Montagna Silverback: Caos e Pazzi nella Giungla

8 Giugno 2026

Montagna Silverback: Caos e Pazzi nella Giungla

Quando, per la prima volta, ho visitato il sito di “Silverback Mountain: A New Gay Jungle Play,” si è acceso un campanello d’allarme. L’immagine principale ritraeva una banda variopinta di nove personaggi (tra cui uno con un costume da gorilla di cattivo gusto che stringeva un grappolo di banane) con pose esagerate ed espressioni buffe. Come avrebbe potuto il regista Sam Lafrage controllare il caos che di solito accompagna questi screwball a basso budget con molteplici protagonisti?

La risposta semplice è: non lo ha fatto. E sebbene supponga che alcuni spettatori accetteranno il caos, altri, come me, ne rimarranno perplessi. Innanzitutto, il sottotitolo indica che la commedia è una pièce teatrale, eppure ci sono diversi numeri musicali — con coreografia di Nico DeJesus e musica arrangiata da Bryan Blaskie — che sono tra i pochi momenti salienti dello spettacolo.

La narrazione, firmata da Mickey Gooch Jr., è tanto insensata quanto complicata. Ruota intorno all’attrito tra i fidanzati Andy (Joe Regelbrugge) e Lucas (Gooch), che decidono di sfuggire alla loro routine stressante a New York e trascorrere una vacanza in Uganda per vedere i gorilla di montagna nel loro habitat naturale. Una ricetta per il disastro, poiché l’omosessualità è illegale in Uganda, punita con l’ergastolo o la morte.

Nel percorso incontrano la guida Mamadu (Leo Jasper Davis), l’anti-gay acerrimo Mustafa (Samuel Selman) e, di tanto in tanto, una gorilla. Un attivista per i diritti gay di nome Kai (Jason Yanto) finisce in carcere per aver indossato dei pantaloncini molto succinti. Più avanti, Lucas viene incarcerato anche lui, e Andy fugge via con una gorilla. (Non chiedere.)

A un certo punto si uniscono ai loro amici di New York, Miss Jackson (Star Amerasu), la cameriera dal carattere spigliato del loro diner gay preferito, e Marty (Walker Stovall), il guascone twink di 24 anni. Lo spettacolo è narrato in modo piuttosto libero da Tumaini, la “giant lez” (la seducente Olamide Asanpaola).

A metà della loro disavventura, apprendono dell’esistenza di un villaggio gay magico e segreto chiamato Silverback Mountain (un cenno a “Brokeback Mountain”, presumo). Riusciranno Lucas e Andy a raggiungere questo vietato “Brigadoon” e a guarire la loro relazione?

Una nota arguta vede Kai cantare una ballata per intrattenere il pubblico durante un lungo cambio di costumi. “Questa canzone è qui solo per permettere loro di cambiare d’abito,” intona. Un altro punto di forza è l’animata progettazione delle proiezioni di Zack Lobel, che spinge ulteriormente l’andamento della pièce.

Dal lato negativo, a volte “Silverback Mountain” confonde gli insulti con un vero humour. Definire qualcuno “faggot” come battuta è una battuta offensiva. Ho trovato la frecciatina sugli amici di Andy morti di AIDS quasi offensiva.

Nascosto in questa narrazione, non particolarmente coerente, c’è un messaggio familiare: non aver paura di amare chi ami, anche quando coloro che detengono il potere cercano di cancellarti.

All’inizio dello spettacolo, ora in scena all’AMT Theater, Tumaini lancia una postilla, dichiarando che si tratta di una “prova di sviluppo” (developmental run), un fatto omesso dai materiali promozionali. Per la prossima iterazione, forse il team creativo potrebbe considerare di tagliare i passaggi meno efficaci e trasformare “Silverback Mountain” in un vero musical completo.

Silverback Mountain: A New Gay Jungle Play | AMT Theater | 354 W. 45th St. | Silverbackmountainplay.com | $25 – $85 | Through June 21, 2026 | 90 minutes, no intermission

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