Molti etero russi comprano il porno anale

In Russia la stagione delle censure segue, come era prospettabile, quella delle persecuzioni e delle violenze perpetrate nei confronti delle persone lgbt: il tutto, si sa, origina dalla nota legge anti gay, quella che proibisce la propaganda di rapporti non tradizionali diretta a minorenni.

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La legge, come è noto, e’ in vigore dal giugno 2013, firmata senza esitazioni dal presidente Putin, e ha già visto proibire diversi Gay Pride, arrestare diversi attivisti Lgbt, rimpatriare, dopo un fermo di polizia e un’ammenda salata, vari turisti, che sono stati sospettati come violatori della norma.

Tanto è estendibile l’interpretazione della legge da vedere passare sotto l’autorità della censura diverse pellicole, assurda quanto paradossale la richiesta di rivedere la sceneggiatura di un film dedicato al celeberrimo musicista russo Chaikovsky, in quanto presentato per ciò che era, ossia omosessuale. E’ di qualche giorno fa, infine, la volonta’ di mettere al bando una banconota, quella da 100 rubli, solamente perché raffigura difronte al noto Teatro moscovita Bolshoi un Apollo “en nature”, la statua che è presente all’entrata del teatro è stata coperta con una foglia di fico: secondo diversi parlamentari questa immagine potrebbe indurre gli adolescenti a commettere atti omosessuali.

La maglia della repressione, come si nota, ha oltrepassato ogni confine, tanto da considerare una statua di Apollo come possibile corpo del reato in quanto possibile oggetto di violazione della legge anti gay. In questo clima di limitazione dei diritti civili e umani, un dato risulta confermare il concetto secondo cui ogni cosa proibita porta a un aumento del desiderio di commetterla o possederla. Una statistica diretta da Porhub ha accertato che a comprare materiale pornografico con scene di sesso anale sia un’alta percentuale di eterosessuali russi, viene comprato e richiesto il 7,24% del complessivo materiale diretto a questo genere di clienti, a fronte del 5,78% che interessa, invece, la produzione pornografica gay.

Tutto questo avviene con buona pace di deputati e di parlamentari russi, che ogni giorno non mancano di aizzare l’odio e la discriminazione contro le persone Lgbt con affermazioni di grave violenza e impatto offensivo, come quelle pronunciate da chi disse alla Duma che il “sedere” non deve essere oggetto sessuale ma, bensì, obiettivo di una serie di frustate.

 

 

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