesto di empatia generale, per fronteggiare ogni sorta di discriminazione alimentata da pregiudizi. Nella è la responsabile eventi del Circolo Orlando.

17 Maggio a Brescia: l'arte contro l'omofobia

Abbiamo intervistato Nella e Federico per lanciare uno sguardo e dare voce a un’iniziativa che vuole andare oltre il 17 maggio: perchè il problema dell’omofobia non si esaurisce in quella giornata, importante, storica, ma insufficiente per un impegno di eliminazione di ogni forma di persecuzione e di emarginazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Li abbiamo intervistati volutamente dopo il 17 maggio, un po’ perchè la collettiva è ancora allestita, un po’ perchè si è convinti della necessità di protrarre un’opera di opere artistiche intrisa di un grande significato. “L’arte è sembrata l’arma migliore contro l’omofobia – ci suggerisce Nella – e l’idea nasce dall’esigenza di sensibilizzare tutti sulle violazioni dei diritti civili fondamentali di ogni persona”. L’iniziativa di inaugurazione ha avuto molto ritorno di pubblico e, come ci racconta Federico, “erano presenti anche cittadine e cittadini comuni che hanno avuto così l’occasione di confrontarsi con una realtà sociale quella delle persone glbt spesso nell’ombra”. Da questi accenni leggiamo le loro risposte, dandoci un assaggio di un appuntamento che rimane disponibile per la collettività e che invita, senza scadenze temporali, a impegnarsi con più determinazione e costanza contro la piaga della nostra contemporaneità: l’omofobia.

Intervista a Nella Ferrara, responsabile eventi Arcigay Brescia Orlando, artista e ideatrice dell’iniziativa “L’arte contro l’omofobia”

Nella: l’idea da dove nasce?

L’ idea nasce dall’esigenza di sensibilizzare tutti sulle violazioni dei diritti civili fondamentali di ogni persona. L’omofobia è una minaccia per tutti, etero e non: abbiamo pensato, quindi, di realizzare questa iniziativa … e l’arte è sembrata l’arma migliore contro l’omofobia.

In che cosa consiste l’opera?

L’esposizione consiste in una raccolta di opere artistiche riguardanti persone diverse solo per l’orientamento sessuale dai canoni che la società impone: come vengono viste dagli altri e da sestessi, come gioiscono,come soffrono.In sostanza come vivono e come viviamo.

La reazione da parte degli artisti coinvolti?

Volenteroso entusiasmo

… e quella del pubblico bresciano, e non solo?

Interessata e ben disposta curiosità?.

Quale è il messaggio unitario che ne deriva dall’opera che riprende diversi lavori artistici?

L’omofobia è una minaccia per tutti, non solo per la comunità lgtb o per uno sparuto gruppo di attivisti radical chic?.

Come sono stati selezionati gli artisti presenti: secondo quale canone estetico e contenutistico?

Per precisa scelta nostra non abbiamo imposto nessun canone artistico: volevamo libertà assoluta … D’altronde è pur sempre una manifestazione per la libertà. Ovviamente il contenuto era legato al tema. In sostanza abbiamo fatto esporre i coraggiosi, disposti ad esporsi.

E’ la tua prima esperienza?

Si, la prima esperienza?.

Credi sia stata efficace e, soprattutto, che cosa l’arte performativa e visiva può garantire contro i pregiudizi e l’omofobia?

Non so se sarà stata davvero efficace, in fondo una piccola mostra non può che essere solo una goccia nel mare: bisogna provarci. L’arte non può dare garanzie e può solo colpire l’osservatore; e spero che qualcuno sia rimasto colpito o per lo meno si sia fermato a pensare al pericolo che rappresenta l’omofobia per la società.

Federico Marchiori, Presidente Comitato Arcigay Brescia, Orlando, e promotore dell’iniziativa “L’arte contro l’omofobia”.

Artisti contro l’omofobia: da dove nasce l’idea e come si è esplicata?

L’idea di una mostra contro l’omofobia nasce da un’idea della responsabile eventi del nostro Comitato Nella Ferrara nel corso del primo Consiglio Direttivo della nuova dirigenza provinciale. La proposta è stata accolta con grande ottimismo da parte di tutto il Direttivo. A questo punto si trattava solo di trovare gli artisti e una location adatta, compatibilmente con le risorse economiche limitate dell’associazione. Dopo qualche settimana abbiamo scelto di inaugurarla presso il circolo Arci di Via Risorgimento 18 a Brescia e, ben presto, alcuni artisti professionisti e alcune persone, artisti non di professione ma di buona volontà, si sono resi disponibili a realizzare delle opere a tema o a mettere a disposizione delle loro opere già realizzate sul tema dell’omofobia. A questo punto il gioco era fatto.

 Che cosa l’arte può fare contro l’omofobia?

L’arte può fare molto contro l’omofobia. Una manifestazione, una conferenza si dimenticano, un volantino si butta via, ma un’ immagine rimane impressa nella mente e non si dimentica, soprattutto se a grande impatto emotivo. Ecco perché l’arte, in qualsiasi forma si manifesti, è suscettibile a lasciare un segno, un’impronta indelebile assumendo quindi un importante valore pedagogico. L’immagine profonda di due donne anziane che camminano mano nella mano sulla spiaggia ci insegna ad esempio che l’omosessualità non è solo sesso è anche affettività, sentimenti, instaurando nel visitatore un sentimento di empatia.

 Quale ritorno ha avuto l’iniziativa nell’ambito cittadino, soprattutto tra coloro che sono fuori dal movimento?

Crediamo che l’iniziativa abbia avuto un impatto abbastanza buono nell’ambito cittadino. Alla serata inaugurale erano presenti una sessantina di persone, record storico per una città chiusa e bigotta come Brescia. Tra loro: socie e soci, di cui mi ha favorevolmente stupito l’ampia presenza di giovani, candidate e candidati per le elezioni amministrative, visto che l’inaugurazione è stata affiancata da un evento politico di confronto sul tema dell’antidiscriminazione con le liste in corsa per la Loggia. Erano però presenti anche cittadine e cittadini comuni che hanno avuto, così, l’occasione di confrontarsi con una realtà sociale, quella delle persone glbt, spesso nell’ombra.

Altre iniziative simili in futuro?

Al momento non ci sono altre idee per iniziative simili nel prossimo futuro, anche perché stiamo concentrando i nostri sforzi per far diventare la mostra permanente, ma allo stesso tempo itinerante, così che possa essere fruibile al maggior numero di persone anche fuori dall’ambiente omosessuale.

Che cosa pensi debba fare un’associazione, quale quella che tu guidi, per mobilitare le coscienze su un problema anche in quelle giornate che non sono ricorrenze?

Più che cosa pensi debba fare avresti dovuto dire cosa facciamo. Non lo dico con presunzione anche perché siamo consapevoli di essere volontari e volontarie che cercano con il massimo sforzo di operare sul territorio, spesso senza avere alle spalle competenze e capacità specifiche. L’omofobia non deve essere combattuta solo il 17 maggio di ogni anno, ma richiede, anzi, un impegno costante sul territorio, confrontandosi con le persone, soprattutto a partire dalle scuole che sono spesso teatro di violenze psicologiche a danno di adolescenti glbt. Come Arcigay andiamo nelle scuole per portare le nostre esperienze e dialogare con gli studenti.

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