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Omofobia conduce prima alla morte, lo svela uno studio

L’omofobia conduce prima alla morte. Questo è quanto è stato evidenziato nel recente studio «I Pregiudizi omofobi e tutte le cause della mortalità tra gli eterosessuali negli Usa». Lo spiegano l’Università del Nebraska e l‘Università della Colombia nel rapporto pubblicato sull’ American Journal Public Health.

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Per eseguire la sperimentazione, gli scienziati hanno utilizzato come dati base i risultati del General Social Survey (Sondaggio Sociale Generale) e le testimonianze riportate nel National Death Index (Indice Nazionale di Mortalità). Inoltre, si sono avvalsi del metodo Cox proportional hazard models, per esaminare i diversi livelli fisiologici. Si tratta di un modello di studio statistico che analizza mediante confronto l’esperienza di vita fra due o più individui al fine di definirne i tempi di sopravvivenza. L’analisi è stata effettuata in seguito su ben 20.226 persone, fra donne e uomini, di età compresa fra i 18 e gli 89 anni. Ebbene, negli individui con livelli maggiori di omofobia è stata riscontrata una mortalità anticipata. 2,5 anni per l’esattezza. Questo, secondo i medici, è dovuto dalla rabbia e dallo stress prodotti dall’intolleranza omofobica. In più, in suddetti individui è stato evidenziato un livello più alto di problemi cardio-vascolari. La conclusione medica consiglia l’abbassamento dei pregiudizi anti-gay e, conseguentemente, una maggiore apertura mentale nonché tolleranza.

Sorge spontanea una domanda: come hanno fatto a determinare se una persona fosse effettivamente omofoba? Per fare ciò si sono serviti di un questionario al quale i volontari dovevano rispondere. Le domande chiave che determinavano se una persone ne fosse affetta o meno erano «Una persona apertamente omosessuale dovrebbe insegnare in college?», «Ritiene che una relazione condotta tra due individui del medesimo sesso sia errata, parzialmente errata, per niente errata?».

Se tanto ci dà tanto, bisognerà avvertire la quasi totalità della popolazione africana, nonché il presidente russo, Vladimir Putin. Si sà mai che il prossimo articolo riguarderà il decesso di uno di questi.

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