Nuove aspettative di vita contro l’HIV

Diversi ricercatori britannici finanziati dall’Unione Europea hanno rivelato in base ad alcuni studi compiuti che le aspettative di vita per i pazienti affetti dall’HIV sono aumentati. Infatti un giovane affetto da tale malattia di sedici anni può aspettarsi di vivere fino a cinquant’anni.

Il farmaco antiretrovirale è stato sottoposto anche ai casi che hanno iniziato la cura anni fa e ha portato netti miglioramenti, mentre per chi è soggetto alla mattina dai quattro anni a venire ha effetti più curativi.

Questi risultati sono abbastanza incoraggianti e fanno comprendere che con gli anni a venire si spera di poter avere scoperte ancora più positive.

 

Il virus dell’immunodeficienza umana (HIV, acronimo dall’inglese “Human Immunodeficiency V'”irus”) è il virus responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS).
È un retrovirus del genere lentivirus. In base alle conoscenze attuali, HIV è suddiviso in due ceppi: HIV-1 e HIV-2. Il primo dei due è prevalentemente localizzato in Europa, America e Africa centrale. HIV-2, invece, si trova per lo più in Africa occidentale e Asia e determina una sindrome clinicamente più moderata rispetto al ceppo precedente.
Il virione di HIV ha un diametro di circa 100 nm e presenta un capside con forma conoide e un peplos che ospita le proteine di membrana virali gp120 e gp41. Il materiale genetico del virione è costituito da due copie di RNA identiche a polarità positiva (mRNA), le quali sono legate a due proteine basiche del peso, rispettivamente, di 7 e 9 kDa (denominate p7 e p9). Tale complesso, insieme alla trascrittasi inversa (una DNA polimerasi RNA-dipendente), alla proteasi e all’integrasi è contenuto in una sezione centrale della particella virale denominata core. Esso presenta una struttura cilindro/conica ed è costituito completamente da una sola proteina (p24)

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