Donald Trump (Getty Images)
Il Dipartimento per la Salute e i Servizi Umani dell’amministrazione Trump ha pubblicato un nuovo rapporto secondo cui il sostegno ai diritti delle persone transgender è associato a «autoritarismo di sinistra» e a una maggiore disponibilità a giustificare la violenza politica.
I critici hanno liquidato come «scienza spazzatura» il rapporto di 20 pagine pubblicato il 27 agosto e hanno accusato l’amministrazione di usare denaro dei contribuenti per costruire una giustificazione al bersaglio delle persone transgender e dei loro alleati.
La Human Rights Campaign ha rilasciato una dichiarazione lo stesso giorno della pubblicazione del rapporto, scrivendo: «Gli enti che hanno condotto la presunta ‘ricerca’, l’Manhattan Institute e il Network Contagion Research Institute, sono entrambi think tank conservatori noti per avere una storia di produzione di rapporti che si allineano a posizioni estremiste di destra.»
Lo studio ha intervistato 1.208 adulti statunitensi, ma solo l’1,1% si è identificato come transgender o non binario, mentre il 55% si è dichiarato incline al Partito Democratico. I critici sostengono che questo campione non sia rappresentativo dell’intera popolazione statunitense.
I ricercatori hanno creato una propria «Scala Clinica di Conferma dell’Identità di Genere» per misurare il sostegno alle persone transgender, chiedendo ai partecipanti se fossero d’accordo con affermazioni riguardanti il rispetto delle identità di genere, dei nomi, dei pronomi, dell’espressione di genere e l’esplorazione del proprio genere da parte dei bambini.
Il rapporto ha poi tentato di collegare tali opinioni al sostegno della violenza politica chiedendo ai partecipanti di esprimersi su cose come danni alle proprietà, aggressioni alla polizia e gli omicidi di figure politiche e imprenditoriali, tra cui Charlie Kirk e Brian Thompson.
L’indagine comprendeva anche 13 affermazioni che i partecipanti dovevano valutare in accordo su una scala da sette punti per misurare le «tendenze autoritarie di sinistra». Tra queste affermazioni figuravano: «L’America starebbe molto meglio se tutti i ricchi si trovassero all’ultimo gradino della scala sociale», «Dobbiamo riorganizzare l’ordine stabilito con qualsiasi mezzo necessario», e «L’eliminazione dell’ineguaglianza è più importante che tutelare il cosiddetto diritto di parola».
È importante notare che ai partecipanti non è stato chiesto quali fossero le loro opinioni sulle numerose politiche anti-trans dell’amministrazione Trump.
Gli autori del rapporto sostengono che riconoscere le persone transgender possa creare una sensazione di «minaccia» e incoraggiare le persone a cercare un controllo istituzionale su chi non è d’accordo. La Human Rights Campaign, tuttavia, punta sui background politici dei think tank conservatori e dei ricercatori coinvolti nel produrre il rapporto.
I critici affermano che la preoccupazione più ampia non riguarda solo il rapporto in sé, ma come i suoi risultati potrebbero essere utilizzati. Alcune testate mediatiche di orientamento conservatore hanno già cominciato a citarlo come prova che le persone transgender e i loro alleati rappresentano una minaccia per la società americana nel suo complesso.
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