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Laura Boldrini indica la strada per i diritti gay

Laura Boldrini ha indicato la strada per i diritti gay in Italia

Forse (il condizionale è d’obbligo) le cose iniziano a cambiare anche in Italia. Il week-end ha regalato un paio di conquiste molto significative per la comunità omosessuale del nostro Paese, soprattutto a livello politico.

Laura Boldrini ha indicato la strada per i diritti gay in Italia

Lo scorso 02 Maggio aveva fatto discutere la nomina di Micaela Biancofiore come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega alle Pari Opportunità. Un coro di sdegno aveva invaso l’intera penisola, da Alessandro Zan, deputato Sel e attivista per i diritti gay (“La neo sottosegretaria alle pari opportunità fedelissima di Berlusconi sembra una scelta infelice per un dicastero a cui sono demandate anche scelte politiche sul fronte dei diritti gay“) a Ivan Scalfarotto, deputato del PD (“Devo ammettere che la nomina di Michaela Biancofiore mi ha preso in notevole contropiede e ha esaurito rapidamente la soddisfazione per la scelta di Josefa Idem al corrispondente incarico ministeriale“), senza dimenticare Anna Paola Concia (“Mi sento un piccolo dalmata. La sua nomina mi ha fatto infatti pensare a Crudelia De Mon messa come guardiana dell’allevamento dei cuccioli di dalmata“) e le numerose associazioni gay che hanno espresso tutto il malcontento di una scelta, l’ennesima, molto infelice, viste le dichiarazioni apertamente anti-gay espresse in passato dalla diretta interessata: “Purtroppo qualcuno nasce con una natura diversa, tra l’altro una natura che non ti fa avere una vita facile“. E ancora: “Chi va con i trans ha seri problemi“.

Sono bastate queste due frasi e un’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica (in cui afferma che “mi piacerebbe per una volta che anche le associazioni gay, invece di autoghettizzarsi e sprecare parole per offendere chi non conoscono, magari condannassero i tanti femminicidi delle ultime ore. Difendono solo il loro interesse di parte“) per convincere il neo presidente del Consiglio, Enrico Letta, a fare un passo indietro e togliere la delega alle Pari Opportunità alla Biancofiore, spostandola verso la Pubblica Amministrazione. Un risultato salutato da molti come una liberazione e un gesto di buon senso.

Il quotidiano “il Giornale”, noto per la sua vicinanza alla figura di Berlusconi, ha immediatamente tuonato contro una presunta “lobby gay” che avrebbe influenzato la decisione di Letta, sbattendo in prima pagina la “non-notizia” nell’edizione di domenica 05 Maggio. Ma proprio mentre il Giornale lanciava le sue deliranti teorie sul mondo gay, ecco arrivare un secondo traguardo importantissimo: la nuova presidentessa della Camera, Laura Boldrini, in occasione di un confronto promosso dal Consiglio d’Europa svoltosi a Venezia sul tema della parità di genere, cui ha partecipato anche la Concia, ha espresso le sue ferme opinioni in merito alla strada che deve seguire la classe politica per riconoscere finalmente i diritti gay anche nel nostro Paese.

Opinioni che sono state poi ribadite in un bellissimo post pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale: “Un’Europa diversa, attenta ai diritti e non preoccupata soltanto del pareggio di bilancio. Un’Europa madre e non matrigna, come invece viene spesso percepita oggi a causa delle pesanti politiche di austerità. Ne abbiamo parlato oggi pomeriggio a Venezia in un confronto su parità di genere e contrasto all’omofobia promosso dal Consiglio d’Europa. L’Ue ci chiede di intervenire anche per regolamentare le unioni civili, essendo l’Italia uno dei pochi Paesi che non le ha introdotte. Come del resto esigono molti cittadini, che sono più avanti della politica e delle istituzioni. Servono interventi contro l’omofobia, che nasce dalla stessa matrice che produce la violenza contro le donne. Il raffronto con gli altri paesi può spingerci ad avanzare. E’ questa la dimensione ‘politica’ dell’Europa, terra dei diritti sociali e civili. Il sogno degli Stati Uniti d’Europa merita di diventare realtà per i nostri figli“.

La Boldrini ha lanciato un messaggio molto chiaro: il tempo delle chiacchiere è finito da tempo, l’Italia è indietro anni luce rispetto ad altri Paesi europei e occidentali per la mancanza di una legge in grado di contrastare l’omofobia e di riconoscere le unioni civili tra gay. E’ giunto il momento di passare ai fatti e, per una volta, possiamo essere ottimisti.

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